domenica 10 giugno 2012

tra Ottimismo e Pessimismo


Le possibilità di recupero dei ricavi [per i quotidiani] sono legate essenzialmente o alla capacità di generare grandi volumi di traffico che attirino gli inserzionisti o, in alternativa, di produrre contenuti specialistici di elevata qualità che le persone siano disposte a pagare; per il resto non pare esserci spazio in prospettiva.

Questo un brano del suo pezzo di stamattina con cui PierLuca Santoro, l'ottimista, risponde a Giuseppe Granieri, che ottimista lo è di meno, a proposito del futuro dei quotidiani. Si discute, in un pingo pong d'altri tempi, a ragion veduta, sulla base di esperienze e di studi e, quindi, verrebbe da dire che hanno ragione tutti e due.

Io, con il Modello Fotovoltaico, le mie conclusioni teoriche, di fatto, le ho già tratte immaginando uno scenario, forse una terza via, che pone al centro le Persone, chi scrive e chi legge, in una logica di proiezione verso la crescita della Società in cui vivono, in cui viviamo (cos'è il Giornalismo se non uno strumento strategico di crescita di una democrazia? Come non pensare a quanto, socialmente, siamo indietro e mettere in relazione a questa regressione uno stato comatoso - salvo i casi virtuosi - delle testate?).

Tra la capacità di generare traffico - su contenuti gratuti per chi legge - e, quindi, di catturare inserzioni pubblicitarie e la proposta di contenuti specialistici che conquistino la fiducia e i soldi dei Cittadini, io penso ci possa essere un (nuovo?) giornalismo fatto - quotidianamente - in un (nuovo?) ecosistema in cui si riconosca a tutti, semplicemente e senza alcun artefatto, il lavoro svolto,e i meriti di fare e stimolare - con la partecipazione - il giornalismo.

In questa seconda metà del 2012 cercherò di sintetizzare, anche da un punto di vista quantitativo, tali conclusioni che, da sempre in questo spazio, hanno avuto solo i caratteri della teoria: studiare questo argomento, condirlo di sociologia e matematica, rappresentano per me l'ultimo entusiasmante sforzo prima di passare a [s]parlare d'altro.