giovedì 31 gennaio 2008

[OT] Quant'era bello il calcio prima!

Scusate l'OT ma oggi mi sono sentito un po' nostalgico dei tempi in cui riuscivo ancora a vedere il calcio in TV...

Sfogliando Repubblica sono stato catturato da questo titolo: Cristiano Ronaldo, gol da Antologia su punizione. Ecco il video direttamente da RepubblicaTV



Davvero curioso il fatto che ne abbia poi trovato su YouTube uno praticamente identico ma...fatto (mi sembra) alla PlayStation!



Incredibile vero?

Però ragazzi, non bestemmiamo. Non mi sembra un gol da antologia, ne' tantomeno (come sostiene il Coach Ferguson) il più bel gol della storia su punizione.

La mia memoria è corta (perche' abbraccia soltanto una ridotta parte della storia del calcio) ma, per me, il gol più bello segnato mai su punizione è quello che Maradona fece alla Juventus una ventina di anni fa. Eccolo



E voi? cosa ne dite?
Secondo me nemmeno con la PlayStation :D

mercoledì 30 gennaio 2008

RiChieti, riprogetti del Portale di Chieti - Scriviamo insieme al Sindaco!


Dopo la pubblicazione
del Portale del Comune di Chieti, in seguito anche alle osservazioni che in vari spazi Web sono state fatte (si veda qui, qui, qui e qui), per non dire ancora una volta che non siamo stati capaci e, infine, per dar seguito ai buoni propositi, ho fatto, su mdplab-trials (l'altro mio blog di appoggio in cui pubblico le mie esperienze da fare e fatte sul campo), una bozza di una lettera per il Sindaco (grazie all'aiuto di Massimo).

E' un utilizzo non molto ortodosso di un blog (sarebbe stato più utile un Wiki) ma mi accontento considerando anche la portata sicuramente ridotta del "progetto".

Chiunque volesse firmare con un proprio contributo la lettera può lasciare un commento al post di mdplab-trials.

Grazie a tutti!

Barack VS Hillary - sul Web partita già chiusa?


La sfida entrata nel vivo tra Barack Obama e Hillary Clinton per le Primarie Presidenziali del Partito Democratico negli Stati Uniti non si sta consumando soltanto in TV ma anche (soprattutto?) sul Web.

Ho scoperto delle cose davvero interessanti andando a curiosare nei loro Spazi Web istituzionali ed in particolar modo nei loro blog (ecco i due link di quelli che potremmo a tutti gli effetti definire dei Corporate Blog!). Entrambi hanno una frequenza di aggiornamento paurosa. Negli ultimi giorni si è dato da fare soprattutto Barack. Gli argomenti dei relativi post sembrano quasi rincorrersi: se uno parla di una cosa l'altra lo segue e viceversa.

L'ultimo argomento è stato quello dell'endorsment: al post che presentava quello per Barack da parte della famiglia Kennedy ha fatto seguito l'altro che annunciava l'appoggio a Hillary di Maxine Waters, membro autorevole del Congresso.

Insomma una battaglia avvincente anche a suon di post :)

Sui rispettivi Siti Internet ci sono poi i profili dei nostri candidati sui più importanti Social Network. Ed ho scoperto che:

Su Facebook Barack ha 292,960 supporters mentre Hillary 82,473; su YouTube il Senatore ha pubblicato 552 video su un canale visitato 11,787,422 volte mentre Hillary ha avuto 1,287,195 visitatori per 225 video; su Flickr Obama ha 775 pagine di foto contro le 172 della Clinton; infine su due curatissimi spazi MySpace Barack ha 239,811 amici e 34,174 commenti ed Hillary 170,370 amici e 18,169 commenti

Ma veniamo alla popolarità dei Siti.


Come risulta anche dal grafico di Alexa my.barackobama.com ha un rank migliore di www.hillaryclinton.com: 8,572 contro 22,743. Tale tendenza è in qualche modo confermata anche sul grafico di Google Trends (qui in basso).



my.barackobama.com risulta essere anche più linkato con 55.400 link rilevati; www.hillaryclinton.com ne conta 31.900.

Infine l'indice QDOS di reputazione online risulta pari a 9983 per Barack Obama e 7460 per Hillary Clinton.

Insomma, se dovessimo seguire i numeri del Web e prenderli come delle proiezioni dei risultati finali, si può dire che non ci sarà partita!

domenica 27 gennaio 2008

Library 2.0 - come nasce (per ora solo) un post!

E' qualcosa di cui ho già parlato e di cui vorrei continuare a parlare: le Biblioteche e cosa il Web può fare per le Biblioteche.

Vi segnalo degli appunti che ho preso su mdplab-notes!



Sta nascendo un nuovo post!
Ma la speranza è che a nascere sia anche qualcosa di più ;)

Anche grazie a voi!

sabato 26 gennaio 2008

italia(.it) - non siamo poi così male!

un'immagine della Home Page del Portale della Polizia di Stato
epractice.eu [1] è il portale creato dalla Commissione Europea di supporto alle comunità professionali e agli sviluppatori di servizi Istituzionali sul Web. Su tale portale è possibile condividere dei casi di studio pubblicandoli, incontrare esperti di tutta Europa estendendo le proprie reti professionali grazie all'inserimento del proprio profilo personale ed imparare dall'esperienza degli altri, votare e commentare i casi pubblicati [2]. Insomma una bella realtà collaborativa, almeno sembra!

il logo di epractice.eu
Perchè ne parlo?

Perchè ho voluto risollevare un po' il mio animo dopo la forte delusione della chiusura del portale italia.it e rendermi conto che in Italia poi non siamo così male. Non ci credete?

Beh, allora vi chiedo solo qualche minuto di pazienza per presentare, a quanti non conoscessero già la vicenda, il premio vinto dal Sito Web della Polizia di Stato. Un premio conferito proprio da epractice, da una comunità di esperti senza nessun tipo di interesse. Un gruppo di esperti che ha valutato positivamente il progetto Web assegnando a www.commissariatodips.it l'European eGovernment Awards [3] come Sito Most inspiring good practice.

Questo il link alla scheda che presenta il Sito [4] in cui, tra le altre cose interessanti, è degno di nota l'accento posto sul concetto introdotto da commissariatodips.it: il cittadino nel cuore delle istituzioni! Una delle ragioni del premio è stata proprio la capacità del portale di raggiungere i cittadini nei loro uffici e nelle loro case creando un clima di fiducia sempre crescente nelle Istituzioni e nella stessa navigazione in Internet (per la sicurezza della quale il Portale lavora). I numeri sono questi: dal Febbraio 2006 fino a Giugno 2007 il Portale ha registrato 760000 visitatori, 6000 reclami, 12000 report sull'uso improprio della Rete (illegalità di contenuti ed eventi pubblicati) e 17000 richieste di informazioni.

Che dire? Complimenti!

Ma quanti lo sapevano?

E italia.it? Possibile, mi sono detto, che faceva davvero così schifo [5]?

Sui contenuti ormai s'è detto veramente di tutto (dal logo alle imprecisioni sulla denominazione e sulla collocazione geografica di alcune località). E dal mio piccolo osservatorio dico che le critiche erano condivisibili. Ma ho trovato che, quando circa un anno fa il portale veniva aperto, c'era stato chi di italia.it segnalava la bontà in termini di Web Standards. Guardatevi i due post che segnalo in webliografia ([6], [7]) di Nicola Bruno e leggete attentamente i commenti.

Grazie ad Enore insomma ho scoperto il rovescio della medaglia di italia.it e affido anche a voi gli screenshot che lo stesso Enore mi ha fatto avere. Sono immagini del 27 Febbraio 2007!

Si potrebbe ripartire da qui insomma (click per ingrandire l'immagine)!

W3C CSS Validation di Italia.it il 27 Febbraio 2007
e anche da qui (ancora click per ingrandire)...

Markup Validation di Italia.it il 27 Febbraio 2007

...e costruire da quanto di buono c'è! Perchè non siamo poi così male!


Aggiornamento 29 Gennaio
Pubblico di seguito il terzo screenshot che Enore mi ha inviato. Come dice nel commento si tratta
del report di accessibility (standard) del tool di analisi Cynthia dove veniva emulato il browser testuale Lynx!

screenshot della validazione con CynthiaAncora un test positivo!
Aggiorno anche la Webliografia ([8] e [9]) con due riferimenti a Zonex (il blog di Francesco) per capire meglio di cosa si sta parlando!

Webliografia

[1] epractice - il Sito
[2] epractice - la pagina About
[3] epractice - i Premi
[4] epractice - olps
[5] mdplab - Walter Vannini: perchè italia.it fa schifo?
[6] Web *.0 di Nicola Bruno - italia.it, che confusione
[7] Web *.0 di Nicola Bruno - italia.it, un po' di chiarezza sui conti
[8] zonex.it - Accessibility| report con foto : zonex.it is LYNX compatible
[9] zonex.it - Archive : LYNX txt browser già configurato

mercoledì 23 gennaio 2008

Kipapa - la New Entry nel Social Bookmarking italiano. Intervista ad Adrien


Qualche giorno fa mi è stata segnalata per e-mail la presenza sul Web di un nuovo sito di aggregazione news, kipapa. A scriverla era Adrien, il responsabile. Sono stato catturato dalla sua discrezione e dal suo garbo e non ho potuto perciò fare a meno di andare a curiosare.

Nella e-mail Adrien si metteva a disposizione per darmi ulteriori notizie ed informazioni e così, forse approfittando dalla sua gentilezza, ho deciso di porgli qualche domanda. Le risposte a questa mini-intervista credo siano il modo migliore per presentare questo neonato Sito di Social Bookmarking!


Prima di tutto: dicci qualcosa di te!
Ok, cominciamo con la parte che meno incuriosirà i tuoi lettori :)
Forse la cosa che più interesserà al tuo pubblico è sapere che sono un fan sfegatato dell'Italia e di ciò che fanno gli Italiani. Amo quando un progetto italiano è riconosciuto come leader nel suo settore anche all'estero e quando siamo noi italiani a fare la storia di Internet.

Che tipo di servizio è kipapa?
Kipapa è un sito di editoria sociale dove i contenuti sono proposti dagli utenti e i contenuti più popolari (sempre scelti dagli utenti) vengono mostrati in home page.

Da quando siete online e quali sono le vostre stime di utenza?
Siamo online dal 18 Ottobre 2007 e, anche se preferisco non divulagare numeri precisi, posso tranquillamente affermare che siamo il secondo network italiano di editoria sociale per numero utenti.

In cosa si contraddistingue dagli altri Social che ci sono?
La prima cosa che ci contraddistingue è una tecnologia proprietaria. Al contrario di molti siti che si basano interamente e solamente su software open source noi usiamo il software libero per creare qualcosa di unico. In altre parole abbiamo una libertà e velocità di sviluppo che non ha eguali. Prova a seguire il nostro blog e vedrai di cosa parlo: la nostra tecnologia offre il massimo ai nostri utenti:
http://kipapa.it/blog/

Perchè un utente dovrebbe frequentare kipapa e/o segnalare articoli?
Un utente può fare tre cose su Kipapa:

1. Può segnalare articoli e quindi portare visite al proprio sito.
2. Può votare gli articoli, e quindi migliorare la qualità dell'inofrmazione per gli altri utenti.
3. Può essere un semplice utente passivo e beneficiare dei primi due punti.

kipapa è orientato ad un particolare settore oppure no?
Sì, al settore di quelle persone che necessitano di essere informate nonostante gli organi d'informazione ufficiale decidano che una notizia non ha pubblico. Magari altri hanno deciso così, ma, su Internet, c'è sempre almeno una persona che ne ha parlato. Kipapa aiuta a trovare proprio questa persona.

Come potrà evolversi secondo te il mondo dei Social e quale potrà essere il suo valore aggiunto alla Rete nei prossimi anni?
Con lo sviluppo di Internet stiamo andando incontro a un fenomeno che i nostri genitori non avrebbero mai immaginato: la sovra-informazione. I siti di editoria sociale ci aiuteranno a combattere questo fenomeno creando un filtro che ci permetta di seguire solamente ciò che è veramente importante.

Da poco è nato Wikia Search, cosa ne pensi e che tipo di aiuto potranno dare i Siti di Social Bookmarking al ranking dei motori di Ricerca? Sarebbe utile?
La "ricerca sociale" è un'idea a cui tanti stanno lavorando incluso Google. Siti come digg.com o come del.icio.us sono, di fatto, dei motori di ricerca con un alogritmo di ranking basato sulle preferenze degli utenti. Non potranno mai avere il dettaglio di un motore che usa crawler per coprire tutto il web, ma, se si riesce a includere tutti i dati di questi siti con algoritmi del calibro di Google e Yahoo allora si avrà un motore di ricerca davvero autoritario.

Uno spot per kipapa...
Kipapa: informazione per tutti!


Allora buon Bookmarking a tutti con Kipapa ;)

Ah, dimenticavo: da oggi su mdplab c'è anche il pulsante per la segnalazione su kipapa!

domenica 20 gennaio 2008

Mondo dell'Impresa e Biblioteche: un binomio che può essere vincente. Grazie al Web!

Il knowledge management nelle imprese deve essere un obiettivo strategico: le informazioni devono fornire nuova conoscenza per elaborare le strategie.



Questo il titolo di un post di Claudio Iacovelli sul suo Marketing Intellingence [1] in cui vengono presentati i risultati di un sondaggio online condotto da CRM Today [2] sulle ragioni che limitano gli utenti nelle attività di ricerca delle notizie e delle informazioni. Il sondaggio ha tutte le caratteristiche di una indagine conoscitiva di tipo generale ma viene facile poi, nel post, spostare il baricentro della discussione al Mondo delle Imprese.

Claudio riporta due interventi (Marco Varone [3] e Stefano Epifani [4]) in cui si pone l'accento sulla necessità che oggi più che mai le Aziende hanno di essere messe nelle migliori condizioni di lavorare sulla base di informazioni puntuali, precise ed attendibili; il tutto in un processo che non si limiti soltanto alla gestione delle informazioni e della conoscenza esistenti ma che sia anche in grado di generare nuove conoscenze con i conseguenti benefici nelle Attività di Impresa.

Michele Rosco, nel suo libro Marketing dell'Informazione della Conoscenza [5], credo dia una risposta a questo problema individuando nelle Biblioteca la struttura che dovrebbe farsi carico di questo compito: nel delicato passaggio che porta i dati attraverso l'informazione a diventare finalmente (nuova) conoscenza, il ruolo della Biblioteca, intesa non solo come istituzione, è (ci spiega Rosco) fondamentale.



Con la guida di una Biblioteca il mondo dell'Impresa, sostiene Rosco, può migliorare il suo processo decisionale che porta alla definizione di una strategia che, proprio perchè quel processo è guidato e sostenuto (da informazione prima e da conoscenza poi), ha più possibilità di essere quella vincente.

Il problema centrale affrontato da Rosco nel libro è poi questo: una volta individuato il ruolo della Biblioteca, come possono i servizi da essa forniti essere migliori? Come si può rendere la Biblioteca davvero un facilitatore di accesso alla conoscenza e permettere quindi che il Territorio sul quale insiste ne fruisca appieno?

La risposta a questa domanda è la ragione per cui in mdplab mi sto occupando di questo argomento. Michele Rosco, infatti, indica il Web come strumento di Marketing dell'Informazione e della Conoscenza; sostiene che la Rete è il mezzo migliore perchè una Bibilioteca sia in grado di migliorare i suoi servizi e di renderli quindi utilizzabili, accessibili e funzionali.

Il Web [6] insomma come metodo di ricerca e sviluppo di un Sistema, quello Bibliotecario, di cui (almeno) il Mondo delle Imprese ha davvero bisogno.

Sono in una fase di studio del fenomeno ed ogni vostro contributo sarà fondamentale per il raggiungimento di un obiettivo da me condiviso anche nel gruppo di Marketing Agorà [7]!

Michele, Bonaria (soprattutto voi - grazie ad Enore per la preziosa segnalazione!), mi aiutate? Vorrei un giorno porvi delle domande sensate :)

Webliografia

[1] Marketing Intelligence - Il knowledge management nelle imprese deve essere un obiettivo strategico: le informazioni devono fornire nuova conoscenza, per elaborare le strategie.
[2] CRM Today
[3] Marco Varone - il blog su Nova100
[4] Stefano Epifani - il blog
[5] Il Marketing dell'informazione e della Conoscenza - Michele Rosco Editrice Bibliografica
[6] Le Reti Partecipative - La Biblioteca come conversazione
[7] Marketing Agorà

mercoledì 16 gennaio 2008

Ma insomma: Internet o TV?




Così, a caldo, le cose non mi tornano: non sono numeri che si sposano molto bene quelli che leggo. Probabilmente occorre riflettere ancora un pò; molto più probabilmente non ho gli strumenti per fare un'analisi dettagliata; sta di fatto che mi sembra strano che Internet sia scelto dalle stesse persone che poi continuano a preferire in casa ad un bel Personal Computer con connessione alla Rete una Televisione.


Ok, mi fermo un attimo: non è detto che chi abbia la televisione in casa decida di utilizzarla per guardarsi il GF o il MCS; una televisione la si usa anche per stare comodi in poltrona ad assaporarsi un bel film.


Non è poi detto che l'uso di Internet si possa fare soltanto in casa. Primo perchè la banda larga è un lusso che in Italia è ancora per (troppo) pochi e secondo perchè non è detto che i costi siano accessibili a tutti. Penso ad esempio alle biblioteche o alla casa dell'amico!


Effettivamente mi fa strano pensare ad una casa senza TV; ma mi riesce difficile pensare anche che, in quella stessa casa, ci sia una scrivania senza un PC.


Scusate, forse ho banalizzato la cosa ma mi aiutate a capire?

lunedì 14 gennaio 2008

Sara



Sara non piangere
Tienimi chiuso
dentro questa stanza
Rompi i tuoi giochi contro
l'arroganza del mondo
Che è pieno di
Cose inutili da fare
Cose inutili da dire
Quante cose inutili
abbiamo nella testa
ma il tuo sorriso resta
In the middle of the night
In the middle of the night
In the middle of the night
Sara devi crescere
imparerai a guardare il cielo
Ad inseguire un sogno vero
nelle cose della vita
Cose inutili da fare
Cose inutili da dire
Quante cose inutili
che abbiamo nella testa
Ma il tuo sorriso resta
In the middle of the night
In the middle of the night
Sei così fragile Sei così fragile
Sara sarà.. Sara sarà,
sarà sarà..
Sara sarà.. Sara sarà,
sarà sarà sarà..
Cose inutili da fare
Cose inutili da dire
Quante cose inutili
che abbiamo nella testa
Ma il tuo sorriso resta
In the middle of the night
In the middle of the night
In the middle of the night
Sara sarà.. Sara sarà,
sarà.. sarà
Sara sarà.. Sara sarà,
sarà sarà sarà
Cose inutili da fare
Cose inutili da dire
Quante cose inutili
abbiamo nella testa
Ma il tuo sorriso resta
In the middle of the night
In the middle of the night
In the middle of the night

domenica 13 gennaio 2008

Marketing [Agorà]: dal fare i nuovi pensieri?

Il Marketing non è soltanto, come purtroppo comunemente si pensa, il mezzo per comunicare i prodotti e i servizi e per promuovere le vendite, ma soprattutto la disciplina per conoscere i bisogni, le aspettative e i cambiamenti dei Clienti e per realizzare concretamente una solida Relazione con essi

Quindi il Marketing diventa un elemento fondamentale del processo di innovazione e deve lavorare in squadra con le componenti di ricerca e sviluppo, di progettazione e di produzione dell’impresa, che non sono sempre a contatto con la realtà del Mercato e con l’Esperienza dei Clienti
Andrea Rossi (via Maurizio Goetz)

Il marketing consiste in un gruppo di attività organizzate, programmate, controllate, che partono dallo studio del consumatore, a livello individuale, della domanda,a livello aggregato e della concorrenza e si attuano in forma integrata, per il raggiungimento degli obiettivi di medio - lungo termine attraverso la soddisfazione del consumatore
via Pier Luca Santoro

True, Transparency, Try, Test, Trust, Tell, Talk
di Gianluca Diegoli

In che modo il marketing può diventare strumento potente per soddisfare consumatori post-moderni sempre più frustrati? Quali linguaggi usare? Quali tecnologie prediligere a fronte di una convergenza tecnologica sempre più accelerata? E’ sufficiente confinare gli sforzi ai contenuti della rete o è necessario intervenire per orientare e dare forma all’osservazione e alla percezione del consumatore e indirizzare i suoi desideri?
le questioni di
Carlo Mazzucchelli

Si pensa (penso!), si riflette (rifletto!), si interviene (intervengo!)...

E' vero: tra il dire e il fare ce ne passa parecchio. Forse ci devono essere ancora pensieri, riflessioni ed interventi!

Ma non è forse il fare che può stimolarne di nuovi?

venerdì 11 gennaio 2008

il Fantacalcio? Quello vero grazie al Web!


Segnalo in questo post la nuova moda dei malati di calcio: acquistare la propria squadra del cuore (che se la passa male) grazie al Web.

Questo è l'articolo del Corriere in cui si parla di questo fenomeno. L'idea, come riportato nel pezzo di Paolo Ligammari, è nata in Inghilterra (l'immagine è ripresa dal sito britannico in cui è possibile acquistare una quota della squadra per 50 Euro). E non poteva essere altrimenti!

E' stata poi ripresa da un Italiano in Spagna, Giorgio Frantini che su www.clubgalactico.com sta cercando di acquistare una squadra. La cosa che trovo molto divertente è che, grazie alle discussioni nel forum, i tifosi registrati (e che hanno pagato la quota) possono fare la formazione. Insomma non più solo il Mister in panchina ma tutti. E tutto questo grazie a Internet :)

E in Italia?

Un esperimento è partito grazie ai tifosi del Bari che hanno inaugurato compriamolA.it per sperare di vedere nuovamente la loro squadra in serie A. Non so se alla fine l'obiettivo sarà raggiunto ma almeno tornerà, intorno ai Galletti, di nuovo l'entusiasmo dei suoi tempi migliori: quando Igor Protti diventava capocannoniere :)

Perchè ricordo questa cosa? Perchè avevo acquistato Protti all'edizione del Fantacalcio di quell'anno (qualcuno si ricorda quale?)


Già, il fantacalcio: questo gioco è sicuramente altrettanto divertente!

Se c'è intanto qualche tifoso del Bari che non conosce l'iniziativa, ecco il bannerino


Banner CompriamolA


In bocca al lupo ;)

giovedì 10 gennaio 2008

il Belgio si vende sul Web! un esempio di Marketing Territoriale


Navigando il sito istituzionale del Belgio sono stato incuriosito da un link, Invest in Belgium. Pur non disponendo di risorse economiche da investire, sono entrato per dare un'occhiata: beh, penso sia un bellissimo esempio di Marketing Territoriale!

Ecco le cinque ragioni per cui si dovrebbe aprire un'Attività o far partire un Business in Belgio:


(1) A highly educated, productive, multilingual and flexible workforce
(2) Top rate business infrastructure
(3) A strategic location in Europe
(4) A tradition of openness and international trade
(5) Quality of life


Sono da un paio di giorni qui a Bruxelles e penso di potermi esprimere su tre dei punti che formano l'allettante elenco predisposto dalle autorità belga.

Le voci non esclusivamente francofone che mi è capitato di ascoltare per le strade della Capitale mi inducono a pensare che la fauna non sia strettamente autoctona ma ho visto davvero una città in fermento, persone che vanno al lavoro presto al mattino con visi che non lasciano trasparire la noia che inveve gli sbadigli sui bus italiani delle 7.00 del mattino così male riescono a celare!

E' inutile rimarcare che la posizione geografica sia davvero strategica; penso che quello che si può dire di Milano nel contesto Italiano lo si possa dire a maggior ragione per il Belgio in quello Europeo!

Ho poi la sensazione che la qualità della vita sia abbastanza elevata. Almeno qui a Bruxelles non ho visto il caos che per esempio si può incontrare a Roma; insomma, nonostante l'elevata quantità di attività ed uffici, qui ho comuque la sensazione di vivere in una città a misura d'uomo.

Non so, forse il piacere di stare fuori mi fa giudicare in modo positivo ciò che, allungando la mia permanenza, potrei odiare. Per esempio mi hanno detto che qui piove sempre ma in tre giorni non ho mai aperto l'ombrello :)

Molte volte su mdplab si è detto, grazie anche e soprattutto ai qualificati commenti che ho ricevuto, che un progetto che si vuole parta dal Web ha tante più probabilità di successo quanto più rispecchia una pianificazione offline condivisa tra tutti gli attori che in esso sono coinvolti; ha tante più probabilità di soddisfare i bisogni delle persone quanto più il Marketing non riguardi soltanto lo strumento che si è scelto di utilizzare (il Web, per l'appunto).

Lo strumento, poi, è adoperato in modo abbastanza evoluto: ci sono dei video e c'è anche l'iconcina del feed RSS nella sezione news.

Anche per questi due ultimi aspetti ribadisco che invest.belgium sia un esempio da seguire!

E voi, che impressione ne ricavate?

Avete qualche altro esempio da segnalare?

mercoledì 9 gennaio 2008

Per una pillola in più...

Le industrie farmaceutiche statunitensi nel 2004 hanno speso 57.5 miliardi di dollari per la promozione dei loro medicinali contro i 31.5 miliardi spesi per la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti. Questo è quanto evidenziato in un articolo della rivista Public Library of Science Medicine citato nell'approfondimento R2 di Repubblica di ieri.

L'Università di Montreal ha effettuato a tal proposito uno studio dal quale infatti si evince che, per fare pubblicità ad un prodotto farmaceutico, si spende più di quanto occorra per produrlo; il tutto, volendo riassumenre l'articolo di R2, per favorire un vero e proprio conflitto di interessi nella professione di ogni medico.

I medici sono in effetti invitati dalle Aziende Farmaceutiche in luoghi esotici per convegni, ricevono regali a seconda del numero di ordinazioni prescritte e campioni omaggio da parte delle case Farmaceutiche. Come potrebbero, quindi, i medici, di fronte ad una cosi variegata e gratuita offerta negare una prescrizione ai propri pazienti per medicinali prodotti da tali Aziende?

Quali sono gli impatti? Il mio ancora scarso background culturale non mi permette di effettuare un'analisi approfondita della questione ma voglio almeno concedermi il lusso di fare qualche osservazione:

(1) non era vero che, in media, la quota spesa in pubblicità (o marketing?) per ciascun prodotto sul mercato è una percentuale molto più bassa di questo esagerato 65% del caso dei medicinali (almeno negli Stati Uniti)? C'è qualcuno che mi sa dare dei riferimenti in cui ritrovare questo valore percentuale? Pier Luca, ci dai una mano a capire?

(2) e se invece una parte dei soldi spesi in pubblicità fosse (stata) destinata alla ricerca?

A questa seconda domanda risponde Marco Bobbio, autore di Medici e Industria parlando del caso italiano: esiste in Italia un meccanismo per cui una quota delle risorse impiegate dalla industrie farmaceutiche in pubblicità viene investita, per mezzo dell'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), nella ricerca. Una bella notizia!

Quanto al caso Statunitense, mi viene da dire che, se si pensasse più alle reali esigenze sanitarie della popolazione, forse non sarebbe necessario far ricorso ad una tale esagerata (e quindi costosissima) pubblicità. Un medico probabilmente valuterebbe in altro modo l'efficacia di un farmaco che, se questo circolo virtuoso fosse davvero in atto, costerebbe sicuramente di meno.

E farebbe meno male alle tasche di chi ne ha bisogno!

Ma questo circolo virtuoso non è forse il Marketing che ha nell'esigenza delle persone il proprio motore?

martedì 8 gennaio 2008

QDOS - la misura della reputazine online ?!



Popularity: Who you know and the extent of your online network.


Impact: How much people listen to what you say online.


Activity: What you do online e.g. shop, chat, blog.


Individuality: How easy you are to find online according to your name, your age etc


Sono questi i quattro elementi che contribuiscono al parametro QDOS: la misura della reputazione e della popolarità delle identità online. QDOS è un servizio di Garlick che permette di monitorare il proprio online status e controllare quello delle altre in base alla presenza in Internet, alla popolarità, alla credibilità e alle attività in Rete.

Tale servizio è in via di sperimentazione, in versione beta, in Inghilterra anche se, come ho letto in un articolo della rivista Business Week, entro qualche mese QDOS dovrebbe sbarcare anche negli Stati Uniti.

Questo è il video pubblicato nella pagina che spiega il servizio e devo confessare che mi sembra inquietante. Giudicate voi...


In tale pagina viene citata una recente ricerca in cui si dice che sempre più Inglesi effettuano le proprie scelte in base allo status online delle persone che sono poi coinvolte in tali decisioni: il 16% ha scelto la propria abitazione in base a "come sono messi online" i vicini, il 20% ha effettuato ricerche di lavoro a seconda del posizionamento del capo e il 32% ha consultato il professionista (ad esempio un avvocato) che godeva di una migliore reputazione online.

Un utile servizio? Sinceramente non lo so...Per ora c'ho voluto solo giocare ed davvero divertente notare che io, Marco Dal Pozzo, godo attualmente di un QDOS pari a 500 contro i 9983 (attuali) del fenomeno del momento, il candidato a correre alle Presidenziali Americane per il partito repubblicano, Barak Obama.

E' poi davvero curioso notare che la regina Elisabetta è meno popolare di David Beckam. Politici Italiani? Per adesso Berlusconi è davanti a Romano Prodi!

E voi? Come siete messi?

Vi viene in mente qualche altro duello?

Wikia Search - i (miei) primi passi!


Ho registrato la mia utenza su Wikia Search ed ho mosso i primi passi in questo mondo.

Qualche osservazione a volo.

La prima impressione è che i risultati siano ancora di bassa qualità. Ovviamente questo è dovuto sia al fatto che probabilmente Grub non ha ancora indicizzato molto sia, soprattutto, all'essere ancora agli inizi del lavoro degli utenti.

Molto interessante il poter pubblicare dei "Mini Article": si tratta di mini articoli che mostrerebbero all'utente una breve descrizione della query. A lungo andare questo meccanismo dovrebbe aiutare moltissimo l'utenza che, di fronte ad un articolo non corrispondente alle sue intenzioni di ricerca, dovrebbe velocemente raffinare la ricerca stessa con un notevole risparmio di tempo.

Io ho editato il mini articolo per la query Web Marketing e la parte italiana della query Wikia Search :)

E' possibile associare il proprio profilo ad una query. Da un lato credo sia utile: magari un profilo associato alla query che sto facendo potrebbe darmi una mano a reperire esattamente quello che mi serve (magari contattandolo "personalmente"); da un altro lato ho paura che se ne possa fare un uso troppo autopromozionale (e questo sarebbe male).

Gli utenti registrati possono diventare amici esattamente come in un Social Network. Del resto Wikia è, a tutti gli effetti, un Social Network.

sabato 5 gennaio 2008

Wikia Search - Un Anno di Storia e Due Giorni di Inquietante Attesa!


Trasparenza
- l'essere open dei sistemi e degli algoritmi che operano, sia in termini di open source sia in termini di open content

Comunità - Ognuno può contribuire in qualche modo (sia a livello individuale sia al livello di intere organizzazioni)

Qualità - migliorare in modo significativo sia la rilevanza e l'accuratezza dei risultati di ricerca sia l'esperienza di ricerca

Privacy - deve essere protetta senza immagazzinare o trasmettere dati identificativi dell'utenza

Questi sono i quattro principi organizzativi che hanno dato vita al progetto Wikia Search [1], di un Motore di Ricerca "democratico" che dovrebbe vedere la luce (sebbene in forma ancora sperimentale) il prossimo 7 Gennaio. Un progetto portato avanti dalla stessa comunità che ha creato Wikipedia.

In questo post voglio fare prima un po' di storia e poi discutere di qualche questione insieme a voi. Invito chi la storia la conosce già a saltare direttamente alla fine (oltre che ad integrare e correggere le eventuali cavolate che ho scritto).

Nella pagina in Italiano [2] si capisce il pensiero che ha animato l'ambizioso progetto di creare un nuovo e più funzionale Motore di Ricerca. Considerando la mancanza di comunità, di responsabilità e di trasparenza nel Mondo del Searching sul Web, il pensiero di Jimmy Wales (il leader dell'organizzazione che creò Wikipedia) è quello di assicurare agli utenti dei risultati migliori, e garantiti dagli utenti stessi, in una logica che dovrebbe almeno assomigliare a quella che ha fatto di Wikipedia lo spazio Web che ha proprio nella Comunità, nella Responsabilità e nella Trasparenza degli utenti i suoi punti di forza.

Il lancio del progetto risale ad un anno fa quando il New York Times pubblicava un articolo [3] di cui è interessante riprendere alcuni passi:

Il Motore di Ricerca Wikia dovrebbe permettere agli utenti di vedere in modo trasparente come i risultati sono generati e modificare liberamente il ranking utilizzando le conoscenze che hanno dell'Internet. Ogni modifica potrebbe essere rielaborata da altri utenti e, come accade con Wikipedia, le discussioni dovrebbero portare ad una decisione trasparente e di qualità.

Wales diceva poi: “I suspect there is a need for categorization and grouping” by the volunteers, Mr. Wales said. “It would not make sense to have a dialogue for each long-tail search. For popular searches, it makes sense.

“The question is: Will there be a demand?” he said. “I think there will be. People are not happy with the lack of transparency.”

Insomma Wales dirigeva il suo interesse principalmente alle ricerche più popolari: se un argomento risulta essere popolare, maggiore è la discussione che si genera intorno ad esso e, trasferendo il ragionamento sul piano di un Motore di Ricerca "Sociale" (query popolari), migliore è (qui in effetti sarebbe d'obbligo il condizionale) l'accuratezza dei Risultati e il relativo Ranking.

Rassicurante era poi, sempre nello stesso articolo, l'affermazione di Gil Penchina, CEO di Wikia, che confrontava il processo di ricerca a quello di un filtro antispam.

“Humans are pretty good at that; machines are not so good at that,” he said. “What is obvious to a person is not always obvious to a machine. There are all sorts of tricks to fool the search engines. We think that people are better than machines at making decisions about what are proper results for any search term you type in.”

Insomma una vera rivoluzione!

In Italia se n'è cominciato a parlare dall'estate dello scorso anno (almeno a quel periodo risalgono i primi articoli che ho rintracciato) con un approccio che, dopo i proclami di Gennaio, era teso ad analizzare in modo più critico la cosa; con un occhio di riguardo, insomma, sia ad aspetti tecnici sia ad aspetti che oserei definire poco attinenti al Mondo del Search Puro ([4] e [5]).

Vediamo l'aspetto tecnico: il funzionamento di Wikia Search sarebbe basato, prima ancora che sulla discussione delle persone facenti parte della comunità sulla qualità e sul rating dei risultati, su un sistema open source di indicizzazione del Web (Grub [6]) in grado di eseguire un calcolo distribuito sui dati provenienti dai Computer di quanti, in Internet, avrebbero il Software di Crawling installato. Il tutto, a mio modo di vedere, in un primo atto di vera trasparenza. Il progetto Grub era partito già dal 2000 ed aveva attraversato dei momenti difficili ma è tornato a vivere proprio grazie all'acquisizione del team di Wikia che l'ha quindi presentato nelle sue pagine [7]; interessante poi, ma per addetti ai lavori (io non sono tra quelli), è stata la discussione che, proprio nel Wiki, si è sviluppata durante l'anno (ve la segnalo in Webliografia [8]).

Vediamo ora l'aspetto commerciale: si è appena detto dell'acquisizione di Grub. Questo dimostra che comunque Wikia poteva e può contare su un capitale. Nei vari articoli si parla infatti di finanziamenti di più di dieci milioni di dollari ed un contributo anche da parte di Amazon.com. Cifre spaventose, anche se ormai con i grandi movimenti economici di compravendita di idee sul Web (per il Web) c'abbiamo fatto l'orecchio, che dimostrano quanto ambizioso sia, non soltanto dal punto di vista dell'utente, il progetto. E l'ambizione è ovviamente quella di soppiantare Google e di neutralizzare almeno un po' il suo strapotere (a questo punto direi anche economico).

Già, Google! E quali saranno le sue mosse?

Ad Agosto c'era già chi poneva qualche interessante questione. Su Seo Black Hat [9] si rifletteva, in un'analisi rilanciata anche qui da Gijno [10], sul fatto che Google poteva (e può ancora adesso) garantire delle SERP di alta qualità proprio grazie ai contenuti di Wikipedia. Il problema posto era: può Google continuare a far dipendere la sua qualità di sistema di Ricerca da Wiki se Wiki stesso si appresta a diventarne concorrente? Google cercherà di allearsi o di eliminare dalle sue SERP i risultati? Con quali conseguenze?

Il progetto Wikia è comunque andato avanti e, ad un anno esatto di distanza dall'appello che è possibile leggere nella versione italiana nel link in Webliografia ([2])

"Cerco persone per la costruzione e collaborazione di un motore di ricerca ispirato a WIKI. Più specificatamente, delle comunità di persone che desiderano partecipare al miglioramento dei risultati di ricerca e degli sviluppatori per aiutare la creazione di un'alternativa libera per la ricerca in internet." Discutine qui [en]. Iscriviti alla mailing list [en].
--Jimmy Wales, 23 dicembre 2006

con una e-mail a tutti gli iscritti alla mailing list del progetto, il 23 Dicembre scorso, Jimmy Wales ha finalmente annunciato il lancio ufficiale di Wikia Search in questo modo (TechcRunch [11] via Tagliaerbe [12]):



Insomma ci siamo e la notizia è stata data, in questi ultimi giorni, in diverse parti ([13], [14] e [15]).

E adesso qualche riflessione
Un Motore di Ricerca (anche se forse sarebbe meglio parlare in senso un po' più generale come Sistema di Recupero delle Informazioni) fatto in questo modo dovrebbe, almeno stando agli articoli che ne hanno descritto in questi mesi il funzionamento, migliorare l'esperienza di ricerca ed il soddisfacimento da parte degli utenti. Proviamo a dimostrare il perchè.

Qualche tempo fa, su mdplab, avevo riportato delle definizioni sui parametri in base ai quali vengono giudicate le prestazioni dei Sistemi di Information Retrieval [16]: riporto per comodità quelle definizioni di seguito.

Recall: la Recall è il rapporto tra il numero dei documenti recuperati pertinenti alla query ed il numero di tutti i documenti pertinenti contenuti nell'archivio cui attinge il Motore di Ricerca.

Precision: la Precision è il rapporto tra il numero di documenti recuperati pertinenti alla query ed il numero totale dei documenti recuperati a valle della query.

Wikia dovrebbe, per il suo umano filtraggio antispam e per il suo altrettanto umano procedimento di rating, vedere aumentare sia i documenti pertinenti alla query sia quelli che, a valle della query, sono recuperati. Se fosse vera questa mia ipotesi allora Wikia Search dovrebbe garantire un valore Recall più o meno invariato perchè aumenterebbero tutti e due i fattori che contribuiscono a calcolarla. D'altra parte, invece, la Precision si dovrebbe alzare dato che presumibilmente si abbasserebbe il numero di documenti recuperati in seguito all'eliminazione di risultati di tipo spam.

Insomma, dato che le teorie dell'Information Retrieval [17] ci dicono che che l'efficacia di un sistema si valuta misurando la Precision a diversi livelli di Recall, se la Recall rimanesse più o meno la stessa e la Precision aumentasse, avremmo la dimostrazione anche matematica che Wikia sarà un sistema migliore!

Migliore si, se funzionasse davvero come si dice. Ho infatti qualche dubbio:

(1) siamo sicuri che i meccanismi saranno tutti trasparenti? L'interevento umano non potrebbe, invece, essere guidato da menti non ingenue come le nostre e non interessate al solo bene della scienza e della conoscenza? In altri termini: se Wikia, inteso in senso assoluto come un sistema di Searching sul Web, dovesse indicizzare prima ed ordinare poi anche url di entità commerciali (Aziende) come si fa a pensare che queste Aziende non saranno disposte ad assumere pseudo-volontari per far schizzare in alto (ed in moto assolutamente non naturale) i propri contenuti? In un periodo in cui l'Internet si sta affermando contro ogni altro canale di comunicazione non la vedo, questa, un'ipotesi campata del tutto in aria :(

No so che tipo di documenti indicizzerà Wikia ma in ogni caso dovremo fare tutti appello alle logiche che regolano le Comunità sul Web. Insomma: speriamo bene!

(2) se è vero come è vero che il progetto ha ricevuto dei finanziamenti, come si fa a non sospettare che chi ha finanziato non voglia avere anche un ritorno? Un ritorno che, poi, presumibilmente, farebbe scadere quella Qualità promessa da Jimmy Wales?

(3) E Google come farà? Visto che adesso la qualità dei suoi risultati dipende molto da Wikipedia e che Wikia appartiene alla stessa famiglia, darà ancora così tanto spago a Wikipedia stesso? Dobbiamo cioè prepararci a vedere delle SERP di Google ancora peggiori di quelle attuali?

(4) Con Wikia, a quale tipo di attività dovrebbero riconvertirsi i SEO? L'automaticità del funzionamento di Wikia risiederà esclusivamente nell'indicizzazione collaborativa tramite Grub; tutto il resto sarà umano! Avrebbe senso, in uno scenario simile, il lavoro del SEO? Sicuramente sarà importante capire come opera Grub e, conseguentemente, eseguire un adattamento delle piattaforme (ma non è detto che questo sarà necessario). Ma poi?

Che ne pensate voi? Avete qualche certezza in più? o qualche altro dubbio?

A voi la palla!



Webliografia

[1] Wikia Search - Home Page
[2] Wikia Search - Home Page Italiana
[3] New York Times - Something Wiki Is Coming to the Web Search Market
[4] Webmasterpoint - Wikia nuovo motore di ricerca di Wikipedia pronto a sfidare Google
[5] Macitynet - Wikia Search, arriva il motore di ricerca del Web 2.0
[6] Grub - la Home Page
[7] Wikia Search - la pagina che presenta Grub
[8] Wikia Search - la discussione su Grub
[9] Seo Black Hat - Google Exposing their Flank to Wikipedia
[10] Gijno - Google e Wiki
[11] Techcrunch - Wikia Search Launches Private Beta; Public Launch On January 7
[12] Tagliaerbe - Wikia Search parte il 7 gennaio: sarà il rivale di Google?
[13] Motoricerca - MotoNews - Wikia in arrivo
[14] Search Engine Journal - Wikia Search Launching Next Week
[15] Repubblica - Partecipazione, qualità e privacy Così Search Wikia sfida Google
[16] mdplab - Motori di Ricerca: qualche appunto su "come utilizzare gli utenti" per Migliorarne le Prestazioni e le Relative Metriche
[17] unibo - Le basi degli IRS (pdf)

mercoledì 2 gennaio 2008

Internet supera la TV - e Adesso Cosa Succederà?

Secondo una ricerca condotta dalla School of Management del Politecnico di Milano e dalla Nielsen, i cui dati sono stati oggi presentati su Repubblica [1], più della metà degli italiani preferirebbe il Web alla televisione. A chi avesse il dubbio sulla rappresentatività del campione utilizzato, deve bastare quanto riportato sul quotidiano: sono state interessate tremila famiglie che sembra siano un campione rappresentativo di tutta la popolazione nazionale.

Sempre da Repubblica [1] vengono riportate le risultanze di uno studio analogo condotto dall'EIAA (European Interactive Advertising Association [2]) in ambito europeo che pare confermare la tendenza italiana ed evidenzia un vero e proprio boom dell'Internet.

Ne hanno già discusso Pier Luca Santoro [3] e Luca De Biase [4] nei rispettivi spazi Web ma voglio comunque porre delle questioni e dei dubbi che ho su come intrepretare questi numeri indicativi di quanto potrebbe accadere in questo neonato 2008.

Condivido quanto Luca dice (e riaffermato anche da Pier Luca) a proposito della impellente necessità di impegnarsi a fare meglio in Internet ma è proprio qui che cominciano a venirmi i dubbi. Diciamo che è relativamente facile prevedere che queste tendenze sposteranno i capitali investiti nell'advertising dai canali che (per ignoranza) definisco convenzionali (come la TV) al Web, ma mi chiedo e chiedo a voi: quali canali online dovrebbero essere interessanti da questi investimenti?

Mi viene facile pensare che dovrebbero essere (almeno) proprio quelli frequentati da quel campione utilizzato nella ricerca; un campione che, come tiene a precisare Giuliano Noci, che ha guidato la ricerca del Politecnico, risulta essere formato da persone di tutte le fasce geografiche e demografiche.

Si, ma quali sono questi canali?

Circa un mese fa Pier Luca parlava [5] della logica con cui ora i programmi televisivi sono creati ad arte per la pubblicità: essa (la pubblicità), diceva Pier Luca, agisce meglio su chi ha una bassa scolarità e limitate capacità intellettuali che, dotato di minori strumenti critici, è più influenzabile. Questo ragionamento portava alla dimostrazione del teorema del declino della qualità della programmazione TV di prime time.

Questa riflessione sul nesso tra qualità dei contenuti e pubblicità mi torna utile per spararne un'altra: quale sarà il compromesso tra produzione di contenuti di qualità (da sempre, almeno da quando lo frequento io, regola principe del Web) e la loro attitudine a calamitare le masse in una misura tale da giustificare un investimento pubblicitario? Mi spiego meglio: quanto di qualità dovrà essere il nuovo contenuto sul Web perchè il relativo contenitore riesca ad attrarre visitatori e, quindi, capitali in advertising? E poi: siamo sicuri che la presenza di advertising continuerà a garantire qualità e conseguente audience a tali contenitori?

Sono consapevole del fatto che queste questioni sono frutto della mia scarsa conoscenza di tali fenomeni che mi fa, quindi, associare l'idea dell'advertising online solo a quella dei banner e degli annunci che capita a tutti di vedere sugli spazi online.

Che mi dite voi?

Le domande appena poste potrebbero non aver senso se per investimento in advertising online si intendesse una presenza finalmente di qualità delle Aziende sul Web. Insomma non solo slogan e banner ma anche e soprattutto spazi qualificati e anche di servizio per gli utenti, presenza equilibrata e non "pubblicitaria" e partecipazione attiva alle discussioni.

Ma non sono queste (almeno alcune del)le caratteristiche di un Corporate Blog?

Per tornare al dubbio di prima (quali sono questi canali?), quindi, mi viene da dire che i canali sono ancora distanti dall'essere presenti in rete e, se ce ne sono, sono davvero pochi! Si tratterebbe, a questo punto, di prendere atto che sempre più persone frequentano la rete e che si dovrà essere pronti ad accoglierle nel miglior modo possibile.

Oppure no?

Un'ultima riflessione: come potranno mai essere le abitudini delle persone col Web quando i produttori di contenuti online avranno finalmente iniziato a cavalcare l'onda che i numeri del Politecnico ci anticipano? Il fenomeno televisivo e quello della Rete sono ovviamente differenti ma se dovesse svilupparsi negli utenti la fidelizzazione soltanto a determinati canali Web (quelli su cui presumibilmente si sarà investito maggiormente - sia che si parli di pubblicazione di Banner sia che si parli di pubblicazione di un Sito (Blog?) Aziendale) proprio come avviene per i programmi TV e se, quindi, tali canali fossero gli unici ad essere frequentati o comunque in grado di raggiungere numeri di audience rilevanti, che ruolo avrebbero i Motori di Ricerca? Sarebbero davvero così utilizzati se l'utenza cominciasse a contare su canali diventati più evoluti e di servizio e iniziasse ad utilizzare (in modo esteso) i feed? E che fine farebbero gli esperti SEO? Avrebbe, cioè, ancora senso "dannarsi l'anima" per posizionare su Google un Sito Internet?

Webliografia

[1] Repubblica - La televisione si arrende a internet - Il 2008 sarà l'anno del sorpasso
[2] EIAA - il sito Internet
[3] marketingblog - Coerenza degli investimenti pubblicitari e implicazioni operative
[4] il blog di Luca De Biase - Web prime time
[5] marketingblog - Invertendo l'ordine dei fattori il risultato cambia

martedì 1 gennaio 2008

mi Rimetto al Lavoro!


In questo anno passato nella blogosfera ho imparato tantissimo e fatto moltissime esperienze.

Dal 2007 non potevo sinceramente aspettarmi di più: il lavoro svolto in seno al Progetto-david ed il conseguente bellissimo rapporto nato con Johnnie (ehi Johnnie, io ci credo ancora e tu lo sai!), il rinsaldarsi di un'amicizia e la nascita di una collaborazione che sarà anche professionale con Carlo, il corso di Posizionamento fatto a Roma con Francesco e l'entrata a far parte del gruppo di collavorazione di Marketing Agorà. Ma l'evento più importante per me è stato la nascita di mdpstudio.it.

Mi ripeto: meglio di così davvero non poteva andare. E adesso?

Non mi piace fare programmi, non li ho mai fatti e i dodici mesi trascorsi mi hanno insegnato che la vita può riservare tantissime sorprese. Tre cose però le voglio appuntare, tre obiettivi; insomma un minimo di agenda per questo 2008:

(1) postare con più regolarità su mdpstudio.it in modo da creare un po' più di audience ed avere qualche cliente in più (avevo fatto una promozione che ha avuto un discreto successo ma adesso bisogna fare sul serio!)

(2) preparare e, spero, portare a termine con successo il 1° Forum Web Marketing per Tutti! del 7 Luglio. Ancora una volta vi invito a registrarvi al gruppo su Facebook e, se ne condividete gli obiettivi, a darmi una mano (ripeto ragazzi: venite fuori dal Convegno GT!)

(3) lavorare e produrre qualcosa di concreto nel gruppo Marketing Agorà (proprio qualche minuto fa ho proposto al gruppo un progetto che ritengo interessante e di cui sicuramente parlerò anche qui su mdplab). A breve avremo un incontro e non vedo l'ora di conoscere i "collavoratori".
Mi rimetto al lavoro quindi!

Buon lavoro anche a voi!

Buon 2008 :-7