sabato 17 marzo 2012

stakeholder & shareholder #ilsabatodimdplab #19

Luca Sofri, commentando il cinguettare artatamente infantile e da amicone dei politici nostrani su Twitter, sostiene che in Italia, deputati e leader di partito dovrebbero dimostrare, invece di imitare Obama (che, nelle sue "operazioni simpatia" non sembra infastidire più di tanto), serietà e competenza.

Non so se il "Siamo tutti qui! Nessuna defezione!" di Casini su Twitter sia un'inversione di tendenza; d'altra parte non si può essere così prevenuti e non dire dell'importanza degli argomenti affrontati (credo sia prematuro parlare di decisioni prese) nell'incontro di Palazzo Chigi.

Come dice Gigi Cogo, l'Agenda Digitale del Governo è uno spartiacque, ma bisogna augurarsi che, da qui in avanti, le foto su Twitter saranno di gruppi via via più numerosi. Siamo distanti anni luce dalla cena nella quale, circa un anno fa, proprio Obama incontrò i leader delle industrie tecnologiche americane. Ci troviamo, per il momento, a chiderci chi saranno gli stakeholders e in quali modalità essi saranno convocati. Di sicuro i portatori di interesse si trovano anche da quest'altra parte e sarebbe opportuno (fondamentale) considerarne le istanze.

Non riesco, però, a levarmi dalla mente un cattivo pensiero. Sarà perchè la mia vita online non è molto intensa (più o meno per scelta sono, infatti, poco vittima del sovraccarico informativo), ma non ho visto in giro tanto entusiasmo. Insomma, le 44 slide dell'ADI sono davvero una pietra miliare e mi sarei aspettato di vederle celebrate più di quanto mi sembra sia accaduto. È una sensazione di pancia la mia, ma (ecco il pensiero cattivo) non è che l'entusiasmo il guru lo [tras]mette soltanto quando deve portare avanti un interesse particolare? il suo esclusivo?

È, questa, una dinamica di pensiero che ritengo simile a quella che spinge Michele Serra alla sua sotterranea crociata contro Internet: "non ne riconosco - a prescindere - l'utilità perchè è qualcosa che invade uno spazio che voglio continuare a presidiare." Il guru, invece, sull'ADI, forse pensa: "finchè non ne divento uno shareholder - no, non è un errore di battitura! - non mi interessa e non ne parlo più di tanto."


È ovvio che spero di sbagliarmi clamorosamente. È inutile che stia qui a spiegarne ancora le ragioni.



P.S. anche voi, guardando la slide 11, pensate che l'ADI non contempli la ricerca e l'innovazione in campo editoriale?

2 commenti:

nadia ha detto...

sono d'accordo...complimenti per il sito!!!

Luigi Bertuzzi ha detto...

la foto del tiro alla fune andrebbe sostituita con quella di un gruppo di somari che tirano un carro pieno di letame [nel senso buono e concimante del termine].

Le 44 slide della presentazione sull'Agenda Digitale Italiana [ADI] andrebbero riordinate mettendo al primo posto le ultime tre .... sul tema Smart Communities! ...

Sono - secondo me - le più importanti e - naturalmente - quelle a rischio di far saltare tutta la fanta strategia ADI ... perché finiranno per essere le più neglette :((