domenica 16 gennaio 2011

Giornalismo (iper)locale su Carta [i numeri sono un'opinione!?]

Notizie S.p.A. è un libro molto interessante di Michele Polo che affronta il tema del pluralismo dell'informazione e della concentrazione del Mercato dei Media.

Nella sezione in cui viene fornito al lettore il necessario background prima di entrare nel cuore del problema, Polo presenta dei dati molto interessanti. Uno di questi è la concentrazione territoriale delle Vendite dei Quotidiani.

In una tabella viene riportata, per l'appunto, la concentrazione delle varie testate utilizzando come indice, l'HHI [Herfindahl-Hirschman Index] un parametro che può assumere, agli estremi, i valori 0 o 10000. La concentrazione che Polo ci fa vedere è di carattere geografico; questo vuol dire che maggiore è l'HHI, più piccolo è il bacino di utenza. Credo quindi di poter dire che l'HHI sia un indice di (iper)località.




Incrociando [arditamente] questo parametro con i dati relativi alle versioni online [Utenti Unici] e cartacea [Diffusione] dei quotidiani nazionali prelevati da Audiweb e da Wikipedia ho definito tre personalissimi indici:


DH: Diffusione/HHI
Indice di gradimento complessivo della testata [se una testata riesce a diffondere più copie "di quante gliene permetterebbe la concentrazione" vuol dire che è un buon prodotto]. Più alto è il DH e più hanno senso i costi affrontati per la versione su Carta.

UD: Utenti_Unici_Web/Diffusione
È un indice strano poichè mescola due segmenti diversi [il Carteceo e il Web]. Tale rapporto può servire a dare una misura dell'utilità del Web rispetto alla Carta. Mi spiego: un rapporto UD basso [dovuto ad un basso numero di utenti unici giornalieri oppure ad un'alta diffusione] indica che la versione Web aggiunge poco a quello che già la Carta riesce a dare.

UH: Utenti_Unici_Web/HHI
È un indice simile al precedente che tiene, però, conto delle dimensioni del bacino di utenza del cartaceo [e, quindi, probabilmente, anche della versione online della Testata in esame]. Un rapporto basso [dovuto ad un basso numero di utenti unici oppure ad un alto HHI - bassa concentrazione territoriale] indica uno scarso valore aggiunto della versione online nello specifico territorio.


L'obiettivo dell'analisi è: quanto è efficace la versione Online di una testata [indice UD]? Quanto è seguita la versione Online dagli abitanti del territorio rispetto a quella su Carta [indice UH]? E quanto la questione [che per semplicità definisco questione di gradimento - indice DH] è legata alla localizzazione territoriale [indice HHI]?

Di seguito vi presento il foglio di calcolo che riassume i numeri. Per l'indice HHI ho considerato la tabella 12 del citato libro di Polo; per i dati delle versioni Online ho utilizzato il rapporto del mese di Novembre 2010 di Audiweb e per i dati del cartaceo ho fatto riferimento a Wikipedia.


Potete divertirvi anche voi [allo scopo ho predispoto uno sheet di Lavoro - vi chiedo di lasciare intatto l'Originale].

Ecco alcune considerazioni:

  • Non sempre, al contrario di quanto mi sarei aspettato, a indice di (iper)località maggiore [testata fortemente concentrata] corrisponde una bassa diffusione. Ci sono testate, come il Tempo, il Giorno e il Mattino che hanno indici di gradimento [DH] molto più bassi di quelli di Repubblica o il Corriere; il tutto a dispetto di costi fissi che non penso siano trascurabili. In questa classifica si posizionano ai primi posti la Repubblica, il Sole 24 Ore e il Corriere. Gli ultimi due posti sono, invece, per L'Arena e il Giornale di Vicenza, i più (iper)locali della lista. Se dovessimo basarci solo sul parametro DH, ci sarebbe da decretare il fallimento delle edizioni su Carta de il Tempo, il Giorno e il Mattino e delle edizioni su Web de L'Arena e il Giornale di Vicenza.

  • Il più basso valore aggiunto su Web [UD] è dato da Il Resto del Carlino, il più alto da Libero seguito da Repubblica seguito da l'Unità Online. Le testate (iper)locali non sono messe benissimo e si posizionano al penultimo e al sestultimo posto [su un totale di 21 testate analizzate].

  • L'indice UH è quello che più fedelmente ribatte l'indice di (iper)località: più la testata è localizzata sul territorio [alto HHI] e meno sono i lettori online. Anche se è curioso notare che il Giornale di Vicenza riesce a fare comunque quasi 12 minuti di tempo sul sito online per utente.

È ovvio che l'analisi condotta tende a mettere insieme dei dati non propriamente omogenei [ad esempio gli intervalli di osservazione non sono gli stessi]. Considerandone comunque il valore indicativo, osservo che esistono dei numeri che tendono a confermare le mie convinzioni [basate su questioni, come dire, più emozionali e teoriche]: più locali sono le Testate Giornalistiche, più valore ha la versione su carta e meno ha senso avventurarsi sul Web.

Sono pronto, come sempre, a confutare tutto e per questo, al solito, chiedo il vostro supporto.




Aggiornamento del 30 Marzo 2011
In vista dell'International Journalism Festival, PierLuca comincia la raccolta del materiale di cui discutere nel suo panel. Segnalo, quindi, il suo articolo di oggi e la relativa discussione su friendfeed.





Aggiornamento dell'11 Novembre 2011
PierLuca propone oggi un'analisi che incrocia i dati delle testate online con quelli delle edizioni cartacee. simile: Forse il dato più interessante che emerge dall’analisi realizzata è relativo a come, complessivamente, l’informazione online sia decisamente più concentrata rispetto a quella cartacea con le prime 4 testate che raccolgono il 65% degli utenti contro il 49% delle vendite. Una concentrazione che contribuisce a spiegare ulteriormente la difficoltà di emergere da parte delle nuove iniziative editoriali, dei cosidetti “superblog”. Sotto questo profilo sembrerebbe dunque che la vantata pluralità della Rete sia distante dalla realtà delle cose. Aspetto che, evidentemente, impatta direttamente non solo sulla qualità dell’informazione ma anche sulle prospettive di ottenere ricavi dall’online da parte degli “outsider”.