giovedì 13 dicembre 2007

il Cervello funziona come Google. Oppure (forse meglio): Google funziona come il Cervello!

Questo è il risultato di una ricerca condotta all'Università di Barkley in california da un team di ricercatori formato da uno psicologo e da due linguisti cognitivi.

Attraverso metodi matematici il gruppo di lavoro ha dimostrato che la facilità di richiamo da parte della memoria delle parole è legata al numero delle connessioni che tali parole hanno con le altre. Insomma una nuova applicazione dell'algoritmo del PageRank di Google.

E' davvero incredibile quello che si riesce a fare con i numeri e come con la matematica si possano costruire modelli così complicati ma...

Del Cervello non so assolutamente niente: soltanto stasera, stimolato dall'articolo di Repubblica, ho provato a leggere qualcosa a proposito di sinapsi, dendriti ed assoni. Per questo non posso azzardarmi nemmeno ad immaginare di poter mettere in dubbio i risultati della ricerca ma davvero mi riesce difficile accettare che possa esistere un paragone tra Google e il Cervello umano.

Mi mette cioè i brividi il solo pensiero di essere capace di ricordare parole solo perchè, nella mia mente, ce ne sono altre a che le raccomandano. A me stesso poi!

Ah, se Google non esistesse...

4 commenti:

Piero Viscardi ha detto...

Marco...

a me la cosa non sorprende e turba più di tanto: da quando cerco di ottimizzare il posizionamento delle mie idee sul Mdr google ho avuto spontanea la sensazione che " google funziona come il mio cervello" quando si tratta di attribuire la posizione di un sito nella serp.

Marco Dal Pozzo ha detto...

Piero,

la cosa che mi turba e' l'accostamento tra cervello e MDR.

Il poter modellare il funzionamento della mente con matrici, vettori e grafici e' una cosa che mi richiama tantissimo, mi affascina...

Ma ti ripeto: e' quest'accostamento a Google che mi infastidisce un po'!!!

Ma ammetto che se fossi stato io a partorire l'algoritmo del PageRank ne sarei andato fiero :)

pukka ha detto...

ciao,
a me non sorprende affatto la cosa. La psicologia dei processi cognitivi da decenni è un riferimento fondamentale per gli studi sull'interazione uomo-macchina che in questi ultimi anni ovviamente ha una delle sue massime espressioni nel rapporto uomo-web. Ogni parola/concetto è associata nel nostro cervello ad un campo semantico che raggruppa/richiama tutte le altre che hanno con essa/esso un'attinenza appunto semantica. Quello che facciamo quando vogliamo effettuare una ricerca in google è proprio cercare di trovare nel nostro cervello la parola (o combinazioni) che ci sembra più adatta tra le diverse che ci vengono in mente (appunto perchè ci "scatta" il campo semantico ;)). Non conosco il sistema di page rank di Google ma non mi stupisce che quelli di Google abbiano provato a strutturarlo in maniera simile al funzionamento del cervello umano. Si fa da decenni (o si cerca di farlo) in altri ambiti ed evidentemente ancora una volta Google è riuscito a fare le cose meglio degli altri...
un saluto a tutti i lettori di mdplab e ovviamente al suo illustre "padrone di casa".
Nat

Marco Dal Pozzo ha detto...

Ciao Nat!
Grazie per il commento e, soprattutto, benvenuta in mdplab...

Non conosco la materia di cui parli purtroppo e forse e' per questo che non riesco a seguirti...

Tu parli di come gli utenti si approcciano al motore e di come poi possano arrivare a formulare una query. Questo e' un aspetto molto interessante e secondo me molto utile: quello della profilazione dell'utenza e delle relative possibili esperienze di ricerca sono aspetti che dovrebbero essere considerati in ambito SEO/SEM.

Ma qui, io credo, che il discorso sia diverso...

E poi Nat, lasciamelo dire: non credo che Google faccia le cose meglio degli altri. Almeno se ristringiamo il ragionamento a Google come Sistema di Information Retrieval...

e' "solo" piu' famoso di altri Motori ;)