martedì 22 marzo 2011

#culturadigitale in Terza C. Usciamo dal #kc2011


Mi sono all'improvviso ritrovato alla Terza C, con quello lì che non smetteva di dire a noi, comunissimi mortali, quanto fosse pieno il suo guardaroba di Jeans e Magliette alla Moda. A noi della moda non è che ci importasse più di tanto (magari anche perchè non volevamo si spendessero troppi soldi a casa) e nemmeno ci sognavamo di comprare un pantalone al mese. Quello lì invece...

Quello lì, con quel suo ostentare, riusciva ad alterare gli equilibri del nostro gruppetto e a marcare delle differenze. Poi c'era chi accusava il colpo di più e chi lo accusava di meno. Io credo mi collocassi più o meno a metà.

Sono tornato a quei tempi, leggendo Gianluca, e del suo consiglio di far portare in classe un PC ai "nostri bambini" per poter diffondere in questo modo la Cultura Digitale.

Sulla mia sensibilità alla diffusione della Cultura Digitale ho detto più volte. E ho sempre dato il benvenuto a tutte le iniziative. A volte, mio malgrado, sono stato io a fregare gli altri; altre volte la fregatura l'ho presa io!

Sono convinto che, per fare un certo tipo di discorso, sia necessario un background fatto di Pedagogia, Sociologia e - soprattutto - di esperienza nelle scuole. Voglio però cercare di esprimere quello che troppo sinteticamente cercavo di dire nella discussione creatasi su FriendFeed sul pezzo di Gianluca e che qui appresso riporto.



Ho davvero pensato, forse a torto, che una simile iniziativa possa in qualche modo aumentare un divario che mi verrebbe da definire anche di casta [prendendo la definizione di Alessandro Cavalli nel suo Incontro con la sociologia].

Non sono ovviamente un promotore di un "livellamento verso il basso" ma, davvero, sono convinto che sia lo Stato a doversi far carico di dotare (anche) le scuole di tecnologia digitale. Sono altrettanto convinto che questo passo sarà lontano dal compiersi - o, quantomeno, qualora fosse compiuto, sicuramente non sufficiente - se contestualmente [propedeuticamente!] non si sarà tutti dotati, per l'appunto, di una autentica Cultura Digitale.

Allo scopo credo occorrano contaminazioni positive, occorre che i protagonisti dei numerosi ed interessanti forum ne escano fuori e si facciano promotori di una dottrina nella quale credono (come ci credo io) fermamente; adottando, inoltre, un metodo che [basato, si, su fondamenta ovviamente condivise] vada oltre la consegna di un ultimatum o la raccolta di adesioni e pensieri in uno spazio che, rispetto a quello che c'è fuori, è ancora troppo stretto. [Una raccomandazione simile la facevo qualche anno fa a "quelli del Forum GT"]

E' tanto, ma non è abbastanza.

Quando due estati fa raccolsi i suggerimenti per il miglioramento di italia.it (dopo aver sperimentato la cosa a livello locale), avevo come obiettivo esattamente questo: far vedere che la Rete è utile, serve e che intorno ad essa le Persone sanno lavorare; diffondere la Cultura Digitale fuori da questo perimetro.

E la raccomandata inviata al Ministero voleva esprimere una contaminazione tra mondo analogico e mondo digitale. Due realtà, forse, ancora troppo distanti.

Probabilmente ho esagerato nel paragone della Terza C; è probabile anche che abbia travisato il pensiero di Gianluca ma, almeno, l'occasione è stata preziosa per ribadire ancora una volta il mio modesto punto di vista.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

P.S. per onestà devo ammettere che la mia Sezione era la B e non la C. Ma mi faceva gioco per il titolo e, soprattutto, per l'immagine :)