giovedì 2 aprile 2009

riflessione Universale

l'Imprenditore non deve concepire l'insieme dei Clienti semplicemente come un mercato, ma sempre come una società civile. Questo la obbliga a non essere mai indifferente al contenuto della sua offerta e ricordare sempre che il Prodotto/Servizio, prima di essere una merce, è sempre un Prodotto/Servizio, e rivolgersi non a un Cliente, ma a un Uomo

Niente di nuovo; il ragionamento non fa una piega e mi trova totalmente in accordo. Quel che è davvero interessante è che la citazione che avete appena letto è la profanazione di una riflessione di un certo Giulio Einaudi in un suo intervento alla Nuova galleria d'arte moderna per l'Associazione culturale italiana, a New York il 9 Aprile del 1964.

Per profanazione intendo l'aver sostituito i termini chiave. Il famoso Editore parlava nell'ambito della sua Industria (la casa Editrice), del suo Prodotto/Servizio (i Libri) e i Clienti (i lettori). Nella sua forma originale le parole sono quindi queste:

l'Editore non deve concepire l'insieme dei lettori semplicemente come un mercato, ma sempre come una società civile. Questo lo obbliga a non essere mai indifferente al contenuto dei libri che offre e a ricordare sempre che un libro prima di essere una merce è e deve restare un libro, e rivolgersi non a un cliente ma a un uomo.

Sono passati cinquant'anni da allora e l'attualità di questa riflessione mi cattura ed entusiasma soprattutto se penso ai suoi infiniti campi di applicazione. Che giustificano [almeno a me stesso] l'averla resa in una forma neutra ma, proprio perchè neutra, direi universale.

[via la Repubblica che continuo di domenica a comprare in Edicola]

2 commenti:

Gigi Cogo ha detto...

Ossignur,
non è possibile!
Il richiamo all'etica, alla società vista come sistema, al mercato visto come un qualcosa di regolato e aperto a tutti.

Guarda Marco, io son stato "fornitore" per quasi un lustro, e ora sono mediatore di "acquisti" dai fornitori.
Quindi ho visto questo filme da due diverse prospettive.


Mi piace il richiamo di Einaudi, ma ai giovani imprenditori, oggi, viene insegnato solo a diventare cannibali e quando non trovano la preda da spolpare, viene insegnato come chiedere aiuti allo Stato.

Che tristezza, povero Einaudi!

Marco Dal Pozzo ha detto...

Lo so Gigi. O, meglio, lo posso immaginare.
Io dal mio piccolo osservatorio mi limito a...sognare un po'!

Buona domenica!