venerdì 12 giugno 2009

ci Risiamo!

Dopo il Ministero ad Hoc per la Brambilla [che fino a qualche settimana fa si doveva accontentare del titolo di Sottosegretario], ecco creato per lei da Silvio anche il nuovo marchio dell'Italia.

M'è capitato sotto gli occhi proprio in questo momento.



Ecco come la Brambilla l'ha presentato da Fede



Dopo i fallimenti di iniziative, personali e non, sul Turismo e sul Web Marketing Turistico, avevo perso un po' di vista l'argomento.

Forse avevo fatto bene :-/

Qualche impressione potete leggerla qui, qui e qui.

4 commenti:

w2wai - luigi bertuzzi ha detto...

Sarò fatto vecchio ma a me la Brambilla fa un effetto "Respingente";

anche a me fa ricordare le Fettuccine Alfredo dei ristoranti italiani in USA, la Pizza Pepperoni e i "Tortillini" dei menu sulla United Airlines; un mondo artificiale, pieno di "oh really!", che non esprimono alcun interesse ad approfondire la conoscenza di qualunque cosa sia la causa della sorpresa espressa;

anche questa è una buona "motivazione" per fare rete, tra persone che vogliono presentare il proprio territorio come una realtà da conoscere per i suoi pregi, senza bisogno dell'intermediazione di un logo benedetto dal presidente palazzinaro.

Marco Dal Pozzo ha detto...

Luigi,

si, come dici tu, una buona "motivazione" per fare rete. D'accordissimo con te!

Ma il problema e' che fare rete deve essere funzionale a qualcosa di concreto. E comunque non e' mai sufficiente lo sforzo e l'impegno di singoli; fare rete e' un concetto strettamente connesso alla cooperazione e, nelle esperienze che "cito" nel post questa cooperazione e' venuta meno.

Ci si e' accontentati sempre dell'entusiasmo iniziale senza poi dare mai seguito.

Parlo di italia.it e del movimento impressionante generatosi dopo intorno a proggetti come Ritalia che avrebbero voluto e poi non hanno voluto piu';
parlo della mia esperienza personale con la Cooperativa Convivium Cooperativa Convivium. In questo caso la cooperazione e' venuta meno, oltre che online, anche offline [sul territorio, come dici tu] :(

Ecco perche', con te, ho insistito tanto sul concreto da riportare a casa dopo il BarCamp Intercultur@

w2wai - luigi bertuzzi ha detto...

Marco,
sul concreto che può emergere dal Camp Intercultura (questo è il link al sito dedicato) si tratta di arrivare ad intendersi, partendo dal tipo di Riflessioni Intercuturali che hai già proposto.

Il venir meno della cooperazione, in iniziative che si vogliono affermare "in Rete", va analizzato. La natura "interculturale" del problema secondo me emerge da un processo di Revisione dei fallimenti; a Padova ho solo iniziato a impostarla, una Revisione, cercando di mettere in evidenza quelli che possono essere gli "errori propedeutici" di tutti gli errori che si continuano a fare, quando si vogliono gestire situazioni in cui prevalgono cultura, comportamenti e pratiche analogiche, utilizzando strumenti digitali, che evolvono in base a una cultura e a comportamenti che di analogico hanno poco e niente.

Se il Camp Intercultura recepisce questa possibilità e promuove iniziative di studio e tutela del suo impatto, sui diversi tipi di "sistemi" sociali che si possono costituire in Rete, allora potremo cominciare ad andare sul concreto.

Rimane il Rischio ulteriore che le cose vadano per le lunghe; si Raschiava già il fondo del barile quando le strategie di Olivetti e partner boccheggiavano .. non so, adesso, cos'altro ci sia rimasto da Raschiare.

Siamo arrivati all'assurdo di situazioni territoriali che cercano vie d'uscita dandosi obiettivi di cooperazione, senza neanche citare gli strumenti abilitanti; oppure di situazioni di reti sociali che si popolano di persone prive di qualunque senso d'identità o di appartenenza riconducibili alle loro realtà territoriali.

Non vedo strade alternative a quella che si potrebbe imboccare se il primo Camp Intercultura avrà un seguito, magari senza il Bar (non ho chiesto come mai lo hanno lasciato fuori).

Marco Dal Pozzo ha detto...

Luigi,
pare che le linee guida ci siano; di esse, come gia' sai, condivido l'impostazione.

La riflessione che faccio e' che, cosi' come [per non dire prima ancora che] la discussione che su quelle linee guida deve [meglio dire dovrebbe] svilupparsi, dovrebbe essercene una propedeutica, che sia preparativa.

Sullo stile di quella avuta luogo off-the-record [non off-line] tra me e te.

Ed il problema, e lo noto con dispiacere, e' che il Blog che mi hai segnalato e' ancora abbastanza statico [non avevi commentato anche tu?].

No Luigi, non sono triste, lo dico col sorriso fiducioso di chi sa aspettare!