venerdì 29 giugno 2007

Fare SEO per il Branding con un Blog. Si o No ?

Seguo fin dal primo post il blog di Jennifer McLean: Credibility Branding [1]!

Nella pagina di presentazione Jennifer, di Credibility Branding, dice:



Lin
ear, manipulative, spin marketing is over. The social media world and savvy customers have created influencers that can sell products and change public opinion. These influencers (customers, users, media, celebrity, pundits, partners etc) are cementing the trust in products and companies and contributing to a dramatic increase in the speed of sales. Credibility branding is a model that helps to manage this opportunity and is an important new conceptual marketing breakthrough.

Un buon biglietto da visita, io credo!


Tra i miei (numerosi, ahime !) post arretrati ne avevo proprio uno di Jennifer McLean [2] : Blogging Your Brand With SEO – Why Wouldn’t You (The Seth Godin / Solomon Rothman Debate)?

Fare Branding [G1] con il tuo Blog utilizzando tecniche SEO - Perchè non si dovrebbe ?


Jennifer porta alla ribalta una discussione tra Seth Godin, uno dei più popolari autori di bestseller sul Marketing [3] e Solomon Rothman, Web Designer e SEO consultant [4].


Seth Godin mette all'indice le pratiche SEO definendole come shortcut (scorciatoia) verso la popolarità sul Web. Solomon Rothman gli ribatte quasi scandalizzato citando un Case History che lo riguarda personalmente. Jennifer, a mò di arbitro di tale contesa, dice molto candidamente: il SEO è Marketing!


Sono d'accordo con lei. Forse è proprio questo il modo di definire meglio l'attività di un SEO. Chi ottimizza per i motori di ricerca è un Marketer professionista che deve utilizzare al meglio uno strumento.

Per i piccoli Brand, per i nomi sconosciuti, non si può solamente contare sulla buona qualità dei contenuti. Non possono essere solo buone copy a far decollare un blog se questo non riceve dal proprio proprietario un minimo di cure SEO !

Quanto dice Seth Godin può valere per i personaggi del suo calibro; personaggi che riescono a fare visite grazie alla popolarità di cui già godono offline.

Anche se poi mi chiedo: ma tali mostri sacri avranno mai bisogno di un blog per conquistare popolarità? Avranno mai bisogno di visite per riuscire a vendere il loro prodotto ?

Sono convinto di no...

Nel mio piccolo, pur volendomi prendere molta libertà nei contenuti, dedico molta attenzione alla ricerca del miglior titolo del post. Un lavoro a volte complicato se si pensa che la piattaforma che utilizzo non visualizza nell'URL piu' di 40 caratteri. Vi lascio immaginare quindi...


Webliografia

[1] Credibility Branding - il Blog di Jennifer McLean
[2] Credibility Branding -
Blogging Your Brand With SEO – Why Wouldn’t You (The Seth Godin / Solomon Rothman Debate)?
[3] Seth Godin - about
[4] Solomon Rothman - about


Glossario

[G1] Brand

mercoledì 27 giugno 2007

la Teoria delle Code Lunghe. Qualche Riflessione


Quello delle Code Lunghe è un argomento molto affascinante e, al tempo stesso, impegnativo da trattare e da presentare. Vi rimando alla trattazione sull'edizione in lingua inglese di Wikipedia [1].

Io ho iniziato solo da un pò ad approfondirlo e, volendo andare oltre il sentito dire, mi sto documentando. La mia prima fonte sono stati i tre post di Marketing Routes [2][3][4] che mi hanno fatto fare delle riflessioni che voglio condividere con voi.

Nel primo dei tre post di Marketing Routes, Miriam Bertoli fa riferimento alle parole chiave come applicazione della Teoria delle Code Lunghe al Search Marketing. Dice Miriam:

[...] la coda è un insieme estremamente frammentato di microricerche che portano anche una/due visite, ma che unito riesce ad avere il peso numerico delle parole chiave che portano traffico a tre cifre. [...]

Miriam si riferisce a quei siti (come Amazon) che riescono a trarre beneficio (cioè vendite) sia da prodotti molto richiesti sia da prodotti di nicchia potendo offrire sia gli uni sia gli altri. Oltre a quanto evidenziato da Miriam aggiungo che nel pezzo segnalato di Wikipedia [1], proprio parlando di Amazon, si dice che il soddisfacimento dato alla categoria dei consumatori è maggiore quando si riesce ad offrire un prodotto di nicchia rispetto al caso in cui sia offerto un forte sconto su prodotti molto richiesti.

Come dire che il beneficio è maggiore se si riesce ad accontentare il numero più elevato possibile di persone !



Tornando al Web, mi chiedo: e se un sito lavorasse soltanto per soddisfare quei consumatori di prodotti di nicchia ? Quelli che chiedono a Google dove poter reperire una buona offerta turistica per una Vacanza al Lago di Bomba piuttosto che una più generica Offerta Turistica in Abruzzo ? [5]

Dal punto di vista SEO si parla ovviamente di keyword molto poco performanti ma lavorare solo per le Code Lunghe permette sia di diminuire i costi di Search Engine Marketing (proprio per lo scarso volume di ricerca delle Keyword) sia di soddisfare le richieste dei navigatori che sono alla ricerca di quel particolare prodotto. E lavorare per le Code Lunghe della richiesta significa fare riferimento a quel succulento 25 % di nuove query che giornalmente vengono fatte su Google come ci dice Jacopo Gonzales [3].

Un ultimo passaggio adesso: ma chi è che offre solo il prodotto di nicchia ? Quali le Aziende che decidono poi di farlo utilizzando il Web ?

Io penso si tratti di Piccolissime Imprese ed Attività.

Perchè non dedicarsi a queste ?

Certo, mi rendo conto che un'offerta SEO a costi ridotti per soddisfare una siffatta clientela implicherebbe, per il SEO stesso, l'avere un cospicuo portfolio clienti. Ma anche qui si lavora sulle Code Lunghe: non grandi Brand ma tante piccole Marche.

Che ne pensate ?


[1]
Wikipedia - The Long Tail
[2] Marketing Routes - Long Tail e Search Marketing
[3] Marketing Routes - Il 25% delle ricerche su Google sono Query Nuove
[4] Marketing Routes - Potenziare la Long Tail dei Link di accesso al Sito

[5]
Mi riferisco al sito www.casamancini.it su cui sto lavorando in questo periodo. La query su Google vacanza lago di bomba, che presenta un volume di ricerca e un trend di traffico online molto bassi, produce (oggi) il sito in questione al terzo posto. Bontà del CMS di Sofitek e, da parte mia, le opportune ricerche nel reperire e riarrangiare gli argomenti (contenuti) attinenti all'offerta e un minimo di buon senso SEO !

lunedì 25 giugno 2007

Ho vinto una Bottiglia di Vino !!!


Yo Yo formazione rotolante è un centro di formazione per il Web Marketing itinerante che ha come base logistica www.yoyoformazione.it.

Mariangela, Fabrizio e Francesco tengono vivo un utilissimo blog (feed ovviamente aggragato fin dall'inizio) e aggiornano gli iscritti con interessanti newsletter.

Nell'ultima c'era un manuale utilizzato in uno dei corsi su come condurre una Campagna
Pay-per-Click (se lo volete dovete iscrivervi, però) ed un invito stimolante: il primo a rispondere avrebbe vinto una bottiglia di vino.

Senza troppe speranze di vincere ho comunque risposto complimentandomi con quelli di YoYo.
Subito dopo, con mia grande sorpresa, ho ricevuto la graditissima risposta da Fabrizo: ho vinto la bottiglia di vino!

Tra i traguardi che potevo raggiungere con il mio blog certamente non potevo pensare di poter vincere un premio!

Grazie a Mariangela, Fabrizio e Francesco; anche per la citazione sul blog con addirittura un tag tutto mio !

Non appena riceverò il premio posterò una mia foto mentre brindo alla vostra salute :-)

Quanto pesa Internet ? Il Web sulla bilancia...


To see a world in a grain of sand
And a heaven in a wild flower,
Hold infinity in the palm of your hand

And eternity in an hour.


Inizia così il Canto dell'Innocenza [1] di William Blake [2], celebre incisore, poeta e pittore romantico inglese.
Per guardare il mondo in un grano di sabbia, dice nel suo primo verso...
Ma a quei tempi (un paio di secoli fa), il nostro buon Blake, non poteva immaginare l'essere profetico delle sue misteriose parole !


L'osservazione è stata fatta nell'ultimo numero di DISCOVERY che ho acquistato nella versione cartacea. E la carta, credetemi, ha reso ancora piu' speciale l'argomento trattato:

Quanto pesa il Web ?


In breve: considerando che tutta l'informazione viene codificata con soli 0 e 1, che nei nostri computer l'informazione è scritta su particolari componenti elettronici con un certo numero di elettroni (pesanti circa un miliardo di milardesimo di miliardesimo di grammo ciascuno), che una stima fatta di recente vuole che il contenuto informativo del Web sia, in dimensioni, pari a 40 petabyte (cioe' 40 milioni di miliardi di byte) il peso totale dell'informazione sul Web risulta essere circa 5 milionesimi di grammo.

Cioè il peso di un piccolissimo grano di sabbia!

Incredibile, vero ?

Per chi volesse controllare che non sia impazzito e volesse poi assicurarsi che le mie conversioni tra unità anglosassoni e unità del Sistema Internazionale siano state fatte bene, l'articolo è disponibile anche su discovermagazine.com [3].

[1] William Blake - Auguries of Innocence
[2] William Blake - vita e opere da Wikipedia
[3] DISCOVER - How much does the Web weight

domenica 24 giugno 2007

il SEO: un CUSTODE che agisce con la MENTE e con la FORZA


Il SEO può essere definito un CUSTODE del Sito ?


Io direi di si. Un cliente si rivolge ad un SEO mettendo nelle sue mani le sorti del suo Sito Internet. Al SEO chiede di migliorarne la visibilità e, perchè no, anche di individuare delle opportunità sul Web che, da solo, non sarebbe mai in grado di vedere: da un semplice scambio link con un Sito strategico fino alla creazione di vere e proprie opportunità commerciali.
Penso che questa possa essere una definizione più "usabile" di Search Engine Optimizator. Una definizione che possa, oltretutto, avvicinare questa figura professionale anche ai meno esperti, a quelli che di (Web) Marketing non sanno abbastanza,a quelli che intuiscono di aver bisogno di un esperto ma che non sanno dargli un nome. Che questo nome non sia davvero CUSTODE ?

la MENTE, usare la MENTE !


La MENTE di questo CUSTODE deve essere formata ad ampio spettro: non soltanto programmazione e tag html o tool di ricerca delle keyword più performanti, ma anche e soprattutto intuizione, conoscenza dei concetti basilari del Marketing e, infine, esperienza. E' la Mente del Custode che gestisce tutti gli elementi rilevanti per un Sito e si dedica alla redazione di schede e contenuti che abbiano le finalità che lo stesso CUSTODE condivide con il proprio cliente.

la FORZA del web al nostro servizio !
Utilizzando la sua MENTE, l'esperienza e l'intuizione, il CUSTODE fa affidamento sulla sua stessa FORZA e su quella del Web: sfruttando le opportunità che il Web offre fa in modo che il Sito sia popolare e che, intorno ad esso, siano generati contenuti, si parli sul Web e si faccia discussione anche fuori dai confini dell'Online !

L'attività del CUSTODE porterà così il Sito a raggiungere gli obiettivi e un obiettivo raggiunto per il Sito significa una nuova opportunità commerciale: un contatto, una richiesta di informazioni, una vendita!

sabato 23 giugno 2007

Io, Paolo Valdemarin e Claudio Iacovelli: aria d'alta quota!


Sono stato citato
come Sito per esplorare e monitorare le questioni di marketing e ICT, nello spazio News del sito Internet del Corso di Laurea Specialistica in Scienza e Tecnologia della Comunicazione e dell'Informazione dell'Università degli Studi di Genova.

Ecco il link !



La cosa mi riempie di orgoglio soprattutto se mi fermo un attimo a riflettere che mdplab è citato insieme a Paolo Valdemarin e Claudio Iacovelli.

Una meravigliosa compagnia !

Marketing del Vino si, ma senza esagerare - il caso Red Heart

La catena di distribuzione inglese Sainsbury ha messo in distribuzione un vino prodotto in Australia, imbottigliato nel Regno Unito e venduto al consumo al prezzo di circa sette euro e mezzo.

Lo apprendo dall'ultimo numero di de Vinis, la rivista ufficiale dell'Associazione Italiana Sommelier [1], in un articolo di Franco Ziliani (giustamente) polemico.

Vediamo perchè: il Red Heart (è questo il nome del vino) contiene il 32% in piu' di antiossidanti rispetto alla media dei vini rossi. E su questo non c'è nulla da eccepire: ci sarà sicuramente una inoppugnabile analisi chimica a
certificarlo.

Ciò che lascia davvero perplessi è che in etichetta, come lo stesso Ziliani ci dice, è riportata una frase che "decanta" le proprieta' curative del vino.

Ricordo una puntata di diverso tempo fa di Report in cui venne intervistato un medico sull'argomento; egli dichiarò che per ottenere dal vino la quantità di sostanze curative presente in una sola delle pillole che gli anziani usualmente prendono per la loro buona salute, occorrerebbe berne in proporzioni tali da provocare altri e più seri danni !


Non mi sono accontentato dell'articolo su carta e così sono andato a tastare il polso della rete su questo Red Heart. Su wineanorak (da cui ho scoperto che la storia è anche abbastanza vecchia) [2], viene riportato il comunicato stampa con cui Sainsbury ha presentato il vino. Eccone l'ultima frase:

This is why moderate consumption of red wine and a healthy diet abundant in fresh fruit and vegetables can improve our health and increase longevity.

E volete sapere il commento dell'autore ?

Un condivisibilissimo... B******s!

Insomma Marketing del Vino si, ma a tutto c'e' un limite !



[1] Sommelier.it - il Sito ufficiale dell'Associazione Italiana Sommelier
[2] wineanorak - Red Heart Wine

venerdì 22 giugno 2007

Riflessioni...dall'Alto


Allora: voglio condividere con voi tre riflessioni che ho fatto nel volo Alitalia che mi ha portato a Francoforte cinque giorni fa.

(1) Ne la Repubblica, in distribuzione gratuita per i passeggeri, ho trovato un articolo dal titolo "Vacanze, due giorni al prezzo di uno": sono presentati degli itinerari low cost di due giorni. Figurano in questa presentazione Londra, Lione, Siviglia, Copenaghen, Amsterdam, Helsinky, Cracovia e Budapest. E l'Italia ?

Ora due sono le cose: o la mancanza di occasioni low cost testimonia la buona salute del nostro Turismo oppure non ci sono delle strategie promozionali che i nostri Operatori possono mettere sul mercato a prezzi competitivi. Nel secondo caso direi che ancora una volta, per ripetere alcune delle riflessioni che hanno dato spunto al Progetto David (a proposito, ancora un po' di pazienza e mi rimetterò al lavoro), manca una programmazione. Una programmazione non da parte degli operatori ma, molto piu' probabilmente, dei nostri politici. Sono loro
che dovrebbero fare da collante alle varie offerte presenti nel territorio per renderle organiche e poi anche concorrenziali ! E questa non è una mia affermazione ma è quanto dichiarato da Paolini (Assessore al Turismo della Regione Abruzzo e coordinatore Nazionale degli Assessosi al Turismo) nell'ultima edizione dell'Ecotur.


(2) Nella rivista Ulisse che la nostra compagnia di Bandiera distribuisce durante i voli (se è solo per lettura confesso di aver fatto un furto) , ho trovato uno speciale di addirittura 30 pagine su Valencia. D'accordo, è la sede dell'America's Cup ma su una tale rivista (per me molto ben fatta) mi aspetterei di trovare speciali su cittadine italiane, magari nemmeno troppo note. Qualche tempo fa ci furono delle pagine dedicate a Guardiagrele; perchè non continuare ? Perche' non cercare di portare nuovamente in Italia gli stranieri che stanno tornando a casa comunicando loro che hanno dimenticato di andare a visitare quella piccola ma meravigliosa citta' d'arte o quello sperduto ma suggestivo borgo medievale ?


(3) Com'è possibile che insieme con lo snack distribuito dagli Assistenti di Volo venga offerto un Merlot ? Non mi sembra, questa, una buona scelta. Non sarebbe forse meglio un Montepulciano o, per non essere troppo di parte, un bel Brunello o un Barolo ?

giovedì 21 giugno 2007

Senza Rete da Francoforte

In questo momento sono all´areoporto di Francoforte. Dovevo imbarcarmi alle 11.15 per tornare in Italia ma il nubifragio (dopo due giorni di caldo umido) ha bloccato i voli...

Almeno quelli Alitalia :-(



Sono ormai tre giorni che sono sconnesso dalla rete ed aver trovato un Internet Point mi ha ridato il sorriso dopo aver appreso che il prossimo volo utile per Roma c´e´ alle 18.40!!!



Ho avuto problemi con il mio portatile e non ho avuto occasione prima di oggi di tornare sul Web.



Ho pronto un post che ho scritto offline su un paio di articoli letti sul volo che mi ha portato qui nelle riviste in distribuzione gratuita: lo pubblichero´ appena rientrato a casa!



Per adesso mi basta postare dall´estero: ha sempre il suo fascino :-)



A presto...

domenica 17 giugno 2007

gazzetta.it o la Gazzetta dello Sport ? ... la seconda che hai detto :-)


Prima di imbarcarmi nella coinvolgente avventura di mdplab avevo una regola: alle otto in punto www.gazzetta.it e rassegna delle principali notizie sportive. Poi, però, alla Rosea s'è sostituito il reader dei miei feed; complice di questo disamoramento sicuramente anche i numerosi scandali che hanno colpito il mondo sportivo in questo ultimo anno :-(

Così mi capita più spesso di leggerla nella versione cartacea (senza dubbio più affascinante e comoda se davanti si ha un cornetto ed un buon cappuccino !) nei fine settimana quando mi concedo colazioni lunghissime da Sandro. Qualche giorno fa, all'ultima pagina, ho trovato un'intervista al direttore Verdelli che parlava compiaciuto dei risultati di GazzaSpace, la community di gazzetta.it.



Incuriosito, tornato a casa, sono tornato sul sito del quotidiano e, con mia grande sopresa, ho notato che gli articoli della Gazzetta sono stati aperti ai commenti con un link che recita un invitante "di la tua". Ho subito pensato: è un'idea brillante. Così i lettori aumenteranno e sarà sicuramente stimolato anche il ritorno sulle pagine per seguire lo sviluppo delle discussioni. La parte più maliziosa di me ha anche riflettutto sui ritorni economici per la vendita di spazi pubblicitari o per la pubblicazioni degli Annunci del circuito di AdSense di Google (che infatti sono presenti). Senza dimenticare il prezioso materiale degli UGC (User Generated Content [G1]) che permette di studiare il comportamento degli utenti ricavandone indicazioni di valore inestimabile.

Insomma: c'è tutto perchè sia una iniziativa di successo!

Una pecca: il processo per la registrazione e per l'intervento degli utenti a livelli della peggior burocrazia! Ma non si può avere tutto...

Volendone parlare su mdplab ho voluto, come mio solito, andare alla ricerca di qualche parere autorevole. Ed ho trovato un post di Luca Conti (Pandemia) [1] dal quale, in primo luogo, ho appreso che l'iniziativa è già abbastanza datata: Luca Conti ne parla già agli inizi di Aprile.

Da Pandemia ho poi scoperto che in GazzaSpace si può creare un proprio blog ma solo dopo aver raggiunto un certo livello nella partecipazione alla Comunità. Questa cosa, a dir la verità, mi sembra stridere con i principi che, immagino, siano alla base della creazione di un Social Network.

Ma ripeto: non si può avere tutto. Almeno per ora !

E' vero, l'iniziativa della Gazzetta è ormai già datata; ma ne ho voluto comunque parlare anche per dire che a gazzetta.it preferisco la Gazzetta dello Sport e che a GazzaSpace preferisco gli amici e le loro chiacchiere da bar :-)


Webliografia

[1] Pandemia di Luca Conti - Gazzetta.it diventa un Social Network: GazzaSpace

Glossario

[G1] User Generated Content

venerdì 15 giugno 2007

Ridurre l'Entropia dell'Universo - il mio contributo :-)


Tra i tantissimi impegni di quest'ultimo mese e mezzo, sono riuscito a rimettere in ordine la mia stanza.

Dal Caos all'Ordine: alla fine ce l'ho fatta e ho dato così il mio contributo alla riduzione dell'Entropia dell'Universo :-)

Chi ha passato tanto tempo sui libri di Fisica come me saprà interpretare la "fomuletta" !

e adesso sono pronto...

Finalmente !

giovedì 14 giugno 2007

Come Promuovere un Sito Internet: 100 Euro ma...bastano davvero ?


Marketing Routes, qualche giorno fa, ha segnalato un'intervista [1] fatta su SEOish [2] ad importanti professionisti in ambito SEO negli States . La domanda e' molto semplice:

“What would you do,” I asked, “If you only had 100 dollars to market your website?”

Cosa faresti se avessi solo 100 dollari per il marketing del tuo Sito Web ?


Sono andato a leggere il post su SEOhish con la sicurezza di trovare preziose indicazioni su come poter soddisfare clienti che capiscono che il Sito Web debba essere promosso per non fare in modo che sia solo un occupante abusivo dell'Internet, ma che non hanno praticamente mai troppo da spendere.

100 dollari alla fine li possono spendere tutti. Anche dopo che diversi altri ne sono stati spesi per l'acquisto del dominio e per il pagamento del Webmaster che ha provato a mettere in piedi una struttura decente.

Quindi mi sono detto: vediamo cosa dovrei vendere per 100 euro in Italia (per comodità ho considerato come alla pari il cambio euro/dollaro) per un cliente che mi chiede di fare Marketing del Sito a prezzi stracciati. Ho letto con attenzione le interviste su SEOish e dalle parole degli esperti intervistati ho appuntato le tre azioni più raccomandate:

(1) produzione di contenuti utili (e ottimizzati)
(2) una buona link popularity
(3) presenza nei social network


Ma 100 euro non sono pochi per le azioni indicate? Soprattutto se a queste azioni deve necessariamente essere propedeutica almeno un'analisi degli obiettivi e del target ?

[1] Marketing Routes - Promuovere un Sito Online con 100 Dollari

[2] SEOish - Got 100 dollars? 7 Experts share budget website marketing tips

mercoledì 13 giugno 2007

Fare Business con il Web - Seo Carpediem intervista Leonardo Bellini

Vincenzo Arcidiacono, responsabile di Seo Carpediem, questo fine settimana intervisterà l'Ing. Leonardo Bellini consulente di Internet Marketing e Tecnologie Digitali e ha deciso di farsi portavoce di quanti proporranno domande postandole sul suo blog.

Ringrazio Vincenzo per avermi contattato via e-mail per segnalarmi la sua iniziativa.

Di seguito pubblico le domande che ho proposto io:
(1) COMUNICARE IL LAVORO DEL WEB MARKETER
Quanto in Italia viene apprezzato il lavoro del Web Marketer ? Ci sono problemi da parte dei professionisti del settore nel comunicare l’utilita’ del proprio servizio ? Se si, come si potrebbe sopperire a questa mancanza ?

(2) WEB MARKETING PER TUTTI
In Italia sembra che solo i grandi brand decidano di affidarsi al Web Marketing arrivandosi a spingere anche al piu’ certosino lavoro SEO. Come si puo’ rendere accessibile questa pratica anche a piccolissime Aziende ? Quali dovrebbero essere le pratiche SEO basilari al fine di rendere una prestazione professionale economicamente accessibile anche alle Aziende che non dispongono di grandi budget (in alcuni solo poche centinaia di Euro) ?

(3) CORPORATE BLOG
La pratica del Corporate Blog in Italia quanto funziona ? Quali sono i grandi limiti che abbiamo ? Ci sono dei dati che dimostrino che un Blog Aziendale funziona anche nel nostro Paese ?

Vi invito a postare anche le vostre domande !

martedì 12 giugno 2007

Ottimizzazione per i Motori di Ricerca e Compliance al W3C - Consigli dal Web

Il consorzio W3C (World Wide Web Consortium) [G1] è l'ente internazionale che si occupa della definizione degli standard per l'interoperabilità tra gli "attori non umani" del Web: server, computer, apparecchiature wireless.

Il W3C si occupa quindi anche delle normative riguardanti le modalità con cui devono essere realizzati tecnicamente i Siti Web; un Sito Web compliant agli standard W3C è caricabile (o meglio, dovrebbe essere caricabile) da qualsiasi server su qualsiasi Personal Computer o dispositivo portatile (purchè le interfacce, cioè i Browser [G2], di accesso al Web di tali dispositivi siano a loro volta conformi alla normativa).

Fatta questa premessa (che chiedo agli esperti di rivedere qualora abbia tralasciato o inteso male qualcosa) mi pongo un problema:
la compliance al W3C impatta o meno l'ottimizzazione per i motori di ricerca ? E in che modo ?

Loren Baker, di Search Engine Journal [1] ha trattato l'argomento qualche tempo fa richiamando nel suo articolo un post di Michael Gray sul suo Gray Wolf's SEO Blog [
2].

Michael sostiene che un sito certificato W3C non ha nessun tipo di spinta al posizionamento anche se uno che ignora totalmente le linee guida del Consorzio potrebbe avere dei problemi in termini SEO.

Non accontentandomi delle sue parole, sono andato a leggere i commenti e lì ho trovato qualcosa di interessante che appunto di seguito:

(1) certificare un sito potrebbe comportare una automatica ottimizzazione per i motori di ricerca. Questo (aggiungo io) al netto di tutte le strategie che poi il SEO deve applicare in materia di contenuti ed usabilità.

(2) provando a fare il check di validazione di google.it si scopre la sua not compliance [3]; se è quindi già Google che viola le regole, perchè dovrebbero rispettarle i poveri Webmaster e SEO ?


(3) il problema della certificazione è relativo più che altro al dover rendere il proprio sito "caricabile" da qualsiasi Browser (sia quelli in uso adesso sia quelli che verranno sviluppati in futuro).
A proposito di questo punto 3 cito l'ultimo post di Johnnie in cui si parla della versione beta del Browser Safari [4] e della preoccupazione che i SEO dovranno avere per adattarsi a questo nuovo prodotto: oltre ad ottimizzare per IE e Firefox, si dovrà ottimizzare anche per Safari.
Qualche riflessione finale...

Sembra che la cosa migliore da fare sia ottimizzare in senso SEO un sito che è già compliant al W3C.

Sforzarsi di trovare le migliori keyword per un sito che poi non viene caricato dal Firefox (dico uno per citarli tutti) non servirebbe proprio a niente. D'altra parte, però, è ovvio che un sito che specchia il W3C fino all'ultimo requisito senza un minimo di lavoro SEO non potrà mai farsi "apprezzare" sul Web !

Riguardo al problema posto da Johnnie mi viene da dire che, se la normativa W3C venisse applicata (da tutti !), non ci si dovrebbe preoccupare del Browser che caricherà sulla macchina dell'utente il nostro sito ottimizzato. O no ?

Webliografia

[4] 980km - Forse non siamo pronti per un Safari nella giungla Windows :(

Glossario


[G1]
W3C
[G2]
Browser

lunedì 11 giugno 2007

Usabilità, Posizionamento e Site Marketing: consulenza per Terre di Mezzo


Sono stato contattato dalla resposabile del Sito Web del Centro Escursionistico Terre di Mezzo che si trova a Rocca di Mezzo, in provincia di L'Aquila. Il sito è orientato alla promozione del territorio e dei servizi di guidania offerti per escursionismo nel Parco Regionale del Sirente Velino.

Mi è stata richiesta una consulenza orientata a:
  • miglioramento dell'Usabilità del Sito
  • promozione sul Web
  • posizionamento sui motori di ricerca
Ho aperto un nuovo post su mdplab-trials in cui ho già riportato lo stato attuale del sito, le impressioni avute dopo il primo incontro con il cliente e il mio rapporto preliminare di consulenza. Il post sarà aggiornato manmano che la camoagna andrà avanti.

Per monitorare la campagna (il cliente ha dato il suo consenso a rendere pubblica la consulenza)

Sito: www.abruzzoescursioni.it

domenica 10 giugno 2007

Marketing Territoriale e Turistico a Guardiagrele - Morgan, se ci sei batti un colpo !

Quando ho parlato dei campioni abruzzesi [1], auspicandone un impegno per la promozione della loro terra d'origine, ho tralasciato volutamente il più importante: Morgan De Sanctis!

Merita un post personalizzato: vediamo perchè !

Morgan è di Guardiagrele [2] come me e quando mi capita di stare lontano dal mio paese (Guardiagrele, per l'appunto) e mi si chiede da dove io venga, sono spesso costretto a dire: io sono dello stesso Paese di Morgan De Sanctis, il portiere dell'Udinese, vantandomi poi del fatto di aver giocato insieme con lui in squadre del settore giovanile e nei campionati studenteschi !

L'ultima volta che Morgan mi ha aiutato a far capire di dove fossi è stata con Matteo Caruso di TSW [3] quando l'ho conosciuto a Milano in occasione del RitaliaCamp.

Quale miglior testimonial del nostro territorio ?

Quale miglior personaggio per esportare oltre i confini regionali e (perchè no!) anche nazionali le bellezze artistiche ed enogastronomiche della nostra meravigliosa cittadina ?

E quindi anche a te Morgan chiedo una intervista, un video, qualche parola come ulteriore esperimento per il Progetto-david...per un miglior Portale Italiano del Turismo.

Magari fatti riprendere da Iaquinta e poi pubblica la registrazione su Youtube ! Dai, che ci vuole, tanto il campionato è finito :-)

venerdì 8 giugno 2007

le Tariffe del Marketing Online. Riflessioni

In questi giorni di riordino della mia camera/studio è saltato fuori un opuscolo dal titolo Alla scoperta delle Professioni della collana minilavoro-isfol. Si tratta della guida alle professioni dedicate alla New Economy di tre o quattro anni fa.

Mi ha colpito, ovviamente, la scheda dedicata all'Esperto di Marketing Online.

In breve in questo opuscolo, l'Esperto di Marketing Online (che si dice debba formarsi a livello universitario con studi di Economia che conferiscano conoscenze di Marketing e di Strategie di Impresa) viene definito come la figura professionale in grado di recepire le istanze dei clienti, trovare informazioni di importanza strategica, individuare i consumatori di riferimento, ideare iniziative di marketing online e gestire i rapporti con i clienti.

Ma quello che davvero mi ha fatto riflettere è il paragrafo dedicato ai compensi stimati per gli Esperti di Marketing Online: un compenso annuo, si dice, può oscillare al lordo tra i 31.500 e i 51.650 euro.

Sinceramente non so (ancora) quanto valga il lavoro di un professionista di Marketing Online.

Spesso mi capita di andare alla ricerca, sui siti degli studi italiani, delle tariffe applicate ma non trovo mai nulla se non il solito form di contatto con la richiesta di indicare il budget che si intende mettere a disposizione.

E' una ricerca che faccio soprattutto con la prospettiva di rivendere un giorno le mie esperienze a quanti avranno riposto, nel tempo, in me la fiducia che avrò saputo meritare (da questi quanto dovrei farmi
mai pagare ?)

Sono convinto che il lavoro fatto bene vada pagato, e anche parecchio! Ma mi rendo conto anche che, volendo servire piccoli clienti (quelli che cominciano a capire l'importanza di una strategia di Comunicazione e di Marketing sul Web ma che hanno un budget ridottissimo), i prezzi da praticare non debbano essere troppo alti.

Non posso applicare per il Marketing di un sito di un piccolo ristorante di provincia la stessa tariffa oraria che studi SEO affermati praticano per grossi Brand! Perchè non sono ancora un vero e proprio professionista ma anche e soprattutto perchè altrimenti quel lavoro non lo prenderei mai...

E non avrei così, mai l'opportunità di crescere !

Che fare quindi ?
Quando mi contatterà il primo mio piccolo cliente, "quanto dovrò chiedergli ?"

giovedì 7 giugno 2007

Duplicazione dei Contenuti - Google's Claim Your Content ?

Capita da qualche tempo che i miei post siano copiati da un misterioso www.3viso.com. Vedete voi stessi nella sezione Link a questo post di uno dei miei ultimi post [1].

La prima volta mi fece piacere constatare che qualcuno mi avesse citato. Ma dovetti subito ricredermi nel vedere che il post che mi citava era la copia conforme (figure incluse) del mio (ad onor del vero va detto che era citato anche l'autore).

Che sarà successo ? Pensai. Qui c'è qualcosa che non va !


La spiegazione di questo fenomeno l'ho trovata qualche tempo dopo in due post molto interessanti: il primo su Search Engine Journal [2] dal titolo "Google's Claim Your Content?" ed il secondo su Tagliablog [3] intitolato "Contenuti duplicati e posizionamento" (nel secondo viene richiamata una traduzione fatta da Marco Ziero sulla posizione di Google in merito alla duplicazione dei contenuti [4]).

Il tema trattato è quello degli Scraper che sono Siti Web mostranti contenuti prelevati da sorgenti come SERPS [G1], RSS Feeds [G2], Blogs e ogni altro Sito Web. Gli scraper sono Siti che duplicano contenuti da altri Siti sfruttandone la qualità e ricavando (da una visita, quindi, ad un contenuto non originale) introiti per esempio derivanti dal circuito AdSense di Google (www.3viso.com è pieno di annunci !).


Quelli Scraper sono molto spesso dei siti con domini dismessi e poi riacquisiti che, proprio per la loro anzianità sul Web, ingannano i motori di ricerca facendo credere di essere i proprietari dei contenuti a discapito dei proprietari reali costituiti da Siti Giovani costretti (proprio perchè neo-nati) a pagare lo scotto della SandBox [G3] prima dell'indicizzazione.

Dal post di Marco Ziero si deduce che Google definisce duplicato un contenuto quando è la copia identica di un altro (invito a leggere il post completo di Marco [4]). Se volessimo toglierci lo sfizio e reperire sul Web siti che copiano i nostri contenuti, tagliaerbe ci dice come fare segnalandoci quelli che lui definisce Siti Antiplagio; ne segnalo uno in Webliografia [5].

Carsten Kumbrovski di SEJ [2] amplia il discorso segnalando la registrazione da parte di Google di alcuni domini con le frasi “Claim Your Content”, “Claim My Content” e
Claim Our Content” (Claim significa rivendicare) avanzando l'ipotesi che Google stesso stia cercando di mettere a disposizione dei Webmaster dei metodi per segnalare la proprietà di un contenuto. Ma questa è solo un'ipotesi!

Carsten ragiona su quali potrebbero essere i metodi anticscraping. Ne cito due:
  1. invio ai motori di ricerca di un documento sul copyright digitale (DMCA [6], siamo in America !) ogni volta che un sito scrape ruba il contenuto al proprio Sito
  2. fare in modo che il feed (una delle sorgenti per gli scraper) contenga solo una parte del contenuto
Ma poi, riflettendo sul fatto che questi sono metodi dispendiosi (e che porterebbero il Webmaster/Content Manager a non fare nient'altro che claim), Carsten chiude l'articolo chiedendosi come Google potrà risolvere i seguenti problemi:
  • verifica dei siti che rivendicano (claim) la legittima proprietà di un contenuto
  • prevenire che ci sia il claim dei cotenuti da parte di proprietari non legittimi
  • permettere ai proprietari dei contenuti di distribuire una lista con i Siti che possono trattare liberamente i loro contenuti
Interrogativi che, vista anche la mia esperienza personale, mi pongo anch'io !

Webliografia

[1] mdplab - le Previsioni del Mercato Turistico 2007-2017 - dal Summit WTTC
[2] Search Engine Journal - Google's "Claim Your Content" ?
[3] tagliablog - Contenuti duplicati e posizionamento
[4] Marco Ziero - Google su contenuti duplicati
[5] un sito antiplagio - Copyscape
[6] DCMA, Atto sul Copyright Digitale emesso dalla WIPO (World Intellectual Property Organization) - Digital Millenium Copyright Act in pdf

Glossario

[G1] SERP
[G2] RSS feed
[G3] Sand Box

Marketing Territoriale e Turistico Abruzzese - dove sono i nostri Campioni ?

E se un mezzo del Marketing Territoriale e Turistico Abruzzese fossero i tanti campioni dello sport che la nostra regione può vantare ?


Danilo Di Luca ha appena vinto il Giro d'Italia ma non l'ho mai sentito parlare della sua terra. Si, nelle interviste torna sempre, quanto meno per l'inconfondibile accento, il sapore del mare della Costa adriatica ma non penso che Danilo sia stato mai impegnato in una campagna promozionale del Prodotto Turistico Abruzzo.

La stessa cosa non si può dire per Jarno Trulli, il pilota della Toyota in Formula 1, che il nostro Assessore Regionale Paolini ha portato con se nell'ultima edizione della Borsa Internazionale del Turismo a Milano. Vitantonio Liuzzi, della Toro Rosso sempre in Formula 1, invece, forse dovrà attendere qualche buon risultato (magari con una vettura più competitiva) per poter rappresentare i nostri colori :-(

E che dire, infine, dei Campioni del Mondo Massimo Oddo e Fabio Grosso...
sarebbe stato bello se Fabio avesse pronunciato, quando dopo il memorabile gol in semifinale alla Germania si teneva la testa fra le mani: "Venite in Abruzzo"!

Esagero, lo so :-)

Ma per il Progetto-david è aperta la caccia ad un'intervista ai nostri campioni !

lunedì 4 giugno 2007

Usabilità e Utilità dei Siti Web - riflessioni sul pensiero di Jacob Nielsen


Dominic Sawyer, nel suo dottourism blog (un blog sul digital Marketing in Travel and Tourism) [1] segnala un interessante articolo sul BBC news [2] in cui il guru mondiale dell'Usabilità [G1], Jacob Nielsen [3] manifesta tutto il suo scettismo sul Web 2.0 [G2] affermando che la smania di fare propria questa nuova pratica del Web sta facendo perdere di vista, alle Aziende che vogliono cavalcare quest'onda (con la pubblicazione del proprio Sito istituzionale), la questione primaria dell'Usabilità dei Siti (penso sia utile prima di proseguire la lettura della Nota in blu a fine post).

Riporto qui due passi dell'intervista a Jacob Nielsen
"The idea of community, user generated content and more dynamic web pages are not inherently bad in the same way, they should be secondary to the primary things sites should get right."

"The main criticism or problem is that I do not think these things are as useful as the primary things," he said.
Insomma Nielsen sostiene che il Web
2.0 rende i siti meno usabili.

Nell'articolo viene inoltre citata una ricerca secondo cui gli utenti di un generico Sito Web 2.0 si suddividono in tre categorie:
(1) quelli che contribuiscono regolarmente (1%)

(2) quelli che contribuiscono occasionalmente (9%)

(3) quelli che non contribuiscono mai (90%)
Con questi numeri a mente si comprende l'osservazione di Nielsen quando sostiene che soltanto un piccolissimo numero di utenti utilizza i mezzi che un Sito Web 2.0 mette a disposizione dei propri visitatori; vista la cosa da un'altra prospettiva: l'orientamento Web 2.0 delle Aziende è a discapito di un gran numero di utenti per i quali, invece, il Sito dovrebbe essere pricipalmente usabile.

A questo punto faccio una riflessione: non posso mettere in dubbio il pensiero di un personaggio del calibro di Jacob Nielsen, ma penso che i contenuti generati dagli utenti (UGC) nei Siti Web 2.0 rendano il Sito sicuramente più utile soprattutto per quel 90% che i contenuti non li genera mai. E poi: se la mia osservazione è giusta (gli UGC rendono più utile un sito), tenendo conto che l'Usabilità è solo una parte del concetto più generale di Utilità, come fa un Sito ad essere poco Usabile ma Utile ? O meglio: può un Sito essere Utile ma poco Usabile ?


Ho condiviso, col mio inglese approssimativo, questo mio pensiero con Dominic Sawyer commentando il suo post di segnalazione dell'articolo. Che gentilmente ha risposto


Di seguito trascrivo quanto Dominic ha detto:

Hi Marco,

Thanks for the comment. Good use of web 2.0 technology can certainly help and selective use of AJAX can enhance usability. See this example for filtering through a large number of products down to few without the page reloading - http://www.amazon.com/gp/gsl/search/finder?productGroupID=loose_diamonds
You could imagine a lot of form submitting without something like this! Another one is auto suggestions - see Kayak.com as an example. As users begin to enter an airport AJAX is used to suggest possible names below the text field.

Yes, I agree, although a large number of users do not give their views or upload their own content, the user generated content is great for consumers on the whole, giving them more information and consumer feedback on which to help make their decisions.


Conto di analizzare più in dettaglio il link che Dominic ha inserito nella risposta.
Per ora mi basta condividere queste mie riflessioni con voi. Cosa ne pensate ?

Nota
Riporto (alla fine, per rendere più usabile il post) i quattro requisiti fondamentali dell'Usabilità dei Siti Web tratti dal libro di Michele Visciola [4] che sto leggendo (tra i tanti) in questo periodo:

(1) Navigabilità: sistemi che aiutino l'orientamento dell'utente per un facile reperimento delle informazioni
(2) Utilità attesa e Completezza dei Contenuti: presenza di contenuti che soddisfino le aspettative dell'utente
(3) Comprensibilità delle Informazioni ed Efficacia Comunicativa: forma e qualità dei contenuti che evngono presentati nel sito
(4) Attrattività Grafica: qualità della grafica e piacevolezza visiva del sito


Webliografia

[1] dottourism blog - “King of usability” questions effect of Web 2.0
[2] BBC news - Web 2.0 'neglecting good design'
[3] Jacob Nielsen da Wikipedia
[4] Michele Visciola - Usabilità dei Siti Web

Glossario

[G1] Usabilità
[G2] Web 2.0

domenica 3 giugno 2007

Riflessioni della Domenica

L'ultimo post di Johnnie mi ha fatto fare una riflessione che voglio condividere con voi!

Prendo spunto da questa frase:

[...] il problema è che noi addetti ai lavori non sappiamo comunicare [...]

Ben detto Johnnie! Penso che il problema sia proprio questo.

Parlo dall'Abruzzo, una regione in cui sicuramente determinate esperienze vengono con un po' di ritardo rispetto al Nord. Ultimamente, però, noto con soddisfazione l'affacciarsi sul Web di piccolissime Aziende.

Aziende che non hanno nessun Markettaro e nessun Venditore.

Aziende che potremmo definire a conduzione familiare (Alberghi, Ristoranti, Attività nel Piccolo Manifatturiero, nell'Artigianato Artistico e altro...) che intuiscono comunque l'utilità della conquista di uno spazio nella Rete e, in qualche caso, riescono addirittura ad avere la sensibilità di capire che un Sito è fine a se stesso se non viene adeguatamente valorizzato.

Al padrone del ristorante o al ramaio (che un Sito hanno già deciso di averlo), però, non ci si può rivolgere parlando di SEO, di Web Marketing o di Corporate Blog; a queste persone bisogna rivolgersi con il linguaggio di tutti i giorni.

Ed è qui che le parole di Johnnie fanno parecchio rumore: il problema è la comunicazione !

Rendere il Web Marketing accessibile a tutti è una sfida da vincere...