Ecco i passi secondo me più interessanti:
Gaspar dice: quello che mi fa specie è l'Azienda che presenta il Marchio che vuole dialogare e questo, per la mia personale sensibilità, è totalmente alieno e addirittura inconcepibile.
Marco risponde: bisognerebbe arrivare a mettere al centro un presidio di un Brand e attorno una serie di persone che si dichiarino, che ti rispondando, che si facciano vedere e organizzino un dialogo [proprio] attorno ad un presisio che è il brand.
A proposito del dialogo che si instaura [penso soprattutto ai Social Network], poi, s'è detto questo:
Marco dice: bisogna umanizzare il dialogo.
Gaspar risponde: il dialogo può essere umano o disumano. Se il dialogo non è umano io non sono interessato.
Mi permetto di rafforzare il concetto di Gaspar: secondo me il dialogo o è umano o non è! O, almeno, non porta da nessuna parte perchè non costruisce.
Qualche tempo fa, in questi spazi, si discuteva di Conversazione dal Basso e Conversazione dall'Alto; il periodo era più o meno quello in cui, in StateOfTheNet [Febbraio 2008], lo stesso Gaspar minacciava di morte i Blog Aziendali. Lo spirito di Gaspar lo ritrovo anche al VeneziaCamp!
Partendo da un esempio di fantasia, la riflessione che faccio oggi è molto semplice: se dovessi domani aprire un Pastificio e avessi in mente di sfruttare il Canale Web per fare Marketing e Comunicazione, come mi ascolterebbero di più [ad esempio su FaceBook]? Se a parlare/ascoltare fosse il Pastificio Dal Pozzo oppure se a interagire ci fosse il Titolare Marco Dal Pozzo? Sono convinto che, a parità di contenuti [e, ovviamente, della qualità della Pasta] avrei molte più speranze se fossi personalmente a parlare e ad ascoltare [oppure a gestire il profilo FaceBook]. Voi che ne dite?
Solo così potrei rendere umano il dialogo che altrimenti, utilizzando il rafforzamento al concetto di Gaspar cui mi riferivo prima, mi viene da dire non ci sarebbe affatto.
Per quanto detto posso dire con relativa tranquillità di essere d'accordo con [e di essere per questo riuscito a sintetizzare] sia la tesi di Gaspar sia quella di Marco. Tesi che, a mio parere, riescono a trovare un punto di incontro se viene fatto un distinguo e se vengono considerate le sfumature inevitabilmente esistenti tra quell'Aziende Si/Aziende No.
Il discorso del Brand [e non della persona] che parla ritengo sia vincente solo quando il Brand conta già su un suo seguito. Un seguito che ha preso forma in spazi diversi dal Web e che, nel Web, non cerca altro che un consolidamento. L'esempio portato da Marco [H&M] penso sia lampante. Ritengo infatti che H&M esisterebbe anche se non ci fosse Facebook; ritengo anche che, per chi acquista "fisicamente" nei loro store, sia lusinghiero vedersi una risposta dal loro marchio preferito! Azzardo dicendo che, probabilmente, se a parlare fosse una Persona [Nome e Cognome] per H&M e non H&M, i risultati sarebbero inferiori.
Credo, insomma, che il "parlare personale" sia efficace [quando non necessario] quando il Brand non esiste ancora perchè sono convinto sia molto più facile portare una Persona/Utente da un dialogo personale verso un Brand [che deve praticamente ancora nascere] che convincere quella stessa Persona/Utente dando [e utilizzando la] voce ad [di] un Brand che, proprio perchè non ancora affermato, non avrebbe che caratteri alieni e anonimi.
In buona sostanza, penso sia molto più credibile un nome e cognome sconosciuto che un brand sconosciuto! La mia ridotta esperienza mi fa venire soltanto il dubbio che possano esserci eccezioni.
Mi dite la vostra?
Nota: Mi rendo conto che il discorso si è spostato, in un anno e mezzo, dal Corporate Blog al Social Networking ma quanto ho appena tentato di esprimere lo ritengo applicabile a tutti e due i mezzi.
