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martedì 31 dicembre 2013

i libri del 2013

Jacopo: "Lo sai, i miei amici mi prendono in giro perché io leggo tanto"
Io: "Beh, ma guarda che leggere tanto è una cosa bellissima!"
Jacopo: "Eh infatti. Così io posso immaginare delle cose che voi non potete immaginare!"


Dopo un paio di anni di letture necessarie a creare il background per il mio libro, #1news2cents, uscito nello scorso Maggio (*), quest'anno mi sono dedicato alla lettura con maggiore libertà.

Non so ancora bene dove mi porteranno ma la senzazione che ho è che l'approdo (quando sarà), non sarà un brutto posto. Gli argomenti di quest'anno sono stati Politica e Sport; per quest'ultima voglio segnalarvi la mia modestissima collaborazione con SportStory (ecco le recensioni di un paio di libri: La farfalla granata e Alla ricerca del calcio perduto; magari il prossimo anno ne pubblicherò delle altre). Rispetto agli altri anni non ho curato la parte dei commenti, me ne scuso con quanti possano mai aver trovato di interesse i miei pensieri sui libri letti. Non è escluso che ci dedichi del tempo nei prossimi giorni.

Buon 2014 di letture.




(*)Approfittate dello sconto natalizio: 99 centesimi soltanto su UltimaBooks o su BookRepublic o laFeltrinelli o Amazon.com o Amazon.it o dove volete voi. Ai più scettici segnalo il gruppo su Facebook dove potete trovare, nella sezione file, il primo capitolo in omaggio. Vi segnalo anche il blog monografico che, manco a dirlo, si chiama #1news2cents. E mi raccomando, twittate #1news2cents ;)

Immagine http://www.immaginazionecreativa.it

domenica 6 ottobre 2013

con @GiovanniLegnini su #1news2cents

E' dell'inizio di Agosto l'accordo tra Governo e mondo dell'Editoria. Un passo che il Sottosegretario con Delega all'Editoria, Giovanni Legni, definiva "prezioso per avviare la ripresa del comparto nel segno dell’innovazione dell’Editoria italiana."


Sono passati quasi due mesi e ieri ho avuto il piacere di parlare con il Sottosegretario Legnini: un colloquio davvero interessante in cui ho portato i temi a me carissimi dell'Editoria in chiave sociale, capisaldi del mio lavoro di ricerca #1news2cents: il cittadino al centro, non (soltanto) l'Impresa!

domenica 16 giugno 2013

un'Infrastruttura per la Felicità


Il mio gesto [cioè il tuo gesto] influisce sulla qualità dell'insieme e la qualità dell'insieme è la garanzia della mia felicità [cioè della tua felicità. Cioè della nostra felicità].

Quando l'ho cominciata, la mia era una ricerca sulla felicità e della felicità. Luca De Biase dice che non ci stiamo raccontando nel modo giusto. Penso che una delle ragioni sia da ricercare nella distanza che c'è ancora tra chi fa informazione e chi ne fruisce. Una distanza forse dovuta ad un mancato riconoscimento reciproco dei ruoli e, prima ancora, ad una mancata consapevolezza che ciascuno deve avere di se', del proprio ruolo. Il gesto, i gesti, di cui parla alla fine Luca De Biase sono - per me, per dare una possibile interpretazione - la scrittura (il gesto di chi scrive), la lettura (il gesto di chi legge), la conversazione (il gesto di tutte e due le parti). Un buon contenuto (generato da chi scrive), una condivisione ragionata (fatta da chi legge), un dibattito che costruisce e aggiunge senso è, mi viene da dire, un tipo - forse non l'unico, ma questo non so dirlo - di infrastruttura (dando per scotato che quella fisica, la Rete, ci sia per tutti) su cui può costruirsi l'innovazione e, quindi, la felicità. Nostra e di chi verrà dopo di noi.

domenica 26 maggio 2013

#1news2cents raccontato agli amici (e poi @ultimabooks e @amazon)

Se un amico curioso mi incontrasse per la strada e mi chiedesse quali sono gli argomenti trattati nel mio eBook "#1news2cents la Qualità Costa! un Modello Sociale per l’Editoria (Online)", mi divertirei a dirgli più o meno le stesse parole con cui ho presentato il mio lavoro la scorsa settimana a Torino, durante il dibattito al Salone OFF organizzato da Erica Vagliengo.

Eccole in questi due brevi video (grazie a Lia e Letizia per avermi registrato e fotografato!). Sono dieci minuti che potrebbero convincervi a rinunciare all'acquisto; quindi altamente consigliati!


Un paio di informazioni di servizio.
La prima è che potete approfittare della promozione di UltimaBooks per avere gratis #1news2cents (a chi si registra, infatti, UltimaBooks regala 3€ spendibili per l'acquisto dei titoli dello store).
La seconda è che, finalmente, #1news2cents è anche su Amazon: Amazon.it e Amazon.com con il Look Inside per guardare l'indice dettagliato dei contenuti.

Ah, dimenticavo, il concorso è ancora valido: nel libro ho seminato un "errore intenzionale": chi riesce a scovarlo per primo twittando "#1news2cents l'errore è xxx @marcodalpozzo" avrà in regalo un libro della bibliografia a scelta che, a meno che non sia disponibile in formato elettronico, provvederò personalmente a spedire. Ve ne consiglio qualcuno: "Marketing dell'Informazione e della Conoscenza", di Michele Rosco, da cui tutto è cominciato; Il Reddito di Cittadinanza, di Giuseppe Bronzini, un testo illuminante (non soltanto per le mie ricerche); Lo spettro del capitale. Per una critica dell'economia della conoscenza, di Bellucci e Cini; La società dei beni comuni, una rassegna di Paolo Cacciari che ha ispirato uno dei passaggi chiave della mia teoria. E qui mi fermo perchè rischio davvero di elencarli tutti!

giovedì 16 maggio 2013

#1news2cents la Qualità Costa! un Modello Sociale per l’Editoria (Online) al #SalTo13



Oggi si apre a Torino il Salone del Libro.

Eravamo ad Ottobre dello scorso anno, sette mesi fa. Erica, che sapeva della mia intezione di lavorare ad un eBook, mi invitò per "un dibattito del Salone OFF, per presentare il tuo libro". Io, sorridendo, le dissi che ero contentissimo, la ringraziai per l'invito, ma le feci notare che il libro non c'era ancora.

Mi sono messo al lavoro e alla fine l'eBook è arrivato.

Ed è praticamente arrivato anche il giorno del dibattito: Domenica 19 Maggio al Complesso Sportivo Trecate di Torino, a partire dalle 14.30, allo Spazio Open del Salone OFF, insieme con Giovanna Gallo e Silvia Salvagno, nel dibattito "Il fu libro di carta", sarò contento di presentare il mio lavoro.

Se siete da quelle parti...


sabato 11 maggio 2013

#1news2cents la Qualità Costa! un Modello Sociale per l’Editoria (Online) di @marcodalpozzo


Dopo quattro anni di studi, alla fine, credo di avercela fatta a raggiungere il terzo degli obiettivi che mi ero posto nel Marzo del 2009: #1news2cents la Qualità Costa! un Modello Sociale per l’Editoria (Online) è il titolo del mio eBook (non ci credo ancora!) che sintetizza le mie ricerche sull'Editoria.

Sento di dover dire un paio di cose: ho scelto di metterlo in vendita perchè dietro c'è un lavoro molto faticoso, quasi da artigiano (le figure, "ricamate a mano", sono lì a ricordarlo); il prezzo, però, testimonia la fortissima volontà che ho di fare arrivare le mie idee il più lontano possibile.

Il titolo, che è un tweet, dovrebbe aiutare a discuterne online (altri tweet di sintesi li troverete alla fine di ogni paragrafo). Una parte del libro esplode conclusioni già condivise nel mio laboratorio; gli ultimi capitoli, invece, sono una novità perchè danno forma a delle intuizioni che avevo soltanto accennato.

Nel libro (che ho iniziato a tradurre per una edizione, oppurtunamente rivista, in lingua inglese) ho seminato un "errore intenzionale": chi riesce a scovarlo per primo twittando "#1news2cents l'errore è xxx @marcodalpozzo" avrà in regalo un libro della bibliografia a scelta che, a meno che non sia disponibile in formato elettronico, provvederò personalmente a spedire. Ve ne consiglio qualcuno: "Marketing dell'Informazione e della Conoscenza", di Michele Rosco, da cui tutto è cominciato; Il Reddito di Cittadinanza, di Giuseppe Bronzini, un testo illuminante (non soltanto per le mie ricerche); Lo spettro del capitale. Per una critica dell'economia della conoscenza, di Bellucci e Cini; La società dei beni comuni, una rassegna di Paolo Cacciari che ha ispirato uno dei passaggi chiave della mia teoria. E qui mi fermo perchè rischio davvero di elencarli tutti!

Sono contentissimo di dirvi della presentazione del libro che farò a Torino, Domenica 19 Maggio al Complesso Sportivo Trecate di Torino, a partire dalle 14.30, allo Spazio Open del Salone Off, l'insieme di eventi che porta il Salone del Libro fuori dal Salone. Se siete da quelle parti mi farebbe piacere vedervi! Ringrazio Erica Vagliengo per avermi invitato e per la sua tenacia.

Intanto voglio ringraziare di cuore gli autori dei libri che ho letto e dei blog e siti che ho consultato in questa lunga traversata. Ringrazio anche gli amici Carlo, Massimiliano, Alberto, Paolo e Matteo, per avermi aiutato nella revisione e per l'interesse dimostrato per il mio lavoro.

Nell'attesa di leggervi online intorno all'hashtag #1news2cents, vi lascio con la quarta di copertina che descrive il libro nelle piattaforme che lo metteranno in vendita:

Questo libro arriva alla fine di un percorso di ricerca durato quattro anni e iniziato con un obiettivo molto ambizioso: individuare una soluzione per recuperare il ruolo del giornalismo in Italia e, quindi, risollevare le sorti di un comparto in crisi. L’osservazione dell’evoluzione del mercato editoriale e lo studio di alcuni argomenti specifici (la teoria dei bisogni di Maslow, i principi del Capitalismo Sociale e del Reddito di Cittadinanza, le teorie della Conoscenza e dell’Informazione) hanno portato a scartare l’ipotesi dei quotidiani cartacei (almeno quelli con un ampio bacino di utenza; i quotidiani che chiameremmo nazionali) per promuovere quella dei quotidiani online e a sostenere una via decisamente politica: la revisione del finanziamento pubblico all'editoria. 

In questo libro è proposta una soluzione forse ai limiti dell’utopia: il Modello Fotovoltaico. Esso prevede che i fondi pubblici non siano distribuiti direttamente agli editori, ma transitino attraverso le mani dei Cittadini che, quindi, tornerebbero a svolgere un ruolo centrale nel percorso verso la Conoscenza e che, per tale ragione, avrebbero diritto ad una forma di ricompensa. 

Quanto deve costare un articolo online? Tutti gli articoli online hanno diritto al finanziamento pubblico? Queste le domande alle quali era necessario rispondere per elaborare una base teorica consistente. 

L’hashtag nel titolo del libro contiene la risposta alla prima domanda e, sebbene non in modo intuitivo, anche l’entità annuale di un eventuale finanziamento pubblico. La risposta alla seconda domanda, invece, passa attraverso un'indagine sulla questione della qualità dei contenuti; tale indagine ha portato alla formulazione di un meccanismo di "punteggi a soglia" in grado di stabilire, per l’appunto, il livello di qualità di un contenuto. L’auspicio è che ci sia qualche forza politica che si faccia promotrice di una legge che recepisca i principi del Modello Fotovoltaico. Il valore economico del contenuto online e il meccanismo di assegnazione dei punteggi ai contenuti sono, però, dei risultati immediatamente utilizzabili: il primo, come prezzo da praticare nella distribuzione online degli articoli da parte delle testate giornalistiche; il secondo, come metodo promosso dalle testate stesse o usato in autonomia dai lettori, come percorso di consapevolezza di ciò che si sta leggendo. 

Il titolo di questo lavoro è un tweet che, insieme con gli altri proposti alla fine di ogni paragrafo, è un invito alla conversazione e alla discussione, per criticare o incoraggiare i risultati, forse ingenui e sfrontati, di una ricerca, se si vuole, un po' fuori dai canoni.

sabato 2 marzo 2013

populismi #ilsabatodimdplab #61


Quando Mario Giordano, ex direttore di Studio Aperto, telegiornale di Italia 1, noto per la qualificata redazione di politica e cultura, e attuale direttore di TGCOM24 (il suo curriculum è qui), decise di pubblicare, per un piccolo editore indipendente, Mondadori, due opere, Sanguisughe e Spudorati, io mi sono insospettito.

Ho pensato, che ne so, a come se San Giovanni si fosse messo a scrivere un Vangelo Eretico; oppure ad un besteller tipo "Apologia di Stalin" scritta da Alemanno. Cose così.

Cosa c'era dietro? Io la spiegazione, a suo tempo, me la sono data: Giordano ha scritto Sanguisughe e Spudorati perchè sapeva di poter vendere. Magari mi sbaglio ma, alla peggio, il solo pubblicare due libri simili, sono stati per me la prova che, quello della Casta - argomento ormai dissodato dalla coppia Rizzo&Stella, non solo nel libro, ma anche in tantissime comparsate TV, qualche tempo prima - era diventato l'oggetto di un nuovo populismo.

Non era questo il campo in cui doveva decidersi la battaglia elettorale. E invece è stato così. Quali le colpe? (1) Paradossalmente di tutti i partiti, tranne uno, che non ne hanno parlato per niente. E invece questo, al netto del populismo, dovrebbe essere il minimo comune denominatore di ogni programma elettorale. (2) Dei programmi politici: o troppo fiacchi o troppo farciti di populismi vecchi come quello delle tasse da abbassare (sull'IMU meglio tacere). (3) Degli organi di informazione. Hanno attaccato Grillo perchè utilizzava e utilizza metodi da capopopolo ma nessuno s'è sognato di mettere a confronto i programmi; perchè da qualche parte qualcosa di interessante doveva pur esserci.

Voglio dire che, secondo me, il problema è altrove, ma nessuno ne ha parlato a sufficienza (politici e complici, tanti giornalisti e tanti giornali). Certo, si, il minimo comune denominatore ma c'è anche altro: l'istruzione, il turismo, la cultura, l'innovazione. Io lo ricoprirei d'oro un politico, uno vero, uno che lo fa di professione (perchè la politica è fatta con professionalità e competenza), in grado di proporre qualcosa di sensato. E, con il nostro mandato, lo farei stare al suo posto per tutto il tempo che serve.

A noi spetterebbe il compito di misurarne le prestazioni. Agli organi di informazione il compito di farci sapere come si sta comportando. Alle scuole il compito di farci crescere curiosi.

Immagine CRS

domenica 24 febbraio 2013

ai Giornalisti, non agli Editori

Il linguista Tullio De Mauro sottolinea i problemi che una situazione culturale così devastante comporta per la democrazia in questo paese: sette italiani su dieci non sono semplicemente in grado di capire cosa viene loro detto e spiegato dagli organi di informazione, anche nel caso che questi facciano realmente – e accade di rado – un buon servizio.

In un periodo storico in cui al cittadino medio viene chiesto di votare su argomenti complessi, che richiederebbero un approfondimento notevole e una buona dose di senso critico per vagliare la reale portata e le implicazioni delle proposte dei vari partiti, il 70% degli Italiani non capisce, molto banalmente, nemmeno di che cosa si stia parlando.

Uscire da una situazione così tragica però è un problema arduo. Non è soltanto trovare i fondi per la digitalizzazione della scuola, o fare proposte bizzarre per costringere gli insegnanti a fare più ore di lezioni: significa che bisogna ripensare dalle fondamenta il sistema della istruzione e della formazione. Perché sette italiani su dieci che non sanno in pratica leggere non sono un problema culturale. Sono un problema politico ed economico. Per tutti.

Sono tre brani di un articolo interessante ma molto deprimente sulla questione del...rimborso dell'IMU. A parte il ruolo della scuola, io credo che molta responsabilità sia degli organi informativi. Il maestro Manzi insegnava a leggere e scrivere, ad "operare" con i singoli dati (mettere insieme le lettere dell'alfabeto); per far questo bastava e avanzava la televisione. Ora servirebbe insegnare come si mettono insieme i dati per avere informazione e acquisire conoscenza; per far questo, di mezzi, ce ne sono fin troppi: non soltanto la TV, evidentemente. Tra i sette saperi necessari all'educazione del futuro, Edgar Morin ha messo la conoscenza pertinente: nelle scuole si può sensibilizzare quanto si vuole e cercare di creare un idoneo substrato culturale, ma se poi il panorama informativo è povero, c'è poco da fare!

Ecco perchè il ruolo dei giornalisti è fondamentale. Parlo dei (ai) giornalisti, perchè degli editori non mi fido. Non mi fido perchè chiedono l'intervento pubblico del prossimo Governo "sul fronte della domanda - circoscritto nel tempo e ben delineato nell’oggetto – è indispensabile per superare l’emergenza e tutelare davvero il pluralismo: ad esempio nella forma di incentivi fiscali per favorire la ripresa degli investimenti pubblicitari e per diffondere la lettura dei giornali tra i giovani" (via) senza porsi minimamente il problema del ruolo che svolgono nella società. Faccio un paio di esempi: (1) la pubblicazione di uno sconcertante appello al voto delle donne del PDL (in cui sono stati utilizzati dei volti evidentemente inconsapevoli) sul Corriere; (2) l'ipocrita indignazione di Repubblica all'ennesima inqualificabile esternazione di Berlusconi: come sacrificare la funzione sociale sull'altare della mera monetizzazione.


Parlo dei (e ai) giornalisti, quindi. C'è bisogno di un ruolo di guida, complementare agli insegnamenti della scuola: l'informazione e la conoscenza è nelle vostre mani!

Un Governo serio, quindi, è a loro che dovrebbe direttamente concedere i contributi pubblici per l'editoria sotto forma di Reddito Minimo Garantito. Questa la proposta, assolutamente plausibile, fatta Jacques Rosselin sull'Huffington Post Francia (via). A mio avviso, anche per rispondere al commento all'articolo originale segnalato da LSDI ("Poiché è assurda la distribuzione a fondo perduto di 1,6 miliardi di euro a organi di informazione mantenuti in vita attraverso la respirazione artificiale (anche quando sono portavoce di gruppi finanziariamente solidi), la proposta è lungi dall’ essere insensata. Anche se sarebbe complicato trovare delle modalità di applicazione semplici."), il modo per farlo c'è: sarebbe sufficiente far transitare i contributi pubblici per le mani dei cittadini, delegando a loro la scelta dell'articolo (in un set ristretto solo agli articoli di qualità, cioè funzionali alla crescita). Il Modello Fotovoltaico non è altro che questo.

Immagine Pigazzetta

sabato 23 febbraio 2013

previsioni e speranze. #ilsabatodimdplab #60

Che ci si creda o no, penso sia pericoloso ignorare le indicazioni di SanRemo (nel senso del Santo): ha vinto Mengoni, il prossimo anno si torna a votare. Punto.



Eh no, però, andiamoci cauti: qui gli atti di fede non si fanno!

La relazione tra SanRemo (nel senso delle Spettacolo) e la consultazione elettorale a mio avviso comunque c'è; semplicemente perchè parte dei 12 milioni medi di telespettatori che hanno seguito la rassegna canora, e che sono stati attivi sui Social Media, andrà a votare domani e dopodomani. Se qualcuno ci dicesse quali sono stati i comportamenti degli italici Twitteros e ci spiegasse, per esempio, il nesso tra vincitori e mentions, vincitori e sentiment, qualche indicazione politica la potremmo ricavare. Questo qualcuno c'è e si chiama Vincenzo Cosenza.

Dalla sua analisi scopriamo che ha vinto chi è stato più citato; questo per  i Campioni. Tra i Giovani, invece, ha vinto chi ha suscitato il sentiment più positivo. Cosa sarebbe successo se i Campioni e i Giovani avessero gareggiato insieme? Nessuno lo sa. Se la chiave di decodifica fosse questa, sarebbe complicato prevedere lo scenario che ci attende lunedì sera visto che, alle elezioni politiche, si presentano "Campioni" (il virgolettato è d'obbligo perchè in questa categoria ci sarebbero Bersani, Berlusconi, Casini, Fini...mi fermo, per carità di patria) e Giovani (i grillini sono i maggiori rappresentanti di questa categoria) insieme. Per non complicare il quadro tengo fuori dal ragionamento le elezioni del campione di Masterchef; anche perchè sono troppo pochi gli scarsi due milioni di spettatori che ha avuto lo show (misero il 4% di share contro il 50% del Festival).
[Per inciso, vorrei approfittare per una domanda a Vincenzo Cosenza: ma il sentiment e le mentions sono state misurate anche dopo la proclamazione? Credo di no, altrimenti non si potrebbe parlare di mentions e sentiment come elementi predittivi. Ma meglio essere sicuri.]

Ormai le mie considerazioni le ho fatte e mi seccherebbe parecchio dover trovare un nuovo argomento per questo sabato. No, perchè, se è vero che su Twitter non c'è più del 7% del corpo elettorale credo di aver messo a friggere parecchia aria e mi scuso con quei pochi che hanno la compiacenza di leggere questo bloggettino.

Io, comunque, mi trovo d'accordo con SanRemo (qui torna il Santo): secondo me domani e dopodomani si scherza; il nostro futuro si decide alle prossime, imminenti, elezioni: di Mengoni si diceva che avrebbe vinto prima di Martedì scorso; del ticket Bersani-Monti si parla dall'inizio della campagna elettorale. E così sarà. Ma durerà poco.

Cerchiamo di fare qualche riflessione un pò più seria.

Non so se possa rincuorare Gigi, ma la passione politica è complicata da tenere in vita anche quando si è vicini ai 40 anni. Orientarsi è davvero difficile, sono d'accordo con lui; non credo, però, che la responsabilità sia nella comunicazione politica. E' il sistema informativo che ci avrebbe dovuto aiutare svolgendo un ruolo neutrale. E invece, tranne che in rarissimi casi, i giornalisti hanno usato la piuma sotto i piedi invece che la bacchetta sul dorso delle mani (Crozza poi c'ha spiegato bene cosa accade dietro le quinte, dopo lo scampato pericolo). Ben venga la gamification allora (il caro PierLuca lo dice da non so quanti anni!): OpenPolis ha fatto davvero un bel lavoro. Io sono lì e la cosa mi imbarazza un pochettino. Ma non mi asterrò.



Sentirsi disorientati è il minimo, si diceva. Condivido totalmente le riflessioni di Roberta. Come lei, infatti, diffido di partiti che non hanno democrazia e dibattito al loro interno: non so come potrebbero applicarli in caso di governo; diffido ancora di più di chi si ammanta di democrazia occultandone la mancanza interna; diffido di chi si ritiene depositario della verità, di chi vede e divide il mondo in tutto bianco o tutto nero; diffido di chi, nel marketing come in politica, usa aggressività e terminologia violenta (vi seppelliremo vivi, vaffanculo, etc.), diffido di chi non ha invitato in questi anni ad usare gli spazi democratici per far sentire la propria voce (e ce ne sono).

Mi auguro che questo sia davvero un voto catartico. E, a parte il giocare a fare le previsioni, sono animato dalla fortissima speranza che si torni a votare nuovamente entro l'anno. Lunedì sera, sono sicuro, non sarà cambiato niente e in Italia c'è bisogno di altro.

Immagine Rischio Calcolato Su questo sito, ad Agosto, si diceva: i Leader saranno: Berlusconi, Bersani, Casini, Di Pietro, un grillino (Grillo non si presentera’ in prima persona) e Maroni. Andatelo a leggere: è davvero sfizioso!

sabato 16 febbraio 2013

nelle mani di Sanremo #ilsabatodimdplab #59


I buoni numeri di ascolto e share dell'edizione di Sanremo testimoniano come la rassegna canora rappresenti molto le aspettative del pubblico italiano. Lo strano intreccio con la campagna elettorale permette di leggere questo evento anche con un occhio politico.

L'anno scorso le elezioni non c'erano e, quindi, a competere con Sanremo c'era praticamente il nulla. La controprogrammazione è notoriamente fiacca quando ci sono mostri sacri come la Nazionale di Calcio e, per l'appunto, Sanremo. Questa volta le tribune politiche avrebbero potuto strappare interesse e invece pare non sia stato così. Anche i tweet: nessuno su quello che accadeva su Rai2; tantissimi su quello che si vedeva ed ascoltava su Rai1. Sanremo vince, quindi: o perchè è proprio interessante, o perchè la tribuna politica interessante non lo è affatto. Ma Sanremo vince.

Dal palco dell'Ariston, invece, un paio di indicazioni: (1) la soluzione delle primarie per le canzoni mi ha favorevolmente colpito: un pò come dare più potere agli spettatori: alla fine il vincitore sarà stato un pò più loro e un pò meno della direzione artistica. Scandalosa, c'è da dirlo, la tariffa della telefonata per partecipare al televoto: un'autentica estorsione. (2) i giovani relegati in terza serata, almeno martedì e mercoledì. Un messaggio poco rassicurante per una nazione che deve guardare in avanti. Del resto bisognava soddisfare il palato degli spettatori: se a cantare per prime ci fossero state le "nuove proposte" allora credo che Storace (nel rapido zapping di martedì m'è toccato proprio lui. Ma ho cambiato subito) avrebbe fatto qualche spettatore in più.

 
Stasera sapremo il vincitore. Condivido delle serie considerazioni e le mie previsioni su quali saranno le sorti dell'Italia a seconda di chi vincerà.

- Almamegretta: il prossimo presidente della Repubblica sarà De Magistris
- Annalisa: il prossimo Governo non farà niente per il conflitto di interessi
- Chiara: Giorgia Meloni sarà nuovamente ministro per la Gioventù
- Daniele Silvestri: il prossimo Governo durerà almeno due anni
- Elio e le Storie tese: si torna a votare a Marzo
- Malika Ayane: Pannella sarà ministro della Giustizia
- Marco Mengoni: si torna a votare il prossimo anno
- Maria Nazionale: il prossimo governo darà cittadinanza ai figli di immigrati secondo lo ius soli
- Marta sui Tubi: il prossimo Governo istituirà un reddito di cittadinanza pari a 1000 euri
- Max Gazzè: Giannino sarà ministro per l'economia
- Modà: il prossimo Parlamento voterà il Presidenzialismo
- Raphael Gualazzi: Monti sarà ancora Presidente del Consiglio
- Simona Molinari con Peter Cincotti: entro l'anno gli aquilani rientreranno nelle case
- Simone Cristicchi: il prossimo Governo svuoterà le carceri e Pannella tornerà a mangiare

Immagine I'M from IM

giovedì 14 febbraio 2013

New York Times e Circoli Virtuosi

Esattamente un anno fa, PierLuca Santoro, nella sua rubrica per l'European Journalism Observatory, spiegava il caso del New York Times: un paywall che consente la lettura fino a venti articoli senza pagare; un paywall che, per questa sua natura, lo stesso Pier Luca Santoro ha definito "soft".

A Febbraio del 2012, nell'analisi si scriveva: si vede con chiarezza come a fronte di un incremento della diffusione del quotidiano non vi sia altrettanto una crescita dei ricavi dalla pubblicità che nel suo insieme calano del 6,1%. Si tratta della combinazione tra il progresso dell’incidenza delle revenues derivanti dagli investimenti sull’area digitale, che nel 2011 hanno raggiunto il 27,7% del totale (nel 2010 erano il 26,3%) e la flessione dei ricavi dalla pubblicità per la versione tradizionale cartacea. Una dinamica che conferma come il digitale, neppure per una testata del valore del NYT, riesca a compensare il calo della carta.

A Febbraio del 2013 succede che Mark Thompson, direttore generale del gruppo, dichiari (via): "Abbiamo visto un rafforzamento della forte crescita degli abbonamenti  digitali oltre a un aumento dei ricavi per la vendita e gli abbonamenti su carta. E’ la prima volta nella nostra storia che i ricavi dalla diffusione hanno superato quelli della pubblicità".


(è come se) L'azione congiunta del digitale e del cartaceo (abbia) ha fatto diventare, per il New York Times, un oggetto di vanto quello che, per la quasi totalità degli editori è la preoccupazione più grande: il calo dei ricavi pubblicitari a favore degli abbonati. (Ma questo, ovviamente, non vuol dire che, a New York, non importi più nulla della pubblicità.)
Dal mio punto di vista, tale scarto, oltre ad essere indice di qualità dei contenuti e dell'informazione da essi veicolata, potrebbe rappresentare un'opportunità di innesco di un circolo virtuoso che potrebbe rendere le inserzioni sempre meno necessarie per gli editori (in virtù dell'aumento delle quote di readership) e, quindi, sempre più appetibili per gli inserzionisti. È ovvio che un simile meccanismo sarebbe possibile soltanto instaurando e/o consolidando un rapporto, un patto, alla pari tra Editori e Pubblico, Scrittori e Lettori, tra Cittadini. Per esempio riconoscendo a chi legge il ruolo nella costruzione del senso dell'informazione.

Immagine HOW BLOG

la Qualità (si) Paga

Una delle maggiori debolezze dei paywall o degli abbonamenti tradizionali è il fatto che essi sono caratterizzati da una indifferenziazione della qualità dei contenuti: tutti hanno lo stesso piano e devono pagare la stessa somma. E questo rafforza una delle debolezze maggiori degli editori tradizionali, il non sapere virtualmente nulla dei loro lettori – o non abbastanza – per sfruttare questa conoscenza in modo interessante.

Questo appena riportato è uno dei passi dell'articolo confezionato dalla redazione di LSDI sull'evento organizzato da PaidContent in cui si parlerà della monetizzazione degli articoli online. Il pezzo riporta le proposte di Matthew Ingram, secondo cui la soluzione deve prevedere la modulazione del paywall sulle persone, non sui contenuti. Le cinque possibili strade da percorrere sono, secondo Ingram: (1) consentire ai lettori di pagare a "pacchetto" per singoli autori o temi; (2) creare nuove forme di contenuti specializzati; (3) organizzare eventi dal vivo ; (4) creare comunità virtuali; (5) dare la possibilità agli utenti di accedere alle competenze degli specialisti. I dettagli sono nell'articolo.


Mi limito ad un riflessione che ruota intorno al Modello, che ho definito Fotovoltaico, che prevede il riconoscimento di valore economico (i.e. moneta) soltanto per i contenuti di qualità: non tutti i contenuti sono di qualità, non tutti i contenuti - quindi - sono degni di essere pagati; perchè non tutti i contenuti sono funzionali alla crescita dell'ecosistema informativo e delle persone che lo popolano. La definizione di contenuto di qualità non è, cioè, fine a se stessa: il modello, infatti, prevede che soltanto il contenuto sopra una predeterminata soglia di qualità sia monetizzabile.

Immagine STC Italiano

mercoledì 13 febbraio 2013

European Initiative for Media Pluralism

Anche io, insieme con Iniziativa dei Cittadini Europei per il Pluralismo (*) e la Libertà dei Media, chiedo:
  1. una legislazione efficace per evitare la concentrazione della proprietà dei media e della pubblicità;

  2. una garanzia di indipendenza degli organi di controllo rispetto al potere politico;

  3. la definizione del conflitto di interessi per evitare che i magnati dei mezzi di informazione occupino alte cariche politiche;

  4. sistemi di monitoraggio europei più chiari per verificare con regolarità lo stato di salute e l’indipendenza dei media negli Stati Membri.


Per avviare il processo legislativo a livello europeo occorre un miliore di firme. È possibile firmare anche online riempiendo il form per i cittadini italiani.

Grazie a LSDI per la segnalazione.

(*) Qui qualche riflessione sul testo di Michele Polo, L'Informazione che non c'è, che affronta il tema del pluralismo.

sabato 9 febbraio 2013

Twitter-Nielsen-Bluefin. Occhio alla Triade #ilsabatodimdplab #58

Se non dovesse bastare il buon senso, a giudicare negativamente l'auditel c'è anche una bella ricerca che, dell'auditel, ha raccontato la storia: ai limiti del comico! Con un accordo simile a quello che, per il mercato statunitense, c'è stato lo scorso anno tra Nielsen e Twitter, credo si potrebbe risolvere almeno parte del problema: il monitoraggio della Social TV - fenomeno che si sta tingendo anche di verde, bianco e rosso - restituirebbe di sicuro una fotografia diversa del gradimento della programmazione televisiva; se non altro per le infinite sfumature che - fortunatamente! - la realtà prevede tra un si e un no, tra lo scegliere un canale invece di un altro. Resterebbe il dubbio di quanto in Italia sia affidabile il campione Twitter degli spettatori TV, ma occorrerebbe almeno sperimentare qualche alternativa.

Troppi condizionali in questa riflessione. Ne verrano degli altri.

In settimana è successo che Twitter abbia inglobato Bluefin Labs, importante società di media analytics, esperta nell'analisi semantica delle conversazioni online. Quali sono, quindi, gli scenari che si stanno preparando? Livia Iacolare, su Valigia Blu, dice che, con questo nuovo servizio, "gli inserzionisti interessati potranno acquistare spazi pubblicitari avendo a disposizione in tempo reale tutti i dati sull’engagement e sul sentiment, ovvero sulle reazioni positive/negative rispetto a programmi e spot."


Se, da un lato, vedo la collaborazione con Nielsen come qualcosa di utile per l'ecosistema mediatico - si pensi solo, mi ripeto, a quanto bene farebbe in Italia la sostituzione dell'auditel con la Social TV Analysis -, dall'altro, l'acquisizione di Bluefin Labs, ha il sapore amaro di qualcosa che quell'ecosistema lo altererà in senso negativo. Twitter-Nielsen si porrebbe come un osservatore neutro delle dinamiche crossmediali; Twitter-Bluefin, invece, come un elemento distorsore. Al momento la vedo così. Ed è questa la ragione per cui, poi, mi spavento un pò a pensare ai tre attori insieme: la Triade Nielsen-Twitter-Bluefin: un cortocircuito esplosivo tra interesse privato delle Aziende (Twitter in primis e poi tutti i Brand @qualcosa) e delle TV e interesse complessivo del pubblico. Inutile dire, in questo gioco, chi sarebbe il pollo da spennare.

Se non ci fossero di mezzo gli interessi propri di chi è quotato in borsa, immagino che il monitoraggio della Social TV su Twitter porterebbe all'esaltazione di tante piccole nicchie che, con l'irruzione dei brand agevolata dalla Triade, rischierebbero di essere soffocate. Se si faccesse più attenzione alle dinamiche latenti invece di stroncarle sul nascere sotto il peso di ciò che Twitter - con i nuovi servizi che si accingerebbe a fornire gli inserzionisti - starebbe per rendere ancora più popolare, si aprirebbero le porte a nuovi processi, fuori dalle solite bolle (nel senso di Eli Pariser). A me il fatto che Uomini e Donne abbia più follower di Rai Scuola fa riflettere parecchio e, chiedo: quale mai sarebbe, tra i due, il canale privilegiato nei giochi della Triade? Quanto bello sarebbe, invece, se Twitter "sponsorizzasse" il secondo ai danni del primo? Certo, le scelte sono sempre delle persone ma non tutti sono consapevoli di ciò che c'è dietro.

In tempo di campagna elettorale torno sulla riflessione sull'analogia tra Content MarketPlace e Politica on Demand. Per sapere "cosa c'è dietro" farei vedere e poi spiegherei agli sprovveduti ogni risata e i dettagli delle battute di un Crozza davvero memorabile.


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Aggiornamento del 10 Febbraio: segnalo la breve conversazione con Piero Tagliapietra sulla pagina di Intervistato.com di Facebook nella quale ho linkato il post: al mio timore che possano scomparire, Piero risponde che le nicchie saranno un valore aggiunto per gli inserzionisti. Interessante il suo paragone: il valore delle nicchie (RaiScuola) rispetto al contenuto popolare (Uomini e Donne) è quantificabile nella differenza di valore di CPC che c'è tra Facebook e LinkedIn: 0,10-0,50€ contro 2€ almeno rispettivamente. 

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Aggiornamento dell'11 Febbraio: segnalo il post su We are Social, Il futuro social della TV: Twitter e gli eventi. Di seguito ne riporto i brani conclusivi.
Twitter è molto interessato a diventare un supporto di riferimento per la conversazione legata a grandi eventi. Lo dimostra la recente acquisizione di Bluefin Labs, un’azienda specializzata sulla raccolta di dati social legati a Social TV. Lo conferma anche la partnership che Twitter ha attivato con Nielsen, per individuare metriche social sincronizzate con la misurazione televisiva.
Ali Rowghani, COO di Twitter, ha dichiarato: "Twitter is an amazing complement to live television viewing. We look forward to working with Bluefin and our partners in the television industry to make the experience of Twitter and television even better."
Questo approccio ha un impatto anche sull’advertising tradizionale. In questa analisi di Altimeter Group sul SuperBowl è evidente quanto stia diventando importante per i brand includere una call to action alla conversazione negli spot, spesso tramite hashtag.

Majority of 2013 Superbowl Ads Integrated URLs, Hashtags –Few use Facebook

I presupposti sono molto interessanti per le persone, per le marche e le community a cui partecipano. Attraverso i canali social è possibile partecipare alla conversazione riguardo gli eventi che hanno un impatto su chi è legato al brand e aggiungere valore all’esperienza di fruizione. È importante definire una strategia in linea con le esigenze del target per capire al meglio quali tattiche attivare, in base agli obiettivi che ha il brand. Il futuro della social TV, come succede spesso, si basa sull’ascolto e sulla comprensione delle persone che partecipano alla conversazione e si realizza attraverso interazioni che sono sempre più umane, rilevanti e creative.

Immagine Pensieri in Gioco

mercoledì 6 febbraio 2013

tu mi dici quello che devo fare e io lo faccio


Qualche tempo fa, Antonio Pascale e Luca Rastello hanno un scritto un brevissimo saggio, "Democrazia cosa può fare lo scrittore?", in cui si racconta di quando lo scrittore tende a rassicurare il proprio lettore con le armi - così sono definite - del sapere nostalgico e della retorica dell'apocalisse.

Vendere copie del proprio quotidiano, fare numeri di ascolto con il proprio telegiornale. Sono questi gli obiettivi perseguiti dagli editori con la pratica del sapere nostalgico e della retorica dell'apocalisse. Si ottiene, così, un prodotto indubbiamente qualitativamente scadente, sacrificando l'importante sull'altare dell'interessante, stuprando la missione che qualsiasi testata giornalistica dovrebbe avere,  spegnendo letteralmente la luce sull'informazione, soffocando ogni senso critico.

Bisogna accontentare la maggioranza. Con un fare, quello di tanti attori dell'informazione, che ricalca la strategia dell'ennesima campagna elettorale berlusconiana. E, proprio per l'assenza di senso critico, sedato da un patto - durato anni - tra politica ed una vera e propria forma di mafia, sembra che l'unico programma politico degno di essere votato sia ancora soltanto quello che parla alla pancia.

Quello che nell'industria dei contenuti si chiama Content MarketPlace, in politica si chiama Politica on Demand. Ma sono la stessa cosa.

Il pesantissimo tono di questa riflessione proviene dallo sgomento provato questa mattina: un paio di convinti Democratici (nel senso del partito) mi hanno detto: "manca una forza moderata che intercetti gli indecisi e si faccia interprete delle loro richieste."
Sono Berlusconiani anche loro. Sono ovunque.

Immagine sclerosi.org

Help us keep shining the light

Assolutamente e completamente condivisibile (e da me condiviso) il ragionamento di PierLuca Santoro nella sua edicola questa mattina. Riprendo un paio di brani, quelli centrali:

- I termini chiave, da scolpire definitivamente nella mente, sono: conversazione e persone. Parole che sono opposte a target ed audience. Non è ovviamente una questione semantica è una questione di logiche, di approccio strategico per usare una parola tristemente abusata.

- E’ la fine del target, e per i media dell’audience, c’è la persona, l’essere umano con i suoi interessi.

Interessante la profittevole realtà del The Texas Tribune (segnalata sempre da PierLuca Santoro). Interessante (anche) perchè concede - a fronte di una convinta adesione - la possibilità di promuovere una impresa noprofit per un anno intero. Rende perplessi la marcata natura elitaria di qualche benefit.
Da seguire comunque con molta attenzione la campagna di consapevolezza per far rimanere la luce accesa.

domenica 3 febbraio 2013

timeSpace e la Mission delle Imprese Editoriali

"Il nostro obiettivo centrale rimane quella di migliorare la società, creando, raccogliendo e distribuendo notizie di alta qualità e di informazione. Vogliamo spingere noi stessi e spingere gli altri a trovare il modo migliore per farlo." Lo dicono al New York times per spiegare le ragioni della nascita di timeSpace, incubatore di start-up nel mondo dei media (via).


Questa dovrebbe essere la mission di ogni impresa editoriale e/o testata giornalistica e il fatto che lo si debba ancora ribadire è abbastanza indicativo dello stato dell'ecosistema informativo; non soltanto in termini di Modelli di Business.

Sul gruppo Facebook Giornalismo 2020,  c'è chi si chiede cosa mai potrebbe venir fuori da un quotidiano italiano. Con ottimismo potrei rispondere parlando de laRepubblica delle Idee. Ma è poco, troppo poco.

Dietro timeSpace c'è un messaggio che parla di un metodo: quello della condivisione, della membership e, contestualmente, del mutuo riconoscimento di valori (a chi tali valori li produce) messi a disposizione della Mission. Ingredienti, questi, alla base del Modello Fotovoltaico. Si, quello che rivede i meccanismi di attribuzione del finanziamento all'Editoria a favore esclusivo di Imprese Editoriali con Finalità Sociali, produttrici di Contenuti di Qualità.

Immagine New York Times

sabato 2 febbraio 2013

Direttori #ilsabatodimdplab #57


Bruno Vespa, questa settimana, ha fatto il grande passo. Da un punto di vista ecologico un gran casino visto che sta ringraziando tutti i suoi follower; uno per uno. Ma il ragazzo fa quasi tenerezza. Tra i suoi following ho trovato un ispiratissimo Vittorio Feltri, giudicate voi.

Poi ho curiosato nelle case di altri direttori della carta stampata.

Belpietro e Sallusti sembrano due bimbi. Mauro, De Bortoli e Calabresi hanno un approccio diverso: accomunati dalla maniacale pratica della replica/amplificazione dei contenuti del giornale che dirigono, ho trovato (almeno nei tweet che ho letto) delle differenze nel modo di relazionarsi con le Persone: De Bortoli e Calabresi mi appaiono più empatici, più umani. Mauro mi sembra più snob. Ma anche qui: giudicate voi. E buon sabato!


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Immagine Cinema10