sabato 21 gennaio 2017

Non l'avrei mai detto... (10 anni dopo)

Rileggo il mio "tenero post" di dieci anni fa e penso a quante persone ho incontrato e quante cose ho scoperto che non avrei mai potuto incontrare e scoprire senza questo blog (e quello che è venuto dopo, che di questo è il figlio).

Allora c'era molto più tempo per studiare, per fermarsi a riflettere e conversare. Oggi di tempo ne abbiamo molto meno; in tanti abbiamo trasferito le conversazioni in spazi più liquidi (perché le relazioni che si creano sono meno forti; le vecchie in qualche modo si consolidano) e volatili (perché un conto è un post su un blog, un altro e pubblicarlo su Facebook); tutti siamo cresciuti e sono venute fuori tante nuove esigenze (qualcuno si è sposato, altri hanno fatto figli. Altri, cazzo, non ci sono più); forse siamo diventati vittime inconsapevoli della velocità e del doverci stare dentro per forza; ci siamo ritrovati dentro un nuovo paradigma.

Se ora riesco almeno un pò a capire quello che succede, è proprio perché quella sera andai a dormire un pò più tardi per..."creare un blog".

sabato 22 novembre 2014

#DigitalChampions @RiccardoLuna, le FAQ non bastano


Non si può andare d'accetta su una questione così importante. E questo lo esprime bene Rudy Bandiera.
D'altra parte di dubbi ce ne sono tantissimi. E un bell'elenco lo fa Massimo Cavazzini.
Poi Riccardo Luna prende la parola e spiega come stanno le cose.

A me sembra strano che una simile "iniziativa", leva per lo sviluppo culturale del nostro Paese, debba essere affidata ad un gruppo di volontari. Perchè di volontari stiamo parlando, no? [ogni Digital Champion s'è pagato il viaggio per andare a Roma, no? Eh!]

Ora, per non voler essere malizioso, mi chiedo davvero cosa vieti ad un Governo che si dichiara innovatore di mettere soldi in una impresa da un potenziale immenso e di investire davvero per "cambiare verso". E cosa invece lo spinge e chiedere l'elemosina a Telecom e a qualche migliaio di persone.

Intanto a Riccardo Luna faccio una proposta: fissare una metrica che misuri le azioni dei Digital Champions e verificare periodicamente e con trasparenza gli obiettivi raggiunti.

martedì 31 dicembre 2013

i libri del 2013

Jacopo: "Lo sai, i miei amici mi prendono in giro perché io leggo tanto"
Io: "Beh, ma guarda che leggere tanto è una cosa bellissima!"
Jacopo: "Eh infatti. Così io posso immaginare delle cose che voi non potete immaginare!"


Dopo un paio di anni di letture necessarie a creare il background per il mio libro, #1news2cents, uscito nello scorso Maggio (*), quest'anno mi sono dedicato alla lettura con maggiore libertà.

Non so ancora bene dove mi porteranno ma la senzazione che ho è che l'approdo (quando sarà), non sarà un brutto posto. Gli argomenti di quest'anno sono stati Politica e Sport; per quest'ultima voglio segnalarvi la mia modestissima collaborazione con SportStory (ecco le recensioni di un paio di libri: La farfalla granata e Alla ricerca del calcio perduto; magari il prossimo anno ne pubblicherò delle altre). Rispetto agli altri anni non ho curato la parte dei commenti, me ne scuso con quanti possano mai aver trovato di interesse i miei pensieri sui libri letti. Non è escluso che ci dedichi del tempo nei prossimi giorni.

Buon 2014 di letture.




(*)Approfittate dello sconto natalizio: 99 centesimi soltanto su UltimaBooks o su BookRepublic o laFeltrinelli o Amazon.com o Amazon.it o dove volete voi. Ai più scettici segnalo il gruppo su Facebook dove potete trovare, nella sezione file, il primo capitolo in omaggio. Vi segnalo anche il blog monografico che, manco a dirlo, si chiama #1news2cents. E mi raccomando, twittate #1news2cents ;)

Immagine http://www.immaginazionecreativa.it

venerdì 20 dicembre 2013

Bomb Jack! e Tante Cose a Tutti Quanti! (cit.)

Anche quest'anno voglio salutarvi e augurarvi Buone Feste con un giochino. Ma non uno qualunque. Bomb Jack è il gioco per il quale ho speso più "pezzi da 200 lire"a Bar Italia! E Armando ringraziava sentitamente.



Il 2013 è stato un anno importante, per me e per questo blog visto che ha dato alla luce un libro, il mio (primo?) libro, #1news2cents. Spero un punto di partenza per un paio di nuove esperienze che potrebbero partire in questo 2014!
A proposito di libro: approfittate dello sconto natalizio: 99 centesimi soltanto su UltimaBooks o su BookRepublic o laFeltrinelli o Amazon.com o Amazon.it o dove volete voi. Ai più scettici segnalo il gruppo su Facebook dove potete trovare, nella sezione file, il primo capitolo in omaggio. Vi segnalo anche il blog monografico che, manco a dirlo, si chiama #1news2cents. E mi raccomando, twittate #1news2cents ;)

Sono pronto a battere il mio vecchio record (che non ricordo bene quale fosse). Se volete potete registrare i vostri progressi nei commenti :) E' un po' come svestire i panni da adulto (non credo che mi ci sentirò mai troppo bene, nonostante ad Aprile siano 40, sigh!); quando è più facile sognare senza porsi troppi limiti! (*)



E tante cose a tutti quanti (cit.)

(*) Oggi a queste cose qui danno il nome di "innovazione", "startup" e chi più ne ha più ne metta. Parole così tanto [ab]usate che rischiano di perdere significato. Ma lasciamo stare!

domenica 6 ottobre 2013

con @GiovanniLegnini su #1news2cents

E' dell'inizio di Agosto l'accordo tra Governo e mondo dell'Editoria. Un passo che il Sottosegretario con Delega all'Editoria, Giovanni Legni, definiva "prezioso per avviare la ripresa del comparto nel segno dell’innovazione dell’Editoria italiana."


Sono passati quasi due mesi e ieri ho avuto il piacere di parlare con il Sottosegretario Legnini: un colloquio davvero interessante in cui ho portato i temi a me carissimi dell'Editoria in chiave sociale, capisaldi del mio lavoro di ricerca #1news2cents: il cittadino al centro, non (soltanto) l'Impresa!

domenica 30 giugno 2013

un Nuovo Cammino (almeno ci provo)

eppure mi va
di stare collegato
di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone
di guardare giù
la vertigine non è
paura di cadere
ma voglia di volare



Nel Marzo del 2009, dopo alcuni mesi di inattività, rialzavo la saracinesca di mdplab per riprendere le attività con degli obiettivi ben precisi: (1) svolgere una ricerca sulle piattaforme Aziendali di condivisione di informazione e conoscenze, (2) approfondire le mie indagini sul Marketing in generale e (3) studiare il Web Marketing dell'Informazione e della Conoscenza nell'ambito del dibattito che in quell'anno cominciava a nascere sulla fine dell'informazione su carta.

Dopo qualche mese la ricerca sulle piattaforme Aziendali era pronta per la consegna ai responsabili del mio posto di lavoro. Dei suggerimenti per migliorare la qualità di vita sul lavoro e il lavoro stesso che ho avuto solo l'illusione potessero essere seguiti. In ogni caso Obiettivo 1 raggiunto.

Dopo quattro anni un'altra ricerca è arrivata al traguardo. Un eBook nel quale, aprendomi alla Sociologia e abbracciando i Beni Comuni, ho cercato di dare il mio punto di vista sul futuro del giornalismo, sulla qualità dell'informazione e sul suo valore economico. Obiettivo 3 raggiunto.

L'Obiettivo 2 credo sarà sempre un work in progress. Del resto mdplab è nato perchè studiassi il marketing; se pensassi di averlo raggiunto, dovrei chiudere il blog. Ma di chiudere mdplab non ho alcuna intenzione!

In questi ultimi mesi ho cercato di riprendere fiato dopo la maratona che è stata la scrittura dell'eBook. Ora sto cercando di mettere in ordine alcune idee per darmi dei nuovi e precisi obiettivi, delle nuove mete. Di #1news2cents non penso parlerò più qui (si, forse qualche richiamo, ma post specifici, no. Sarebbe stucchevole). Probabilmente aprirò un spazio ad hoc e un gruppo Facebook per fare arrivare le mie idee oltre le cerchie che abitualmente frequento (e dalle quali, per la verità, mi sono staccato un po'), per dare loro un senso diverso, un nuovo respiro.

mdplab intraprende quindi un nuovo cammino (queste almeno sono le mie intenzioni). E camminando spero di poter trovare tempo per scrivere ancora. Mi auguro di incontrarvi ancora. E, per i nuovi che arriveranno (se arriveranno): sarò contento di avervi incontrato!


Immagine Happiness Only Real When Shared

domenica 16 giugno 2013

un'Infrastruttura per la Felicità


Il mio gesto [cioè il tuo gesto] influisce sulla qualità dell'insieme e la qualità dell'insieme è la garanzia della mia felicità [cioè della tua felicità. Cioè della nostra felicità].

Quando l'ho cominciata, la mia era una ricerca sulla felicità e della felicità. Luca De Biase dice che non ci stiamo raccontando nel modo giusto. Penso che una delle ragioni sia da ricercare nella distanza che c'è ancora tra chi fa informazione e chi ne fruisce. Una distanza forse dovuta ad un mancato riconoscimento reciproco dei ruoli e, prima ancora, ad una mancata consapevolezza che ciascuno deve avere di se', del proprio ruolo. Il gesto, i gesti, di cui parla alla fine Luca De Biase sono - per me, per dare una possibile interpretazione - la scrittura (il gesto di chi scrive), la lettura (il gesto di chi legge), la conversazione (il gesto di tutte e due le parti). Un buon contenuto (generato da chi scrive), una condivisione ragionata (fatta da chi legge), un dibattito che costruisce e aggiunge senso è, mi viene da dire, un tipo - forse non l'unico, ma questo non so dirlo - di infrastruttura (dando per scotato che quella fisica, la Rete, ci sia per tutti) su cui può costruirsi l'innovazione e, quindi, la felicità. Nostra e di chi verrà dopo di noi.

domenica 26 maggio 2013

#1news2cents raccontato agli amici (e poi @ultimabooks e @amazon)

Se un amico curioso mi incontrasse per la strada e mi chiedesse quali sono gli argomenti trattati nel mio eBook "#1news2cents la Qualità Costa! un Modello Sociale per l’Editoria (Online)", mi divertirei a dirgli più o meno le stesse parole con cui ho presentato il mio lavoro la scorsa settimana a Torino, durante il dibattito al Salone OFF organizzato da Erica Vagliengo.

Eccole in questi due brevi video (grazie a Lia e Letizia per avermi registrato e fotografato!). Sono dieci minuti che potrebbero convincervi a rinunciare all'acquisto; quindi altamente consigliati!


Un paio di informazioni di servizio.
La prima è che potete approfittare della promozione di UltimaBooks per avere gratis #1news2cents (a chi si registra, infatti, UltimaBooks regala 3€ spendibili per l'acquisto dei titoli dello store).
La seconda è che, finalmente, #1news2cents è anche su Amazon: Amazon.it e Amazon.com con il Look Inside per guardare l'indice dettagliato dei contenuti.

Ah, dimenticavo, il concorso è ancora valido: nel libro ho seminato un "errore intenzionale": chi riesce a scovarlo per primo twittando "#1news2cents l'errore è xxx @marcodalpozzo" avrà in regalo un libro della bibliografia a scelta che, a meno che non sia disponibile in formato elettronico, provvederò personalmente a spedire. Ve ne consiglio qualcuno: "Marketing dell'Informazione e della Conoscenza", di Michele Rosco, da cui tutto è cominciato; Il Reddito di Cittadinanza, di Giuseppe Bronzini, un testo illuminante (non soltanto per le mie ricerche); Lo spettro del capitale. Per una critica dell'economia della conoscenza, di Bellucci e Cini; La società dei beni comuni, una rassegna di Paolo Cacciari che ha ispirato uno dei passaggi chiave della mia teoria. E qui mi fermo perchè rischio davvero di elencarli tutti!

giovedì 16 maggio 2013

#1news2cents la Qualità Costa! un Modello Sociale per l’Editoria (Online) al #SalTo13



Oggi si apre a Torino il Salone del Libro.

Eravamo ad Ottobre dello scorso anno, sette mesi fa. Erica, che sapeva della mia intezione di lavorare ad un eBook, mi invitò per "un dibattito del Salone OFF, per presentare il tuo libro". Io, sorridendo, le dissi che ero contentissimo, la ringraziai per l'invito, ma le feci notare che il libro non c'era ancora.

Mi sono messo al lavoro e alla fine l'eBook è arrivato.

Ed è praticamente arrivato anche il giorno del dibattito: Domenica 19 Maggio al Complesso Sportivo Trecate di Torino, a partire dalle 14.30, allo Spazio Open del Salone OFF, insieme con Giovanna Gallo e Silvia Salvagno, nel dibattito "Il fu libro di carta", sarò contento di presentare il mio lavoro.

Se siete da quelle parti...


sabato 11 maggio 2013

#1news2cents la Qualità Costa! un Modello Sociale per l’Editoria (Online) di @marcodalpozzo


Dopo quattro anni di studi, alla fine, credo di avercela fatta a raggiungere il terzo degli obiettivi che mi ero posto nel Marzo del 2009: #1news2cents la Qualità Costa! un Modello Sociale per l’Editoria (Online) è il titolo del mio eBook (non ci credo ancora!) che sintetizza le mie ricerche sull'Editoria.

Sento di dover dire un paio di cose: ho scelto di metterlo in vendita perchè dietro c'è un lavoro molto faticoso, quasi da artigiano (le figure, "ricamate a mano", sono lì a ricordarlo); il prezzo, però, testimonia la fortissima volontà che ho di fare arrivare le mie idee il più lontano possibile.

Il titolo, che è un tweet, dovrebbe aiutare a discuterne online (altri tweet di sintesi li troverete alla fine di ogni paragrafo). Una parte del libro esplode conclusioni già condivise nel mio laboratorio; gli ultimi capitoli, invece, sono una novità perchè danno forma a delle intuizioni che avevo soltanto accennato.

Nel libro (che ho iniziato a tradurre per una edizione, oppurtunamente rivista, in lingua inglese) ho seminato un "errore intenzionale": chi riesce a scovarlo per primo twittando "#1news2cents l'errore è xxx @marcodalpozzo" avrà in regalo un libro della bibliografia a scelta che, a meno che non sia disponibile in formato elettronico, provvederò personalmente a spedire. Ve ne consiglio qualcuno: "Marketing dell'Informazione e della Conoscenza", di Michele Rosco, da cui tutto è cominciato; Il Reddito di Cittadinanza, di Giuseppe Bronzini, un testo illuminante (non soltanto per le mie ricerche); Lo spettro del capitale. Per una critica dell'economia della conoscenza, di Bellucci e Cini; La società dei beni comuni, una rassegna di Paolo Cacciari che ha ispirato uno dei passaggi chiave della mia teoria. E qui mi fermo perchè rischio davvero di elencarli tutti!

Sono contentissimo di dirvi della presentazione del libro che farò a Torino, Domenica 19 Maggio al Complesso Sportivo Trecate di Torino, a partire dalle 14.30, allo Spazio Open del Salone Off, l'insieme di eventi che porta il Salone del Libro fuori dal Salone. Se siete da quelle parti mi farebbe piacere vedervi! Ringrazio Erica Vagliengo per avermi invitato e per la sua tenacia.

Intanto voglio ringraziare di cuore gli autori dei libri che ho letto e dei blog e siti che ho consultato in questa lunga traversata. Ringrazio anche gli amici Carlo, Massimiliano, Alberto, Paolo e Matteo, per avermi aiutato nella revisione e per l'interesse dimostrato per il mio lavoro.

Nell'attesa di leggervi online intorno all'hashtag #1news2cents, vi lascio con la quarta di copertina che descrive il libro nelle piattaforme che lo metteranno in vendita:

Questo libro arriva alla fine di un percorso di ricerca durato quattro anni e iniziato con un obiettivo molto ambizioso: individuare una soluzione per recuperare il ruolo del giornalismo in Italia e, quindi, risollevare le sorti di un comparto in crisi. L’osservazione dell’evoluzione del mercato editoriale e lo studio di alcuni argomenti specifici (la teoria dei bisogni di Maslow, i principi del Capitalismo Sociale e del Reddito di Cittadinanza, le teorie della Conoscenza e dell’Informazione) hanno portato a scartare l’ipotesi dei quotidiani cartacei (almeno quelli con un ampio bacino di utenza; i quotidiani che chiameremmo nazionali) per promuovere quella dei quotidiani online e a sostenere una via decisamente politica: la revisione del finanziamento pubblico all'editoria. 

In questo libro è proposta una soluzione forse ai limiti dell’utopia: il Modello Fotovoltaico. Esso prevede che i fondi pubblici non siano distribuiti direttamente agli editori, ma transitino attraverso le mani dei Cittadini che, quindi, tornerebbero a svolgere un ruolo centrale nel percorso verso la Conoscenza e che, per tale ragione, avrebbero diritto ad una forma di ricompensa. 

Quanto deve costare un articolo online? Tutti gli articoli online hanno diritto al finanziamento pubblico? Queste le domande alle quali era necessario rispondere per elaborare una base teorica consistente. 

L’hashtag nel titolo del libro contiene la risposta alla prima domanda e, sebbene non in modo intuitivo, anche l’entità annuale di un eventuale finanziamento pubblico. La risposta alla seconda domanda, invece, passa attraverso un'indagine sulla questione della qualità dei contenuti; tale indagine ha portato alla formulazione di un meccanismo di "punteggi a soglia" in grado di stabilire, per l’appunto, il livello di qualità di un contenuto. L’auspicio è che ci sia qualche forza politica che si faccia promotrice di una legge che recepisca i principi del Modello Fotovoltaico. Il valore economico del contenuto online e il meccanismo di assegnazione dei punteggi ai contenuti sono, però, dei risultati immediatamente utilizzabili: il primo, come prezzo da praticare nella distribuzione online degli articoli da parte delle testate giornalistiche; il secondo, come metodo promosso dalle testate stesse o usato in autonomia dai lettori, come percorso di consapevolezza di ciò che si sta leggendo. 

Il titolo di questo lavoro è un tweet che, insieme con gli altri proposti alla fine di ogni paragrafo, è un invito alla conversazione e alla discussione, per criticare o incoraggiare i risultati, forse ingenui e sfrontati, di una ricerca, se si vuole, un po' fuori dai canoni.

domenica 14 aprile 2013

Diffusione e Utenti Unici. sul Locale Vince la Carta

Dopo quelli del 2011 e del 2012, anche quest'anno propongo l'analisi dei dati incrociati delle versioni digitali (Audiweb) e di carta (ADS, via) di alcune testate giornalistiche italiane.


Queste le considerazioni che, anche lavorando allo sheet che ho messo in condivisione (in basso uno screenshot per una fruizione veloce dei dati - fare click per ingrandirlo), vi chiedo di controllare, integrare e commentare:

1. Utenti Unici delle versioni Digitali: in media, ciascuna testata cresce del 18%. Agli estremi del range, troviamo la crescita del 156% de il Messaggero, e il drastico calo de l'Arena (la testata più locale di quelle analizzate) che sfiora il -40%. La gara degli utenti unici è vinta da la Repubblica con 1.6 milioni.

2. Diffusione del Cartaceo: il dato scende, in media, del 11% circa. Il risultato peggiore è de la Stampa che perde il 25% delle copie dello scorso anno. Il risultato migliore è, invece, de il Tempo che guadagna circa il 20% (unica testata in crescita). I maggiori quotidiani (Repubblica, Corriere e Sole) sono nella media. Fa un pò meglio della media l'Arena. Il Corriere della Sera è la testata più diffusa a Febbraio di quest'anno con 430 mila copie.

3. In termini di efficacia rispetto al bacino d'utenza, la migliore performance del cartaceo è de la Repubblica che ha un indice DH pari a 735. I risultati peggiori sono dei quotidiani più locali (l'Arena e il Giornale di Vicenza non arrivano a 5).

4. È ancora la Repubblica ad aggiudicarsi il miglior risultato in termini di valore aggiunto online rispetto alla carta con un indice UD pari a 438%. Rispetto allo scorso anno migliora più di tutti il Messaggero mentre invece l'Arena cede un corposo 33%.

5. Sempre la Repubblica è la testata che, più di tutte, produce in Rete il valore aggiunto maggiore nel proprio bacino di utenza: il parametro UH, infatti, per la Repubblica vale più di 3000 punti, in miglioramento rispetto allo scorso anno. L'Arena, invece, è la testata che sembra regalare meno ai suoi utenti in Rete con un UH pari a 2 punti.

Sostanzialmente, continuano a rimanere valide le conclusioni degli ultimi due anni: le versioni online dei quotidiani locali aggiungono molto poco alle rispettive versioni di carta. Le performance migliori del cartaceo delle Testate locali rispetto alle sorelle in rete sono testimoniate, oltre che da un calo di diffusione contenuto rispetto alla media, anche dai numeri non incoraggianti degli utenti unici e delle pagine Facebook (circa 10000 likers e scarsissimo numero di commenti sia per l'Arena  sia per il Giornale di Vicenza).

Interessante il dato relativo alle vendite del digitale. Rapportando il valore di unità digitali vendute all'indice di (iper)località, si scopre ancora una volta che le testate locali, in Rete, hanno davvero molto poco da dire.
Ma qui occorrerebbe approfondire.


NOTA - gli indici utilizzati sono: 

HHI [Herfindahl-Hirschman Index]: parametro che può assumere, agli estremi, i valori 0 o 10000 indicativo della concentrazione delle varie testate. Polo, nel suo Notizie S.p.A. conferisce a tale indice un carattere geografico; questo vuol dire che maggiore è l'HHI, più piccolo è il bacino di utenza. HHI, quindi, rappresenta un indice di (iper)località.

DH [Diffusione/HHI]: Indice di gradimento complessivo della testata: se una testata riesce a diffondere più copie "di quante gliene permetterebbe la concentrazione" vuol dire che è un buon prodotto. Più alto è il DH e più hanno senso i costi affrontati per la versione su Carta.

UD [Utenti_Unici_Web/Diffusione]: è un indice strano poichè mescola due segmenti diversi (Carteceo e Web). Tale rapporto può servire a dare una misura dell'utilità del Web rispetto alla Carta: un rapporto UD basso, dovuto ad un basso numero di utenti unici giornalieri oppure ad un'alta diffusione, indica che la versione Web aggiunge poco a quello che già la Carta riesce a dare.

UH [Utenti_Unici_Web/HHI]: è un indice simile al precedente che tiene, però, conto delle dimensioni del bacino di utenza del cartaceo. Un rapporto basso, dovuto ad un basso numero di utenti unici oppure ad un alto HHI - bassa concentrazione territoriale, indica uno scarso valore aggiunto della versione online nello specifico territorio.

sabato 23 marzo 2013

Buona Primavera! #ilsabatodimdplab #64


Questo laboratorio è nato con l'obiettivo di raccogliere informazioni e sperimentare conoscenze. Un obiettivo ambizioso, senza dubbio, ma averne di altri sarebbe significato perdere e far perdere tempo: anche se a molti piace scrivere ciò che è stato già detto, credo a nessuno piaccia leggerlo (ciò che è stato già detto, intendo).

mdplab è per me una creatura troppo preziosa per trattarla così male e così, dopo un paio di settimane in cui questa rubrica è andata stancamente in linea di domenica, sento sia arrivato il momento di fermarmi un attimo. E così: Buona Primavera!

Avverto quasi l'urgenza di cercare nuovi campi da esplorare. Di idee ne ho diverse e in parte sono espresse nelle mie collaborazioni con ETicaNews e Pionero.
Intanto ho iniziato a mettere in bella quelle di questi miei ultimi quattro anni; un passo essenziale di un cammino, quanto mai faticoso, verso nuove partenze e nuovi traguardi.

Nell'immagine (da La Casa di Alba): la Villa Comunale di Guardiagrele, il Paesello dove sono nato.

domenica 17 marzo 2013

@beppe_grillo e @pontifex #ilsabatodimdplab #63


Il cambiamento della formula con cui il nuovo Papa concede l'indulgenza plenaria, è un segno dei tempi che, forse, stanno davvero cambiando. Dopo l'apparizione di Benedetto XVI su Twitter, infatti, capita che l'indulgenza della benedizione venga riconosciuta, oltre che a quelli che seguono dalla Radio e dalla TV, anche a quelli connessi con i "nuovi mezzi di comunicazione", evidentemente non più esclusi e ammessi a far parte di una realtà finalmente non ritenuta più virtuale. Un cambiamento, si diceva, che, oltre agli aspetti puramente tecnologici, sembrano essere presenti anche nei messaggi, quelli di un Papa normale senza scarpette rosse, che queste tecnologie veicolano.


In un clima simile, stona il comportamento di chi, quella tecnologia, vuole piegare ad una logica che sembra quasi opporsi al cambiamento. Eppure questo era il movimento nato dalla Rete! Ho cercato di convincere qualcuno dicendo che il problema era il metodo, non tanto il merito. Ho tentato, credo inutilmente, di far capire che il partito orizzontale è ben altra cosa rispetto ad un capo che minaccia chi non la pensa come lui. Ne abbiamo già avute di persone così. L'ultima era oggi pomeriggio al Senato, con degli occhiali da sole.

La rete può portare il cambiamento. Ma anche no.

***

Aggiornamento del 18 Marzo 2013
Grazie a LSDI scopro questa immagine che spiega, più di qualsiasi parola, che quella della tecnologia, non è più realtà virtuale.


domenica 10 marzo 2013

Ricostruiamo la Città della Scienza #ilsabatodimdplab #62


La Fondazione Idis – Città della Scienza ha aperto su DeRev.com l’unica campagna ufficiale e riconosciuta di raccolta fondi, disponibile all’indirizzo https://www.derev.com/revolution/ricostruiamo-citta-della-scienza, come annunciato dal relativo comunicato stampa (disponibile sul sito ufficiale) e ribadito dal Consigliere delegato Vincenzo Lipardi nel video pubblicato all’interno della pagina su DeRev

COME SOSTENERE LA CITTA’ DELLA SCIENZA
- Carta di credito, PayPal o carta prepagata (es. Postepay): E’ sufficiente cliccare sul pulsante “Contribuisci” sul sito di Derev e selezionare l’importo che si vuole donare ed effettuare il pagamento tramite il sistema sicuro di PayPal. Per creare un account su DeRev è possibile registrarsi in pochi secondi oppure accedere direttamente tramite il proprio account Facebook con un solo click cliccando qui!

- Bonifico su conto corrente bancario*
Banco di Napoli IBAN: IT41X0101003497100000003256 Intestato a: Fondazione IDIS – Città della Scienza Causale: Ricostruiamo la Città della Scienza BIC: IBSPTINA

 BNL IBAN: IT96T0100503408000000030000 Intestato a: Fondazione Idis Città della Scienza Istituto per la diffusione Causale: Ricostruiamo Città della Scienza Swift/BIC: BNLIITRR

*I contributi inviati tramite bonifico bancario vengono aggiornati ogni 24 ore

(via Pionero.it)

Immagine dalla pagina La Città della Scienza su Facebook

sabato 2 marzo 2013

populismi #ilsabatodimdplab #61


Quando Mario Giordano, ex direttore di Studio Aperto, telegiornale di Italia 1, noto per la qualificata redazione di politica e cultura, e attuale direttore di TGCOM24 (il suo curriculum è qui), decise di pubblicare, per un piccolo editore indipendente, Mondadori, due opere, Sanguisughe e Spudorati, io mi sono insospettito.

Ho pensato, che ne so, a come se San Giovanni si fosse messo a scrivere un Vangelo Eretico; oppure ad un besteller tipo "Apologia di Stalin" scritta da Alemanno. Cose così.

Cosa c'era dietro? Io la spiegazione, a suo tempo, me la sono data: Giordano ha scritto Sanguisughe e Spudorati perchè sapeva di poter vendere. Magari mi sbaglio ma, alla peggio, il solo pubblicare due libri simili, sono stati per me la prova che, quello della Casta - argomento ormai dissodato dalla coppia Rizzo&Stella, non solo nel libro, ma anche in tantissime comparsate TV, qualche tempo prima - era diventato l'oggetto di un nuovo populismo.

Non era questo il campo in cui doveva decidersi la battaglia elettorale. E invece è stato così. Quali le colpe? (1) Paradossalmente di tutti i partiti, tranne uno, che non ne hanno parlato per niente. E invece questo, al netto del populismo, dovrebbe essere il minimo comune denominatore di ogni programma elettorale. (2) Dei programmi politici: o troppo fiacchi o troppo farciti di populismi vecchi come quello delle tasse da abbassare (sull'IMU meglio tacere). (3) Degli organi di informazione. Hanno attaccato Grillo perchè utilizzava e utilizza metodi da capopopolo ma nessuno s'è sognato di mettere a confronto i programmi; perchè da qualche parte qualcosa di interessante doveva pur esserci.

Voglio dire che, secondo me, il problema è altrove, ma nessuno ne ha parlato a sufficienza (politici e complici, tanti giornalisti e tanti giornali). Certo, si, il minimo comune denominatore ma c'è anche altro: l'istruzione, il turismo, la cultura, l'innovazione. Io lo ricoprirei d'oro un politico, uno vero, uno che lo fa di professione (perchè la politica è fatta con professionalità e competenza), in grado di proporre qualcosa di sensato. E, con il nostro mandato, lo farei stare al suo posto per tutto il tempo che serve.

A noi spetterebbe il compito di misurarne le prestazioni. Agli organi di informazione il compito di farci sapere come si sta comportando. Alle scuole il compito di farci crescere curiosi.

Immagine CRS

domenica 24 febbraio 2013

ai Giornalisti, non agli Editori

Il linguista Tullio De Mauro sottolinea i problemi che una situazione culturale così devastante comporta per la democrazia in questo paese: sette italiani su dieci non sono semplicemente in grado di capire cosa viene loro detto e spiegato dagli organi di informazione, anche nel caso che questi facciano realmente – e accade di rado – un buon servizio.

In un periodo storico in cui al cittadino medio viene chiesto di votare su argomenti complessi, che richiederebbero un approfondimento notevole e una buona dose di senso critico per vagliare la reale portata e le implicazioni delle proposte dei vari partiti, il 70% degli Italiani non capisce, molto banalmente, nemmeno di che cosa si stia parlando.

Uscire da una situazione così tragica però è un problema arduo. Non è soltanto trovare i fondi per la digitalizzazione della scuola, o fare proposte bizzarre per costringere gli insegnanti a fare più ore di lezioni: significa che bisogna ripensare dalle fondamenta il sistema della istruzione e della formazione. Perché sette italiani su dieci che non sanno in pratica leggere non sono un problema culturale. Sono un problema politico ed economico. Per tutti.

Sono tre brani di un articolo interessante ma molto deprimente sulla questione del...rimborso dell'IMU. A parte il ruolo della scuola, io credo che molta responsabilità sia degli organi informativi. Il maestro Manzi insegnava a leggere e scrivere, ad "operare" con i singoli dati (mettere insieme le lettere dell'alfabeto); per far questo bastava e avanzava la televisione. Ora servirebbe insegnare come si mettono insieme i dati per avere informazione e acquisire conoscenza; per far questo, di mezzi, ce ne sono fin troppi: non soltanto la TV, evidentemente. Tra i sette saperi necessari all'educazione del futuro, Edgar Morin ha messo la conoscenza pertinente: nelle scuole si può sensibilizzare quanto si vuole e cercare di creare un idoneo substrato culturale, ma se poi il panorama informativo è povero, c'è poco da fare!

Ecco perchè il ruolo dei giornalisti è fondamentale. Parlo dei (ai) giornalisti, perchè degli editori non mi fido. Non mi fido perchè chiedono l'intervento pubblico del prossimo Governo "sul fronte della domanda - circoscritto nel tempo e ben delineato nell’oggetto – è indispensabile per superare l’emergenza e tutelare davvero il pluralismo: ad esempio nella forma di incentivi fiscali per favorire la ripresa degli investimenti pubblicitari e per diffondere la lettura dei giornali tra i giovani" (via) senza porsi minimamente il problema del ruolo che svolgono nella società. Faccio un paio di esempi: (1) la pubblicazione di uno sconcertante appello al voto delle donne del PDL (in cui sono stati utilizzati dei volti evidentemente inconsapevoli) sul Corriere; (2) l'ipocrita indignazione di Repubblica all'ennesima inqualificabile esternazione di Berlusconi: come sacrificare la funzione sociale sull'altare della mera monetizzazione.


Parlo dei (e ai) giornalisti, quindi. C'è bisogno di un ruolo di guida, complementare agli insegnamenti della scuola: l'informazione e la conoscenza è nelle vostre mani!

Un Governo serio, quindi, è a loro che dovrebbe direttamente concedere i contributi pubblici per l'editoria sotto forma di Reddito Minimo Garantito. Questa la proposta, assolutamente plausibile, fatta Jacques Rosselin sull'Huffington Post Francia (via). A mio avviso, anche per rispondere al commento all'articolo originale segnalato da LSDI ("Poiché è assurda la distribuzione a fondo perduto di 1,6 miliardi di euro a organi di informazione mantenuti in vita attraverso la respirazione artificiale (anche quando sono portavoce di gruppi finanziariamente solidi), la proposta è lungi dall’ essere insensata. Anche se sarebbe complicato trovare delle modalità di applicazione semplici."), il modo per farlo c'è: sarebbe sufficiente far transitare i contributi pubblici per le mani dei cittadini, delegando a loro la scelta dell'articolo (in un set ristretto solo agli articoli di qualità, cioè funzionali alla crescita). Il Modello Fotovoltaico non è altro che questo.

Immagine Pigazzetta

sabato 23 febbraio 2013

previsioni e speranze. #ilsabatodimdplab #60

Che ci si creda o no, penso sia pericoloso ignorare le indicazioni di SanRemo (nel senso del Santo): ha vinto Mengoni, il prossimo anno si torna a votare. Punto.



Eh no, però, andiamoci cauti: qui gli atti di fede non si fanno!

La relazione tra SanRemo (nel senso delle Spettacolo) e la consultazione elettorale a mio avviso comunque c'è; semplicemente perchè parte dei 12 milioni medi di telespettatori che hanno seguito la rassegna canora, e che sono stati attivi sui Social Media, andrà a votare domani e dopodomani. Se qualcuno ci dicesse quali sono stati i comportamenti degli italici Twitteros e ci spiegasse, per esempio, il nesso tra vincitori e mentions, vincitori e sentiment, qualche indicazione politica la potremmo ricavare. Questo qualcuno c'è e si chiama Vincenzo Cosenza.

Dalla sua analisi scopriamo che ha vinto chi è stato più citato; questo per  i Campioni. Tra i Giovani, invece, ha vinto chi ha suscitato il sentiment più positivo. Cosa sarebbe successo se i Campioni e i Giovani avessero gareggiato insieme? Nessuno lo sa. Se la chiave di decodifica fosse questa, sarebbe complicato prevedere lo scenario che ci attende lunedì sera visto che, alle elezioni politiche, si presentano "Campioni" (il virgolettato è d'obbligo perchè in questa categoria ci sarebbero Bersani, Berlusconi, Casini, Fini...mi fermo, per carità di patria) e Giovani (i grillini sono i maggiori rappresentanti di questa categoria) insieme. Per non complicare il quadro tengo fuori dal ragionamento le elezioni del campione di Masterchef; anche perchè sono troppo pochi gli scarsi due milioni di spettatori che ha avuto lo show (misero il 4% di share contro il 50% del Festival).
[Per inciso, vorrei approfittare per una domanda a Vincenzo Cosenza: ma il sentiment e le mentions sono state misurate anche dopo la proclamazione? Credo di no, altrimenti non si potrebbe parlare di mentions e sentiment come elementi predittivi. Ma meglio essere sicuri.]

Ormai le mie considerazioni le ho fatte e mi seccherebbe parecchio dover trovare un nuovo argomento per questo sabato. No, perchè, se è vero che su Twitter non c'è più del 7% del corpo elettorale credo di aver messo a friggere parecchia aria e mi scuso con quei pochi che hanno la compiacenza di leggere questo bloggettino.

Io, comunque, mi trovo d'accordo con SanRemo (qui torna il Santo): secondo me domani e dopodomani si scherza; il nostro futuro si decide alle prossime, imminenti, elezioni: di Mengoni si diceva che avrebbe vinto prima di Martedì scorso; del ticket Bersani-Monti si parla dall'inizio della campagna elettorale. E così sarà. Ma durerà poco.

Cerchiamo di fare qualche riflessione un pò più seria.

Non so se possa rincuorare Gigi, ma la passione politica è complicata da tenere in vita anche quando si è vicini ai 40 anni. Orientarsi è davvero difficile, sono d'accordo con lui; non credo, però, che la responsabilità sia nella comunicazione politica. E' il sistema informativo che ci avrebbe dovuto aiutare svolgendo un ruolo neutrale. E invece, tranne che in rarissimi casi, i giornalisti hanno usato la piuma sotto i piedi invece che la bacchetta sul dorso delle mani (Crozza poi c'ha spiegato bene cosa accade dietro le quinte, dopo lo scampato pericolo). Ben venga la gamification allora (il caro PierLuca lo dice da non so quanti anni!): OpenPolis ha fatto davvero un bel lavoro. Io sono lì e la cosa mi imbarazza un pochettino. Ma non mi asterrò.



Sentirsi disorientati è il minimo, si diceva. Condivido totalmente le riflessioni di Roberta. Come lei, infatti, diffido di partiti che non hanno democrazia e dibattito al loro interno: non so come potrebbero applicarli in caso di governo; diffido ancora di più di chi si ammanta di democrazia occultandone la mancanza interna; diffido di chi si ritiene depositario della verità, di chi vede e divide il mondo in tutto bianco o tutto nero; diffido di chi, nel marketing come in politica, usa aggressività e terminologia violenta (vi seppelliremo vivi, vaffanculo, etc.), diffido di chi non ha invitato in questi anni ad usare gli spazi democratici per far sentire la propria voce (e ce ne sono).

Mi auguro che questo sia davvero un voto catartico. E, a parte il giocare a fare le previsioni, sono animato dalla fortissima speranza che si torni a votare nuovamente entro l'anno. Lunedì sera, sono sicuro, non sarà cambiato niente e in Italia c'è bisogno di altro.

Immagine Rischio Calcolato Su questo sito, ad Agosto, si diceva: i Leader saranno: Berlusconi, Bersani, Casini, Di Pietro, un grillino (Grillo non si presentera’ in prima persona) e Maroni. Andatelo a leggere: è davvero sfizioso!

sabato 16 febbraio 2013

nelle mani di Sanremo #ilsabatodimdplab #59


I buoni numeri di ascolto e share dell'edizione di Sanremo testimoniano come la rassegna canora rappresenti molto le aspettative del pubblico italiano. Lo strano intreccio con la campagna elettorale permette di leggere questo evento anche con un occhio politico.

L'anno scorso le elezioni non c'erano e, quindi, a competere con Sanremo c'era praticamente il nulla. La controprogrammazione è notoriamente fiacca quando ci sono mostri sacri come la Nazionale di Calcio e, per l'appunto, Sanremo. Questa volta le tribune politiche avrebbero potuto strappare interesse e invece pare non sia stato così. Anche i tweet: nessuno su quello che accadeva su Rai2; tantissimi su quello che si vedeva ed ascoltava su Rai1. Sanremo vince, quindi: o perchè è proprio interessante, o perchè la tribuna politica interessante non lo è affatto. Ma Sanremo vince.

Dal palco dell'Ariston, invece, un paio di indicazioni: (1) la soluzione delle primarie per le canzoni mi ha favorevolmente colpito: un pò come dare più potere agli spettatori: alla fine il vincitore sarà stato un pò più loro e un pò meno della direzione artistica. Scandalosa, c'è da dirlo, la tariffa della telefonata per partecipare al televoto: un'autentica estorsione. (2) i giovani relegati in terza serata, almeno martedì e mercoledì. Un messaggio poco rassicurante per una nazione che deve guardare in avanti. Del resto bisognava soddisfare il palato degli spettatori: se a cantare per prime ci fossero state le "nuove proposte" allora credo che Storace (nel rapido zapping di martedì m'è toccato proprio lui. Ma ho cambiato subito) avrebbe fatto qualche spettatore in più.

 
Stasera sapremo il vincitore. Condivido delle serie considerazioni e le mie previsioni su quali saranno le sorti dell'Italia a seconda di chi vincerà.

- Almamegretta: il prossimo presidente della Repubblica sarà De Magistris
- Annalisa: il prossimo Governo non farà niente per il conflitto di interessi
- Chiara: Giorgia Meloni sarà nuovamente ministro per la Gioventù
- Daniele Silvestri: il prossimo Governo durerà almeno due anni
- Elio e le Storie tese: si torna a votare a Marzo
- Malika Ayane: Pannella sarà ministro della Giustizia
- Marco Mengoni: si torna a votare il prossimo anno
- Maria Nazionale: il prossimo governo darà cittadinanza ai figli di immigrati secondo lo ius soli
- Marta sui Tubi: il prossimo Governo istituirà un reddito di cittadinanza pari a 1000 euri
- Max Gazzè: Giannino sarà ministro per l'economia
- Modà: il prossimo Parlamento voterà il Presidenzialismo
- Raphael Gualazzi: Monti sarà ancora Presidente del Consiglio
- Simona Molinari con Peter Cincotti: entro l'anno gli aquilani rientreranno nelle case
- Simone Cristicchi: il prossimo Governo svuoterà le carceri e Pannella tornerà a mangiare

Immagine I'M from IM

giovedì 14 febbraio 2013

New York Times e Circoli Virtuosi

Esattamente un anno fa, PierLuca Santoro, nella sua rubrica per l'European Journalism Observatory, spiegava il caso del New York Times: un paywall che consente la lettura fino a venti articoli senza pagare; un paywall che, per questa sua natura, lo stesso Pier Luca Santoro ha definito "soft".

A Febbraio del 2012, nell'analisi si scriveva: si vede con chiarezza come a fronte di un incremento della diffusione del quotidiano non vi sia altrettanto una crescita dei ricavi dalla pubblicità che nel suo insieme calano del 6,1%. Si tratta della combinazione tra il progresso dell’incidenza delle revenues derivanti dagli investimenti sull’area digitale, che nel 2011 hanno raggiunto il 27,7% del totale (nel 2010 erano il 26,3%) e la flessione dei ricavi dalla pubblicità per la versione tradizionale cartacea. Una dinamica che conferma come il digitale, neppure per una testata del valore del NYT, riesca a compensare il calo della carta.

A Febbraio del 2013 succede che Mark Thompson, direttore generale del gruppo, dichiari (via): "Abbiamo visto un rafforzamento della forte crescita degli abbonamenti  digitali oltre a un aumento dei ricavi per la vendita e gli abbonamenti su carta. E’ la prima volta nella nostra storia che i ricavi dalla diffusione hanno superato quelli della pubblicità".


(è come se) L'azione congiunta del digitale e del cartaceo (abbia) ha fatto diventare, per il New York Times, un oggetto di vanto quello che, per la quasi totalità degli editori è la preoccupazione più grande: il calo dei ricavi pubblicitari a favore degli abbonati. (Ma questo, ovviamente, non vuol dire che, a New York, non importi più nulla della pubblicità.)
Dal mio punto di vista, tale scarto, oltre ad essere indice di qualità dei contenuti e dell'informazione da essi veicolata, potrebbe rappresentare un'opportunità di innesco di un circolo virtuoso che potrebbe rendere le inserzioni sempre meno necessarie per gli editori (in virtù dell'aumento delle quote di readership) e, quindi, sempre più appetibili per gli inserzionisti. È ovvio che un simile meccanismo sarebbe possibile soltanto instaurando e/o consolidando un rapporto, un patto, alla pari tra Editori e Pubblico, Scrittori e Lettori, tra Cittadini. Per esempio riconoscendo a chi legge il ruolo nella costruzione del senso dell'informazione.

Immagine HOW BLOG

la Qualità (si) Paga

Una delle maggiori debolezze dei paywall o degli abbonamenti tradizionali è il fatto che essi sono caratterizzati da una indifferenziazione della qualità dei contenuti: tutti hanno lo stesso piano e devono pagare la stessa somma. E questo rafforza una delle debolezze maggiori degli editori tradizionali, il non sapere virtualmente nulla dei loro lettori – o non abbastanza – per sfruttare questa conoscenza in modo interessante.

Questo appena riportato è uno dei passi dell'articolo confezionato dalla redazione di LSDI sull'evento organizzato da PaidContent in cui si parlerà della monetizzazione degli articoli online. Il pezzo riporta le proposte di Matthew Ingram, secondo cui la soluzione deve prevedere la modulazione del paywall sulle persone, non sui contenuti. Le cinque possibili strade da percorrere sono, secondo Ingram: (1) consentire ai lettori di pagare a "pacchetto" per singoli autori o temi; (2) creare nuove forme di contenuti specializzati; (3) organizzare eventi dal vivo ; (4) creare comunità virtuali; (5) dare la possibilità agli utenti di accedere alle competenze degli specialisti. I dettagli sono nell'articolo.


Mi limito ad un riflessione che ruota intorno al Modello, che ho definito Fotovoltaico, che prevede il riconoscimento di valore economico (i.e. moneta) soltanto per i contenuti di qualità: non tutti i contenuti sono di qualità, non tutti i contenuti - quindi - sono degni di essere pagati; perchè non tutti i contenuti sono funzionali alla crescita dell'ecosistema informativo e delle persone che lo popolano. La definizione di contenuto di qualità non è, cioè, fine a se stessa: il modello, infatti, prevede che soltanto il contenuto sopra una predeterminata soglia di qualità sia monetizzabile.

Immagine STC Italiano