giovedì 16 maggio 2013

#1news2cents la Qualità Costa! un Modello Sociale per l’Editoria (Online) al #SalTo13



Oggi si apre a Torino il Salone del Libro.

Eravamo ad Ottobre dello scorso anno, sette mesi fa. Erica, che sapeva della mia intezione di lavorare ad un eBook, mi invitò per "un dibattito del Salone OFF, per presentare il tuo libro". Io, sorridendo, le dissi che ero contentissimo, la ringraziai per l'invito, ma le feci notare che il libro non c'era ancora.

Mi sono messo al lavoro e alla fine l'eBook è arrivato.

Ed è praticamente arrivato anche il giorno del dibattito: Domenica 19 Maggio al Complesso Sportivo Trecate di Torino, a partire dalle 14.30, allo Spazio Open del Salone OFF, insieme con Giovanna Gallo e Silvia Salvagno, nel dibattito "Il fu libro di carta", sarò contento di presentare il mio lavoro.

Se siete da quelle parti...


sabato 11 maggio 2013

#1news2cents la Qualità Costa! un Modello Sociale per l’Editoria (Online) di @marcodalpozzo


Dopo quattro anni di studi, alla fine, credo di avercela fatta a raggiungere il terzo degli obiettivi che mi ero posto nel Marzo del 2009: #1news2cents la Qualità Costa! un Modello Sociale per l’Editoria (Online) è il titolo del mio eBook (non ci credo ancora!) che sintetizza le mie ricerche sull'Editoria.

Sento di dover dire un paio di cose: ho scelto di metterlo in vendita perchè dietro c'è un lavoro molto faticoso, quasi da artigiano (le figure, "ricamate a mano", sono lì a ricordarlo); il prezzo, però, testimonia la fortissima volontà che ho di fare arrivare le mie idee il più lontano possibile.

Il titolo, che è un tweet, dovrebbe aiutare a discuterne online (altri tweet di sintesi li troverete alla fine di ogni paragrafo). Una parte del libro esplode conclusioni già condivise nel mio laboratorio; gli ultimi capitoli, invece, sono una novità perchè danno forma a delle intuizioni che avevo soltanto accennato.

Nel libro (che ho iniziato a tradurre per una edizione, oppurtunamente rivista, in lingua inglese) ho seminato un "errore intenzionale": chi riesce a scovarlo per primo twittando "#1news2cents l'errore è xxx @marcodalpozzo" avrà in regalo un libro della bibliografia a scelta che, a meno che non sia disponibile in formato elettronico, provvederò personalmente a spedire. Ve ne consiglio qualcuno: "Marketing dell'Informazione e della Conoscenza", di Michele Rosco, da cui tutto è cominciato; Il Reddito di Cittadinanza, di Giuseppe Bronzini, un testo illuminante (non soltanto per le mie ricerche); Lo spettro del capitale. Per una critica dell'economia della conoscenza, di Bellucci e Cini; La società dei beni comuni, una rassegna di Paolo Cacciari che ha ispirato uno dei passaggi chiave della mia teoria. E qui mi fermo perchè rischio davvero di elencarli tutti!

Sono contentissimo di dirvi della presentazione del libro che farò a Torino, Domenica 19 Maggio al Complesso Sportivo Trecate di Torino, a partire dalle 14.30, allo Spazio Open del Salone Off, l'insieme di eventi che porta il Salone del Libro fuori dal Salone. Se siete da quelle parti mi farebbe piacere vedervi! Ringrazio Erica Vagliengo per avermi invitato e per la sua tenacia.

Intanto voglio ringraziare di cuore gli autori dei libri che ho letto e dei blog e siti che ho consultato in questa lunga traversata. Ringrazio anche gli amici Carlo, Massimiliano, Alberto, Paolo e Matteo, per avermi aiutato nella revisione e per l'interesse dimostrato per il mio lavoro.

Nell'attesa di leggervi online intorno all'hashtag #1news2cents, vi lascio con la quarta di copertina che descrive il libro nelle piattaforme che lo metteranno in vendita:

Questo libro arriva alla fine di un percorso di ricerca durato quattro anni e iniziato con un obiettivo molto ambizioso: individuare una soluzione per recuperare il ruolo del giornalismo in Italia e, quindi, risollevare le sorti di un comparto in crisi. L’osservazione dell’evoluzione del mercato editoriale e lo studio di alcuni argomenti specifici (la teoria dei bisogni di Maslow, i principi del Capitalismo Sociale e del Reddito di Cittadinanza, le teorie della Conoscenza e dell’Informazione) hanno portato a scartare l’ipotesi dei quotidiani cartacei (almeno quelli con un ampio bacino di utenza; i quotidiani che chiameremmo nazionali) per promuovere quella dei quotidiani online e a sostenere una via decisamente politica: la revisione del finanziamento pubblico all'editoria. 

In questo libro è proposta una soluzione forse ai limiti dell’utopia: il Modello Fotovoltaico. Esso prevede che i fondi pubblici non siano distribuiti direttamente agli editori, ma transitino attraverso le mani dei Cittadini che, quindi, tornerebbero a svolgere un ruolo centrale nel percorso verso la Conoscenza e che, per tale ragione, avrebbero diritto ad una forma di ricompensa. 

Quanto deve costare un articolo online? Tutti gli articoli online hanno diritto al finanziamento pubblico? Queste le domande alle quali era necessario rispondere per elaborare una base teorica consistente. 

L’hashtag nel titolo del libro contiene la risposta alla prima domanda e, sebbene non in modo intuitivo, anche l’entità annuale di un eventuale finanziamento pubblico. La risposta alla seconda domanda, invece, passa attraverso un'indagine sulla questione della qualità dei contenuti; tale indagine ha portato alla formulazione di un meccanismo di "punteggi a soglia" in grado di stabilire, per l’appunto, il livello di qualità di un contenuto. L’auspicio è che ci sia qualche forza politica che si faccia promotrice di una legge che recepisca i principi del Modello Fotovoltaico. Il valore economico del contenuto online e il meccanismo di assegnazione dei punteggi ai contenuti sono, però, dei risultati immediatamente utilizzabili: il primo, come prezzo da praticare nella distribuzione online degli articoli da parte delle testate giornalistiche; il secondo, come metodo promosso dalle testate stesse o usato in autonomia dai lettori, come percorso di consapevolezza di ciò che si sta leggendo. 

Il titolo di questo lavoro è un tweet che, insieme con gli altri proposti alla fine di ogni paragrafo, è un invito alla conversazione e alla discussione, per criticare o incoraggiare i risultati, forse ingenui e sfrontati, di una ricerca, se si vuole, un po' fuori dai canoni.

domenica 14 aprile 2013

Diffusione e Utenti Unici. sul Locale Vince la Carta

Dopo quelli del 2011 e del 2012, anche quest'anno propongo l'analisi dei dati incrociati delle versioni digitali (Audiweb) e di carta (ADS, via) di alcune testate giornalistiche italiane.


Queste le considerazioni che, anche lavorando allo sheet che ho messo in condivisione (in basso uno screenshot per una fruizione veloce dei dati - fare click per ingrandirlo), vi chiedo di controllare, integrare e commentare:

1. Utenti Unici delle versioni Digitali: in media, ciascuna testata cresce del 18%. Agli estremi del range, troviamo la crescita del 156% de il Messaggero, e il drastico calo de l'Arena (la testata più locale di quelle analizzate) che sfiora il -40%. La gara degli utenti unici è vinta da la Repubblica con 1.6 milioni.

2. Diffusione del Cartaceo: il dato scende, in media, del 11% circa. Il risultato peggiore è de la Stampa che perde il 25% delle copie dello scorso anno. Il risultato migliore è, invece, de il Tempo che guadagna circa il 20% (unica testata in crescita). I maggiori quotidiani (Repubblica, Corriere e Sole) sono nella media. Fa un pò meglio della media l'Arena. Il Corriere della Sera è la testata più diffusa a Febbraio di quest'anno con 430 mila copie.

3. In termini di efficacia rispetto al bacino d'utenza, la migliore performance del cartaceo è de la Repubblica che ha un indice DH pari a 735. I risultati peggiori sono dei quotidiani più locali (l'Arena e il Giornale di Vicenza non arrivano a 5).

4. È ancora la Repubblica ad aggiudicarsi il miglior risultato in termini di valore aggiunto online rispetto alla carta con un indice UD pari a 438%. Rispetto allo scorso anno migliora più di tutti il Messaggero mentre invece l'Arena cede un corposo 33%.

5. Sempre la Repubblica è la testata che, più di tutte, produce in Rete il valore aggiunto maggiore nel proprio bacino di utenza: il parametro UH, infatti, per la Repubblica vale più di 3000 punti, in miglioramento rispetto allo scorso anno. L'Arena, invece, è la testata che sembra regalare meno ai suoi utenti in Rete con un UH pari a 2 punti.

Sostanzialmente, continuano a rimanere valide le conclusioni degli ultimi due anni: le versioni online dei quotidiani locali aggiungono molto poco alle rispettive versioni di carta. Le performance migliori del cartaceo delle Testate locali rispetto alle sorelle in rete sono testimoniate, oltre che da un calo di diffusione contenuto rispetto alla media, anche dai numeri non incoraggianti degli utenti unici e delle pagine Facebook (circa 10000 likers e scarsissimo numero di commenti sia per l'Arena  sia per il Giornale di Vicenza).

Interessante il dato relativo alle vendite del digitale. Rapportando il valore di unità digitali vendute all'indice di (iper)località, si scopre ancora una volta che le testate locali, in Rete, hanno davvero molto poco da dire.
Ma qui occorrerebbe approfondire.


NOTA - gli indici utilizzati sono: 

HHI [Herfindahl-Hirschman Index]: parametro che può assumere, agli estremi, i valori 0 o 10000 indicativo della concentrazione delle varie testate. Polo, nel suo Notizie S.p.A. conferisce a tale indice un carattere geografico; questo vuol dire che maggiore è l'HHI, più piccolo è il bacino di utenza. HHI, quindi, rappresenta un indice di (iper)località.

DH [Diffusione/HHI]: Indice di gradimento complessivo della testata: se una testata riesce a diffondere più copie "di quante gliene permetterebbe la concentrazione" vuol dire che è un buon prodotto. Più alto è il DH e più hanno senso i costi affrontati per la versione su Carta.

UD [Utenti_Unici_Web/Diffusione]: è un indice strano poichè mescola due segmenti diversi (Carteceo e Web). Tale rapporto può servire a dare una misura dell'utilità del Web rispetto alla Carta: un rapporto UD basso, dovuto ad un basso numero di utenti unici giornalieri oppure ad un'alta diffusione, indica che la versione Web aggiunge poco a quello che già la Carta riesce a dare.

UH [Utenti_Unici_Web/HHI]: è un indice simile al precedente che tiene, però, conto delle dimensioni del bacino di utenza del cartaceo. Un rapporto basso, dovuto ad un basso numero di utenti unici oppure ad un alto HHI - bassa concentrazione territoriale, indica uno scarso valore aggiunto della versione online nello specifico territorio.

sabato 23 marzo 2013

Buona Primavera! #ilsabatodimdplab #64


Questo laboratorio è nato con l'obiettivo di raccogliere informazioni e sperimentare conoscenze. Un obiettivo ambizioso, senza dubbio, ma averne di altri sarebbe significato perdere e far perdere tempo: anche se a molti piace scrivere ciò che è stato già detto, credo a nessuno piaccia leggerlo (ciò che è stato già detto, intendo).

mdplab è per me una creatura troppo preziosa per trattarla così male e così, dopo un paio di settimane in cui questa rubrica è andata stancamente in linea di domenica, sento sia arrivato il momento di fermarmi un attimo. E così: Buona Primavera!

Avverto quasi l'urgenza di cercare nuovi campi da esplorare. Di idee ne ho diverse e in parte sono espresse nelle mie collaborazioni con ETicaNews e Pionero.
Intanto ho iniziato a mettere in bella quelle di questi miei ultimi quattro anni; un passo essenziale di un cammino, quanto mai faticoso, verso nuove partenze e nuovi traguardi.

Nell'immagine (da La Casa di Alba): la Villa Comunale di Guardiagrele, il Paesello dove sono nato.

domenica 17 marzo 2013

@beppe_grillo e @pontifex #ilsabatodimdplab #63


Il cambiamento della formula con cui il nuovo Papa concede l'indulgenza plenaria, è un segno dei tempi che, forse, stanno davvero cambiando. Dopo l'apparizione di Benedetto XVI su Twitter, infatti, capita che l'indulgenza della benedizione venga riconosciuta, oltre che a quelli che seguono dalla Radio e dalla TV, anche a quelli connessi con i "nuovi mezzi di comunicazione", evidentemente non più esclusi e ammessi a far parte di una realtà finalmente non ritenuta più virtuale. Un cambiamento, si diceva, che, oltre agli aspetti puramente tecnologici, sembrano essere presenti anche nei messaggi, quelli di un Papa normale senza scarpette rosse, che queste tecnologie veicolano.


In un clima simile, stona il comportamento di chi, quella tecnologia, vuole piegare ad una logica che sembra quasi opporsi al cambiamento. Eppure questo era il movimento nato dalla Rete! Ho cercato di convincere qualcuno dicendo che il problema era il metodo, non tanto il merito. Ho tentato, credo inutilmente, di far capire che il partito orizzontale è ben altra cosa rispetto ad un capo che minaccia chi non la pensa come lui. Ne abbiamo già avute di persone così. L'ultima era oggi pomeriggio al Senato, con degli occhiali da sole.

La rete può portare il cambiamento. Ma anche no.

***

Aggiornamento del 18 Marzo 2013
Grazie a LSDI scopro questa immagine che spiega, più di qualsiasi parola, che quella della tecnologia, non è più realtà virtuale.


domenica 10 marzo 2013

Ricostruiamo la Città della Scienza #ilsabatodimdplab #62


La Fondazione Idis – Città della Scienza ha aperto su DeRev.com l’unica campagna ufficiale e riconosciuta di raccolta fondi, disponibile all’indirizzo https://www.derev.com/revolution/ricostruiamo-citta-della-scienza, come annunciato dal relativo comunicato stampa (disponibile sul sito ufficiale) e ribadito dal Consigliere delegato Vincenzo Lipardi nel video pubblicato all’interno della pagina su DeRev

COME SOSTENERE LA CITTA’ DELLA SCIENZA
- Carta di credito, PayPal o carta prepagata (es. Postepay): E’ sufficiente cliccare sul pulsante “Contribuisci” sul sito di Derev e selezionare l’importo che si vuole donare ed effettuare il pagamento tramite il sistema sicuro di PayPal. Per creare un account su DeRev è possibile registrarsi in pochi secondi oppure accedere direttamente tramite il proprio account Facebook con un solo click cliccando qui!

- Bonifico su conto corrente bancario*
Banco di Napoli IBAN: IT41X0101003497100000003256 Intestato a: Fondazione IDIS – Città della Scienza Causale: Ricostruiamo la Città della Scienza BIC: IBSPTINA

 BNL IBAN: IT96T0100503408000000030000 Intestato a: Fondazione Idis Città della Scienza Istituto per la diffusione Causale: Ricostruiamo Città della Scienza Swift/BIC: BNLIITRR

*I contributi inviati tramite bonifico bancario vengono aggiornati ogni 24 ore

(via Pionero.it)

Immagine dalla pagina La Città della Scienza su Facebook

sabato 2 marzo 2013

populismi #ilsabatodimdplab #61


Quando Mario Giordano, ex direttore di Studio Aperto, telegiornale di Italia 1, noto per la qualificata redazione di politica e cultura, e attuale direttore di TGCOM24 (il suo curriculum è qui), decise di pubblicare, per un piccolo editore indipendente, Mondadori, due opere, Sanguisughe e Spudorati, io mi sono insospettito.

Ho pensato, che ne so, a come se San Giovanni si fosse messo a scrivere un Vangelo Eretico; oppure ad un besteller tipo "Apologia di Stalin" scritta da Alemanno. Cose così.

Cosa c'era dietro? Io la spiegazione, a suo tempo, me la sono data: Giordano ha scritto Sanguisughe e Spudorati perchè sapeva di poter vendere. Magari mi sbaglio ma, alla peggio, il solo pubblicare due libri simili, sono stati per me la prova che, quello della Casta - argomento ormai dissodato dalla coppia Rizzo&Stella, non solo nel libro, ma anche in tantissime comparsate TV, qualche tempo prima - era diventato l'oggetto di un nuovo populismo.

Non era questo il campo in cui doveva decidersi la battaglia elettorale. E invece è stato così. Quali le colpe? (1) Paradossalmente di tutti i partiti, tranne uno, che non ne hanno parlato per niente. E invece questo, al netto del populismo, dovrebbe essere il minimo comune denominatore di ogni programma elettorale. (2) Dei programmi politici: o troppo fiacchi o troppo farciti di populismi vecchi come quello delle tasse da abbassare (sull'IMU meglio tacere). (3) Degli organi di informazione. Hanno attaccato Grillo perchè utilizzava e utilizza metodi da capopopolo ma nessuno s'è sognato di mettere a confronto i programmi; perchè da qualche parte qualcosa di interessante doveva pur esserci.

Voglio dire che, secondo me, il problema è altrove, ma nessuno ne ha parlato a sufficienza (politici e complici, tanti giornalisti e tanti giornali). Certo, si, il minimo comune denominatore ma c'è anche altro: l'istruzione, il turismo, la cultura, l'innovazione. Io lo ricoprirei d'oro un politico, uno vero, uno che lo fa di professione (perchè la politica è fatta con professionalità e competenza), in grado di proporre qualcosa di sensato. E, con il nostro mandato, lo farei stare al suo posto per tutto il tempo che serve.

A noi spetterebbe il compito di misurarne le prestazioni. Agli organi di informazione il compito di farci sapere come si sta comportando. Alle scuole il compito di farci crescere curiosi.

Immagine CRS