venerdì 29 febbraio 2008

una Presa di Coscienza :(

Quando si dice di essere d'accordo su una certa cosa in linea di principio significa che non si ha la minima intenzione di metterla in pratica
[Otto Von Bismark]

via PLS

A volte è davvero triste prendere coscienza del fatto che, per molti aspetti, la Rete non sia troppo diversa dal mondo reale.

[E sono due :(]

mercoledì 27 febbraio 2008

NetMonitor - un bell'esperimento di Repubblica!


Segnalo una interessante iniziativa di Repubblica: NetMonitor.

Si legge dal primo post (pubblicato ieri):

Netmonitor è un blog di osservazione e racconto della conversazione elettorale in rete. Mette a disposizione ogni giorno un testo riassuntivo oltre ad una serie di link, che aumenteranno nei prossimi giorni. Come usare Netmonitor è spiegato in questo testo, che vi consigliamo di leggere prima di usare il blog.

In tempi in cui si discute (oltre che su mdplab anche da Luigi e da Gigi) di progettazione delle modalità di utilizzo dei mezzi del Web allo scopo di renderne più agevole la fruizione e perchè i fruitori stessi non si sentano schiavi di una tecnologia a tal punto da perdere di vista gli obiettivi, io credo che quanto Repubblica mette a disposizione dei suoi lettori sia un bell'esempio.

In fin dei conti NetMonitor non è altro che un modo di utilizzare il mezzo (Web in senso lato, Blog in senso più stretto) a vantaggio anche di chi un blog non sa cosa sia.

Almeno in prima battuta, infatti, la logica del Blog è completamente trasparente ai lettori di Repubblica. Salvo poi scoprire, negli articoli/post segnalati, uno spunto interessante di discussione che può aver luogo sia su NetMonitor (a sua volta un blog) sia (come raccomandato) negli spazi linkati.

Messo in altri termini, direi che NetMonitor si pone a disposizione di quanti non sono in grado di usare le risorse tecnologiche esistenti (perchè non hanno tempo o perchè non sanno cosa sia un aggregatore) e, per tali utenti, si erge al ruolo importante di filtro.

Si legge ancora dalla pagina di presentazione (i grassetti sono miei):

Netmonitor non è un aggregatore, così come questo strumento viene inteso nella rete.
E’ il frutto di un lavoro giornalistico: ogni giorno leggiamo decine di interventi e proviamo ad offrirne una panoramica il più possibile completa ed interattiva, in modo che il lettore possa verificare ciò che è stato scelto e andare oltre per conto suo.
Netmonitor fornisce una visione il più possibile sinottica della conversazione, frutto del nostro lavoro professionale, ed in più mette a disposizione lo strumento internet per andare oltre il nostro stesso lavoro. Per questo motivo la lista di collegamenti che si trovano sulla fascia destra della pagina non è un “blogroll”, un elenco di fonti dato una volte per tutte. E’ la lista delle scelte del giorno di chi realizza la rassegna. E che quindi ogni giorno viene modificata. E’ “cronaca” della conversazione, sotto forma di link.

Complimenti a Repubblica!

E voi che dite?

domenica 24 febbraio 2008

ho un Blog e Mamma ancora non lo sa!

Cari Marco, Stefano, Dario, Laura, Gigi, Presveva, Jacopo, Snapshot83, Giuliano, Valerio, Dario, Andrea, Slowfinger, Nereo, Luca, Sciura Pina,...

perchè non scriviamo un post in meno e dedichiamo il tempo a far capire a chi è fuori che quello lì stava dicendo una cavolata? E perchè stava dicendo una cavolata?

Io vado, eh...

...Mamma, devo dirti una cosa!

sabato 23 febbraio 2008

da Consumatore ad Utente. Racconto di Un Anno di Esperienza

Mi torna in mente una delle mie prime esperienze con mdplab: erano i tempi del portale italia.it e dell'organizzazione in rete del Ritalia Camp e nei blog che seguivo non si parlava altro che di Turismo, Web, Marketing Turistico, Marketing Territoriale. Facevo moltissime ricerche ed avevo l'ingenua pretesa di riuscire a concentrare sul mio blog tutte le discussioni cui partecipavo.

Scrissi a Maurizio Goetz una mail per segnalargli un mio post invitandolo a commentare. Esprimevo in quella mail anche una mia frustrazione: le vane speranze che avevo di sviluppare sul mio blog una discussione che così tanto mi appassionava. Maurizio mi rispose così: La discussione non deve avere luogo su un unico blog, ma deve essere pervasiva, tu commenti in giro e gli altri commentano da te. La conversazione non inizia e non finisce con te, tu ne fai parte.

Adesso capisco cosa mi mancava: la Cultura Utente!

Insomma non sapevo conversare sul Web; pur percependo l'enorme potenziale del mezzo, non sapendolo dominare, a volte mi ci perdevo e non mi sentivo in grado di raggiungere un obiettivo anche perchè probabilmente non l'avevo chiaro in mente; ero quasi sopraffatto dall'enorme mole di informazioni che io stesso andavo a cercare ma mi mancava qualcosa.

Soltanto ora, a distanza di un anno, riesco a capire il fenomeno di cui ero vittima. C'erano tanti gestori di risorse così come tantissimi erano gli utenti di risorse. Persone che conoscevano meglio di me il mondo in cui anch'io stavo provando ad entrare e che, conseguentemente, quasi istintivamente (senza rendersene conto) erano anche supporto a loro stessi; utilizzavano e contemporanemente arricchivano di nuove risorse (informazioni attraverso post e commenti visto che parliamo di Blog) la Rete.

Dove sbagliavo?

Era una questione di approccio. Ero un consumatore e non riuscivo ad essere un vero e proprio utente. Incapace di capire che stavo cercando di utilizzare una macchina in grado di far nascere nuove realtà, immateriali, destrutturate e delocalizzate ma in buona armonia con un mondo fisico. Non avevo ancora la percezione che di quelle conversazioni che tanto mi interessavano potevo essere attore allo stesso livello di chiunque altro vi partecipasse; e che alcune conversazioni mi avrebbero portato oltre il digitale.

E' stata necessaria l'esperienza di un anno. Molto? Poco? Sinceramente non lo so (soprattutto perchè credo di avere ancora moltissimo da imparare) ma adesso sono più consapevole del mondo che cerco ogni giorno di vivere.

Credo che il percorso che sto facendo debba essere alla portata di tutti! E siccome sono convinto che, per le più svariate ragioni, non tutti sono in grado di auto-supportarsi, credo che la Cultura Utente debba essere insegnata.

Anche e soprattutto (da) fuori da questo mondo!

venerdì 22 febbraio 2008

il Blog: Conversazione dall'Alto o Conversazione dal Basso?

Se la Conversazione dall'Alto è quella che si fa somministrando idee a chi legge e la Conversazione dal Basso è quella in cui si cerca di succhiare il più possibile da chi legge (attraverso un commento lasciato) mi chiedo: ma un Blog cos'è? Conversazione dal Basso o Conversazione dall'Alto?

[Terminate qui la lettura del post se non ritenete giuste le definizioni appena date! E poi, mentre pensate "questo qui non ha capito niente", perchè non mi rimettete sui binari giusti?]

Il dubbio è se il Blog debba, per definizione, essere alternativamente l'una o l'altra cosa oppure se sia valida l'una definizione o l'altra a seconda dei casi. Oppure ancora se il Blog possa essere, durante la sua evoluzione, tutte e due le cose insieme.

La riflessione che faccio è che avrò avuto bisogno di una conversazione dall'alto quando dovrò farmi conoscere; se invece sono già conosciuto ed ho bisogno di capire dove meglio indirizzare i miei argomenti e, soprattutto, i modi con cui esporli, allora farò conversazione dal basso. Una conversazione dal basso è anche quella che aiuta a crescere sia il blogger sia la discussione che nel blog si sta sviluppando!

Il ragionamento penso sia valido qualsiasi sia la natura del Blog. Con un Blog Personale posso essere interessato sia a far sentire le mie idee sia a conoscere i punti di vista di altri (più spesso direi tutte e due le cose insieme); con un Blog Aziendale posso essere interessato sia a far sapere che ci sono sia a far crescere il mio prodotto dando ascolto alla comunità che solo la forza del mio brand mi avrà permesso di costruire (se non sono già un forte brand, come faccio a fare Conversazione dal Basso?); con un Blog Politico devo essere bravo a comunicare la mia linea ma altrettanto bravo ad ascoltare la voce della gente.

Probabilmente un Blog potrebbe vivere due fasi: la prima dall'alto in cui creare la comunità di cui parlavo e la seconda dal basso con cui consolidarla nel tempo perchè ci si è costruiti un marchio. In effetti potrebbe essercene anche una terza in cui coesistono le due modalità!

Cosa ne pensate?

P.S. ho ripescato questo post da appunti che avevo preso nel mese di Novembre e l'ho integrato con i passaggi che vedete in blu. Lo pubblico perchè credo che, per la discussione che si sta sviluppando qui (e da Luigi e Gigi), una riflessione a riguardo possa essere utile. Almeno questa è la mia sensazione :)

martedì 19 febbraio 2008

perchè c'è Voglia di Cambiare. Una (prima) ragione!

Ho letto le riflessioni di Gigi e la sua conclusione sull'argomento che, banalizzando (per voglia di sintesi), potrei definire di "politica (col) digitale".

Vi propongo due screenshot dal mio Google Reader:

dal blog di Barack Obama




dal sito di Forza Italia




Occorre davvero innovare, come si diceva nei commenti con Gigi e Leonardo!

Vi propongo una riflessione: torna ancora una volta la questione relativa al Web come specchio della realtà. Spesso si è parlato di Siti e/o Blog Aziendali e del loro fallimento per il non saper comunicare la realtà Aziendale.

Forse non mi ero mai posto il problema che se un Sito Aziendale fallisce è perchè l'Azienda ha poco da dire (e non perchè si sta sbagliando soltanto sul Web).

Se traslo il ragionamento sostituendo ad Azienda la parola Partito riesco a spiegarmi la voglia che molti hanno di cambiare...

lunedì 18 febbraio 2008

(Political) Blogging Community Outreach

Nell'ultimo Whiteboard Friday di SEOMoz si parla di Blogging Community Outreach ovvero di come poter raggiungere nuovi nodi della blogosfera con l'obiettivo di acquisire più credibilità e di avere nuove ed interessanti opportunità uscendo dalla propria nicchia fatta di blog cui si è legati con dei legami forti.



La parte interessante della lezione di randfish non è tanto, almeno per me, quella in cui sono spiegati i modi di procedere ed i successivi benefici di cui si può godere quanto quella in cui ci si riferisce alla Political Blogosphere come caso di studio e di applicazione della teoria. Tuttavia qualche riflessione la voglio condividere con voi (ansioso di sapere la vostra!) anche su quanto si dice nei primi minuti del filmato...

Gli step che Rand raccomanda per uscire dal proprio centro sono pochi, semplici e, io direi, molto intuitivi. Se infatti si tiene chiaro in mente l'obiettivo di uscire dal proprio centro di connessioni forti è fin troppo scontato pensare di (1) dover identificare le comunità più interessanti da colpire e, quindi, (2) parteciparvi; (3) identificare i punti di accesso (hub) che possono portare a tali comunità e, successivamente, (4) procedere alle segnalazioni dell'url del proprio blog; (5) partecipare ad eventi e (6) parlare con i grandi player del settore che si è deciso di contattare non tanto per avere credibilià verso gli altri ma soprattutto per arricchirsi di contenuti nuovi (perchè portati da nuove fonti); (7) individuare quelli che Rand definisce Content Holes ovvero questioni che ci si pone e argomenti non approfonditi ma comunque appetibili e, conseguentemente, (8) cercare di produrre risposte dando loro la forma di nuovi post! Solo così, dice Rand, si può fare branding di se stessi e del proprio blog, si creano opportunità (anche economiche) che prima (considerando di tali opportunità almeno la misura) non si sarebbero potute avere e si può scalare il Ranking dei motori di ricerca (grazie ai link che si conquistano).

In questa teoria è chiaro il riferimento ai legami forti e ai legami deboli. Gli stessi che, parlando di Capitale Sociale, sono connessi al concetto di Bonding Social Capital e Bridging Social Capital rispettivamente. Dalle parole di Rand vedo però un più chiaro richiamo ad aspetti di carattere pratico (conoscenza fisica di nuove persone e di nuovi argomenti, opportunità economiche e link in ingresso col conseguente aumento del ranking nei motori di ricerca) e a benefici ottenibili più per se stessi che per la comunità cui si appartiene. Non so se questa può essere una diversa declinazione della teoria del Capitale Sociale ma comunque mi sembra una dinamica molto distante da quella descritta nello studio dell'Università del Michigan in cui invece si dimostra che lo stabilirsi di connessioni forti e deboli porta un vantaggio che definirei meno fisico (ma comunque fortemente tangibile) per le persone e sicuramente più coinvolgente il gruppo.

Ma veniamo all'aspetto che ho trovato più interessante. Rand fa l'esempio della blogosfera politica americana ed evidenzia, anche graficamente (si guardi la figura in basso), la presenza di una sinistra, di un centro e di una destra. Sia la sinistra sia la destra sono delle nicchie di blog connessi tra loro con dei legami forti. Il centro è invece definito da Rand come il territorio dei mainstream media.


L'obiettivo delle due parti politiche di raggiungere una maggiore credibilità non può esplicitarsi con la conquista di una connessione ad un nodo che, pur essendo fuori dalla propria nicchia, comunque si trova nella propria orbita. Lo sforzo per stabilire questa connessione sicuramente non sarebbe ripagato da un arricchimento teso poi ad acquisire nuovi legami e a colmare buchi informativi (se si rimane nella propria orbita difficilmente ci si rende conto delle esigenze che sono fuori!). Le due parti (la sinistra e la destra) devono quindi tendere verso il centro, verso dove sono i meanstream media e fare in modo che le connessioni con i nodi di tale nuovo orizzonte si facciano sempre più forti.

Ed ora vado a ruota libera in una fantastica fantablogosfera politica ponendomi delle domande: ma allora le elezioni davvero le vince chi riesce a connettersi al centro? Le può vincere chi riesce ad acquisire nodi verso quel meanstream media di cui Rand parla? Oppure (forse sarebbe meglio dire anche) chi riesce a colmare quel vuoto informativo dando sul proprio spazio risposte agli argomenti di interesse per quei nodi cui non si è ancora connessi attravero una vera e propria opera di link baiting (fraudolento quando in quel post si mente)?

Voi che dite?

E per finire: la mossa di Casini cosa potrà mai generare? Nell'immagine qui in basso mi sono divertito a tradurre in Italiano la blogosfera politica presentata da Rand (più che blogosfera parlerei per l'Italia semplicemente di situazione politica). A partire da Destra troviamo il Popolo della Libertà, l'UDC, il Partito Democratico e la Sinistra-Arcobaleno. Più vicini al centro e, quindi, secondo lo schema di Rand, più in grado di connettersi al meanstream a di colmare il vuoto di contenuti sarebbero Casini da una parte e Veltroni dall'altra...


Non sempre uno più uno fa due ma oggi, con questi strani voli, una sola mi appare la soluzione possibile!

Sto esagerando, lo so! Mi riportate sulla Terra?

sabato 16 febbraio 2008

Hillary fa un assist a Barack?


Secondo voi non è un aiuto ad Obama questo?

E poi un piccolo pettegolezzo: Hillary su Facebook s'è rifatta il trucco. Nell'immagine a sinistra com'era (qui uno screenshot del profilo di un paio di settimane fa), a destra come'è: sembra guardare a destra :)

Veltroni vs Berlusconi - sul Web partita apertissima!


Ormai la campagna elettorale in Italia per le elezioni Politiche di Aprile è entrata nel vivo e, direi, visto che mancano meno di due mesi, che sta quasi per finire. I confronti con i biblici tempi degli Stati Uniti d'America sono sicuramente fuori luogo; penso però che ancor più fuori luogo sia il confronto sul piano della comunicazione sul Web. Vediamo perchè!

Così come avevo fatto un paio di settimane fa per i contendenti del Partito Democratico Americano, mi sono voluto divertire un po' con Berlusconi e Veltroni.

Sia Veltroni sia Berlusconi possiedono uno spazio in Internet.

Walter è presente con la sua Nuova Stagione che ha inaugurato ai tempi della sua corsa nelle primarie per diventare segretario del Partito Democratico. Sono passati parecchi mesi e lo spazio dedicato al Blog, pur non essendo stato completamente lasciato da parte, non sembra essersi poi così tanto rianimato: la frequenza dei post di Walter non è alta. Anzi! Sarà impegnato con il suo pullman ma occorre che si dia più da fare.

Silvio invece è più attivo su forzaitalia.it nello spazio News: in questi giorni i post si susseguono con un ritmo abbastanza sostenuto. Complimenti!

A dir la verità c'è una differenza: quello di Veltroni è a tutti gli effetti un blog dato che è possibile commentare mentre Berlusconi consente l'intervento dei visitatori solo nella bacheca. Inoltre mentre il primo con i suoi post sembra più parlare al cuore delle persone con interventi credo destinati a suscitare emozioni, il secondo (che non parla in prima persona) sembra scrivere di temi concreti. Di questi tempi penso che la seconda via sia quella più efficace ma mi aspetto che anche il leader del PD a breve cominci a parlare di programmi.

Dei primi dubbi però li ho: Veltroni è presente sul Web anche con il Sito ufficiale del Partito Democratico e sul Web ho trovato anche, per parlare di Berlusconi, uno spazio del Popolo della Libertà. Quali sono i siti da seguire?

Anche nel Social Networking constato un approccio diverso.

Walter Veltroni ha inaugurato un gruppo tutto suo: una community nella quale è possibile iscriversi e dalla quale parte l'invito a redigere la scala delle priorità del Partito Democratico. Attualmente gli iscritti sono 1234! In buona sostanza c'è un logging degli interventi dei membri che sono curioso di vedere come verrà utilizzato da quelli del partito! Esiste anche una community in seno al Sito del Partito Democratico.
Credo che la presenza di due Blog e due Gruppi possa disperdere un po' il senso della Comunicazione Politica di Veltroni ma probabilmente questa scelta è dettata dalla volontà di non identificare le due cose (partito e persona) in un atto che ha sempre portato critiche a Berlusconi. Lascio però a chi meglio di me si intende di questi temi un giudizio più approfondito.

Berlusconi invece è presente su Youtube con un canale che conta 124 iscritti e 2 video e su Flickr con 19 membri e 480 fotografie. La partecipazione dell'utenza è, quindi, abbastanza limitata: i commenti ai filmati per quanto riguarda Youtube ed una discussione su Flickr che però è privata!

Spostiamoci su Facebook.

Walter sembra aver preso la strada giusta: è presente ora con 44 friends (molti dei quali acquisiti proprio oggi). Sul suo Wall leggo ora che sta preparando l'Assemblea Costituente con il proposito di presentare anche il programma del Partito Democratico. L'invito è poi rivolto ai friends a seguire l'evolversi della situazione sia su Twitter sia sul sito del Partito Democratico. Questa volta i complimenti li faccio a Walter anche perchè, solo due giorni fa, di Walter Veltroni su Facebook ce n'era anche un altro: chissà come si sarà attivato per "eliminare" il suo omonimo (a dir la verità si trattava a tutti gli effetti di una burla dato che, oltre al nome, anche la foto era del segratario PD!)


Situazione a dir poco ambigua per il leader del Popolo della Libertà: quattro sono infatti i profili di Berlusconi. Insomma occorre che Silvio rimetta subito le cose in ordine!


Veniamo alla popolarità dei Siti/Blog.


Analizzando i siti dei due partiti si vede che il ranking Alexa del sito del Partito Democratico è pari a 218,366 mentre quello del Sito di Forza Italia è 133,661. L'andamento è praticamente identico fatti salvi i due periodi di maggiore attività per gli uni e per gli altri (l'Ottobre delle primarie per il PD e il Dicembre delle adunate per la nascita del PDL).

Su technorati è interessante scoprire che la Nuova Stagione ha (oggi) 805 blog reaction ed un'Authority pari a 65. I numeri sono migliori per Forza Italia dato che può vantare un'Authority di 277 e 1757 blog reaction. Berlusconi è in netto vantaggio con parametri doppi rispetto a Veltroni che paga la sua minore attività (meno post)!

Infine la popolarità dei personaggi.

Il grafico da Google Trends dimostra che Silvio è più ricercato di Walter.


La popolarità del primo è confermata anche dagli indici QDOS: 6607 per il leader del Centro-Destra e 4340 per quello del Centro-Sinistra. Stando ai valori evidenziati nella figura in basso, Veltroni perde terreno in termini di popolarità, impatto e individualità (cioè per QDOS Silvio è più conosciuto, è più seguito ed è più identificabile sul Web rispetto a Walter).



Questa panoramica che ho voluto fare sui due maggiori candidati alla carica di Presidente del Nostro Prossimo consiglio dei Ministri mi ha parlato di una situazione sul Web che complessivamente definirei poco chiara. La presenza sul Web di Berlusconi sembra essere maggiore rispetto a quella che può vantare Veltroni; quest'ultimo, però, sembra essere più disposto al dialogo grazie alla possibilità di commentare ogni suo singolo intervento sul Blog e sulla sua esposizione su Facebook. D'altra parte, però, Berlusconi è presente su Youtube e Flickr; Network che Veltroni sembra avere, almeno per adesso, snobbato.

Volendo fare un confronto con quello che sta succedendo negli Stati Uniti è evidente che, mentre i due candidati alle primarie del Partito Democratico USA hanno fatto una scelta fortemente individualistica con uno spazio personale (a cui si aggiunge una forte copertura dal punto di vista Social), i due nostri sembrano perdersi tra partito e persona. A dir la verità di questo soffre più Veltroni e non so fino a che punto questo possa giovare; Berlusconi invece si identifica quasi totalmente in un Sito che però non ha il nome del partito (o lista) che sta guidando alle elezioni.

Insomma la partita sembra apertissima e sarà appassionante anche la sfida dei numeri e, alla fine, quando tra soli due mesi si staranno proprio in questi giorni commentando i risultati, sarà molto interessante vedere se a vincere sarà stato quello che avrà avuto anche i numeri migliori sul Web!

giovedì 14 febbraio 2008

Politiche: iniziata la campagna sul Web?!


Prime schermaglie sul Web in vista della campagna elettorale per le Politiche di Aprile. Ecco cos'ho appena trovato da Repubblica: L'inno del PDL di Berlusconi. Speriamo che almeno la musica sia bella :)

Aspettiamo di vedere anche il sito che lo promuoverà. E, soprattutto, la reazione di Veltroni!

E' solo l'inizio ma qualcosa mi dice che stare sui livelli (Web) della campagna delle primarie USA sarà difficile :)

Voi che dite?

martedì 12 febbraio 2008

Progettare un Mezzo per raggiungere il Fine. Esercizi per il Web

Riprendo un commento di Luigi Bertuzzi sul post di qualche giorno fa in cui andavo Alla ricerca di Aria Fresca:

L'italica avventura dell'uso di ciò che oggi chiamiamo Web l'abbiamo iniziata alcune decenni fa confrontandoci con la nostra ignoranza della tecnologia in questione; che io ricordi, non fu preceduta da analisi, dibattiti, ricerche di mercato .. il cui tema fosse .. ad esempio .. paragonabile ai titoli di questi post di Marco (per le Aziende) o di Gigi (per la PA).

Voglio dire che allora non era possibile proporsi di discutere un obiettivo sociale in funzione della disponibilità di una tecnologia specifica (Facebook nel caso di Marco; Intranet nel caso di Gigi).

Forse sto per dire una fregnaccia, ma ho l'impressione che in temi di discussione come i due sopra citati ci si proponga di confrontarsi con dei mezzi, promuovendone così la vendita o l'adozione, mettendo in secondo piano la nostra conoscenza del fine per cui i mezzi vengono presi in considerazione.

Proviamo ad applicare all'ambiente CERN (culla del Web) il paragone che cerco di proporre .. fra ciò che si può ottenere confrontandosi con l'ignoranza dei mezzi possibili per raggiungere un proprio fine e .. ciò che si può ottenere confrontandosi con la loro conoscenza; avrebbe il CERN inventato il Web se avesse adottato il secondo approccio?

Probabilmente il mio tentato ragionamento fa acqua da tutte le parti ..

Stavo rispondendo con un commento ma poi ho cambiato idea. Voglio rispondere con questo post per rilanciare con forza una discussione che si sta facendo davvero molto interessante:

Luigi,
quello che tu dici mi fa tornare in mente una riflessione
che facevo, ai tempi in cui studiavo per sostenere gli esami di Elettronica alla facoltà di Ingegneria, quando mi ritrovavo davanti i data sheet dei componenti (chessò, un microprocessore).


Mi dicevo:
io sto studiando come funziona questo chip elettronico per capire cosa ci si può fare!

Ma qualcosa non mi tornava...

per arrivare ad un fine ragionavo sul funzionamento del mezzo...


Ed era anche frustrante sapere che c'era stato qualcuno che, moltissimo prima di me, aveva progettato il mezzo per raggiungere il fine in uno sforzo intellettuale sicuramente maggiore...


Parlando del Web
allora dovremo crearci un fine, un obiettivo
utile e poi vedere cosa c'è per poterlo raggiungere...è una bella sfida!

Mi vengono in mente tre casi che sto seguendo:


(1)
i consigli da dare al Sindaco di Chieti per strutturare meglio il portale di Chieti: c'è un obiettivo che è quello di rendere un servizio ai cittadini ed anche alla Città stessa (per esempio se pensiamo al Turismo). L'Azione è quella di redigere un elenco di raccomandazioni...

(2)
La progettazione dell'Agenda dei Cittadini che Luca De Biase sta discutendo sul suo Blog. In questo caso,invece, l'azione è quella di trovare la piattaforma migliore per far nascere l'Agenda dal basso. Molti dicono un Wiki; io ho un'idea diversa e l'ho postata in un commento all'ultimo pezzo in cui Luca ne parla.

(3) Migliorare il servizio reso dalle Biblioteche. Qui, a dir la verità, si sta ancora in una fase di studio atta alla formalizzazione di un fine preciso (grazie anche ai contributi che stanno giungendo da autorevoli ed interessanti personaggi) tra tutti quelli che, in questo ambito, possono essere perseguiti ma ancora una volta l'Azione riguarda l'individuazione del miglior mezzo Web da utilizzare.


Che ne dici Luigi?

E voi?

Non so bene cosa nascerà da questa discussione ma per adesso la vedo come un utilissimo ed interessante esercizio! Oltre che Aria davvero Fresca da respirare!

Tocca a voi adesso ;)

lunedì 11 febbraio 2008

il Capitale Sociale, Facebook e qualche Riflessione

Avvertenza: può essere utile smaltire questo lungo post utilizzando la versione in pdf (spero gradita!)
il Capitale Sociale, Facebook e qualche Riflessione (la versione in pdf)

Quelli che vi presento di seguito sono la parte introduttiva ed i successivi più rilevanti esiti di uno studio del Journal of Computer-Mediated Communication's (via Gerry McKiernan) fatto per cercare di dimostrare delle ipotesi sul beneficio che i Friends su Facebook riescono a trarre dall'appartenenza a gruppi. Uno studio interessantissimo sul Capitale Sociale e sulla pratica del Social Networking condotto su un campione di studenti dell'Università del Michigan. Ho voluto riprendere su questo post alcuni passi del lunghissimo articolo pubblicato (tentandone di fare una traduzione la più possibile fedele) avendo individuato in questo sforzo il miglior mezzo per interiorizzare di più i concetti (che toccano un campo nel quale prima d'ora non mi ero mai addentrato ma che mi ha parecchio interessato e affascinato) e soprattutto per rendere più agevole la fruizione di un tema sul quale mi piacerebbe che diceste la vostra.

Mettendo da parte, qualora l'aveste, ogni tipo di pregiudizio sull'utilizzo dei Social Network.

Social Capital: Online and Offline

Il concetto di Capitale Sociale si riferisce in linea di massima a quelle risorse che si riescono ad accumulare grazie ai rapporti tra le persone (Coleman, 1988). Il termine Capitale Sociale ha una gran numero di definizioni a seconda dei campi di applicazione e descrive una causa ed un effetto allo stesso tempo (Resnik, 2001, William, 2006). Bordieu e Wacquant (1992) definiscono il capitale sociale come "la somma delle risorse, reali o virtuali, di cui possono beneficiare individui e gruppi di persone per il loro esser parte di una rete di relazioni durature più o meno formali di mutue conoscenze e coscienze". E' poi in base a queste relazioni che tali risorse possono differire sia nella forma sia nelle funzioni.

Il concetto di Capitale Sociale è stato da sempre legato ad una grande varietà di risultati positivi in campo sociale: il miglioramento della salute pubblica, il minor tasso di criminosità e l'incremento dell'efficienza dei mercati finanziari (Adler & Kwon, 2002) per dirne qualcuno. Gli studiosi dicono che quando il Capitale Sociale è in declino (un effetto notato da Putnam nel 2000 dal suo osservatorio sugli Stati Uniti d'America) nella comunità si sperimenta disordine sociale, si avverte la riduzione di partecipazione nelle iniziative di carattere civico e si accusa una diminuzione della mutua fiducia tra gli individui che formano la comunità stessa. Di contro, quando il Capitale Sociale aumenta, si verifica un aumento dell'impegno sociale all'interno della comunità e delle azioni collettive. In buona sostanza, sebbene il Capitale Sociale possa essere investito anche per progetti dannosi per la Società, di esso sono in generale riconosciuti gli effetti positivi soprattutto per i membri che fanno parte di una rete Sociale di relazioni (Helliwell & Putnam, 2004).

Il meccanismo connesso al Capitale Sociale permette alle persone di attingere alle risorse degli altri membri delle reti di relazioni alle quali si appartiene. Queste risorse possono prendere la forma di informazioni utili, di relazioni personali o della semplice capacità di organizzazione di gruppi di persone (Paxton, 1999). Quando le persone entrano in altre reti di conoscenze si sperimenta automaticamente l'accesso a informazioni non ridondanti con degli effetti; l'acquisizione di connessioni vantaggiose per il proprio lavoro è un esempio (Granovetter, 1973). In più i ricercatori hanno scoperto che a varie forme di Capitale Sociale, inclusi i legami con amici e vicini, è legato anche un benessere psicologico (l'autostima e la soddisfazione della vita che si conduce sono due casi evidenziati da Bargh & McKenna e da Helliwell & Putnam nel 2004).

Putnam (2000) fa la distinzione tra Capitale Sociale Bridging e Bonding. Il Bridging Social Capital è quello dei legami deboli ovvero quello delle connessioni esistenti tra gli individui; connessioni che, pur essendo in grado di procurare informazioni utili e nuove prospettive a chi le stabilisce, non sono supportate dalle emozioni (Granovetter, 1982). Il Bonding Social Capital, invece, è quello degli individui che sono legati anche da emozioni come familiari ed amici stretti.


Il Capitale Sociale e Internet

L'Internet è stato considerato come causa sia di incremento sia di decremento del Capitale Sociale. Nie (2001) sosteneva che l'utilizzo di Internet porta le persone a dedicare meno tempo agli incontri face-to-face con un effetto che potenzialmente diminuisce il Capitale Sociale. Questo tipo di analisi ha però ricevuto delle pesanti critiche (Bargh & McKenna, 2004) basate, si può dire, su osservazioni dirette del fenomeno; alcuni ricercatori, infatti, hanno evidenziato che le interazioni online possono supplire, quando non addirittura rimpiazzare del tutto, i rapporti interpersonali con una attenuazione del negativo effetto del troppo tempo trascorso online (Wellman, Haase, Witte, & Hampton, 2001). In effetti studi sulle cosidette "comunità fisiche" supportate da network online (per esempio le comunità geografiche) hanno dimostrato che le interazioni mediate dai computer hanno effetti positivi nelle interazioni che hanno luogo in quelle stesse comunità, nel coinvolgimento delle persone che lo componevano e nello stesso Capitale Sociale (Hampton & Wellman, 2003; Kavanaugh, Carroll, Rosson, Zin, & Reese, 2005).

Recentemente dei ricercatori hanno rimarcato l'importanza dell'Internet per la formazione dei legami deboli su cui si fonda la teoria del Bridging Social Capital. Dato che le relazioni online possono essere supportate dalla tecnologia come le distribution list, le directory di condivisione di foto e le funzioni di ricerca, è possibile che nuove forme di Capitale Sociale e di relazioni si possano creare nei Siti Internet di Social Networking. Il Capitale Sociale di tipo Bridging può essere cementato da questo tipo di Siti Internet permettendo così ai suoi utenti di creare prima e di mantenere poi delle reti di conoscenza più ampie da cui poter trarre risorse (Donath & boyd, 2004; Resnick, 2001; Wellman et al., 2001). Donath e Boyd (2004) ipotizzano che i Social Network potrebbero incrementare in modo importante il numero di legami deboli che si possono creare dato che questo meccanismo è proprio della tecnologia che abilita tale tipo di connessioni così come proprio di questa tecnologia è il rendere il successivo mantenimento di tali connessioni un processo semplice oltreché ottenibile con sforzi ridotti.


Risultati

Di seguito voglio presentarvi le maggiori evidenze dello studio e vi rimando all'interessante articolo per gli approfondimenti del caso. L'approccio utilizzato è altamente professionale ed ha fatto ricorso a tecniche di sondaggio di cui è possibile, per chi è curioso, trovare la descrizione in questa pagina di Wikipedia.

Credo sia utile dare, per riuscire meglio a leggere i numeri, la definizione di un parametro creato per misurare l'utilizzo di Facebook in modo più affidabile di quanto non si riesca a fare considerando le semplici frequenza e durata di utilizzo: la Facebook Intensity.

La misura con la Facebook Intensity tiene infatti conto del numero di Friends e della quantità di tempo dedicata giornalmente a Facebook. La scala è stata inoltre costruita tenendo conto delle risposte alle questioni poste nell'indagine per quantificare il livello di coinvolgimento emotivo nell'uso di Facebook e la quota di tempo, rispetto a quello totale speso nelle attività giornaliere, dedicata al Social Network Americano.

Una ulteriore avvertenza per la lettura delle tabelle che di seguito riporto: i punteggi per ogni domanda andavano da un minimo di 1 (strongly disagree) ad un massimo di 5 (strongly agree). La prima colonna dei numeri mostra la media ottenuta nelle risposte mentre la seconda colonna mostra un indice (S.D. sta per Standard Deviation, deviazione standard) di quanto le risposte date si discostino da quella media: avere un basso valore nella seconda colonna dimostra un certo allineamento nelle risposte date (cioè hanno più o meno tutti risposto allo stesso modo) mentre un alto valore è indice di un orientamento più vario.

Facebook Intensity

La tabella in basso mostra proprio la misura della Facebook Intensity ed è costituita dal riepilogo delle risposte ad una prima serie di domande da cui è anche possibile farsi un'idea generale del campione coinvolto nel sondaggio.

Facebook Intensity

le Motivazioni per l'uso di Facebook

La seconda tabella che riporto dimostra invece quanto la motivazione del campione intervistato all'utilizzo di Facebook sia data più dal voler mantenere dei contatti già stabiliti offline che dal voler incontrare nuove persone online.



Grado di Autostima e Qualità di Vita percepita dal Campione

Questo terzo grafico mostra il grado di autostima e quella della qualità di vita percepita nella MSU (Michigan State University) da parte degli individui facenti parte del campione utilizzato per lo studio.



Misura del Capitale Sociale

L'ultima tabella invece mostra le misure fatte del Capitale Sociale.



Risultati Finali

L'analisi dei ricercatori è poi proseguita mettendo in relazione le misure effettuate con i metodi che la statistica rende disponibili: l'obiettivo (che poi era quello principale dell'indagine condotta) è stato quello di vedere come varia l'interazione tra l'utilizzo di Facebook ed il Capitale Sociale nelle sue due declinazioni (Brindging e Bonding) al variare della quantità di autostima e della qualità di vita percepita da parte del campione.


I grafici mostrano i risultati dello studio in modo molto intuitivo ed immediato: gli studenti che percepiscono una bassa qualità della vita e con poca autostima sembrano beneficiare del Capitale Sociale delle connessioni deboli instaurate su Facebook in misura crescente al crescere dell'intensità con cui il Social Network è utilizzato.


Conclusioni e Riflessioni

Questi sono i numeri che mi hanno più interessato e che stanno a dimostrare l'utilità della partecipazione e della attiva presenza nei gruppi che si creano su Facebook (non so se il discorso si possa poi estendere anche ad latri Social Network) almeno in ambito universitario. Credo che siano sufficienti i grafici e le figure che ho riportato in questo post ma, per i dovuti approfondimenti, vi rimando ancora una volta all'articolo citato.

Sono stato catturato da questo studio perchè la sensazione che ho sempre avuto, da quando ho registrato il mio profilo su qualche Social Network (Facebook in primis), è stata sempre quella di ricavarne beneficio. Grazie al trattato pubblicato dal Journal of Computer-Mediated Communication's ora so dare un nome a tali benefici e so dare anche forma alle dinamiche nelle quali mi sono trovato ad agire: Capitale Sociale e i meccanismi atti ad aumentarlo.

Credo che questi numeri servano (e mi auguro servano anche a voi) a dimostrare, a quanti continuano a manifestare scetticismo sul ruolo dei Social Network e della Rete in genere, che proprio grazie al Web possono essere messi in moto dei circoli virtuosi capaci di arricchire chi da tali circoli viene travolto anche se, in tutta sincerità, non sarei così sicuro che i risultati di un simile sondaggio condotto nei paesi europei possa portare agli stessi risultati!

Osservo anche che lo studio è limitato alla popolazione (giovani e meno giovani) di una Università e, quindi, ha riguardato quel mondo per il quale Facebook è stato creato. Mark Zuckerberg, pur se giovanissimo, si sarà fatto i suoi conti quando decise di imbarcarsi nell'avventura che lo portò alla realizzazione di questa piattaforma; non deve quindi meravigliarci più di tanto lo scoprire che Facebook ha effetti positivi sugli studenti che lo utilizzano. Insomma è fatto per loro, sarebbe strano scoprire il contrario, imho!

Dove voglio arrivare?

In tempi in cui si fa forse ancora un po' fatica ad individuare il benefico effetto della partecipazione alle Reti Sociali Online per le Aziende sarebbe davvero molto interessante condurre uno studio simile ma rivolto esclusivamente al mondo dell'impresa.

Probabilmente con Facebook è facilitata l'azione di quanti vogliano trovare lavoro proprio grazie alle connessioni che si stabiliscono (con meccanismi tipo LinkedIn) ma, ribaltando il ragionamento, la domanda è: quanto è utile Facebook per vendere un lavoro? Quanto facilitata è l'azione di quelli che intendono utilizzare Facebook per un Business che si è deciso di promuovere online? Finora, su tali argomenti, ho letto solo sensazioni e non numeri e quindi ribadisco: sarebbe davvero interessante redigere una indagine simile a quella presentata in questo post orientata a scoprire la relazione tra l'intensità di utilizzo delle Imprese di Facebook e il loro Business.

Sapreste segnalare degli studi fatti a riguardo che mostrino dei numeri?

Mi rendo conto che sto parlando di cose troppo diverse: non si può pretendere di paragonare il grado di soddisfazione provato dagli individui e quello provato da un'Azienda o, almeno, dalla persona che nel Social Network la rappresenta: credo sia infatti molto più facile misurare una sensazione personale (perchè la si sperimenta direttamente e la si riesce, quindi, poichè la si sente sulla propria pelle, anche a quantificare) che un valore che di personale ha ben poco (stiamo parlando in questo caso di numeri misurati in Euro di cui non si conosce molto bene l'origine o, per meglio dire, la causa).

Mi fermo qui ansioso di conoscere anche la vostra opinione e magari di poter lavorare insieme a un sondaggio simile! In un periodo in cui s'è risvegliato l'interesse e la curiosità per questo affascinante argomento...

Che ne dite?

il Capitale Sociale, Facebook e qualche Riflessione (la versione in pdf)

giovedì 7 febbraio 2008

una Giornata da Ricordare...

[...] Un certo pudore mi impediva di fare richieste, e me lo ha sempre impedito, ieri come oggi [...]

In genere molte persone hanno questo atteggiamento, lo stesso di rassegnata sopportazione di tutto quello che capita; che so, quelle che considerano un'umiliazione il richiedere - e, quando è il caso, meglio sarebbe pretendere! -, oppure i timidi che si vergognano. I primi sono soltanto pieni di se', i secondi degli stupidi e per tutti il risultato è un invito agli altri di approfittarne, di farsi lupi tra gli agnelli.

Ma per richiedere il giusto ci vuole esperienza, ci vogliono le palle.

ZG

lunedì 4 febbraio 2008

Alla ricerca di Aria Fresca!


Mi capita ormai da qualche mese di non trovare più lo stesso interesse nella lettura dei post dei vari blog che seguo. In particolar modo quelli riguardanti Search Engine Optimization, Search Engine Marketing e, più in generale, Web Marketing.

Mi sono così venuti tanti dubbi, mi sono posto molte domande ed ho cercato, nel tentativo di darmi qualche risposta, di guardare le cose da punti di vista differenti.

Da un anno a questa parte, proprio grazie alla mia presenza sul Web (da lurker prima e da blogger poi), ho imparato tantissimo in ambito SEO/SEM e Web Marketing. Pratiche, qualche segreto, altri trucchi del mestiere. Questo potrebbe spiegarmi la ragione per cui, di fronte a certi post, non trovi più la stessa curiosità di prima! Anche se poi questo pensiero è accompagnato dal senso di colpa di chi sta cercando presuntuosamente un alibi per... non studiare più :) E si sa (perdonatemi la retorica) che, invece, non si finisce mai di imparare!

Quello che però vedo, cercando di mettermi in una posizione che sia la più neutrale possibile, è che di nuovi argomenti ce ne sono davvero pochi. Insomma è raro che legga osservazioni nuove, magari ispirate dalla voglia di novità, di sperimentare delle tecniche nuove e degli approcci diversi. Ma probabilmente non ce n'è necessità. Del resto i blogger hanno anche dei clienti e non possono sempre perder tempo a postare. Si sa, la ricerca e lo sviluppo hanno costi che non si è sempre disposti a sostenere soprattutto se non sono richiesti e, quindi, al momento necessari.

Non sarà infatti un caso che i post in ambito SEO/SEM/Web Marketing in Italia stiano diventando più rari. Insomma non si scrive più con la stessa frequenza (l'avete notato anche voi?). Ma questo può essere un bene!

Il problema è che ciò che prima per me era un servizio adesso non lo è più. Un blog che prima mi dava informazioni e mi faceva crescere, adesso non ha più lo stesso potere!

E voi? State avendo la mia stessa impressione?

Ho cominciato a fare queste riflessioni quando, nell'aprire il mio reader, iniziavo ad avere l'impressione di sentirmi un po' in gabbia e, quindi, con la voglia di spaziare e di aria fresca. Per un po' di giorni sono stato a perdere tempo, navigando di link in link, ma poi ho sentito il bisogno di sistematizzare la cosa ed ho aggregato alcuni feed, anche in base a nuovi interessi e progetti, che vi voglio segnalare:

Dario Salvelli, Gaspar Torriero, Luisa Carrada, Marketing Reloaded, Stefano Gorgoni, Gigi Cogo, Web Marketing Tools, Luigi Bertuzzi, Barak Obama, Hillary Clinton, Bonaria Biancu, Gerry McKiernan e Andrea Marchitelli.

Probabilmente erano persone che avrei dovuto seguire da prima ma...meglio tardi che mai! Ma la mia ricerca di aria fresca continua e con questo post chiedo aiuto anche a voi:

avete qualche feed da segnalare?

sabato 2 febbraio 2008

the Yes We Can Song - un modo di fare Marketing Politico?

Un video davvero bello appena postato nel Blog di Barack Obama: the 'Yes We Can' Song.



Credo che questo sia un mashup. Non sono esperto di questo "tipo di oggetti" anche se rimango sempre incuriosito quando Maurizio li posta sul suo MarketingUsabile. Quindi chiedo proprio a te Maurizio: si tratta di un mashup?

Credo che si tratti in ogni caso di un bel metodo di fare Marketing Politico sfruttando il proprio Corporate Blog (Politico)! O no?

Ma ve l'immaginate voi un video simile con Prodi? Credo che dopo i primi dieci secondi (forse meno!) saremmo già tutti a dormire :) /:(

E Berlusconi? Lui non ha bisogno di un mashup ;)/:(