venerdì 30 novembre 2007

Motori di Ricerca - Classi di Ricerca e Comportamento degli Utenti

Segnalo due studi interessanti che hanno come oggetto i Motori di Ricerca ed il comportamento degli utenti del web di fronte ad essi e di come lo studio del comportamento dell'utente e della segmentazione degli utenti stessi possa aiutare un SEO nel processo di definizione delle Keyword.

Il primo studio è un post di ranfish di Seomoz
[1] in cui viene esposta una teoria sulla segmentazione degli utenti dei Search Engine in relazione alle intenzioni di ricerca e alle motivazioni dell'utenza a fare un tipo di ricerca piuttosto che un altro. Quattro sono i tipi di query [G1] individuati per i quali randfish indica un valore in termini di rientro economico per la pagina Web raggiunta a valle della ricerca stessa. Mi aiuto con le sue stesse illustrazioni (thank you randfish!):

Navigatinal Queries


Si tratta delle ricerche effettuate quando l'utente ha il dichiarato intento di raggiungere uno specifico sito web non ricordandosene l'URL [G2] e che, quindi, utilizza il motore di ricerca come se fossero le White Pages (pagine bianche).
Valore: in genere basso


Informational Queries


Sono le ricerche che l'utente effettua per reperire sul Web delle informazioni: previsioni del tempo, distanze tra due città per una gita...
Valore: medio

Commercial Investigation Queries


L'utente effettua questo tipo di ricerca quando non vuole una semplice informazione ma nemmeno effettuare l'acquisto di un bene/servizio. L'esempio riportato da randfish è quello di una ricerca mirata all'identificazione della miglior marca nel mercato delle telecamere digitali:l'utente non necessariamente la vuole acquistare ma ha bisogno di una prima panoramica che poi, magari, lo guiderà in un eventuale acquisto.
Valore: alto

Transactional Queries


E' il tipo di ricerca che l'utente effettua quando è orientato all'acquisto di un bene o un servizio sul Web ma che non implica necessariamente il pagamento online.
Valore: molto alto

Questo studio può essere molto utile per definire il tipo di chiave da utilizzare e può indirizzare lo specialista ad individuare quali debbano essere le sezioni in cui collocare gli annunci (per le Commercial Investigation e le Transactional Queries) oppure i contenuti (Informational Queries) oppure ancora i link (Navigational Queries). Tale analisi però, a mio avviso, deve essere fatta a valle del
processo di definizione degli obiettivi di un Sito Web (si vedano le slides in [3]); un'analisi che, a me appare logico, definirà anche da che tipo di ricerca di utente su un Motore dovranno provenire le visite.

Ma questo
non è tutto !


randfish ha individuato solo le classi di ricerca ma non le chiavi specifiche utilizzate per le ricerche. Il lavoro di tesi fatto in TSW da Michela Battocchio, studentessa di Scienze Cognitive [4], ci può aiutare dato che in esso si vede nella teoria della Grammatica Cognitiva un metodo per identificare le parole chiave legate ad una data regione (nel senso di idea o concetto relativi ad un Sito) e per ordinare tali parole in base alle preferenze dell'utente.

Nell'abstract della Tesi [5] Michela Battocchio presenta l'indagine effettuata su un campione di più di cento persone e illustra un report sul comportamento davanti ad un Motore di Ricerca del campione utilizzato relativamente a:
  • ricerca in una determinata area
  • soddisfacimento rispetto ai risultati ottenuti
  • comportamento successivo di particolarizzazione della ricerca con parole chiave più mirate o modifica radicale della chiave di ricerca stessa
  • nomi, aggettivi e verbi utilizzati nella ricerca
Si tratta, quest'ultimo, di un tema affascinante che non rientra tra quelli trattati in questo blog (non posso addentrarmi nella trattazione di un argomento del quale non so nulla!) ma sarò lieto se qualche esperto arricchisse questo post con commenti esplicativi sulla teoria di Langacker [6].

Webliografia

[1] SEOmoz - Segmenting Search Intent
[2] mdplab - i Motori di Ricerca del Futuro...
[3] mdplab - Branding e (Web) Marketing ma...senza Keyword
[4] TSW - Progetto di ricerca TSW - Università di Trento: il contributo di Michela Battocchio
[5] Michela Battocchio - l'abstract della Tesi Parole Chiave e Motori di Ricerca
[6] Langacker


Glossario

[G1] Query
[G2] URL

P.S. Questo post è un esperimento. Tra qualche giorno, se siete curiosi, lo spiegherò :) Se qualcuno per caso avesse capito (ne dubito!), tenga per un po' il segreto ;)

lunedì 26 novembre 2007

Aspettarlo e...Non Esagerare!








Live 1997Live 2007










Oggi è Carmen Consoli, ieri no!

Da allora questa canzone è sempre più bella.

Da allora non ha cantato tutti i giorni.

Da allora, quando ha cantato, ha sempre avuto qualcosa da dire!

RiChieti, riprogetti del Portale di Chieti. Una buona idea (IMHO)

E' da qualche giorno online il nuovo sito istituzionale del Comune di Chieti. Un gran bel passo in avanti rispetto alla vecchia versione (un confronto lo potete fare direttamente dando uno sguardo alle figure che pubblico. Spero infatti che presto l'Amministrazione di Chieti dismetta il vecchio Sito). [Ne parlo perchè vivo a Guardiagrele che è proprio in provincia di Chieti.]



Ho letto su diversi blog delle critiche più o meno feroci al lavoro fatto da Multicon, l'Agenzia che ne ha curato la pubblicazione e vi confesso che non so da che parte schierarmi (c'è comunque da vedere cosa il committente abbia richiesto!). Voglio condividere, almeno con quanti ne hanno già parlato (i riferimenti sono in Webliografia), alcune riflessioni.

E' stato fatto il paragone con il caso di italia.it e sinceramente mi sembra fuori luogo. italia.it era (parlo al passato dato che il Ministro Rutelli ne ha dichiarato qualche tempo fa il fallimento) un portale turistico mentre qui si parla di un Sito Istituzionale. italia.it sarebbe dovuto costare 40 milioni di euro invece qui di euro ne sono stati spesi moltissimi di meno. Ok, sono sempre soldi pubblici che potevano essere utilizzati meglio ma 2500 euro sono davvero pochini. Non trovate?

Qualcuno, in un commento ad uno dei post che segnalo, ha azzardato un'ipotesi RiChieti. Io credo che questa sia una buona idea perchè basterebbe organizzare un incontro in qualche bar della Città per tirare giù, sorseggiando un caffè e mangiando una buona sfogliatella, un documentino di specifica di un Portale o, almeno, una nota che ne evidenzi gli aspetti da migliorare.

Ritalia non ha funzionato perchè molti hanno visto l'evento come una vetrina in cui mettersi in mostra per poi scappare quando ci sarebbe stato davvero da fare. Per Chieti il gioco sembra più facile anche e soprattutto perchè è lo stesso Sindaco che chiede, nella Home, un contributo per migliorare lo "strumento". In italia.it Rutelli sembrava invece orgoglioso della sua creatura :-/

Un po' rivivo i tempi di italia.it quando c'era spazio solo per le critiche :(

Adesso Chieti ci da una nuova occasione: dimostriamo che non siamo bravi solo a parole e mandiamo una bella e-mail a Francesco Ricci :) Magari allegando quel documentino prodotto al Caffè di San Giustino!

A meno che Maxime non l'abbia già fatto :)

Anche perchè dobbiamo far meglio di Senigallia :D

Webliografia

[1] pensierineccesso - Chieti... e ti sarà dato!
[2] teate.net - nuovo sito del comune
[3] chieti.blogspot.com - il nuovo sito web del comune
[4] PrimaDaNoi.it - Chieti ha un nuovo sito, «2.500 euro spesi inutilmente»

domenica 25 novembre 2007

850 million people go to bed hungry every night... Share

Il Pam, l'Agenzia ONU per gli aiuti alimentari, ha lanciato sul Web un concorso, Hunger Bytes, per tutti i giovani che popolano la Rete per la pubblicazione di video su YouTube che sensibilizzino al problema della Fame nel Mondo.

Ecco l'invito sul canale YouTube:
This is your chance to be controversial, provocative and shocking - whatever it takes - to make a video that will grab the attention of the on-line community and get them thinking about world hunger.

The goal is to make a top rated viral video that creates a real buzz and gets people thinking about hunger.
Segnalo l'iniziativa e pubblico il video che attualmente è disponibile.



E adesso cosa diranno in TV? E sui giornali? Continueranno a demonizzare YouTube?

sabato 24 novembre 2007

per un Conto, un Pollo, un Tortellino in più...

[...] C'ho messo la faccia! Mi sono messo in discussione direttamente con la gente [...]
Sono state più o meno queste le parole di Ennio Doris, Presidente di Banca Mediolanum, durante un'intervista di Enrico Mentana in una puntata di Matrix interamente dedicata ai personaggi famosi che fanno pubblicità.

Oltre ad attori ed attrici, s'è parlato infatti dei responsabili d'Azienda che fanno pubblicità in TV. Ad essere intervistato solo Ennio Doris anche se una citazione, fortunatamente, c'è stata anche per Giovanni Rana e per Francesco Amadori.

Credo che sia una forzatura dire che ci si è messi in discussione direttamente con la gente per il solo fatto di aver prestato il proprio volto in una pubblicità. Forse sto strumentalizzando le parole del Presidente Doris, ma l'occasione che mi danno è troppo ghiotta per non farne oggetto di una riflessione che voglio condividere con voi: non sarebbe forse meglio aprire su www.bancamediolanum.it un bel Corporate Blog?

Tracce di interazione con l'Utenza le ho trovate invece su www.amadori.it e www.rana.it in cui viene data la possibilità di inviare ricette. Ma anche qui, purtroppo, nessun post, nessun commento, nessun feed!

Tra i tre vi confesso, comunque, che è Amadori a starmi più simpatico per il clima informale e caldo che le sue pubblicità riescono a comunicare. Chiedo scusa se banalizzo ma sono convinto che una trasposizione in un Blog degli ambienti e dei toni che utilizza per promuovere i suoi prodotti ne accrescerebbero di molto la popolarità e, perchè no, il business.

Voi che dite?

mercoledì 21 novembre 2007

Monaco mi Ama! L'Italia (.it) pure (ma non me lo dimostra)...

In questo momento sono comodamente seduto nella mia stanza d'albergo a Monaco e, a parte il fatto che mi piace fare il figo postando dall'estero :), voglio dire della bella sensazione che ho avuto al mio arrivo in aeroporto.

Monaco loves You!

E' questo il messaggio in un pannello (gigante e' dire poco) che ho visto in aeroporto (la foto e' l'unica che sono riuscito a fare prima che si scaricasse la batteria!) dopo essermi ripreso dal sonno che avevo fatto in aereo.

Si pensa al popolo tedesco solitamente come ad un popolo freddo e distante. Beh, io ho avuto un'impressione completamente diversa: mi sono sentito coccolato e meno straniero di quanto non lo sia in realta' (si, e' vero, l'Europa Unita ma di tedesco non so nulla!).

Ed ho ripensato ancora una volta ai tempi del progetto-David quando Claudio Iacovelli andava dicendo che la chiave del successo di una strategia di Marketing Turistico non puo' non passare attraverso la comunicazione di un progetto condiviso tra tutti gli attori dell'offerta a partire dalle Istituzioni per arrivare al cameriere del Ristorante. Un progetto condiviso (co-marketing) con al centro l'esigenza del turista.

Non e' forse stato l'essere slegato dei soggetti implicati nell'offerta turistica italiana una delle ragioni del fallimento del portale italia.it? Non e' stato forse, italia.it, lo specchio di una politica per il turismo che, almeno ai tempi del lancio del portale (in pompa magna alla BIT di Milano di quest'anno), era a dir poco in confusione? Forse qualcosa nel frattempo e' stato fatto; penso almeno alla mia realta' locale (in Abruzzo considerando i bilanci abbastanza positivi dell'estate passata).
Anche se sul Web...

Ed e' proprio la sensazione di un progetto condiviso, di un gruppo di persone che lavorano per farmi stare meglio in un luogo che non conosco che ho avuto leggendo quel messaggio...


E visto che ci sono vi annoio con un'altra riflessione: qualche giorno fa scrivevo (scusate dell'autocitazione) che

Una Strategia di Marketing, io credo, sarà buona solo quando entrerà in risonanza positiva con le persone che quell'Azienda la gestiscono e portano avanti dalle scrivanie e dalle officine prima ancora che dai post di un Corporate Blog e, soprattutto, con le reali esigenze della gente se si coltiva l'ambizione che diventino clienti. Il Web, se questa risonanza esiste davvero, non farà altro che amplificarla con un conseguente e naturale beneficio.

Credo che rileggendo questa frase sostituendo Azienda con Istituzioni, Scrivanie con...Scrivanie, Officine con Hotel e Ristoranti, Corporate Blog con italia.it ed infine clienti con Turisti beh, mi sembra che il discorso fili abbastanza...

Vabbe', adesso mi faccio cantare la ninna nanna da Monaco, visto che mi ama :)

Anche l'Italia mi ama (e il calore me lo sento appiccicato addosso tutti i giorni dalla gente e dai luoghi che vivo) ma italia.it, di questo amore, non riesce a trasmettermene nemmeno un po'.

Figuriamoci ad un tedesco :)

domenica 18 novembre 2007

Non hai tempo di scrivere? Parla allora :)

Era da diverso tempo che non mi capitava di fare una sana navigata in Internet, quell'affascinante susseguirsi di link, di articoli, di nuovi link a ancora nuovi articoli: Siti, Blog, Quotidiani...

Alla fine sono arrivato su Speakageline grazie ad una segnalazione di Marco Camisani Calzolari in un commento ad un post di Layla Pavone.

Speakageline è un servizio che consente la pubblicazione di messaggi audio e video sul proprio sito direttamente dal telefonino.

In un periodo in cui il tempo per scrivere un post sta diventando sempre più una rarità (considerando anche l'obiettivo forse presuntuoso che ho di non ripetere sempre gli stessi argomenti se non con un'appendice critica e non scontata) poter contare su un servizio del genere potrebbe essere davvero utile. Perchè il problema, almeno nel mio caso, non è tanto il non avere idee ma trovare quel paio d'ore (quando va bene!) perchè le idee si trasformino in parole... e questo, lo ammetto, mi provoca un fastidiosissimo senso di frustrazione :)

Ma poi penso: sarebbe davvero agevole registrare [*] un messaggio senza averlo prima ripetuto per non rischiare, ad esempio, la congiuntivite? e ancora: quanto bello sarebbe per me esporsi al pubblico ludibrio per il mio inconfondibile accento abruzzese? :D

[*] Nel filmato si vede un ragazzo che disonvoltamente registra il messaggio e controlla il cellulare mentre guida la sua auto. Non volendo dire che così non si fa chiedo: voi ci riuscireste? Multitasking si, ma fino ad un certo punto :)

E allora c'ho provato con due esperimenti.

Nel primo, comodamente seduto davanti al PC, ho letto il post che ho appena scritto.


Poi mi sono messo in macchina
come fa il ragazzo del filmato e ho provato a fare un post. Ho registrato diverse volte (qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui). Quante risate mi sono fatto (scusate, m'è scappato qualche vaffa...) :D

Ma poi, dopo dieci minuti di prove, ho partorito la prima puntata di...

Web Marketing per Tutti!

venerdì 16 novembre 2007

non voglio essere il McNamara del Web!

Ho acquistato in edicola L'Impresa, la rivista Italiana di Management ed ho trovato almeno un paio di articoli degni di studio e di approfondimento sul tema Marketing. L'esercizio che ho voluto fare e che qui ripropongo è stato quello di leggerli in chiave Web. Vorrei completaste con le vostre esperienze una discussione a mio modo di vedere di particolare interesse.

L'articolo che desidero approfondire in questo post è di Paolo Legrenzi, professore di Psicologia Cognitiva sul Pensare in Modo Strategico.

L'ipotesi di partenza è che c'è differenza tra Modello di Business e Strategia:
il Modello di Business si concentra sul senso economico di un'iniziativa senza tener conto della concorrezza. La Strategia, invece, prende atto della condivisione da parte di più imprese del medesimo modello di business; il problema si sposta quindi nel creare vantaggio competitivo.
L'osservazione di Legrenzi, che trovo molto interessante, è questa:
le aziende che hanno avuto successo a livello mondiale hanno utilizzato modelli di business consolidati ma con strategie innovative.
Penso che quello che offre il Web non sia altro che un metodo per attuare strategie innovative per Modelli di Business consolidati. Il Modello di Business del Turismo non è un'invenzione dell'ultima ora. La cosa alla quale si cerca (si dovrebbe cercare?) di lavorare per acquisire vantaggio competitivo è una nuova strategia (co-marketing ad esempio) che ha nel Web un mezzo sempre più necessario perchè tale Modello di Business abbia più probabilità di successo.
Il Web stesso rappresenta un Modello di Business consolidato salvo poi la grande invenzione del Web 2.0. Mai come adesso, infatti, sono convinto del fatto che sia una grande bufala. Il Modello è, appunto, già consolidato: la rete delle reti (almeno come idea) esiste da Arpanet; occorre semplicemente sfruttare ciò che la tecnologia mette nel tempo a disposizione (ad esempio la banda larga) per poterlo far rendere al meglio!

Ma andiamo avanti con l'articolo che si focalizza sui quattro fattori chiave della strategia. E' curioso vedere che gli esempi utilizzati per far comprendere queste teorie (che, proprio per questi esempi, sono anche dimostrate), siano riferiti a casi militari. Insomma, dopo Pompeo [1], un altro sconfitto in guerra ci fa capire quali errori non bisogna commettere dal punto di vista strategico. L'esempio riportato nell'articolo, infatti, è quello della Guerra del Vietnam in cui le strategie militari di McNamara [2] risultarono fallimentari contro quelle del Generale Giap [3].

Persistenza
La persistenza si definisce come la dedizione al perseguimento costante sui tempi lunghi, di obiettivi semplici e concreti.
In Vientam gli Stati Uniti non avevano un obiettivo preciso mentre invece i Vietnamiti volevano chiaramente la liberazione e l'unificazione del paese.

Comprensione
E' cruciale una comprensione profonda ed analitica dell'ambiene competitivo.
Giap aveva capito quali erano i punti deboli degli americani e sapeva che aveva il tempo dalla sua parte.

Risorse
Bisogna valutare accuratamente le proprie risorse, in funzione degli obiettivi, cercando di neutralizzare eventuali debolezze.
Le forme di guerriglia utilizzate ad Giap erano in grado di neutralizzare la superiorità tecnologica degli avversari, superiorità per altro riconosciuta dal generale.

Implementazione Efficace
La migliore strategia non serve a nulla se non viene messa in atto in modo efficace.
Giap non aveva mediazioni politiche da fare e prendeva le proprie decisioni in modo tempestivo. Limite, questo che aveva invece McNamara.

Vedo, in queste parole, una più discorsiva e, forse, più accessibile presentazione del metodo dell'analisi SWOT: l'Implementazione Efficace della strategia con cui Persistere in una logica di medio/lungo periodo nel raggiungimento di un Semplice Obiettivo non può non passare attraverso la Comprensione delle Opportunità e delle Minacce offerte dall'ambiente competitivo e la valutazione dei Punti di Forza e di Debolezza delle risorse (umane e non) di cui si dispone.

Mi viene in mente il caso di italia.it tornato alla ribalta negli ultimi tempi per le dichiarazioni del Ministro Rutelli circa una dismissione del Portale [4]. Diciamo che, strategicamente, con l'obiettivo di salvare il salvabile (per esempio i milioni di euro non ancora spesi), mi sembra che questa sia la scelta migliore.

L'obiettivo del Portale era davvero chiaro? Era stato compreso fino in fondo l'ambiente competitivo in cui si intendeva collocare il Portale? Le risorse utilizzate erano davvero le migliori (web designer e marketer, copywriter e grafici)? Ammesso che l'obiettivo fosse chiaro, è stato fatto tutto quanto era possibile perchè potesse efficacemente essere attuata la strategia per perseguirlo?

E' inutile tornare ad approfondire argomenti che, anche in questo blog, sono stati trattati: le risposte alle domande retoriche che ho appena posto sono state già date e in tantissimi spazi!


La riflessione, per certi versi addirittura banale, è che per non essere il McNamara del Web, per non perseverare nell'errore di italia.it, occore davvero pianificare per il Web una seria strategia.

Una strategia che deve necessariamente partire offline. Il Web non è altro che lo specchio di quanto c'è dietro l'Azienda; un'immagine, una lente di ingrandimento sulla realtà Aziendale. Una Strategia di Marketing, io credo, sarà buona solo quando entrerà in risonanza positiva con le persone che quell'Azienda la gestiscono e portano avanti dalle scrivanie e dalle officine prima ancora che dai post di un Corporate Blog e, soprattutto, con le reali esigenze della gente se si coltiva l'ambizione che diventino clienti. Il Web, se questa risonanza esiste davvero, non farà altro che amplificarla con un conseguente e naturale beneficio.

Una delle prime cose che ho imparato, all'inizio di questo percorso, è che una strategia di Marketing è vincente quando produce soddisfazione per tutti gli attori coinvolti: Azienda e Cliente. Concetto valido in tutti i campi in cui il Marketing trova applicazione e, quindi, anche nel Web.

C'era bisogno di sottolinearlo?
Forse si anche e soprattutto considerando le osservazioni che persone esperte come Claudio, Pierluca, Maurizio o Gianluca postano con una certa regolarità nei loro blog.

Ed è per questo che chiedo: ma è davvero così difficile far capire dei concetti che, perdonatemi, non mi sembrano nemmeno poi così tanto complessi ma semplicemente ispirati dal buon senso?

[1] mdplab - non voglio essere il Pompeo del Web!
[2] Robert Mcnamara - bibiografia da Wikipedia
[3] Vo Nguyen Giap - bibiografia da Wikipedia
[4] italia.it chiude - da Google

martedì 13 novembre 2007

10 punti per la rete

Voglio segnalare una interessante iniziativa proposta su Dietro le Quinte di Roberto Chibbaro.

In questi ultimi mesi sono stati diversi i tentativi da parte delle istituzioni di porre rimedio al male Internet!

Ci ricordiamo il tentativo del Commissario Europeo alla sicurezza, Frattini, che avrebbe voluto bloccare le ricerche online per keyword sensibili; oppure la più recente querelle riguardante l'iscrizione al Registro unico degli Operatori della Comunicazione da parte dei blogger.

Mi sembra evidente che chi riesce a partorire idee simili, non volendo assolutamente pensare alla malafede, sia purtroppo ignorante in materia; non conosca, cioè, le dinamiche che regolano la Rete e tutti quanti hanno la piena libertà di abitarla.

Parliamo di politici, di amministratori, di personaggi in grado di legiferare. Ed è proprio a questi che si rivolge l'iniziativa di Roberto che qui ripropongo: dici punti per i politici, perchè il Mondo del Web sia da loro in primo luogo conosciuto ed esplorato almeno un po' prima di qualsiasi tipo di azione:

  1. Net Neutrality: la rete deve essere libera e accessibile a tutti alle stesse condizioni
  2. Riduzione del digital divide fisico (connessioni a banda larga) con incentivi, supporto a wimax, adsl per tutti a prezzi certi.
  3. Riduzione del digital divide culturale (corsi in tutte le scuole per insegnare internet con programmi certi)
  4. Libertà di espressione per la rete
  5. Copertura wifi della città
  6. Incentivi a chi investe in progetti internet, tecnologici, innovativi nel settore
  7. Semplificazione e defiscalizzazione per le startup di settore (3 anni)
  8. Possibilità di ottenere tutti i servizi della P.A. anche via internet
  9. Contributo economico per acquisto pc/mac portatile con wifi per tutti
  10. Corso obbligatorio su Internet e i nuovi media per tutti gli eletti a cariche politiche di ogni ordine e grado

Il punto tre lo ritengo il più importante!

Semplicemente perchè quelli che vanno a scuola adesso saranno i politici di domani...Per loro il punto 10 sarà superato :)

Segnalo agli utenti Facebook il gruppo
10puntixlarete.

domenica 11 novembre 2007

non voglio essere il Pompeo del Web!


Il mio profilo su Blogger recita così: Esperienze nelle Applicazioni Web del Marketing e delle Comunicazioni. Quando l'ho scritto sono stato combattuto perchè sarebbe stato (e sarebbe tuttora) più corretto scrivere in ques'altro modo: Esperienze (fatte e soprattutto da fare) nelle Applicazioni Web del Marketing e delle Comunicazioni.

Ciò che mi ha fatto essere parsimonioso con le parole è che, scrivendo così tanto, non tutto il profilo sarebbe stato visibile nelle SERP di Google in una presuntuosa supposizione che qualcuno andasse a cercare sul Web esattamente il mio Nome e Cognome. Diciamo che le statistiche di mdplab mi confermano che in diversi hanno cercato Marco Dal Pozzo; d'accordo, amici e parenti, ma comunque a qualcuno questo piccolo sforzo è servito :D

Quello del Web Marketing è un mondo che mi affascina e che risulta molto stimolante soprattutto perchè ogni progetto ha un suo dominio di competenza (come fradefra [1] ha definito al corso [2] l'argomento intorno al quale si deve stabilire di far ruotare il disegno di uno Spazio Web) ed ogni dominio di competenza necessita di una propria visione strategica di medio/lungo periodo perchè il progetto abbia (più probabilità di avere) successo. Insomma c'è da divertirsi e da imparare sempre cose nuove...

Scopro poi l'acqua calda dicendo che non può esserci il Web Marketing se non c'è prima il Marketing. E qui sento di nuovo le parole di fradefra che condivido in pieno: il Web Marketing non esiste. E' una invenzione per parlare di uno dei tantissimi aspetti del Marketing (Francesco hai qualcosa da aggiungere?).

In ogni caso la linea che mi sta guidando nelle esperienze (fatte e soprattutto da fare) è quella di tenere bene a mente i concetti del Marketing classico. Chiedo scusa a tutti gli esperti del settore che mi auguro avrò la fortuna di avere come lettori, ma per me questo post è molto utile in un'ottica di scambio di idee e condivisione di saperi. Quindi, in particolar modo voi, se avete voglia e tempo, siete i benvenuti :)

L'analisi SWOT, conosciuta anche come Matrice TOWS, è uno strumento di pianificazione strategica usata per valutare i punti di forza (Strengths), debolezza (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) di un progetto o in un'impresa o in ogni altra situazione in cui un'organizzazione o un individuo deve prendere una decisione per raggiungere un obiettivo (fonte Wikipedia [3]).

Per meglio capire l'effettivo beneficio di questo strumento mi sono servito di un esempio che mi ha costretto (con molto piacere) a rinfrescare un po' le mie conoscenze di storia romana. Nicola Zotti ([4] [5]), come chiosa ad un interessante articolo didattico sulla SWOT analysis, dice: Pompeo non ebbe il tempo o la capacità di condurre una buona analisi SWOT e la guerra civile, per lui, iniziò come peggio non poteva.

Non voglio essere il Pompeo del Web!

Non posso pretendere di intraprendere un progetto sul Web senza aver pensato come sfruttare al meglio i miei punti di forza; non posso scrivere sul mio Corporate Blog di un argomento di cui so poco e per il quale mi esporrei inevitabilmente alle critiche danneggiando conseguentemente la mia immagine; non posso non cogliere le opportunità che il Web potrebbe darmi per vendere meglio il mio prodotto; non posso far finta che l'ambiente in cui ho deciso di muovermi (il dominio di competenza, per l'appunto) non abbia insite in sé una serie di minacce per la sola presunzione di essere il migliore!

A questo punto sarei pronto a scommettere che tanti progetti sul Web risultano fallimentari proprio perchè non viene condotta una simile analisi. Mi spiego meglio: probabilmente il copywriting avrà fatto benissimo la sua parte ed il grafico avrà costruito un layout affascinante ma il lavoro sarà inutile se il responsabile di Web Marketing non avrà loro dato prima le indicazioni migliori!

Proprio perchè sono d'accordo con fradefra (il Web Marketing non esiste), ritengo l'approccio metodologico classico (l'analisi SWOT) essenziale per iniziare l'avventura su Internet nel migliore dei modi e il fatto di non aver trovato, in due anni in giro per la Rete, nessuna trattazione che inquadri il Web Marketing nei binari del Marketing classico, non può convincermi del fatto che questi binari non siano stati mai percorsi da quanti lavorano in questo campo ormai da anni.

Cosa ne pensate?
C'è qualche esperienza che può aiutare a capire meglio come realmente stanno le cose?
Utilizzate l'analisi SWOT prima di intraprendere un progetto sul Web?
Avete qualche riferimento biblio/webliografico utile alla causa?

[1] il corso di fradefra - YoYo - Formazione rotolante
[2] mdplab - a Caldo dopo il Corso!
[3] wikipedia - la definizione dell'analisi SWOT
[4] warfare - se Pompeo avesse fatto un'analisi SWOT
[5] warfare - la scelta di Pompeo

sabato 10 novembre 2007

Hatebook, la risposta cattiva a Facebook :)


Apprendo nella mia quotidiana rassegna stampa online della nascita di Hatebook, la risposta cattiva a Facebook.

Ecco cosa leggiamo nella pagina principale che accoglie gli utenti o potenziali tali in questo social/anti-social network:
Hatebook is an anti-social utility that disconnects you from the things YOU HATE.
Io la trovo una idea simpatica ed ironica anche se ci vedo, almeno adesso, due controindicazioni:

(1) non so fino a che punto una simile inziativa sia presa da tutti con lo spirito giusto (quello ironico per l'appunto)!

(2) ho paura che iniziative di questo genere vengano stumentalizzate da persone che denigrano la Rete per semplice ignoranza.

mercoledì 7 novembre 2007

mdplab ti chiedo scusa :)

Non sono ancora padre anche se coltivo la speranza che prima o poi questo possa accadermi :)

Mi immagino, però, che sarà una cosa meravigliosa. Sarà bello vedere crescere mio figlio e sarà poi bello regalargli magari la compagnia, il sorriso e le esperienze di un fratello più piccolo. E, quando il più piccolo arriverà e l'altro sarà più cresciuto, è proprio al più piccolo che le cure mie e della donna che avrò al mio fianco saranno destinate.

Perchè forse il più grande sarà già capace di camminare da solo.

E soffrirò nel vedere la gelosia negli occhi dell'altro; magari mi dispiacerà non potergli dedicare più tutto il mio tempo. Ma così vanno le cose!

In questo tempo della mia vita di figli ne ho tanti...partoriti dalle mie idee, dalla mia voglia di metterle alla prova e di mettere in discussione me stesso.

Perdonami mdplab se ogni tanto ti lascio solo ma ho da fare con chi è appena nato.

Torno presto :)

domenica 4 novembre 2007

FeedCount giù! Cosa sarà successo?

Lo confesso: una delle prime cose che faccio al mattino (dopo la colazione; vabbè va, qualche volta anche prima!) è andare a vedermi il FeedCount di mdplab.

Non vi nascondo l'emozione del bambino che fortunatamente trova asilo ancora nella mia anima nel vedere il numeretto cresciuto rispetto al giorno prima; e non posso nemmeno tacere il mio disappunto quando invece lo scopro più basso. Un disappunto che poi riesco a mitigare con un po' di filosofia: fa parte del gioco, mi dico :)

Ma stamattina ho trovato una brutta sorpresa: sono sceso a 42 (almeno una ventina in meno rispetto alla media di quest'ultimo periodo). Cosa sarà successo?

Ho fatto così un viaggetto andando a visitare i blog che seguo da tempo ed ho visto che anche per loro il feedcount oggi è bassino rispetto alle cifre alla quali tali blog ci hanno abituato.

E' successo anche a voi?
E poi, quale sarà mai la ragione?

giovedì 1 novembre 2007

Distinguere il Caviale dalla Frittata sul Web. Umberto Eco dice che non si può, io dico di si!

Propongo due interessanti brani di un intervista ad Umberto Eco in cui si discute di Internet pubblicati oggi su Repubblica.it [1].







Spero di riassumere bene il pensiero del famoso scrittore se dico che per lui Internet rischia di diventare, se non lo è già, un Dio Stupido ammettendo che quella di Dio Stupido sia la definizione per quell'oggetto, quell'anima che sa tutto. L'esempio che Umberto Eco riporta è quello del Funes el memorioso [2], protagonista di un racconto di Borges [3], stupido poichè ucciso dalla sua stessa mente che non è in grado di dimenticare e, quindi, di provare l'emozione del ricordo.

Eco affronta in particolare il problema della grande mole di informazioni di cui Internet è fatta e, allo stesso tempo, si nutre. Una quantità sterminata di documenti, di saperi che potrebbe portare qualunque utente ad un percorso di conoscenza diverso producendo in tal modo l'incomunicabilità: se non si è d'accordo sull'insieme delle conoscenze del sapere umano (definizione che Wikipedia [4] da al termine Enciclopedia, utilizzato da Eco nell'intervista), non si può discutere; come dire che non può iniziare un confronto se non ci si è prima accordati sugli argomenti da trattare. Valendo l'ipotesi che l'enciclopedia è, per sua stessa definizione, una sola, appare evidente l'essere astratto (e, al tempo stesso affascinante) di questo ragionamento.

Internet, insomma, come una serie di infinite enciclopedie nelle quali perdersi è fin troppo facile.

Si è sempre combattuto, dice Eco, per conquistare tutto il sapere. Oggi con Internet la sfida dovrebbe essere l'inversa: bisognerebbe sbarazzarsi di quanta più conscenza possibile, in quanto non può esserci conoscenza senza un filtraggio; e se non si effettua un filtraggio si rischia di fare la fine di Funes :)

Il tema centrale, quindi, è quello del filtraggio. Per distinguere il caviale dalla frittata, per citare la metafora di Eco.

Forse Eco non conosce bene il fenomeno Internet: probabilmente è fermo a quando non esistevano ne' i Motori di Ricerca ne' i Social Network/Bookmark, ne' tantomeno i feed. Penso di non sbagliarmi molto se dico che questi sono esempi di filtraggio delle informazioni su Internet.

I Motori di Ricerca scremano le informazioni con dei meccanismi che non sempre riescono a produrre degli output soddisfacenti ma pur sempre mettono un filtro ai documenti del Web. A volte l'output non è caviale e la frittata che i Motori ci propinano non è delle migliori considerando anche la grande quantità di informazioni non indicizzata. Ma questo è un altro discorso!

Il Social Bookmarking è un altro sistema di filtraggio che, insieme con il meccanismo di quotazione, risulta essere a tutto vantaggio degli utenti. Consultando queste piattaforme è molto probabile che si riesca ad assaporare un po' di buon caviale.

Il miglior caviale, poi, è quello che ciascuno di noi riesce a portarsi in bocca ogni volta che c'è un nuovo post nell'aggregatore. Siamo stati noi a scegliere cosa leggere, noi ad aggregare i feed nel reader e non abbiamo dovuto nemmeno fare la fatica di cercare (se non la prima volta): la news è lì ad aspettarci ad ogni connessione ;)

Qualche altro esempio?
Così poi scriviamo insieme ad Umberto Eco e gli diciamo tutto :D

P.S. ho dato per scontato che il caviale è più buono della frittata. Per quelli che non la pensano così basta invertire i termini :D

[1] repubblica.it - Umberto Eco, Semiologia e Internet
[2] emsf.rai.it - aforismi di Paolo Rossi (ultimi due capoversi)
[3] Wikipedia - Borges
[4] Wikipedia - Enciclopedia

Web Marketing per Tutti! Avete impegni per il 7 Luglio 2008?

L'apertura di mdpstudio.it è stata all'insegna di un motto (o uno slogan se volete): Web Marketing per Tutti!

Tutti hanno diritto ad una dignitosa finestra sul Web.

Se parecchi sono quelli che hanno superato la resistenza all'innovazione convincendosi a "farsi (fare) un sito", purtroppo in pochissimi sentono la (necessaria) esigenza di curare quello spazio in modo da ricavarne un profitto: comunicazione efficace con un layout almeno un po' studiato e non improvvisato, un minimo di accortezze per il Posizionamento, presenza nei luoghi "in cui si Parla di Te" e tutto quanto la rete offre per incrementare eticamente (quando addiritura non costruire) il proprio business online :)

Non può essere, questa, prerogativa solo dei grandi brand e di responsabili Commerciali d'Azienda disposti a pagare per campagne sul Web cifre a cinque zeri. Forse a qualcuno questa può sembrare una realtà molto distante ma vi assicuro che almeno qui, dalle mie parti, la situazione è proprio questa. Da voi invece?

Ecco perchè Web Marketing per Tutti!

L'obiettivo di mdpstudio.it, oltre che ovviamente vendere Servizi, è anche quello di far comprendere cosa sia il Web Marketing, cosa voglia dire essere presenti sul Web e a cosa tutto questo serva. Con la difficoltà di trovare un dizionario, un lessico che sia libero dagli strani termini di cui il Web Marketing è intriso (SEO, SEM, landing page, call to action tanto per dirne qualcuno).

Da soli si è nessuno e si riesce a fare molto poco e così, un po' per fare branding, un po' per gioco, un po' per coinvolgere in questa mia idea le persone senza disturbarle con interventi inutili in forum e blog al solo scopo di succhiare link (anche se questa è ormai pratica non produttiva), ho creato un gruppo ad hoc su Facebook.

Ho voluto poi spingermi un po' più in là e, con un atto forse presuntuoso, ho creato, in seno al gruppo, un evento: il 1° Forum Web Marketing per Tutti! che, udite udite, si terrà a Guardiagrele il 7 Luglio 2008. Perchè il 7 Luglio è presto detto: sarà un anno dall'apertura di mdpstudio.it!

Ho postato qualcosa sul Discussion Board del gruppo qualche tempo fa e sono stato ad aspettare. Ieri ho ricevuto il primo feedback. Alex Badalic (AAA-Copywriter), personaggio interessante e stimolante, ha apprezzato l'idea e condiviso con me l'obiettivo. Così ieri sera abbiamo avuto una proficua chiacchierata in cui si è dichiarato disponibile a darmi una mano: Web Marketing per Tutti! può davvero diventare un evento in carne ed ossa. Insomma non si scherza più :D

Questo post, oltre che di presentazione del gruppo e dell'evento, vuole essere un invito a dire la vostra e a dare un contributo nelle forme che ritenete più opportune (ci sono i commenti a questo ed altri post che verranno su mdpstudio.it o direttamente il Discussion Board su Facebook) per qualificare ancor di più l'evento. Sarei poi davvero contento se riusciste ad essere presenti l'anno prossimo!

Ci sono due cose da fare: stabilire per bene gli argomenti da trattare e comunicare (per ora solo sul Web) l'evento.

Allora? Che ne pensate?
Ci state?
Avete qualche idea?
Siete disponibili anche voi?