giovedì 19 novembre 2009

[OT] ma Guai a Marcare una Differenza!

Nel momento in cui si marca una differenza tra un mondo e l'altro automaticamente si sta decidendo che gli strati culturali più bassi della società [almeno quelli] non riconosceranno, non accetteranno, non condivideranno, non compatiranno il mondo cui non appartengono.

Forse la mia è una riflessione banale, forse ho usato impropriamente dei termini per via della mia formazione assolutamente non a tema, ma voglio condividerla comunque con voi. Tale riflessione è basata su un'esperienza capitatami anche se, mi rendo conto, nulla ha a che vedere, dal punto di vista pratico, con i casi di violenza contro le Donne.

Tempo fa ho avuto la fortuna di trascorrere qualche settimana qui in Italia con alcuni americani. Con uno di essi, Nick, ho stretto una bellissima amicizia che, compatibilmente con le distanze che ci separano, troviamo sempre il modo di coltivare. Con lui ho potuto prendermi la libertà di vincere l'imbarazzo [che spesso invece ho] di chiedere, in un convivio in cui si parla solo in Inglese, fin'anche alla nausea se necessario, "can you repeat please!". Questo per dire del bel rapporto che ho con lui!

Una sera uscimmo tutti insieme per andare a farci una bella partita a bowling. Parlando durante il tragitto, in un modo effettivamente non troppo polite, feci una domanda a Nick: "But the black guy [...]" incuriosito dalle ragioni dell'essere poco espansivo dell'altro ragazzo americano che ci faceva compagnia. Nick mi guardò e mi disse quanto fosse strano per lui constatare che mi stessi riferendo ad un'altra persona indicandone il colore della pelle. Nella sua banalità quelle parole mi aprirono un mondo, almeno inaccessibile a me prima di allora [probabilmente per la semplice ragione che non mi ero mai posto il problema]: l'integrazione razziale è talmente elevata da loro che non è, il colore della pelle, un elemento di diversità.

Mi chiedo, quindi, in questi giorni: ma perchè è ancora necessario marcare una differenza tra Donne e Uomini? Perchè a parlare della violenza leggo solo post di Donne? Perchè a discuterne sono solo le Donne? Perchè non hanno chiesto anche agli Uomini di scriverne?

Non sono, forse, questi, elementi che al livello pratico marcano delle differenze tra mondi che invece dovrebbero ormai riconoscersi, accettarsi, condividersi, compatirsi?

Completamente?

Anch'io dico no alla violenza contro le donne.

Immagine http://lefotodiiaia.blogspot.com

25 commenti:

w2wai - luigi bertuzzi ha detto...

Somo diversi i mondi rispetto ai quali noi uomini (genere umano) abbiamo una formazione fuori tema.

Rispetto a quei mondi dovremmo poterci percepire come delle applicazioni, in senso informatico, che non girano se gli manca un'interfaccia di programmazione.

Il genere umano ha bisogno di quei mondi come un'applicazione ha bisogno di un sistema.

I maschi, rispetto alle donne, sono solo un caso particolare del problema.

Ho generalizzato perché, al punto in cui siamo, urge un approccio alla soluzione del problema, a livello globale.

Lia Bianco ha detto...

Mi piace molto la tua riflessione..soprattutto è bello che si usi il verbo riconoscersi...Giusto, le differenze ci sono nel momento in cui si marcano. Ma caro Marco il solo fatto che Tu sia uno dei pochi uomini che con sensibilità e delicatezza ha aggiunto al proprio blog il banner del 25 novembre la dice lunga. Credo che in Italia ancora tanta debba essere fatta in termini di genere e di pari opportunità a tutto tondo. [e non basta una bella Ministra!]. Le apri opportunità stanno sulle labbra di tante persone che se ne lustrano, ma nei fatti...ci sono i White Christmas etc...Mi sarebbe piaciuto vedere qualche commento in più di qualche maschio. Ma forse c'è del pudore, perchè inconsciamnete e cosciamente ci sente ancora inadeguati. E non è una questione di femminismo...

Marco Dal Pozzo ha detto...

Luigi,
il primo passo verso la soluzione del problema è acquisire la consapevolezza della sua esistenza del problema!]...

Lia,
la meraviglia che provi nel constatare l'uso del mio verbo "riconoscersi" la dice lunga sulla strada che c'è da fare. Non perchè tu non la comprenda ma perchè probabilmente non è un verbo così tanto utilizzato!

Confesso che il pudore l'ho avuto anch'io; anche se era un pudore riferito al sentirmi poco preparato sulla materia. Grazie a te ho raccontato questo mio punto di vista nel quale credo fermamente [e con un campo di applicazione davvero trasversale].

Lia Bianco ha detto...

sì il campo di applicazione trasversale per se si parla di pari opportunità si parla di donne e di uomini, di stranieri e di religioni diverse e di orientamenti sessuali. Beh, se guardiamo l'argomento nela sua globalità, allontanandoci come fossimo fotgrafi per osservare il Tutto, cogliamo quanta inadeguatezza c'è nell'affrontare tutte queste tematiche. Le cronache con violenza ce lo impongono ogni giorno. Un caso per tutti: trans=fenomeno da baraccone, mezzo bieco di lotta politica...Ma perchè nessuno guarda che al di là di tutto c'è l'essere umano? Razionalizziamo, ma non accompagnamo alla ragione l'emotività. Forse dovremmmo essere tutti un po' più Femmine, comprese le femmine :)

Marco Dal Pozzo ha detto...

Grazie del tuo ulteriore contributo.

Penso, pero', che piuttosto che dire Forse dovremmmo essere tutti un po' più Femmine, comprese le femmine :) dovremmo dire

Forse dovremmmo essere tutti un po' più Umani, sia Maschi sia Femmine :)

Don't you think so?

Lia Bianco ha detto...

Sì, Marco l'esigenza di uanità è implicita, ma so che sai cosa c'è dietro il mio invito a essere Femmina...E' una metafora, a cui Tu spesso ti appelli...e vuole anche essere una provocazione a chi si scuoterà leggendo...:)

w2wai - luigi bertuzzi ha detto...

@Marco, @Lia
la consapevolezza del problema serve a poco, se non la si condivide in modo operativo.
Esco per accertare se il Passo Duran si presta bene a una Ciaspolata.
Organizziamo una ciaspolata e condividiamo il problema?
Tanto per unire l'utile al dilettevole :-)
Il Passo Duran si vede nella WebCam linkata, tra Framont - Moiazza e San Sebastano.
La cima del Framont mi ricorda un esagramma del I-Ching .. ne sapete qualcosa?
Son mica andato fuori tema .. eh?

Marco Dal Pozzo ha detto...

No Luigi, proprio per niente! :P

lefotodiiaia ha detto...

Parlare di due mondi è indispensabile. Il mondo femminile è nettamente diverso da quello maschile. A partire dalla nostra educazione. La nostra cultura si è formata in maniera assolutamente diversa dalla maschile ma è stata regolata dall’uomo. Oggi per fortuna la nostra è una educazione che va sempre più affermandosi ed evolvendosi. Il passato parla chiaro. I nostri geni ci tramandano culture e tradizioni che sono difficili da sradicare. Le donne degli anni 50 (ma anche delle altre epoche) purtroppo vivono ancora in noi. Ci tramandano dei modi d’essere e di comportarci che indirizzano in qualche modo il nostro modo d’essere ed agire. Basti pensare alla donna al ristorante, alla madre in cucina, alla moglie, alla casalinga, alla donna in carriera che il 90 per cento delle volte viene considerata una “iena” o un “maschiaccio” per il solo fatto di essere determinata ad affermare la sua personalità ed il suo ruolo all’interno della società. E che dire della terminologia che adoperiamo tutti i giorni?! “Sono una donna con le p…” che vuol dire? Che una donna per essere in gamba deve essere paragonata ad un uomo? “Guidare come un maschiaccio”, “Non fare la femminuccia”. Beh, il mondo non è solo bianco o nero, per fortuna, ma i due mondi (maschile e femminile) ci sono e non sono affatto uguali. Il mondo femminile ha una sensibilità differente dalla maschile e ovviamente non superiore né inferiore… solamente DIFFERENTE. La differenza va dichiarata e riconosciuta come una cosa normale e naturale. Non chiudiamo gli occhi fingendo che siamo tutti uguali. Non lo siamo affatto ed essere diversi arricchisce le culture non le impoverisce.
http://lefotodiiaia.blogspot.com/
http://www.myspace.com/iladri

Marco Dal Pozzo ha detto...

Iaia grazie del tuo commento e benvenuta anche a te a mdplab.

Mi rendo conto quanto di sia strano discutere di queste cose in un blog in cui sono abituato a parlare d'altro ma ne sono contentissimo.

Dici che le differenze ci sono e sono d'accordo con te. Quando dico di non marcare differenze mi riferisco, pero', ad altro.

Mi riferisco alle differenze di Genere, come le chiama Lia, e non a quelle che ci sono tra Persone [indipendentemente dal genere!]

Quanto alle differenze di cui parli tu, quelle che arricchiscono le culture, sono convinto che prescindano totalmente dal Genere.

Woman ha detto...

Sono le differenze che generano Violenza. Finche' si ergono muri di separazione non ci sara' mai Pace. Cosi' e' anche per questo argomento. Riconoscersi, accettarsi... e ricorda "quanto punti un dito contro qualcuno ce ne sono sempre 4 puntati contro di te" :).
Bella rifelssione.

Marco Dal Pozzo ha detto...

Ciao Barbara e benvenuta anche a te a mdplab [e' il post delle new entry!]

Quanto al tuo virgolettato, penso anch'io la stessa cosa. Ed e' incredibile perche' fu proprio Nick [l'amico Americano che cito nel post] che mi insegno' questo detto. Anche se lui diceva che le dita puntate contro sono tre, non quattro [e in effetti, forse, aveva ragione lui :))]

A presto :)

lefotodiiaia ha detto...

Nel mondo ci sono le differenze.. è inutile far finta di essere tutti uguali. Il bello è proprio essere diversi ed imparare dalla diversità. La donna e l'uomo, le diverse nazioni, le diverse tradizioni, le diverse culture, le diverse religioni, i diversi credi politici. E' inutile nascondersi e far finta che siamo tutti uguali. La diversità deve essere dichiarata e riconosciuta. Le guerre scoppiano perchè le diversità non vengono accettate e si ha la pretesa di voler affermare sempre la propria "diversità" a discapito della "diversità" di un altro. Per far si che le guerre finiscano, bisognerebbe innanzitutto cambiare il dio denario in qualcosa di migliore e poi anche capire che le DIVERSITà degli altri popoli vanno riconosciute come tali, accettate e magari condivise. Essere diversi è un pregio e ci rende vivi. Uniformarci tutti sarebbe la fine dell'esistenza. Far finta di essere uguali porta ad una collisione culturale, politica, ideologica e razziale. La donna o l'estracomunitario o un uomo di altra classe sociale o un diversamente abile (sono i primi esempi che mi sono venuti) sono diversi e vanno riconosciuti ed ACCETTATI, capiti in quanto tali.

Marco Dal Pozzo ha detto...

Iaia,
parli come se avessi espresso un pensiero diverso dal tuo. Ti sembrera' strano ma siamo in sintonia :)

Ho cercato, con le mie parole, semplicemente di definire meglio i contorni della discussione.

Quando parlo di differenze che non vanno marcate, perche' davvero non hanno senso di esistere, mi riferisco [lo ripeto ancora] soltanto a quelle di Genere.

Non parlo ne voglio uniformita' ma forse, semplicemente parita': di diritti, di opportunita' etc. Tra Maschi e Femmine! E il marcare una differenza tra Maschio e Femmina purtroppo ostacola il cammino verso un mondo in cui la violenza sulla donna [perche' e' questo di cui si parla] non vogliamo ci sia piu'!

Non mi piace essere retorico; forse lo sono stato e me ne scuso!

Lia Bianco ha detto...

Le differenze devono lasciare il posto alle caratteristiche, alle particolarità, ai talenti di ognuno. Oggi sono stata in un hammam gestito da donne magrebine...rispetto a loro, alla loro capacità imprenditoriale, alla frschezza, mi sono sentita piccola piccola. Anche io non amo la retorica e sinceramente non confonderei la questione di genere con una banalizzazione del femminismo. Pari opportunità significa anche andare oltre.

lefotodiiaia ha detto...

Marco infatti ho risposto alla ragazza che ha fatto il commento sulle diversità e le guerre, non a te! :) So quello che pensi, non mi servono le poche righe del tuo blog.. Ti conosco e mi piaci. Buona serata! ;)

Anonimo ha detto...

Sono un'intrusa ma il dibattito mi piace molo..
Io penso che le questioni di genere siano profondamente connesse con il femminismo,e non con lo stereotipo di esso che possiamo far risalire fino al ben noto mito delle amazzoni.Il Mito delle amazzoni infatti delinea l'immagine negativa della donna vista come un pericolo sessuale per l'uomo, un'immagine-spauracchio che richiama la necessità di mantenere la donna sotto il controllo dell'uomo e da qui la demistificazione del femminismo.
Penso inoltre che le differenze non creino violenza, ma le piuttosto la strumentalizzazione di esse,fortunatamente il mondo è vario.La stessa cultura del genere si avvale delle differenze,basti pensare alla teoria queer che rifiuta la dicotomia maschile femminile ipotizzando un terzo genere differente.
Ali

Woman ha detto...

eccomi. Il mio puntualizzare sulle diversita' non era rivolto al fatto che vanno azzerate... per l'amor di Dio! E' la ricchezza di ognuno di noi l'essere diverso dall'altro ed e' l'accrescimento di ognuno di noi imparare dalla diversita' dell'altro (se fossimo tutti uguali non ci sarebbe confronto e crescita). Quello che invece "divide" e puntare il dito sul diverso e far pesare "io sto' di qua e ho ragione, tu che stai di la' invece..." Non e' la diversita' a creare problemi ma il porsi ad essa in modo superiore pronti a giudicare gli altri. Umilta', condivisione, confronto, accettazione...

Marco Dal Pozzo ha detto...

Ali,
non sei un'intrusa, anzi...benvenuta anche a te. Arricchisci di sicuro la discussione di nuovi elementi: il Mito delle Amazzoni, il Femminismo...

E quasi mi sento in imbarazzo visto che non sono la mia materia.

Credo si sia capito come la penso...il terzo genere di cui parli non credo esista ma lo trovo un utilissimo modello per valorizzare i termini di tante discussioni che il femminismo ed il maschilismo sanno, invece, solo rovinare!!

Lia Bianco ha detto...

Voglio però riportare il fuoco sul motivo del post, sul motivo del 25 novembre...La giornata contro la violenza sulle donne è nata per rispondere ad una precisa esigenza [altrimenti ci saremmo accontentati dell'8 marzo-e so che Tu Marco hai una precisa idea a riguardo]
La violenza sappiamo che è purtroppo globale, territoriale solo nei modi e nei mezzi. Ma sulle Donne spesso ha stesse modalità, stesse motivazioni, stessi mezzi...Qui la differenza non c'è! Per questa ragione mi sembra riduttivo chiamare in causa il femminismo, soprattutto gli stereotipi del femminismo che ai più richiamano. E' un peccato che dietro gli stereotipi e le banalizzazioni che anche la storia e un certo estremismo ci hanno passato, si perda il senso vero della Cultura di genere. Ecco perchè non è questione di differenze, ma di Culture e Dimensioni. Ma approfondiremo...

Marco Dal Pozzo ha detto...

Lia,
leggo il tuo commento e mi rendo conto di avere forse abusato del termine Genere.

Aspetto i tuoi approfondimenti...se li fai da te segnalaci il post e saremo tutti contenti di venirti a trovare.

Ho inteso come questione di Genere le questioni che marcano una differenza tra Maschi e Femmine ma forse il discorso da fare e' molto piu' ampio...

w2wai - luigi bertuzzi ha detto...

@Marco

le quattro dita credo significhino: you are ok, peace on you .. but f..k you anyway; ma c'è anche un saluto a 4 dita con il dito medio ripiegato .. che ti lascio tradurre in italiano ;-)

@tutti i commenti (così glisso sul Genere)

mi fanno amare sempre di più la metafora dello spartiacque, che alimenta territori diversi di uno stesso paese; lo spartiacque non è un muro; è la traduzione che preferisco dell'inglese divide; non è da abbattere ma da risoettare e mantenere ..
Non vado oltre; aspetto di sentire se dice qualcosa anche a chi è diverso da me :-)

Mafalda ha detto...

Marco, non è del tutto vero ciò che affermi. Gli uomini vengono interrogati, e si interrogano. Ma è ovvio che l'approccio alla questione è necessariamente diverso.
Conosci questo gruppo?
http://www.maschileplurale.it/cms/index.php

Marco Dal Pozzo ha detto...

Mafalda, grazie del commento e della segnalazione [qualcosa ne sapevo] e benvenuta anche a te da queste parti!

Questo post si arricchisce sempre piu' e mi fa man mano rendere conto che le mie parole erano dettate da una visione limitata dell'argomento [ma in qualche commento credo di averlo pure detto!!!].

Sono contentissimo che le mie domande siano servite a qualcosa, almeno a me!

Grazie :)

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti, posso inserire altre variabili al tema? pur essendo allineato alla maggior parte dei vs commenti e considerando imprescindibile l'intelligenza come rasoio ed unica arma per il genere umano vedo uno scenario che può solo degenerare:
1) siamo troppi sul pianeta
2) nessuno rinuncerà alla procreazione
2) sono a termine le risorse per lo sviluppo
3) la divisione tra "mondi" nel mondo è sempre più marcata
4) le argomentazioni per arginare il caos nel breve periodo prevedono solo soluzioni violente e l'essere umano si presta perfettamente all'uso

Tutto questo porta in una unica direzione che rimarcherà purtroppo le differenze tra uomini e donne, poveri e ricchi, etero e omo, ecc.
L'alleanza non violenta che potrà gestire il cambiamento (WW) non ha molto tempo per costruire i pilastri della roccaforte e deve cercare il consenso delle moltitudini intelligenti e tutti i giorni reclutare nuovi soldati. Una "guerra" a tutto campo per la salvezza del genere umano, per garantire a tutti parità ed uguaglianza e per permettere a "chiunque" di fare la differenza a vantaggio de pianeta.
Enrico