domenica 28 giugno 2009

l'Antefatto - dubbi e riflessioni!

E' questo il quotidiano [previsto anche in Edizione online], direttore Padellaro, che partirà non appena sarà stato raggiunto un numero congruo di sottoscrizioni. L'idea di un nuovo quotidiano che si dichiara libero da ogni politico, industriale e che, quindi, non si piegherà agli interessi di poteri forti, è ovviamente affascinante. Non c'è nemmeno da dirlo, ci mancherebbe! Ma non posso non esprimere un dubbio: siamo sicuri che funzioni l'abbonamento così come è proposto sul sito internet [finora il prezzo piu' basso proposto è di 100 Euro per l'abbonamento al pdf per un anno intero]? Come dice Marco Travaglio [che fa parte del progetto] si avranno l'Edizione classica su carta, a pagamento, e poi quella Online che sarà gratuita [seguite almeno dal minuto 23 questo Video di presentazione].

Mi voglio soffermare un attimo sul Web e considero l'edizione in pdf la soluzione Web [ma magari mi sbaglio].

Non è necessario ripetere le varie ipotesi sul Business Model che possa funzionare per l'Online. Dal mio osservatorio, per capirne un pò di più, ho cercato in questi ultimi tempi solo di fare analisi delle fonti. E l'idea del Modello Freemium mi sembra non sia stata seguita. 30 centesimi al giorno sono pochissimi, è vero ma quanti saranno disposti a spenderli? In tempi in cui il modello iTunes applicato ai quotidiani è quello di cui principalmente si parla, per quanto soltanto a livello di ipotesi?

Il problema, secondo me, è che, per come sono presentate le cose, la quota richiesta per l'abbonamento [per quanto, ripeto, accessibile] dovrebbe essere riconosciuta sulla fiducia. Nessuna anticipazione e nessuna risposta [ma nessun dubbio, sia be chiaro, sulla competenza di chi promuove l'iniziativa], purtroppo, alle tante richieste fatte sul Blog. In molti ad esempio domandano che fine abbia fatto l'opzione dei coupon ma nessuno risponde alla settantina di commenti ad un post di presentazione vecchio ormai di due settimane.

Una riflessione la dedico al target e alle sue abitudini: in che percentuale il target ha realmente abitudini di acquisto del Quotidiano in edicola? Se è vero che l'Edizione online sarà gratuita [a meno, ripeto, del pdf scaricabile a pagamento], come si pensa di sostenere i costi di produzione con i soli acquisti del cartaceo? Faccio i conti senza considerare le sottoscrizioni di tipo "sostenitore" che sicuramente ci saranno e, soprattutto, senza considerare l'ampiezza di questo target ma sarebbe interessante saperne di più; oltre che per la preoccupazione che una simile iniziativa abbia successo, anche per capire maggiormente determinate dinamiche.

Le mie sono delle riflessioni dettate da uno spirito critico che, in questo ambito, sono consapevole di dover ancora migliorare. Faccio il tifo per Padellaro e Travaglio e spero che questi miei dubbi non abbiano ragione di esistere.

Voi ne avete come me?

venerdì 26 giugno 2009

ho [ri]Fatto l'Esame di Stato: Chi mi Corregge il Compito di Italiano?

Sono tornato indietro di 16 anni nei modi ma fortunatamente, i 16 anni che mi separano dalla prova scritta di Italiano dei miei Esami di Stato [voti in 60-esimi e nessuna distinzione tra Saggio Breve, articolo di Giornale o altro], sono passati tutti. E, direi, almeno per certi aspetti, anche abbastanza bene :)

Sono tornato indietro perchè ho recuperato un paio di vecchi fogli protocollo a righe, li ho piegati a metà per regolarmi sullo spazio da utilizzare per scrivere il mio Compito di Italiano e scritto in un linguaggio semplice semplice!

E ho rifatto l'Esame di Stato: prova di Italiano!

La traccia su cui ho deciso di impegnarmi è quella del Saggio breve, ambito tecnico/scientifico: Social Media, Internet e New Media.

Il titolo che ho dato al mio saggio è PARTECIPAZIONE E CONDIVISIONE. OPPORTUNITA' E MINACCE DEL WEB. DA DENTRO E DA FUORI e se seguite il link potete scaricare la scansione del Compito [in pieno stile Liceale]: rigorosamente a mano!

Faccio scherzosamente una richiesta: chi vuole correggermelo? Ripubblicate magari sul vostro blog una bella scansione con le correzioni [rileggendo so già che, oltre a quelli eventuali di concetto, c'è almeno un altro errore. Di concordanza! E vabbè, l'ho fatto direttamente in bella copia e per giunta stanotte; perchè la cosa mi sfiziava assai!!!]

Su suggerimento di Luigi, quando l'avrò trascritto su GoogleDocs, vorrei che si potesse completarlo e arricchirlo [utilizzando delle terminologie e delle argomentazioni di più alto livello rispetto a quelli che ho utilizzato io]. Basta che me ne facciate richiesta e vi invierò l'invito per la condivisione.

Che dite?

P.S. se volete, potete intervenire anche sul thread su FriendFeed :)

Aggiornamento Sabato 27 Giugno
Ho appena pubblicato su GoogleDocs il Compito. Scrivetemi o commentatemi se avete voglia di "correggerlo" [la colonna di destra è per le correzioni] e vi manderò l'invito!. Questo è il link! Buon divertimento anche a voi ;)

domenica 21 giugno 2009

Amiche per l'Abruzzo - in diretta da San Siro



E' quasi mezzanotte, con le ultime note di questo Concerto/Evento voglio affidarvi qualche pensiero: le parole di oggi di ciascuna Donna a Milano mi hanno riportato alla mente dei posti che, solo per proteggere me stesso, avevo in questi ultimi giorni rimosso. O almeno c'avevo provato!

Non bisogna dimenticare, non devo dimenticare. Niente di cio' che e' stato e di quello che devo andare a riprendermi. L'Aquila e una citta' che mi ha dato tanto; a cui anch'io credo di aver dato e a cui, questa sera torno a sentirlo forte dentro, devo tornare a dare. Non so il modo in cui potro', non lo so davvero ma...

E con queste mie semplici parole quel che voglio dire a voi e': non dimenticate, non dimentichiamo perche' il Terremoto c'e' ogni giorno. E ogni giorno ci sara' fino a quando tutte le case non saranno state rimesse in piedi e con esse le vite che le hanno animate. Quelle di cuori che battono ancora e quelle di cuori che non battono piu' [su questa Terra].

Non dimentichiamo!

venerdì 19 giugno 2009

Online Business Model - Quale per i Quotidiani?

Cito e riprendo l'interessante post di Carlo per fare qualche riflessione.

Dan Zambonini, su BoxUK, ha presentato lo scorso Febbraio una serie di Modelli di Business per il Web individuando due macro-categorie: gli Immediate Revenue (I) e i Long Term Revenue (L). Vi invito ad andare a dare uno sguardo allo schema pubblicato nel post.

Forte di questo schema, Dan ha analizzato le migliori 100 Web Application del 2008 e, assegnando a ciascuna di esse una delle individuate categorie, ha rilevato che 94 applicazioni sulle 100 totali [in percentuale, quindi, il 94%] hanno un modello di Business di tipo Immediate, soltanto 6 hanno un Modello di tipo Long Term [6%].

In particolare, il modello Immediate Revenue più redditizio è quello basato sull'Advertising [34%]; gli unici due Long Term Revenue che premiano [con percentuali, però, veramente molto basse] sono, secondo la classificazione di Dan, quelli che fanno Branding [1%] e implementano Piattaforme [5%].

Che dire?

Come sempre bisogna fare attenzione alla rappresentatività del campione ma personalmente mi sarei aspettato dei numeri più alti per l'Advertising. Considerando poi che il campione si riferisce solo alle 100 migliori Web Application del 2008, credo che, se tale indagine fosse condotta sul Tutto, verrebbero fuori dei numeri ancora più bassi. Si potrebbe dedurre, quindi, che i Contenuti Online non siano di qualità così tanto elevata da giustificare investimenti da parte degli inserzionisti [stamattina, tra le altre cose, leggevo dalla rassegna stampa di RaiNet un articolo di Mariangela Modaferri su Italia Oggi di un previsto rallentamento delle crescita degli investimenti pubblicitari in Internet per il corrente 2009; a dir la verità questa è una cosa già nota].

Che fare, quindi? Come orientarsi nella scelta di un Business Model vincente sul Web? Cosa succederà [o, forse meglio, cosa dovrebbe succedere] per i Quotidiani?

La Carta Stampata è in crisi; e fin qui ci siamo! Da quel che ho capito, a top level, il Business Model prevede la migrazione sul Web. Resterebbe semplicemente da scegliere, entrando un po' nel dettaglio, quale dei Business Model prevedere. Secondo la statistica di BoxUK la questione non dovrebbe essere nemmeno in discussione: l'Advertising! Ma un primo dubbio che mi viene è: riuscirebbero [anche e soprattutto per quanto la Modaferri ci riporta su ItaliaOggi] le semplici inserzioni a sostenere un servizio di qualità? Che poi, questa qualità, cosa sarà mai? Può essere quella decisa solo ed esclusivamente dai lettori? In un'ottica di vendita di spazi pubblicitari probabilmente si; per poi, però, correre il rischio di trasferire sul Web quanto già da qualche anno accade per i Canali Televisivi. Ma questo è un altro discorso, per altro anche abbastanza antico.

Un passo avanti: Murdoch, poco più di un mese fa, annunciava l'intezione di far diventare a pagamento i suoi giornali online. Questa dichiarazione non faceva altro che mettere sale ad una discussione già avviata da tempo sull'opportunità o meno di applicare micropagamenti anche ai Quotidiani online così come si fa per la musica. Anche Gaspar Torriero [un anno e mezzo prima di Murdoch] parlava del Soldo per una Notizia che Nessun'Altro mi Dà. Ma, tornando per un attimo all'analisi di Dan, scopro che il Pay-per-Use [questa è secondo me la categoria in cui rientrerebbe il Modello di Business dei Quotidiani Online a pagamento] ha un modesto 8% di possibilità di successo. Anche se tra le 100 Web Application censite non mi sembra ci siano Newspaper Online, credo questa sia comunque una indicazione interessante. Torna quindi la domanda: che fare?



Per fare un ultimo step prendo in prestito le sei categorie in cui Chris Anderson suddivideva, in un articolo di Wired del 2008 a proposito della opportunità crescenti [almeno quelle che si avevano a quei tempi] di adottare un Free Business Model, la cosiddetta Priceless Economy.

(1) "Freemium"
What's free: Web software and services, some content. Free to whom: users of the basic version.

(2) Advertising
What's free: content, services, software, and more. Free to whom: everyone.

(3) Cross-subsidies
What's free: any product that entices you to pay for something else. Free to whom: everyone willing to pay eventually, one way or another.

(4) Zero marginal cost
What's free: things that can be distributed without an appreciable cost to anyone. Free to whom: everyone.

(5) Labor exchange
What's free: Web sites and services. Free to whom: all users, since the act of using these sites and services actually creates something of value.

(6) Gift economy
What's free: the whole enchilada, be it open source software or user-generated content. Free to whom: everyone.

In quale di queste categorie rientra il Pay-per-Use? O meglio: in quale categoria rientrerebbe il Modello di Business dei Quotidiani Online a pagamento? Direi che la cosa dipende da come il Modello viene declinato. Penso che, se si dovesse permettere la lettura del Titolo dell'articolo e di un suo piccolo sunto e lasciare che sia a pagamento l'articolo intero e/o un approfondimento, il Business Model è quello che Anderson chiama Freemium; a proposito del quale dice che tipicamente i Siti Internet seguono la regola dell'1%: per ogni Utente che paga la versione Premium, gli altri 99 prendono la versione Basic. Con qualche conto matematico, che ovviamente tenga in considerazione tutte le variabili in gioco, si potrebbe a questo punto anche valutare il prezzo di una notizia!

Concludo dicendo che l'Economia del Dono è, a sensazione, il Modello che più mi piace e che, probabilmente, sul Web funziona di più. L'esempio di Wikipedia parla da se, così come formidabili sono gli esempi dei Blog: non si rilasciano contenuti pretendendo qualcosa indietro, non è il denaro l'unico motivatore [come dice lo stesso Anderson]. Ciò che anima questo tipo di economia è il benessere di cui si gode dalla condivisione che, tiene a dire Anderson, sembra sia diventata una vera e propria industria ora che la distribuzione è arrivata ad avere un costo praticamente nullo.

Anche se credo che non è in un'Economia del Dono che rientrerà il Business Model dell'Editoria Online.

Amiche per l'Abruzzo - 21 Giugno San Siro - Milano


buy ticket

martedì 16 giugno 2009

un Soldo per una Notizia che Nessun'Altro mi Dà - può Funzionare sul Web?


Consumer Want More Free Content; Media Promises Less

Questo è il titolo di un articolo pubblicato ieri su MarketingCharts [fonte Media Buyer Planner].

Dal mio piccolo osservatorio sembra che la discussione sia simile a quella ormai datata della crisi che sta attraversando la Carta Stampata; già due anni fa [almeno a quel periodo faccio risalire le mie prime curiosità, seppure da una prospettiva diversa da quella di adesso, sul fenomeno], infatti, l' Editore del New York Times cominciava a parlare di una possibile scomparsa dell'Edizione cartacea e di una migrazione totale sul Web. La discussione si è poi evoluta; il suo baricentro si è infatti spostato sulla questione relativa a quali debbano essere le modalità di pagamento di una notizia [Gaspar Torriero a State of the Net del 2008 parlava del soldo come contropartita alla notizia che c'è da sapere e che nessun altro può garantirmi].

Quanto rilanciato da Marketing Charts si riferisce esclusivamente ai Contenuti Online ma vedo analogie con quanto nel passato si è detto a proposito dei "Giornali". Il problema in sintesi è: proprio mentre gli utenti, i fruitori dei Contenuti Online, avanzano la richiesta di averli disponibili [quei Contenuti] ancora di più in modo gratuito, quelli che tali Contenuti li producono sembrano andare nella direzione opposta; non sembrano, cioè, più disposti ad accontentare la loro Clientela. Una differenza abbastanza evidente, però, è che la crisi dell'Offline [Carta Stampata] possiamo definirla già in atto mentre per quella dell'Online è, ancora [almeno così mi sembra], solo un pericolo.

Ho sentito parlare [Luca e Pier Luca] di Modello di Business da rinnovare per l'Offline; mi sembra, da quel che capisco, che qualcosa debba cominciare a farsi anche per l'Online.

Mi sono trovato spesso, con amici e conoscenti, a fare questa domanda: "Saresti disposto a pagare le Notizie dei Quotidiani Online?". Mi è sempre stato risposto di no. E' ovvio che le cose sarebbero cambiate se mi fossi riferito più genericamente a Contenuti Online ma mi sembra fin troppo banale osservare che sarebbe davvero complicato imporre agli Utenti di pagare denaro in futuro [nemmeno troppo lontano] per qualcosa di cui adesso si fruisce gratuitamente.

Torna allora quel che diceva Gaspar Torriero: è probabile che i navigatori saranno disposti a pagare soltanto per contenuti esclusivi, che non possono essere reperiti da altre fonti, altri siti, altri portali.

E mi chiedo: che tipo di Contenuto può essere definito come esclusivo sul Web?
Voi avete qualche idea?

[immagine masternewmedia.org]

domenica 14 giugno 2009

Basta con la Pubblicità!




Oltre che all'ovvia gravità delle parole, molto preoccupanti a mio parere sono gli applausi [soltanto uno dei 32 che hanno interrotto il discorso] dei Giovani.

Senza la pubblicità si fa poca strada. Ancora di meno ne fa la carta stampata se si pensa alla crisi che sta mettendo in pericolo il settore.

Ripercussioni sul Web? Penso molte meno a meno che non venga in mente, a chi ha già saputo creare un Mostro, di fare un censimento di tutti i blog in cui gli autori esprimono liberamente il proprio pensiero. Secondo me lo solleticherebbe l'idea di chiuderli tutti.

sabato 13 giugno 2009

PolBook: le Elezioni su Facebook e quelle in Cabina. Un confronto

Qualche giorno fa ho ricevuto su Facebook una notifica che mi invitava a partecipare al voto "Elezioni 2009". Ho voluto partecipare e votare [prima che dovessi ancora convincermi a farlo alla Sezione 2 di Guardiagrele. Poi sono andato!!!] curioso, fin da allora, del confronto che avrei fatto tra i voti su Facebook e quelli in Cabina a risultati acquisiti.

Stamattina mi sono quindi divertito a fare un pò di confronti; i risultati li trovate su uno SpreadSheet che ho pubblicato qui [questo è il link al formato in pdf se volete scaricarlo]. Lo propongo [anche per fare un esperimento] anche qui in basso.



Qualche considerazione sul confronto tra Facebook e Cabina [non cedo alla tentazione di scrivere confronto tra voto virtuale e voto reale perchè sono convinto sia fuori luogo parlare in questi termini; insomma, si tratta pur sempre di un voto!]:

  • i partiti che in Cabina non hanno superato lo sbarramento del 4%, su Facebook hanno ottenuto tutti un risultato migliore [con l'eccezione dell'aggregato La Destra-Mpa-Pens-Adc]; tra questi, però, soltanto la coppia Rifondazione/Comunisti Italiani ha superato la soglia
  • i partiti che hanno superato lo sbarramento in Cabina, su Facebook hanno perso [non tanto da non superare il 4%]. L'eccezione è per l'IdV e Sinistra e Libertà che su Facebook hanno ottenuto un risultato migliore
  • i partiti di Governo, che in Cabina hanno raggiunto il 45.5%, su Facebook devono accontentarsi del 35.35%; praticamente dieci punti percentuali in meno
  • i partiti di Opposizione [tra questi ho incluso anche Sinistra e Libertà solo perchè ho notato che alle Amministrative è andata insieme a PD e IdV], che in Cabina hanno raggiunto un misero 37.2%, su Facebook non hanno saputo fare meglio di un 41.1%

La cosa che mi ha meravigliato è l'aver trovato su Facebook tutto sommato dei risultati non lontanissimi da quelli delle Cabine elettorali. Mi aspettavo uno stravolgimento totale ma, a pelle, non è questa la sensazione che ho avuto.

E' vero, il Governo su Facebook prende una sonora mazzata ma i voti lasciati liberi non vanno a rafforzare l'Opposizione come ci si sarebbe potuto aspettare.

Quel che c'è da dire, però è che, valutando complessivamente i partiti di Centro-Destra e quelli di Centro-Sinistra [forse la ripartizione che ho fatto non è più fedele allo scenario politico attuale; i Radicali, forse, non sarebbero ora più contenti di vedersi collocati lì dove li ho piazzati io!] si nota che il Centro-Destra su Facebook prende un 41% perdendo circa il 7% rispetto alla Cabina; il Centro-Sinistra, invece, su Facebook arriva addirittura al 54% guadagnado ben dieci punti rispetto alla Cabina.

Per finire, tra le due sorprese delle Europee [Lega e IdV], il solo partito di Di Pietro ha saputo far meglio su Facebook; anche se di poco, i leghisti, su Facebook hanno perso.

Lascio a voi ogni riflessione su questi numeri.

Nota: Non so quanti siano stati gli utenti di Facebook ad aver partecipato a queste elezioni e, cosa ancora più importante, non è possibile nemmeno stabilire quanto rappresentativo sia il campione che ha votato.

venerdì 12 giugno 2009

ci Risiamo!

Dopo il Ministero ad Hoc per la Brambilla [che fino a qualche settimana fa si doveva accontentare del titolo di Sottosegretario], ecco creato per lei da Silvio anche il nuovo marchio dell'Italia.

M'è capitato sotto gli occhi proprio in questo momento.



Ecco come la Brambilla l'ha presentato da Fede



Dopo i fallimenti di iniziative, personali e non, sul Turismo e sul Web Marketing Turistico, avevo perso un po' di vista l'argomento.

Forse avevo fatto bene :-/

Qualche impressione potete leggerla qui, qui e qui.

un Quick-Link alla Rassegna Stampa di RaiNet

Ho inserito nella sidebar del Blog un quick-link alla rassegna stampa dell'Ufficio Stampa della Rai dedicato alla Rete. L'ho scoperto grazie ad un Twitt di Luca Conti.




Siccome c'ho trovato degli articoli interessanti e spero che di interessanti ce ne siano anche in futuro, ho pensato di pubblicare questo link per permettere a me e agli interessati che capitano da queste parti di accedere velocemente all'area [per adesso lascio anche l'area di RaiSat!]

Spero sia utile anche a voi :)