domenica 23 marzo 2008

i Post di Don Nicola!

Dopo diverso tempo sono tornato ad assistere alla Messa della Notte di Pasqua. E l'ho fatto per la prima volta da quando ho iniziato a dedicarmi alla comprensione del Marketing e di tutto quanto gira intorno a questo mondo.

Vi sembrerà strano ed esagerato, o forse no, ma ieri sera m'è venuto naturale ascoltare e vivere la funzione con un occhio diverso. Confesso di non essere praticante (e sinceramente non riesco nemmeno bene a dire se sia un credente oppure no); credo ci sia qualcosa o qualcuno che sovrasta ogni cosa ma non so bene cos'è, chi è!

Ma non era di questo che volevo parlare :)

Vi dicevo della mia diversa predisposizione ieri sera all'ascolto della Funzione religiosa. Prima e durante durante le tre ore (della Veglia prima e della Messa poi) sono stato catturato da una forte curiosità: come il Coro, le Letture, e soprattutto il nostro Don Nicola, sia sarebbero sforzati di avvicinare le persone alla Fede, o almeno a riflessioni non necessariamente da interpretare con la chiave esclusiva della Religione Cristiana?

Oggi mi ritrovo a rifletterci su anche perchè, tornando a scavare nella memoria del mio passato da chierichetto, ho potuto confrontare e notare quanto le cose siano cambiate rispetto a venti/venticinque anni fa:

(1) il rito della Veglia avrebbe previsto sette letture ma all'inizio della Veglia stessa, Don Nicola, prendendo la parola dando il benvenuto ai tantissimi che erano presenti in Chiesa, ci ha detto che ne sarebbero state fatte soltanto quattro. "il Popolo di Dio è cambiato", ha notato, "adesso è più stanco e sarebbe inutile appesantirlo troppo". Mi ricordo, quando ero molto più giovane di adesso, che quando la veglia cominciava, cominciava e basta!

(2) ad ogni momento, ad ogni simbolo che faceva ingresso nella lunga Celebrazione, Don Nicola si è soffermato a spiegare quello che stava succedendo. In un atto, almeno così l'ho sentito io, di grande attenzione verso le Persone perchè fossero per loro (ed ovviamente anche per me) più accessibili dei passaggi che altrimenti non si sarebbero potuti facilmente comprendere; in un fare che ha oltretutto tenuta desta l'attenzione di quanti, magari, si sarebbero abbandonati a dei facili e scontati (vista anche l'ora) sbadigli. Mi ricordo che tanti anni fa questa sensibilità non c'era e le spiegazioni dei passi e dei simboli erano affidate tutte all'Omelia che il più delle volte era davvero incomprensibile.

(3) c'erano 20 chierichetti, tutti vestiti allo stesso modo. C'erano delle luci chiare e belle. Sono state distribuite le candele e all'ingresso del Cero Pasquale il fuoco è stato passato di mano in mano in una Cerimonia davvero emozionante. Anche sta' storia delle candele io non la ricordavo!

Quel che mi sento di fare oggi è, oltre ovviamente gli Auguri a tutti voi, complimentarmi con Don Nicola perchè ha saputo interpretare le esigenze delle Persone.

Ha puntato tutto su poche cose ma intense ed ha saputo comunicarle; ha eliminato gli effetti negativi che si sarebbero avuti da una Cerimonia troppo lunga ed ha approfittato di una notte, quella di Pasqua, in cui si sapeva avrebbe avuto più Gente ad ascoltarlo. Ed in una cornice emozionante ha saputo toccare l'Anima...

Strategia di Marketing e Comunicazione!

Ragionata e poi spiegata in totale trasparenza; comunicata con la simbologia che la Cerimonia richiedeva...

Ed ho immaginato poi ogni passo come una Citazione, ogni spiegazione di Don Nicola come un Post...

Io ho commentato nel silenzio e nel raccoglimento e sarebbe stato bello poterle dire ad alta voce ed ascoltare le reazioni di tutti. Ma che dico: non l'avrei mai fatto perchè ci sarebbe stato da vincere la vergogna di parlare in pubblico!

Adesso che ci penso, però, il commento non è da fare in quella Sede...che io sappia ci sono momenti di incontro anche fuori dalla Chiesa...momenti che, se avessero l'approccio di Don Nicola, probabilmente varrebbe la pena di vivere. Per conversare, dopo averlo fatto dall'alto a Messa, anche un po' dal Basso ;)

Secondo voi esagero? ma ieri sera ho imparato anche questo!

9 commenti:

Account ha detto...

La chiesa è sempre stata un buon esempio di marketing.
Rischiando di essere blasfemi ha costruito una storia intorno al prodotto, ha iniziato a fare passaparola, ha sfruttato i tempi con un'idea viral che ha generato un buzz che continua da un paio di migliaia di anni (nel bene e nel male).
Probabilmente lo conosci, ma c'è un libro che parla del marketing della chiesa.
Credo che non manchi moltissimo alla celebrazione 2.0
Buona Pasqua

Marco Dal Pozzo ha detto...

Account,
grazie per il commento e la segnalazione: il libro che hai citato non lo conoscevo :)

Si, il rischio di essere blasfemi c'e' e ti confesso di muovermi abbastanza male in questa discussione. Il post l'ho scritto di getto ma c'ho pensato tantissime volte prima di pubblicarlo...

Mi e' stato detto di aver "trivializzato" la cosa ma non era questo il mio intento...ho soltanto visto l'efficacia di un metodo...

O, forse meglio, ho notato l'effetto che ha avuto su di me ;)

Celebrazione 2.0? Forse la tua e' una provocazione ma ti rispondo che questa ipotesi mi mette i brividi...

Account ha detto...

Diciamo che molti preti hanno il merito di aver capito che il centro sono le persone, quindi parlare di celebrazione 2.0 non è tanto una provocazione, quanto dare un nome ad una realtà già esistente.
Mi è capitato di partecipare (e scelgo questo verbo non a caso) a delle celebrazioni in cui i fedeli erano il centro.
Ad esempio, da ex-praticante, sono contrario alla messa in latino, alla celebrazione con il sacerdote con le spalle alla congregazione proprio per questa idea di compartecipazione che secondo me deve avere una celebrazione e che è, di fatto, una concezione 2.0
Non hai trivializzato nulla, a mio parere anche la chiesa, e soprattutto la chiesa, può diventare spunto di riflessione proprio per il suo modo di porsi davanti ai fedeli.
Credo che sia un post da approfondire.

WAI2WAI - Luigi Bertuzzi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
WAI2WAI - Luigi Bertuzzi ha detto...

Revisiono il commento che avevo fatto e che ho cancellato; lo ripropongo sostituendo "credo" con "vorrei" .. poi, se a qualcuno potrà interessare, spiegherò perché mi sembra importante.

Vorrei che da questo post potesse nascere una conversazione ..

vorrei che il tipo di conversazione che potrebbe nascerne fosse mantenuta e fatta evolvere ..

non so come lo si potrebbe fare ma .. ci sto provando con una bozza di elenco dei temi di un eventuale intervento al Veneto BarCamp.

pukka ha detto...

Rispondendo ad "account", non parlerei sempre di buon mktg visto che in un determinato periodo storico sono stati utilizzati mezzucci piuttosto pesanti e decisamente discutibili pur di, parlando markettaro, aumentare la propria customer base ed eliminare i concorrenti.
Riguardo alla storia e al prodotto, ci troviamo di fronte alla genialità più pura! A mio avviso hanno costruito una storia tout court, non una storia intorno al prodotto... quale sarebbe questo prodotto?
D'altronde se riflettiamo sul fatto che il mktg fa leva su bisogni/esigenze che sono strettamente collegati a paure - es. paura di invecchiare---> antirughe, botulino, acido ialuronico... oppure paura di essere out---> cellulari fighi ogni 3 mesi, abbigliamento alla moda, accessori hi-tech spesso inutili - il compito era piuttosto semplice: alla base c'era e c'è la Paura delle Paure, la MORTE.
Passata l'epoca in cui si usavano metodi terribili pur di difendere il monopolio della fede, oggi in regime di libero mercato (direi, in Italia, oligopolio debole) i concorrenti si contrastano con le leve del mktg tra cui la comunicazione che non è altro che utilizzo ad arte di simboli.
E la Chiesa con i simboli ha decisamente una certa dimestichezza da millenni...

Rispondendo a Marco, non mi dire che con te hanno raggiunto il loro obiettivo!! Sarebbe come dire che hai attivato un'adsl di Telecom perchè ti sei lasciato prendere dai colori (molti e luminosi), dalle luci (sfavillanti), dalla spiegazione dettagliata dei vari elementi (costo, velocità di connessione e altre amenità), dalla brevità (spot da 15 o 30 secondi al massimo) e dalla protagonista Elena Sofia Ricci...
Finchè si tratta di adsl ci posso pure stare, ma se passiamo a un qualcosa di così intimo e profondo e filosofico e fondante come la Fede... vengono a me i brividi!

un saluto a tutti.

Claudio Iacovelli ha detto...

Il tuo post é un esempio di piena libertà. Quella che nella rete spesso travalica l'umiltà ed il rispetto.

Non mi trovo affatto d'accordo con il tuo intervento. Non entro nel merito delle tue affermazioni, che possono essere vere, ma contemporaneamente possono far sembrare stravagante la celebrazione a cui hai assistito, e non partecipato.

Discuto il tuo stupore, rispetto ad una naturale evoluzione della liturgia. E' inopportuno, perchè da sempre la chiesa cerca di rinnovare e rinnovarsi nella fede, favorendo (non sempre) la riconciliazione e l'avvicinamento della gente ai sacramenti.

Quello che tu credi di capire, vedendo lo svolgersi di un rito religioso, non corrisponde a ciò che le persone accanto a te vivono.

E' una distanza così netta, che non dovrebbe consentirti di interpretare gli accadimenti, alcuni di per sè prossimi al trascendente, come se stessi ascoltando un brano musicale o valutando un'opera cinematografica.

Nell'approccio scientifico, elemento imprescindibile del processo analitico di marketing, é corretto raccogliere elementi e studiarne le relazioni.

Nell'esperienza di fede si cerca la riconciliazione di noi stessi, senza dubbi. Mossi dalla spiritualità religiosa, non dalla curiosità.

WAI2WAI - Luigi Bertuzzi ha detto...

Non ho ancora finito di farmi un'opinione sul commento di Claudio.

Ho commentato però quello che ha detto su Babele Digitale e devo prima sapere se quel commento me lo passano (il moderatore e gli interlocutori) ..

.. sono in ansiosa attesa di .. mettermi a tacere ;-)

mary ha detto...

Rispondo a Claudio.

1.Libertà e travalicare umiltà e rispetto non stanno bene insieme!
Cos'è la piena libertà di dire se c'è qualcuno che ti taccia di nn rispetto, per paura di leggere un pensiero diverso dal tuo?

2."Naturale evoluzione della liturgia"? Il nostro Papa nonchè massima autorità religiosa propone di ripristinare la messa in latino, dov'è l'evoluzione? Magari citerei l'evoluzionismo di Don Luigi.

3.Vorrei discutere dell'evoluzionismo della Chiesa negli anni per "rinnovare e rinnovarsi nella fede". C'è dell'assurdo e del contraddittorio in questo. EVOLUZIONISMO? La chiesa è un'istituzione che come evoluzione ha accettato solo (architettonicamente) il sorgere di chiese moderne.

4.Chi ti dice che il percorso spirituale non possa essere mosso dalla curiosità? Gesù parla molto della folla di curiosi, davanti ai quali molto spesso ha mostrato la sua maestosità. La sua sfida è stata sempre quella, convincere e stupire gli scettici, i curiosi, la folla che osserva con occhio dubbioso, ma osserva...

5.Vorrei inoltre farti rendere conto che questo spettacolarizzare una funzione sacra, non è solo la visione del Marco stupito la notte di Pasqua, ma di tutti quelli che ,ad esempio, hanno assistito ad una celebrazione di Padre Nike. Informati e vedrai che il suo messaggio di comunicazione/marketing, è molto più forte di quello di un dubbioso che osserva e commenta come se si trattasse di una pellicola cinematografica.

Ho letto anche altre cose che mi sono piaciute poco tipo Pukka che dice "non mi dire che con te hanno raggiunto il loro obiettivo!!" perchè se così fosse? L'obiettivo è quello, anche la singola pecorella smarrita!
Devi avere proprio una mente markettara tu, per estrapolare tutto il parallelismo con la telecom :-)... Vengono anche a me i brividi!


Capisco che il punto di vista di
Marco possa suscitare lo sdegno dei bigotti o degli ignoranti , ma forse è il momento che ognuno di noi rispetti e cerchi di comprendere il pensiero, se pur diverso, degli altri. Non si tratta d'altro se non di un pensiero. L'intelligenza di saper leggere.