venerdì 31 agosto 2007

Landing Page: A/B Test o più Gruppi di Annunci in AdWords?

Metto a confronto in questo post i due metodi di test delle Landing Page [G1] presentati da Johnnie (slides del SES di Milano [1]) e da Fradefra (post su YoYo Formazione [2]).

I due metodi sono:

A/B Test (Johnnie)



Alla slide 35 c'è il succo del discorso: utilizzare dentro il tag [G2] uno script [G3] in grado di mostrare ai visitatori in modo randomico due (o più) versioni del contenuto della pagina che vuole portare verso l'obiettivo (Call to Action). La migliore Landing Page sarà quella che avrà prodotto un più elevato tasso di conversione [G4].


Gruppo di annunci per ciascuna pagina
da testare in una campagna Pay-per-Click (
Fradefra)


Nella stessa campagna
AdWords [G5] attualmente in corso per Maisazi [3] Francesco sta utilizzando quattro differenti Landing Page. La campagna è pianificata in modo da avere, negli annunci a pagamento (per ora ha escluso gli annunci sui siti che includono l'AdSense [G6]), la stessa probabilità di comparsa per ciascuna delle quattro pagine. Il tutto finalizzato, ancora una volta, all'individiazione della pagina che riesce a convertire di più.

L'obiettivo quindi degli esperimenti è lo stesso ma evidentemente le modalità di perseguirlo sono differenti. Quello che voglio cercare di capire è perchè preferire un metodo o un altro, quale risulta meno costoso e quale poi da risultati più affidabili (più alto ROI [G7], tanto per intendersi).

Ecco le mie riflessioni che voglio condividere innanzi tutto con Johnnie e Fradefra.

Mi sembra che quello di
Fradefra sia un esperimento in senso stretto e (così, a sensazione) mi viene da dire che se in ballo ci fosse un business, probabilmente un cliente di un'Agenzia di Web Marketing non sarebbe disposto a pagarlo a meno che non ci sia un reale interesse. Ma forse mi sbaglio :-)

Il test che descrive Johnnie, invece, mi sembra si possa condurre all'interno di una "campagna reale" (cioè quando il cliente ha pagato il consulente) e che non necessariamente sia di tipo Pay-per-Click [G8]. Strettamente per il Pay-per-Click mi sembra sia, invece, il test di Fradefra.

Per quanto detto sarei portato a dire che la scelta di quale tra i due metodi utilizzare sia dettata principalmente da questioni di budget oppure anche da che tipo di strategia si intende utilizzare: se quella limitata nel tempo del PPC (e qui importante sarebbe il test di Fradefra) o quella più duratura del posizionamento organico (e qui si potrebbe seguire l'A/B test descritto da Johnnie).

A questo punto, però, mi rendo conto che le mie domande potrebbero essere riformulate in un modo diverso. E cioè:

invece di chiedere se sia più costoso l'A/B test o il test sui gruppi potrei chiedere se sia più costoso per un cliente il posizionamento organico (in tal caso per condurre il test di Fradefra di dovrebbero spingere più pagine) o una campagna di Pay-per-Click (al netto del costo dei Click). Analogamente per il ROI: è più alto in caso di posizionamento organico o con un Pay-per-Click?

Probabilmente non c'è una regola
(altrimenti uno dei due metodi non esisterebbe!). Forse le cose cambiano al variare del tipo di mercato in cui cui ci si muove! Oppure sto banalizzando il problema?

Un' ultima domanda: sono appassionato di statistica e non posso non chidedere quanto grande debba essere il campione (numero di click) per poter ritenere attendibili tali test.

La parola agli esperti!

Webliografia

[1] 980km -
Landing Page al SES Milano 2007
[2] YoYo Formazione -
La necessità di ripetere alcuni test sulle landing
[3] Maisazi - il sito

Glossario

[G1] Landing Page
[G2] HTML e Tag
[G3] Script
[G4] Conversion Rate
[G5] AdWords di Google
[G6] AdSense di Google
[G7] ROI
[G8] Pay per Click

mercoledì 29 agosto 2007

Un passo Oltre Google...



Non di solo Google vive un Sito!

Occorre creare per il proprio spazio Web il numero maggiore possibile di vie di accesso. Una strada è quella del Social Networking [G1] e del Citizen Journalism [G2]: partecipare, essere presenti, segnalare articoli propri e di altri in queste Reti con almeno due obiettivi: accrescere il know how e aumentare la visibilità online.

Comincio da me!

Superata la questione filosofica della definizione degli obiettivi (consapevole del fatto che su questa strada altri ne potrò definire, almeno perchè col tempo di questo mondo avrò sicuramente conosciuto meglio le dinamiche) ho avuto il problema di superare la barriera tecnologica.

Nessun ostacolo nel registrare l'utenza e nel cominciare a segnalare articoli. Ma poi il dubbio: come posso permettere ai lettori di segnalare i miei? Da altre parti avevo visto alla fine di ogni post i pulsanti di segnalazione ma non sapevo come poterli inserire.

Ho cercato aiuto a zio G ma dai risultati alle numerose query ("integrare OKNOtizie su Blospot", "integrare OKNOtizie su Blogger", "inserire pulsante OKNOtizie su Blogger" e tante altre) sembrava che nessuno spazio Web desse istruzioni su come poter fare. Così ho chiesto aiuto a Johnnie (grazie :-) ) che è intervenuto direttamente sul codice del mio Blog (piattaforma Blogger) per inserire il bottone che permette ai lettori di segnalare il post su OKNOtizie [1].
Poi, siccome l'appetito vien mangiando, in una notte, cercando di capire ciò che Johnnie aveva combinato, e ritornando un po' indietro nel tempo vestendo i panni del programmatore (vanto un passato nell'Assembly e nel C++ :-)) ho inserito i pulsanti anche per Segnalo [2], Diggita [3], SEOtribu [4] (grazie a Maurizio Petrone per l'immagine, spero non ci sia il Copyright :-)) e Technorati [5].

Diventato ormai esperto (ehi, sto scherzando!), ho aggiunto vicino al mio nome che firma ogni post il "bannerino" di mdpstudio.it: un po' di autopromozione, sperando che non infastidisca (a proposito, se me lo consigliate, lo rimuovo subito)!

E adesso un esperimento (eticamente corretto? Me lo dite?):

Inserire OKNOtizie su Blogspot

Sperando di fare cosa gradita a chi vuole intervenire sul codice di Blogger, pubblico uno screenshot (clickateci su per ingrandirlo) che mostra l'intervento di Johnnie per l'inserimento del pulsante di segnalazione a OKNOtizie sulla piattaforma Blogger e poi il frutto del mio lavoro di copia e incolla per l'inserimento degli altri.

Come inserire OKNOtizie su Blogger
Funziona!

[1] OKNOtizie
[2] Segnalo
[3] DiggITA
[4] SEOtribu
[5] Technorati

Glossario

[G1] Social Networking
[G2] Citizen Journalism

martedì 28 agosto 2007

Google Sky e Astroturismo! Si può?

Sky è l'estensione di Google Earth presentata da Google da qualche giorno [1] che permette di guardare all'insù anche stando comodamente seduti davanti al proprio PC.

Sono d'accordo con voi: è molto meglio farsi venire un torcicollo riconoscendo dal vivo l'Orsa Maggiore, il Cigno, il Triangolo Estivo e la Via Lattea piuttosto che inaridire l'azzurro del cielo filtrandolo con un 19 pollici che sicuramente non rende onore ad uno degli spettacoli più suggestivi che la natura ci offre: il cielo, per l'appunto!

Ma Sky è comunque una meravigliosa intuizione (almeno per me)! Quello che vi propongo è il video che Google ha realizzato per lanciare questo suo nuovo prodotto. Potete disabilitare il volume: la voce inglese nulla aggiunge a quanto molto semplicemente si comprende dalle immagini!



Scrivo questo post perchè sono da sempre appassionato di Astronomia; una passione alla quale non posso dedicare il mio tempo ma che spesso si risveglia in me e mi spinge ad acquistare riviste del settore quando, capitando in edicole o librerie, le trovo ad aspettarmi con le loro affascinanti copertine.

Oggi ho acquistato l'Astronomia [2]. Nel numero di Luglio/Agosto (in copertina il focus su due articoli che ho divorato: la formazione delle galassie e le fasce di van Allen) c'è un articolo sull'Astroturismo. Si parla di Berlino e dell'occasione che si può avere, visitando la Capitale tedesca, di ammirare planetari e osservatori: il Gross Zeiss, il Deutsche Technikmuseum e l'Archenhold Sternwarte. L'articolo è interessante anche perchè vengono dati dei punti di riferimento della città (piazze, fermate della metropolitana) per poter facilmente raggiungere questi luoghi. Insomma, arrivati a Berlino con l'Astronomia sotto braccio non ci si può perdere se la meta è...il cielo!

Ed un'applicazione Turistica di Google Sky?

Non lo so! Ma vi confesso che mentre leggevo l'articolo sulla rivista questa è stata una delle mie prime riflessioni ;-)

[1] Google Lat Long Blog - News and notes by the Google Earth and Maps team
[2] l'Astronomia - il Sito Internet

sabato 25 agosto 2007

nel 2013 scoppiò la bolla del Web 2.0! Leggeremo davvero questo tra dieci anni?


Potrebbe essere o no quella dell'immagine (cickateci su!) la definizione che tra dieci anni leggeremo su Wikipedia alla voce che nel frattempo (Chissà!) si sarà aggiunta: 2dot0-com bubble?

Non lo so! Cerco con questo post di studiare il fenomeno...

Prima un po' di storia che ho reperito in questi articoli che ho trovato ([1] [2] [3] [4]). Gli storici fanno risalire alla quotazione in borsa di Netscape nel 1995 l'inizio della "bolla speculativa" di Internet che ha caratterizzato la New Economy. Quel che successe in quegli anni è fotografato in modo chiaro nei dieci Case History citati da Macitynet ([4]). Volendone estrapolare il senso: il boom dell'online portò molte aziende ad investire su questo mezzo per attività che poi risultarono fallimentari o perchè non all'altezza della comunicazione che le aveva rese famose o perchè non rendevano servizi (o producevano prodotti) richiesti e/o necessari oppure ancora per madornali errori di strategia (chiedo scusa agli esperti se esagero in questa sintesi!).
Un esempio italiano è citato ancora da novamagazine ([6]): kataweb che ebbe la pretesa di diventare l'Amazon italiana e che dovette rivedere i suoi piani con le drastiche e dolorose conseguenze del licenziamento di quote del personale :-(

La storia vuole che l'11 Settembre sia l'evento che chiude l'era della New Economy.

Cosa potrà succedere adesso? Viviamo il tempo del Web 2.0. Che non sia davvero una nuova bolla che sta per esplodere?

Diversi sono i pareri che ho trovato ([5] [6] [7] [8]). C'è chi dice ([6] [7]) che ciò che minerebbe il Web 2.0 sia il fatto che i Siti (chiamiamoli più in generale Spazi sul Web) che attualmente vanno più di moda non vendono prodotti/servizi tangibili ma, essenzialmene, pubblicità. Una pubblicità (o, per meglio dire, advertising) non sempre ritenuta irrestistibile o attraente e che non dovrebbe, concluderei a questo punto io, essere l'unico modello di business online (Masternewmedia docet [9]).
C'è poi la visione "catastrofista" di John Dvorak ([10] via [8]) che sostiene che il ciclo regolare cui è sottoposta la storia della tecnologia imporrà anche al Web 2.0 un declino. I punti di debolezza del Web 2.0 sarebbero il mancato controllo delle nascite delle piattaforme di Social Networking, il delicato equilibrio nella gestione del fenomeno Video e il futuro incerto delle società di ricerca online. Staremo a vedere! A questa visione risponde molto ironicamente randfish su SEOmoz ([11]) che chiama a raccolta nel suo post i lettori per stilare le regole di sopravvivenza al Crash del Web 2.0!
Diverso è il punto di vista espresso su Computer World ([5]). In sintesi il Web 2.0 viene visto, più che come una bolla destinata ad esplodere, come una incredibile opportunità che tutte le Aziende dovrebbero cogliere senza la necessità di grossi investimenti, visti i ridotti costi che comporta l'accesso (però attenzione, aggiungo io: solo l'accesso!) alle tecnologie più evolute del Web.

Insomma le posizioni non sembra siano univoche. Dal canto mio non penso di avere ancora gli strumenti per poter esprimermi a riguardo.

Quel che però mi scappa da dire adesso, espondendomi al rischio di sembrare superficiale, ma ovviamente pronto a cambiare idea se avrò trovato nuovi argomenti o se qualcuno me ne avrà sottoposti altri, è che il Web 2.0 non è una bolla. Piuttosto è una bolla speculativa il termine con il quale ci si è voluti riferire ad una fase di un processo in continua evoluzione come se fosse, invece, un fenomeno del tutto nuovo.

Il Web 2.0, infatti, inteso come evoluzione del Web ([11]), non è nient'altro che Web ed ha, quindi, già avuto la sua crisi. Probabilmente ne arriverà una nuova ma sarebbe davvero grottesco se le cause dovessero essere le stesse che hanno fatto fallire interi business nell'era della New Economy.

Sarebbe davvero diabolico, cioè, perseverare negli errori già commessi!

[1] Wikipedia (en) - Dot-com bubble
[2] Wikipedia (en) - Economic bubble
[3] Net History - History of the Internet - the Dotcom bubble
[4] Macitynet - Le storie della New Economy: i grandi fallimenti delle DotCom
[5] Computer World - Web 2.0: A new dot-com bubble in the making?
[6] novamagazine - E se il Web 2.0 fosse un'altra "bolla" Internet?
[7] webmasterage - La bolla speculativa del Web 2.0
[8] Blogosfere - Hitech - Internet deve chiudere, la bolla del Web 2.0 sta per scoppiare
[9] Masternewmedia - Penalizzazione Di Google: Master New Media Escluso Dai Risultati Del Principale Motore Di Ricerca
[10] John Dvorak - il Blog
[11] mdplab - Web 2.0 ? No, Semplicemente Web !

giovedì 23 agosto 2007

prima la SEO, ok! Ma il Search Engine Marketing?


Il Search Engine Marketing (SEM) tratta l'insieme di attività di marketing per perseguire determinati obiettivi con i motori di ricerca (Search engine), sia migliorando la visibilità di un sito web tra i risultati di posizionamento organico, sia acquistando collegamenti sponsorizzati oppure attivandosi in combinazioni di entrambe le strategie o altre correlate come le campagne pubblicitarie sui circuiti pay per click.

Questa è la definizione di Search Engine Marketing data dalla versione italiana di Wikipedia [G1].

In buona sostanza il professionista SEM deve lavorare sulla piattaforma creata ad hoc dal SEO per perseguire gli obiettivi concordati con il cliente che ha voluto utilizzare come mezzo un Sito Internet e strada da percorrere quella dei Motori di Ricerca.

Sono stato stimolato a fare questa ricerca (dopo il "doloroso" outing [1] :-)) da un post di Ivano Di Biasi [2] che vi invito a leggere. Ivano dice che i clienti che gli richiedono un intervento SEO di posizionamento per la keyword "hotel" spesso scappano via alla vista del preventivo.

Con Ivano c'è già stato uno scambio di opinioni che però ripropongo su mdplab perchè è di aiuto all'economia del post:

Ma davvero ci sono clienti che chiedono di posizionare il Sito per la singola keyword "Hotel"? Sono convinto di no (del resto lo stesso Ivano lo conferma). Ma allora perchè farlo? Ivano sostiene che è utile farlo perchè senza il posizionamento sulla keyword singola è difficile poi posizionarsi per quelle doppie/multiple. Ok, questo è il suo metodo di lavoro sul quale non posso dire niente se non esprimere la mia sensazione di scetticismo, infatti...

io ritengo sia fondamentale fare, all'avvio di una campagna, anche Marketing. O, per, meglio dire, Search Engine Marketing! Un lavoro che sia di aiuto anche allo stesso cliente perchè riveda, quando necessario, i suoi obiettivi.

Un professionista del Web deve fare anche questo, non trovate?

Webliografia

[1] mdplab - Io Non sono un SEO!
[2]
Ivano Di Biasi - SEO Hotel - La mission impossible dei SEO

Glossario

[G1] Search Engine Marketing

mercoledì 22 agosto 2007

Io Non sono un SEO!


Io Non sono un SEO!

Questa è la conclusione alla quale sono giunto dopo l'ennesima chiacchierata con Johnnie!

La mia permanenza a Treviso mi ha permesso, oltre che di conoscere tre persone eccezionali, anche di fare ancor più chiarezza su... me stesso!

La discussione è partita da questa questione: si fa prima il Sito Internet e poi SEO, oppure prima SEO e, solo successivamente, appunto, il Sito ?

La risposta alla domanda provocatoria di Johnnie mentre si beveva insieme un caffè (finalmente niente schermo e chat o e-mail tra noi) è arrivata pronta e corretta ma solo perchè siamo stati due giorni a parlarne: prima SEO e poi il Sito

Ok, ma perchè?

E' una questione di definizione. La versione in lingua Inglese di Wikipedia dice che:

Search engine optimization (SEO) is the process of improving the volume and quality of traffic to a web site from search engines via "natural" ("organic" or "algorithmic") search results.

Ora: per aumentare il volume e la qualità del traffico verso un sito Web occorre che la piattaforma sulla quale il Sito Web è ospitato sia stabile, non offenda lo spider di Google quando passa e chi più ne ha più ne metta.

La domanda a questo punto è: ma chi è in grado di conferire alla piattaforma tali caratteristiche?

Sono convinto che il curriculum vitae di un personaggio in grado di far questo non possa non contenere questa voce: programmatore. Il programmatore è un tecnico, è uno che mangia pane e codice, è uno che è in grado di scrivere una lista di 100 case in un secondo senza nemmeno guardare la tastiera.

Ed è in una siffatta piattaforma che il contenuto potrà avere la strada spianata verso il successo. E' inutile, infatti, "essere primi su Google" quando poi il visitatore trova esattamente quello che non stava cercando! (Ma qui siamo Off Topic)

Come dire: il SEO stende il tappeto rosso. Non resta che camminarci su con stile ;-)

Ecco: io il tappeto rosso non lo so proprio stendere ma proverò, per chi lo avrà fatto per me, ad avere il savoir faire che serve per accarezzarne il velluto!


P.S. ho questo post in canna da un po' e ho riflettutto prima di pubblicarlo: del resto "fare outing" non è mai una scelta facile :-)
Ma mi sono deciso a farlo perchè credo sia giusto assumere una posizione
(almeno dal mio piccolo) in ore in cui l'argomento sta interessando in tanti: Johnnie stesso ha dedicato all'argomento i suoi due ultimi post ([1] [2]); ne ha parlato anche Stefano Gorgoni [3].
E sono certo che nei prossimi giorni se ne parlerà anche in altre parti!

[1] 980km - SEO: conoscenze e competenze
[2] 980km - Viene prima il SEO o la SEO? Non è una questione di sesso…
[3] Stefano Gorgoni - Chi è secondo te il SEO?

lunedì 20 agosto 2007

a Treviso Tolleranza Zero ! Ma chi l'ha detto !?


Finalmente ci sono riuscito: dopo mesi di chat ed e-mail, con le quali ho messo a dura prova la pazienza di Johnnie, finalmente sono riuscito ad incontrarlo anche di persona!

Si, sono a Treviso! Ci siamo incontrati ed abbiamo trascorso delle ore davvero belle: è una persona eccezionale (così come lo sono le altre anime con cui ha la fortuna di condividere la sua esistenza)!

Mi sento arricchito! E non solo perchè s'è parlato di SEO, Landing Page e Web 2.0 (quell'oggetto che non esiste)...

Grazie...

Tutto il resto lo tengo per me ;-)

Altri numeri dagli States. Si, ma c'è da fidarsi ?

L'idea che mi accompagna da quando ho aperto mdplab è che monitorare quel che accade negli USA può aiutarci aldiqua dell'Atlantico ad anticipare le dinamiche del Web. E questo non per fare un mero esercizio ;-)

Nell'ultimo post di Searchenginejournal [1], Arnold Zafra presenta i principali risultati di una Survey condotta da Jupiter Research [2] su un campione di più 2000 utenti della rete. Lo studio dimostra che il driver delle ricerche online è rappresentato per il 67% dei casi da fattori offline con un fattore di conversione del 39%! Cerco di riassumere le cose:



(1) tra i principali fattori offline che portano alla ricerca ci sono gli annunci TV, il passaparola, inserzioni su Giornali/Riviste etc. (la figura mostra l'elenco completo con le relative percentuali).

(2) le conversioni sono maggiori quando il driver offline è rappresentato dagli annunci su Giornali/Riviste e dal Passaparola.

(3) le keyword utilizzate per le ricerche online sono il nome dell'Azienda nel 44% dei casi e il nome del Prodotto/Servizio nel 24% dei casi; le restanti keyword sono riferite allo slogan (tutto o parte di esso) Aziendale o alle frasi utilizzate nelle inserzioni.

Scontata e condivisibile la conclusione di Arnold Zafra: gli esperti SEM dovrebbero esplorare i canali offline per ripianificare le strategie di Marketing Online. Ma...

Sinceramente nutro dei dubbi sulla validità di una survey condotta su un campione così poco numeroso. Soprattutto se si pensa che siamo negli Stati Uniti. Potremmo, però, fidarci della selezione fatta dall'Istituto di ricerca: diamo, cioè, per scontato che il campione sia rappresentativo del fenomemo.

Ma ho un' altra strana sensazione: se si dice che il 44% delle ricerche condotte dai fattori offline è con key contenenti il nome dell'Azienda, allora vuol dire che stiamo parlando di grandi Brand. Se questa riflessione è giusta (e questo è ovviamente da dimostrare) allora la survey è indicativa di quel che accade solo in una parte dell'Universo Online.

Ma ripeto: queste sono solo mie personali riflessioni!

Che ne pensate ?



[1]
Search Engine Journal - Search Engine Marketing Firm’s Study Says Offline Channels Drive More Searches
[2] Jupiter Research - il Sito Internet


Aggiornamento ore 18.00

Ho postato un commento ad Arnold su Search Engine Journal [3] ponendo le questioni che ho espresso nel post: il campione è affidabile ? Quali sono le Aziende ricercate da parte del campione utilizzato nella survey ?

Arnold mi ha risposto in pochissimi minuti aggiornando il suo post e mettendo il link al PDF dello studio [4] (devo precisare che la Survey è stata commissionata da iProspect [5], una delle migliori Agezie SEO/SEM americane).

Ho trovato una risposta esauriente riguardo l'affidabilità del campione. A risparmio vostro di tempo vi cito un estratto:

The samples were carefully balanced by a series of demographic and behavioral characteristics to ensure that they were representative of the online population. Demographic weighting variables included age, gender, household income, household education, household type, region, market size, race, and Hispanic ethnicity.
The survey data are fully applicable to the U.S. online population within a confidence interval of plus or minus three percent.
L'oggetto della ricerca online degli utenti, invece, non era contemplato nella Survey.

[3] Search Engine Journal - il commento di mdplab
[4] la Survey - lo Studio in PDF
[5] iProspect - il Sito

domenica 19 agosto 2007

Fare Soldi con Internet. Il Corporate Blogging secondo Shel Holtz e Ted Demopoulos



Ho terminato il primo libro del trittico che mi sono imposto per Agosto [1]: Blogging for Business di Shel Holtz e Ted Demopoulos. Solo un cenno sugli autori che leggo dall'ultima di Copertina.

Shel Holtz: è il responsabile della Holtz Communications + Technology [2] che può vantare tra i suoi clienti la Pepsi e l'Intel. E' un blogger e un podcaster [G1] ed è abitualmente uno speaker all'International Association of Business Communicators (IABC) Conference e al Reagan's Communicators Conference.

Ted Demopoulos [3]: può vantare un'esperienza di 15 anni come consulente di Cisco System, del Ministero della Difesa Americana, IBM, Hong Koing Telecom e UK Post Office.


Qualche impressione di carattere generale che può aiutare a capire se valga o meno la pena leggere questo libro:


(1) Mi sono preso qualche giorno per digerire i contenuti del Libro prima di scrivere questo post (che, vi anticipo, è frutto di un lavoro di parecchie ore) ma devo confessare che non sono ancora riuscito a capire quale sia il suo Target. Quello dichiarato dagli autori è costituito dai CEO [G2] perchè valutino l'opportunità della pubblicazione di un proprio Blog Aziendale (esterno o interno). Ma volendo tener conto, in questa definizione del target, anche della preparazione tecnica, ho seri problemi a dire se esso debba essere fatto di esperti oppure no. Mi spiego: alcuni argomenti non sono affatto per utenti avanzati ma, nello stesso tempo, penso siano un po' troppo difficili da mandar giù per quanti di Web sanno poco o niente... Mah !

(2) il Corporate Blogging è un fenomeno abbastanza consolidato in America al punto tale che il libro dedica moltissimo spazio all'Internal Corporate Blogging. L'Internal Corporate Blogging è quello fatto dentro la Rete Aziendale ed è visto come un buonissimo metodo di condivisione delle esperienze e dei saperi e, soprattutto, un'ottima via verso l'efficienza in particolar modo in realtà in cui i dipendenti sono in numero elevato e dislocati in posti geograficamente lontani. Ad ulteriore testimonianza (mia e vostra) dell'essere esteso del fenomeno c'è un intero capitolo dedicato alle questioni Legali !

(3) i Casi di Studio presentati hanno tutti una caratteristica: i Blog sono di Grandi Aziende (sono spesso citati i Blog della Sun Microsystem [4] e della General Motors [5]) che già potevano, all'epoca della pubblicazione dei relativi Corporate Blog, contare su un bacino di utenza web molto esteso. Questo ha potuto rendere il Blog un vero e proprio strumento di customer care/service grazie ai feedback dei clienti sui Prodotti venduti !


Ma veniamo agli spunti interessanti (almeno per me, per il fatto che sono ancora in fase di studio del fenomeno; magari per molti di voi questi argomenti saranno scontati):


(a) Come fare soldi con i Blog: un metodo indicato è quello di utilizzare gli AdSense di Google [G3]. Mi chiedo, però, quanto elevato debba essere il numero (medio) di visite giornaliere per giustificare la presenza di annunci pubblicitari sul proprio Blog ? Ci sono casi fortunati in Italia ma mi sembra fin troppo ovvio che la readership potenziale di un blog italiano sia notevolmente inferiore a quella di uno americano e non solo per questioni demografiche; si sa, infatti, che i navigatori americani siano, percentualmente rispetto alla popolazione, molti di più di quelli Italiani :-(

(b) utilizzare un Blog per incrementare il proprio Business significa riuscire a vendere il proprio Prodotto/Servizio utilizzando ogni suo Post. Come ? Per esempio (ci dicono Shell e Ted) inserendo nella sidebar [G4] alcuni Casi di Successo, dei link a pagine interne del Sito Aziendale strategicamente interessanti, un Blogroll con dei Siti in cui si parli bene dell'Azienda e Siti e/o Blog di Aziende il cui Prodotto/Servizio sia un completamento del Prodotto/Servizio offerto dall'Azienda proprietaria del Corporate Blog (per esempio nel Blogroll del Blog di una Web Agency potrebbe essere strategico inserire un Sito di un Web Marketing di qualità e vicecersa).

(c) Promozione del Blog Aziendale: nel libro è presente un breve ma utile elenco di azioni da fare per poter promuovere un Blog Aziendale (o, aggiungo io, più in generale, un Sito Web). Alcune sono: inserire l'URL del Blog nei biglietti da visita, nella firma delle e-mail, nella slide finale delle Presentazioni e nel materiale promozionale distribuito dall'Azienda stessa; fare comunicati stampa online e, ovviamente, Advertising [G5].

(d) Nell'Article Marketing [G6] (di cui so ancora poco) non fare mai una copia dei post ma semplicemente una introduzione per poi presentare un link verso il post completo nel Blog Aziendale.

(e) Attenzione alla SEO Trap: bisogna cioè fare attenzione a non dedicare troppo tempo all'ottimizzazione del blog a discapito della generazione di nuovi contenuti. E' sempre, ovviamente, una questione di compromesso !

(f) Misura dei risultati di un blog: iniziamo dalla fine del capitolo. Importantissimo è l'obiettivo della misura: deve essere quello di dimostrare che la strategia che si sta utilizzando è quella vincente e che, quindi, sta conducendo alla meta prefissata. E' inutile insomma svenarsi per aumentare le visite al proprio blog se poi queste non sono visite che generano conversioni verso l'obiettivo stabilito. Diversi ed interessanti sono i metodi presentati. Per esempio monitorare i post dai quali c'è più frequenza di click verso la pagina "acquista ora" del relativo Sito; valutare i commenti assegnando loro dei punteggi (con un criterio soggettivo) e vedere come, nel tempo, varia la percentuale di quelli positivi rispetto ai negativi al fine di migliorare la qualità dei propri Prodotti/Servizi; monitorare il Buzz [G7] intorno ad un determinato argomento per scrivere su di esso o anche per verificare se si riesce ad influenzarne l'audience.


Concludo con l'ultima frase del libro:

Our reccomendations are clear: business need to be involved in the blogosphere today, and that includes, at an absolute minimum, monitoring blogs and keeping an eye on podcast [G8] and vlogs [G9].

Allora che fate ? Lo comprate anche voi il libro ? Fatemi sapere :-)

Oppure, se l'avete letto, avete notato qualche altro spunto ? Parliamone !

Webliografia

[1] mdplab - Corporate Blogging, Marketing & Business. Il fascino dell'offline !
[2] Shel Holtz - Holtz Communications + Technology
[3] Ted Demopoulos - Demopoulos Associates
[4] Sun Microsystem - il Blog
[5] General Motors - il Blog

Glossario

[G1] podcaster
[G2] CEO, l'Amministratore Delegato
[G3] Google AdSense
[G4] Sidebar
[G5] Advertising
[G6] Article Marketing
[G7] Buzz
[G8] Podcast
[G9] Vlog

sabato 18 agosto 2007

HTML, questo sconosciuto !

L'estate sta finendo ed è quindi tempo che io mi rimetta al lavoro seriamente. mdplab, anche se in effetti non ha mai chiuso, deve riprendere la marcia interrotta qualche settimana fa. Del resto adesso mi sento ancora più stimolato a farlo :-) [1].

C'è ancora tanto, tantissimo da imparare. Ci sono ancora tanti argomenti che mi aspettano e, soprattutto, ancora numerosissimi unread post nel mio feed reader da smaltire. Uno di questi era relativo alla Link Popularity [2]: una presentazione di Leonardo Bellini che ho divorato come faccio con tutte le altre che mi capitano sotto tiro !



Mi sono soffermato sulla slide #24. In essa c'è un utile (almeno per me) esempio di come fare un Anchor Text, il testo clickabile su una pagina Web. Non sono un programmatore, mi piacerebbe molto applicarmi ma purtroppo non trovo ma il tempo. Qualche minuto, però, per fare esperimenti lo rubo sempre al Marketing.

Stavolta non ho fatto altro che copiare dalla slide il codice HTML [G1] che Leonardo Bellini ci consiglia sul mio notepad:

Quindi ho salvato il file con il banalissimo nome test.html ed ho poi richiamato il test con il dopio click, ma...



...ci deve essere qualche problema.

C'è qualche esperto che può aiutarmi ?


Webliografia

[1] mdpstudio.it - Ricci Casa Regalo. Da Via Roma a Internet !
[2] digitalmarketinglab - Natural link building -Presentazione

Glossario

[G1] HTML

mercoledì 15 agosto 2007

Web 2.0 ? No, Semplicemente Web !

Grazie a Dottourism (il Blog di Dominic Sawyer [1]) ho scoperto questo interessante post di grhomeboy su Home Boy Net [2].

Il post è interessante perchè elenca i tool Web 2.0 in chiave turistica evidenziandone i punti di forza sia in relazione alla domanda sia in relazione all'offerta degli operatori del settore. Un buon vademecum ma, soprattutto, un buonissimo strumento per evangelizzare da noi e far capire ancora meglio le potenzialità del mezzo ancora così poco sfruttate !

La riflessione che voglio condividere con voi, però, poco ha a che fare con l'argomento turismo. Mi soffermo, infatti, su queste parole di grhomeboy:

During the last years, we are experiencing the mushrooming and increased use of web tools enabling internet users to both create and distribute content, multimedia information. These tools referred to as Web 2.0 technologies or applications can be considered as the tools of mass collaboration, since they empower internet users to actively participate and simultaneously collaborate with other users for producing, consuming and diffusing the information and knowledge being distributed through the internet medium. In other words, Web 2.0 tools do nothing more than realising and exploiting the full potential of the genuine concept and role of the internet, that is the network of the networks that is created and exists for its users.

Nel leggerle mi è sembrato di riascoltare le parole di Johnnie in uno dei suoi primi video/post di 980km [3] che qui vi ripropongo.



Johnnie dice:

il Web 2.0 è semplicemente lo sviluppo naturale del Web. Quindi è sempre Web, non c'è niente di nuovo !

Ai tempi della sua pubblicazione (Maggio) pensai solo al carattere "rivoluzionario" di queste parole. Non ne capivo fino in fondo il significato anche se intuivo la presenza in esse di qualcosa di vero e reale.

Adesso tale pensiero lo ritrovo in altra forma e lo capisco di più. E non posso che condividerlo. E, "retroattivamente", condividere con più forza anche quanto andava dicendo Johnnie !

Ora: delle due, l'una: o sto diventando un rivoluzionario del Web o, molto più semplicemente (e più probabilmente) sto capendo di più come vanno le cose :-)


[1] dottourism - Link roundup 30.07.07
[2] homeboynet - Web 2.0 for the tourism industry > part I
[3] 980km - Utente 2.0 ! Non Web 2.0

martedì 14 agosto 2007

il Turismo in Abruzzo secondo il Presidente Ciampi


L'Abruzzo ha un grande patrimonio, che è al tempo stesso un'opportunità per il suo futuro e sono le sue montagne: straordinariamente belle. L'Abruzzo interno ha un'enorme potenzialità turistica. Si è fatto molto in questi anni sull'idea dello sviluppo legato alle vacanze. Ma occorre che ci sia più convinzione. Deve diventare un progetto organico che veda il convinto contributo delle popolazioni.

Così ha parlato, durante il suo soggiorno nei monti Abruzzesi il Presidente Emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Un parere autorevole dal quale emerge, a mio avviso, un elemento mai con troppa forza evidenziato dai politici ma invece fondamentale a detta dei tecnici ([1], [2], [3]): il contributo delle popolazioni. Le risorse umane sulle quali puntare sono quelle indigene cercando, aggiungo io, di far loro capire che l'organicità di un progetto porta vantaggi a tutti!


Grazie a Ciampi, grazie per i consigli e per la sua presenza in Abruzzo. Raccoglieremo il suo invito a lavorare per il Turismo e fare meglio e di più.
Questa è la replica orgogliosa dell'Assessore Regionale al Turismo Enrico Paolini che individua, nelle parole di Ciampi due punti essenziali: ospitalità delle popolazioni locali e potenziamento delle strutture e dei servizi.

Una nuova iniezione di fiducia per il Movimento Turistico Abruzzese che non può però dimenticare un indispensabile canale di comunicazione: il Web. Ed anche lì cooperazione (leggi promozione di un'offerta organica, integrata) e ospitalità (leggi usabilità).

[1] mdplab - Marketing Territoriale e Turismo Sociale: Appunti dal Convegno
[2] mdplab - Abruzzoshire, risultato di una Strategia di Marketing Territoriale targata Abruzzo. Si, ma il Web ?
[3] mdplab - Risorse Umane e Benchmarking per una Strategia di Marketing Territoriale

domenica 12 agosto 2007

Modifica Layout per mdplab !


Stamattina mi sono svegliato presto !

Fin qui niente di sconvolgente se non fosse che ad Agosto forse sarebbe meglio riposare un po' di più :-)

Ho modificato un po' il mio blogroll e poi mi sono messo a leggere i miei post arretrati sul reader con il consueto intento di fissarne qualcuno da sviscerare in mdplab e qualche altro da ricordare per mdplab-notes (il mio block-notes cui attingere al momento del bisogno).

Poi mi sono messo a riguardare il mio layout che da un po' di tempo mi ha stufato: mi devo rinnovare, mi sono detto ! Blogger permette di scegliere il proprio tra diverse opzioni ma ho sempre avuto paura di farlo: e se poi perdo i miei post ? Sapete, non c'era Carlo con me :-)

Come si dice: la fortuna aiuta gli audaci e il prodotto di un estivo delirio mattutino lo potete vedere intorno a questo mio post.

Che ve ne pare ?


Diciamo che è un mio piccolo sforzo verso la leggibilità dopo che già da un po' ho aumentato la grandezza del carattere su suggerimento di Vincenzo (grazie anche per piccola lezione che mi hai dato: mi ha spinto a verificare con Google Analytics la risoluzione dello schermo degli utenti del mio blog !).

Fatemi sapere ;-)

P.S. e siccome poi i post arrettrati erano troppi, mi sono divertito anche con l'immagine che vedete in alto :-)

venerdì 10 agosto 2007

[OT ?] Guardiagrele, la Città dell'Utopia di Vittoria Iacovella

Non penso sia completamente Off Topic il Video che ho trovato su Youtube di Vittoria Iacovella, giornalista Freelance, specializzata in cultura araba e islamica. Ma, soprattutto, guardiese !

La Città dell'Utopia è un documentario realizzato da Vittoria su Guardiagrele (la nostra città !) e solo per caso ne ho scoperto un brano su Youtube (ero con Carlo ieri sera a pianificare le nostre prossime mosse e ci siamo imbattuti nella nostra concittadina). E' un video che, opportunamente utilizzato e diffuso, molto può fare per il Turismo di Guardiagrele...




Complimenti Vittoria ! Anche per il libro Islàm da Vicino che non sapevo tu avessi scritto. A chi fosse curioso consiglio il suo canale Vittorianews ed il suo Blog.

Segnalo il video, più testardamente che mai :-), anche a Johnnie per il Progetto-david !

martedì 7 agosto 2007

Risorse Umane e Benchmarking per una Strategia di Marketing Territoriale

Sul numero di Luglio/Agosto di Abruzzoeconomia [1] (il bimestrale Abruzzese di Economia, Marketing, Impresa e tanto altro) ho trovato una articolo molto interessante che si incastra alla perfezione con la nuova ondata dell'argomento Marketing Territoriale e Turistico che, in questo ultimo periodo, sta travolgendo me e, conseguentemente, mdplab !

Voglio riportare tre degli interventi citati nel pezzo relativo al Convegno "Comunicare il Territorio" tenutosi a L'Aquila nello scorso mese di Maggio (purtroppo me lo sono perso).

Valentina Bianchi, Assessore Regionale alle Attività Produttive e all'Innovazione, dice: In Abruzzo una struttura di Marketing Territoriale frammentata in soggetti locali è perdente. L'Amministrazione Regionale dovrebbe essere cerniera tra gli investitori esterni e i referenti sul Territorio. Le Agenzie di Sviluppo Locale sono un passo indietro rispetto alla visione di un sistema di promozione territoriale avanzato."

Come darle torto ? Sono convinto che il pensiero dell'Assessore sia applicabile a qualsiasi realtà e non soltanto, quindi, a quella della mia Regione. Potrei dire che, in poche parole, la Bianchi è riuscita a concentrare una bella lezione di strategia !

Ivano Villani, della Ad. Venture (una delle più affermate agenzie pubblicitarie Abruzzesi fresca vincitrice del premio Nazionale Agorà per la pubblicità nella campagna di Comunicazione "Nutriamo la stessa passione" per la Del Verde) ha parlato delle azioni da portare avanti per la realizzazione dei progetti di Marketing Territoriale promossi da Abruzzo Made In Italy (di cui ho parlato qui [2]): integrare saperi e competenze negli studi preliminari, nel mettere in evidenza i punti di forza, nell'identificazione del target e nell'individuazione dei mezzi utili allo scopo. E, cosa più importante, comunicare in modo innovativo il Territorio !


Per ultimo l'intervento di Alberto Sangiovanni Venticelli, Professore dell'Università di Berkley, che quasi sembra rispondere a Villani. Individuo quattro punti del suo intervento (riassunto con detaglio nell'articolo di Abruzzoeconomia):

(1)
Punto di forza della nostra Regione: qualità della vita

(2)
Metodo di Comunicazione: comunicare la presenza in Abruzzo di vincenti realtà d'Impresa (pastificio De Cecco e Micron su tutti) al fine di attrarre unovi investimenti

(3) Risorse da impiegare: le Persone perchè sono proprio le Persone ad essere artefici dell'Innovazione.
(4)
Benchmarking [G1]: sapere capire cosa gli altri fanno bene e cercare di fare proprie quelle esperienze senza paura di confrontarsi.


Una riflessione, al solito, la faccio sulla Comunicazione. La soluzione prospettata dal Professor Alberto Sangiovanni Venticelli di veicolare il messaggio di un Abruzzo sede di realtà Imprenditoriali di successo non individua automaticamente il mezzo da utilizzare. A capire, invece, chi debba essere il "proprietario" del mezzo ci aiutano le parole dell'Assessore Bianchi quando dice che è l'Amministrazione Regionale che dovrebbe tenere i rapporti tra gli investitori e il Territorio.

Sapete dove voglio arrivare...
Anche se il dubbio che un Sito Internet possa essere o meno veicolo di Comunicazione nell'ambito di una strategia di Marketing Territoriale ce l'ho ancora !

Mi aiutate a capire ?


Webliografia

[1] abruzzoeconomia - il Sito Internet del Periodico
[2] mdplab - Abruzzoshire, risultato di una Strategia di Marketing Territoriale targata Abruzzo. Si, ma il Web ?


Glossario

[G1] Benchmarking

lunedì 6 agosto 2007

Corporate Blogging, Marketing & Business. Il fascino dell'offline !

In questi giorni mi sto dedicando alla lettura di tre libri che ho acquistato nei mesi scorsi su Amazon. Sono tutti e tre dedicati al Corporate Blogging, uno degli argomenti che più mi affascinano ma che, per diverse ragioni, ho dovuto trascurare. Diciamo che in questo modo mi preparo all'autunno: nuovi spunti di discussione e nuovi confronti !

Ve li presento molto brevemente utilizzando le descrizioni ed i sottotitoli che ho trovato in copertina. E' solo di descrizioni e sottotitoli che posso fidarmi adesso ! Vi farò sapere le mie impressioni ;-)

Eccoli:

Blogging for Business
Scritto da Shel Holtz e Ted Demopoulos è un testo in cui gli autori presentano il fenomeno del blogging e svelano i segreti di come rendere un Blog uno strumento di Successo per il Business.


The Corporate Blogging Book
In questo libro Debbie Weil ci dice tutto quello che assolutamente dovremmo conoscere per utilizzare al meglio il Blog come strumento Corporate.


Blog Marketing
L'autore è Jeremy Wright e per esso parla la traduzione che tento di fare del sottotitolo: il nuovo modo rivoluzionario per incrementare le Vendite, per fare Branding ed avere risultati eccezionali per le Aziende.

Sono davvero impaziente di leggerli. L'offline ha il suo fascino anche se, a dir la verità, dato il periodo, spero che mi riservi anche altro :-)

domenica 5 agosto 2007

Lexxe, the Third Generation Search Engine

In questi giorni ho ricevuto una mail da Hong Liang Qiao dall'Australia. Hong lavora per Lexxe, il motore di ricerca di terza generazione che qualche giorno fa ho presentato in un mio post. Mi chiedeva se potevo tradurgli in inglese il post per poterlo pubblicare sul sito di Lexxe.

Sono stato ovviamente contento e gli ho risposto dicendogli che la traduzione di buona parte del post sarebbe stata per lui inutile dato che riportavo alcune delle della pagina Q&A di Lexxe. Ma comunque penso che la prima parte gli possa essere utile. Quindi mi sono esercitato, dopo tanta lettura, anche nella scrittura in Lingua (chiedo scusa a Hong per gli errori e chiedo scusa anche a voi).


Hong, below you can find a translation of the first section of my post. Sorry for my English :-)



A few days ago, I wrote a post about the reasons why a Search Engine does not give in the SERPs results that can be considered relevant to the user's query. I mentioned a SEOmoz post in which Hamlet Batista said that the main reason for this phenomenon is the Natural Language.

To be more clear: since user's query are formulated in Natural Language (i.e. "everyday language" we use to communicate) and algorithm of Search Engine are not able to treat Natural Language in the right way, it is very hard for the Search Engine to give the user back the information she/he's asking for. It is an interpretation issue !

But now I discovered Lexxe (thank you Arun !), a third generation Search Engine which is capable to treat user's queries by using algorithms different from those used by the second generation one. In the Q&A Lexxe page three important query processing procedures are shown: Phrase Recongnition, Short Question Answering and Clustering.

These are very usefull for the user since they recognize the presence of a phrase in the query and give her/him the opportunity to filter in a "Natural way" the SERP. In this way the probability the results are relevant to the query itself growes up !

Hong, if You want You can publish everywhere my translation !
See you soon and let us know (e.g. by using "commenti") when Lexxe will pass in the Beta Version) !

Aggiornamento Lunedì 6 Agosto 2007, ore 2.00
Ho ricevuto questa e-mail da Hong. Gli avevo chiesto un commento sul Blog ma mi accontento :-)


Hello Marco,

I am traveling in the US right now. The follow is my short comment:

"Thank you Marco for writing about Lexxe in your blog. I hope more people in Italy will know Lexxe and use Lexxe. In the future, we will develop more foreign language search and Italian will be a choice of our development. Natural language search will have a huge future. It will be the future of next generation search."

Regards,

Hong

sabato 4 agosto 2007

Abruzzoshire, risultato di una Strategia di Marketing Territoriale targata Abruzzo. Si, ma il Web ?

Pubblico oggi la scansione che ho fatto delle slides della presentazione tenuta dal Dott. Quirino Morelli nel Convegno tenutosi il 24 Luglio a Santa Maria Imbaro di cui ho parlato in un altro post [1].

Le slides riassumono la strategia messa in atto dalla Regione Abruzzo che ha permesso la nascita del Brand Abruzzoshire; un marchio riconosciuto anche a livello Internazionale e ormai capace di competere con un altro marchio italiano di grido, il Chiantishire.

Slides rimosse (vedi in basso Aggiornamento del 22 Agosto 2007)

Dedicando poi un po' di tempo alla ricerca di Abruzzoshire in Rete, sono rimasto deluso dall'aver trovato soltanto fonti indirette, cioè solo siti che ne parlano: un Abruzzoshire.* che parli di Abruzzoshire non esiste. Provare per credere :-(

Qualche riferimento lo abbiamo nella pagina in lingua Inglese di Wikipedia [2] oppure in questa comunicazione di Regioni.it [3] in cui si parla dell'attribuzione all'Abruzzo del premio Regionando 2006 proprio per il progetto Abruzzoshire.

Ho trovato anche una preziosa relazione di Gloria di Rosa dal titolo "Branding Territoriale e il caso Chiantishire" che vi consiglio di scaricare dal Web [4]. Oltre ad alcuni case History (insieme al Chiantishire si parla, appunto, anche di Abruzzoshire) ci sono degli elementi di teoria di Branding e Marketing Territoriale davvero interessanti.

In Abruzzo Made in Italy [5], invece ho trovato lo sportello informativo del "Programma di Marketing Territoriale" cui poter chiedere se ci sono opportunità imprenditoriali incentrate, appunto, sul Marketing Territoriale Abruzzese (ma Abruzzoshire dov'è ?).

Di una "vetrina" Abruzzo, però, nessuna traccia !

A questo punto mi viene un dubbio: ma quelle del il Marketing Territoriale sono strategie da applicare solo offline ? Oppure è possibile fare anche del Web uno strumento che contribuisca (di questi tempi direi anche in modo sostanziale) al raggiungimento dell'obiettivo ?

Per quanto mi riguarda la domanda è retorica !

Che ne pensate ?

P.S. ho comunicato via e-mail (non avendo altri riferimenti) la pubblicazione delle slides sia al Dott. Morelli sia agli organizzatori del Convegno di Santa Maria Imbaro. Sono ovviamente pronto a rimuovere il materiale pubblicato qualora me ne venga fatta richiesta.

Aggiornamento 22 Agosto 2007
Ringrazio tantissimo il Dott. Morelli per la risposta ricevuta via e-mail; per sua richiesta ho rimosso le slides che, come il Dott. Morelli mi ha spiegato, saranno presto disponibili online.
Mi scuso con voi!

Webliografia

[1] mdplab - Marketing Territoriale e Turismo Sociale: Appunti dal Convegno
[2] Wikipedia (edizione in lingua inglese) - Abruzzo
[3] regioni.it - Regionando 2006
[4] cdlbenicult.unical.it - Branding Territoriale e il Caso Chiantishire (pdf)
[5] Abruzzo Made in Italy - il sito