lunedì 7 dicembre 2009

Small Brand sui Social Media [appunti su Benchmarking Attivo e Co-Branding/Co-Marketing]

Avvertenza: di consigli su come avviare e implementare una strategia sui Social Media ce ne sono tantissimi e ovunque. Quel che in Rete non vedo sono delle linee guida da tenere per le piccole Attività. Molto probabilmente la lacuna di cui parlo in effetti non c'è ed è, molto banalmente, soltanto il risultato della mia necessaria opera di filtraggio in un periodo in cui di tempo ne ho davvero poco.

Ecco quindi la vera e propria avvertenza: il post è ricco di contenuti di cui tantissimi avranno già letto e discusso e per rendersene conto basta scorrere attraverso i grassetti. Se così è chiedo il vostro punto di vista solo sul mio tentativo di fissare un paio di concetti sulla presenza sui Social Media degli Small Brand nella Nota in calce al post che, per pure questioni di usabilità, ho deciso di pubblicare in un colore diverso.

Se l'argomento poi non vi interessa affatto beh, vi chiedo la pazienza di aspettare il prossimo post ;)



Qualche giorno fa sono stato incuriosito dal titolo di questo post: le 4 P del Social Media Marketing Mix. Vi presento di seguito qualche riflessione a proposito con qualche altro spunto che spero risulti di vostro interesse con, come sempre, l'invito a discuterne insieme :)

Ecco le 4 P presentate dal nostro Ritu.


Persone

People want to be heard and people know they can be heard.
Whether you call them your target market or people that help you with research and development (yup they can be your R&D team if you listen to them), the first element of your mix is people.

Il problema che vedo, però, è relativo agli Small Brand; un problema che, per quanto mi riguarda, non è ancora del tutto risolto nonostante qualche tentativo. La questione, in questo caso, è portare a parlare le persone e, quindi [soltanto poi] riuscire ad ascoltarle. Si potrebbe, infatti, non avere nessuno da ascoltare semplicemente perchè non si è stati ancora in grado di fare massa [amici su Facebook ad esempio].

Questo tema è molto simile a quello proposto da queste parti un paio di anni fa. Pur essendoci stata una migrazione di Piattaforma [dal Corporate Blog al Social Network], resta a mio parere ancora il fatto che la presenza online di uno Small Brand dovrebbe vivere due fasi: la prima fase fatta di conversazion-E dall'alto in cui creare una comunità e la seconda fatta di conversazion-I dal basso con cui consolidarla nel tempo. Il circolo virtuoso, fatto dalla convivenza delle due modalità, potrebbe poi, forse, essere il modo in cui riuscire a garantirsi il successo e prolungarlo, quindi, nel tempo; considerando anche che un ascolto iniziale potrebbe [anzi dovrebbe anche in questo caso] essere orientato a capire cosa si dice della concorrenza in una sorta di "benchmarking attivo" [un primo tentavivo di sviluppo dell'argomento lo trovate in Nota].

Non si dimentichi che l'ascolto dal basso sui Social Newtork, per il fatto stesso di far sentire una Persona parte di una comunità, garantisce l'accrescimento del Capitale Sociale [collettivo e di ciascuno].


Piattaforma

Now that you know the key to making things happen for you business revolves around people, you need to know where these people are hanging out.

Il discorso della Piattaforma è strettamente correlato a dove sono le Persone potenzialmente interessate al Prodotto. L'approccio alla cosa può essere visto sia in orizzontale sia in verticale. La verticalità la intendo come discorso connesso alla demografia [nel post viene fatto l'esempio del Brasile dove è Orkut a farla da padrona]; l'orizzontalità è invece una questione connessa alla presenza del proprio target nel Social Network [prescindendo, cioè, dalla demografia]. Per quest'ultima accezione [orizzontale], si ripropone in un certo senso il dubbio che, a proposito di Twitter, esponevo qualche tempo fa: prima di parlare, cioè, ci si assicuri che ci sia chi può ascoltare. Se penso al caso italiano e a Facebook credo che la strada sia praticabile poichè è sufficiente una semplice ricerca per profili. Per Twitter credo sia, allo stato attuale, più difficile [motivo in più per attendere con ansia il lavoro di Luca!]
È innegabile, però, quanto ormai la Piattaforma abbia modificato quello che normalmente le Aziende erano abituate a fare [niente di nuovo, lo so!]. Salmi lo spiega con parole molto semplici: "The goal for companies used to be to use promotions and short clips to drive people back to the company's home website and keep them there," says Salmi. "Now it's about figuring out where people are and taking your content to them."


Partecipazione

Social media is all about participation. But participation doesn’t mean simply starting a conversation for the sake of it. Participation means knowing how to build a relationship with people who are using your products/services or are thinking of it.

Come schematizzazione la terza P ci sta tutta direi. E però fin troppo facile accorgersi che la Partecipazione è nella definizione stessa della Piattaforma e nel senso di quel che si intende per con la P di Persone!


Promozione

Sure you can shout and say “buy me,” but it would be hard to sell using that approach.

Niente da dire ovviamente e, soprattutto, anche qui niente di nuovo. Probabilmente quello che deve essere fatto è cercare di costruire una presenza genuina ed etica sul Social Network cui si è oculatamente deciso di appartenere. Penso sia questa una delle chiavi del successo [almeno su Facebook] perchè, considerando quanto veri siano i profili di chi c'è già dentro e intendendo la Partecipazione come un discorso da fare alla pari [nel vero e proprio senso peer-to-peer], ogni tentativo di "mistificarsi" sono convinto risulterebbe in un fallimento. Una partecipazione genuina che, con un ovvio obiettivo di crescita, può avvalersi, io credo, di una strategia di cooperazione: non so quale nome dare a questa cosa. Probabilmente co-marketing o, traducendo spero correttamente la definizione di Miriam Bertoli quando parla di identità online, co-branding [anche per questo discorso c'è un primo tentativo di sviluppo in Nota].

Nota: alla luce delle riflessioni sulle 4 P del Social Media Marketing Mix, comincio qui a delineare quelli che potrebbero essere un paio di punti chiave per la crescita di uno Small Brand che vuole avventurarsi nei Social Media. Per Small Brand voglio intendere sia quelli delle piccole Attività [magari appena nate] sia Brand che vogliono allargare i propri orizzonti tentando la via della Rete essendo già realtà affermate nel "mondo offline".

[1] Benchmarking attivo

Il dare l'aggettivo "attivo" al Benchmarking è un atto istintivo e non so bene se, dal punto di vista squisitamente tecnico, sia ammissibile o meno. Quel che comunque voglio intendere è l'accompagnare all'analisi della concorrenza sui Social Network scelti [Facebook in primis], una analisi più strettamente correlata a quello che dice la comunità ad essa associata [alla concorrenza intendo]. Quest'opera, oltre che ad avere il tipico vantaggio del benchmarking, potrebbe service anche per comprendere la migliore strategia in termini di generazione della [prima] e presenza nella [poi] propria comunità online sul Mezzo.


[2] Co-operazione per la crescita di Brand Amici

La nascita di mdplab è legata alle interessanti e costruttive [di sicuro per il mio personale background culturale] discussioni sulla prima versione del portale italiano del turismo. Uno dei concetti che catturarono la mia attenzione e di cui scrissi parecchio, in un'epoca in cui facevo ricerca per poter sviluppare una efficace strategia sul mio territorio per la Cooperativa di Servizi Turistici della quale ero, oltre che fondatore, anche responsabile di Web Marketing, fu quello del
co-marketing. Il co-marketing è quello che spesso sentivo raccomandare dalle Amministrazioni locali agli attori del turismo operanti sul Territorio: un obiettivo da perseguire in una virtuosa e produttiva comunione di intenti.
Cosa può voler dire co-marketing o, per dirla in senso più ampio e generale [e soprattutto senza timore di utilizzare termini impropri], cooperazione tra [Small] Brand amici nell'ambito di una strategia sui Social Media? Così, su due piedi, penso semplicemente a questo: unirsi insieme con chi può contribuire alla propria crescita e sentirsi ovviamente responsabile della crescita del proprio partner in un lavoro di team profittevole per tutti. L'esempio è proprio quello del turismo: quanto di più può l'unione di un responsabile di un B&B e di un ristoratore su Facebook di quanto singolarmente può il muoversi in completa autonomia? Tanto, io credo!

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2 commenti:

jacopo ha detto...

Bellissimpo post Marco, congratulazioni!

Marco Dal Pozzo ha detto...

Grazie Jacopo!
Cosa ne pensi di quanto dico nelle Note?