sabato 3 novembre 2012

QI o Klout? #ilsabatodimdplab #44

Ripenso spesso al mio colloquio alla Telecom, poco più di dieci anni fa. "Sei esperto del TCP/IP?" e poi anche un improbabile "Hai la Ragazza?". "E' una materia che conosco bene, ma non posso dire di esserne esperto!" e un secco "No!", queste le mie risposte. E loro "Ma si rende conto che lei è un Ingegnere e che qui arrivano laureati in lettere che dicono di sapere tutto del TCP/IP?" e "Ah!".
A cosa, di preciso, erano interessati? Al mio QI o al mio Klout? Di sicuro per loro, dopo un colloquio evidentemente disastroso, ero uno scemo asociale che di peggio non si può. Cercavano uno brillante che, nell'economia delle relazioni, sapesse vendere (e vendersi bene); quindi, probabilmente, cercavano più il Klout che il QI.


Andrew Razeghi, su FastCompany, fa una riflessione in merito e, per l'appunto, chiede alle Imprese, alle Organizzazioni: Do You Hire For IQ Or Klout Score? Nell'epoca in cui ci si sta muovando dall'economia della conoscenza all'economia della socialità (tradurre in "economia sociale" credo sia sbagliato), occorre che le Organizzazioni si focalizzino su alcune questioni, dice Razeghi:

  • How do you currently evaluate and place prospective employees?
  • Do you consider the social influence of new talent in your recruiting process?
  • Do you have a process for evaluating which types of projects should be managed collaboratively (socially) versus individually?
  • Where appropriate, how do you encourage and foster social networking across your organization?
  • How do you encourage and foster external collaboration outside of your company and across sectors of industry?
  • What incentives and performance management systems do you have in place to encourage “creative teaming” vs. “functional innovation”?
  • What are you doing to help your leaders understand their role in transitioning from a knowledge economy to a social economy?

Non so se davvero si stia consumando questo passaggio ma di sicuro, usando nuovamente le parole di Razeghi, "Those organizations that encourage innovation among their employees yet do not provide the channels of distribution--both internally and externally--for those ideas to be socialized within the company and within the market, often do nothing more than create great expectations and equally great frustration among employees."

Siamo ancora lontani dal realizzare quello che, in potenza, Internet è da sempre (cioè una Grande Comunità); senza dubbio, però, ci sono già tutti gli strumenti per "fare" lo stesso (per quanto io ritenga sempre fondamentale l'intervento istituzionale).
Gigi direbbe che, con "il sistema operativo WWW, un account Facebook, un account Dropbox, un computer (ma va bene anche un tablet o uno smartphone), un po’ di connettività e la capacità di aggregare delle persone in un gruppo", si può già fare a meno delle Intranet. E' chiaro che quella di Gigi è una provocazione (ci vuole un grosso sforzo di astrazione per pensare ad una simile soluzione nelle nostre realtà aziendali) ma, personalmente, ne comprendo totalmente le motivazioni.

Ah, poi alla Telecom non mi hanno preso!

2 commenti:

Gianluigi Cogo ha detto...

Marco le provocazioni, se ben interpretate, aprono la mente. E la tua è apertissima da sempre, non solo perchè dialoghiamo su queste visioni, ma perchè sei sempre attento alle evoluzioni possibili

Marco Dal Pozzo ha detto...

Ti ringrazio Gigi! Anche grazie a te, di riflessioni, come quella di oggi, ne faccio parecchie...