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domenica 6 ottobre 2013

con @GiovanniLegnini su #1news2cents

E' dell'inizio di Agosto l'accordo tra Governo e mondo dell'Editoria. Un passo che il Sottosegretario con Delega all'Editoria, Giovanni Legni, definiva "prezioso per avviare la ripresa del comparto nel segno dell’innovazione dell’Editoria italiana."


Sono passati quasi due mesi e ieri ho avuto il piacere di parlare con il Sottosegretario Legnini: un colloquio davvero interessante in cui ho portato i temi a me carissimi dell'Editoria in chiave sociale, capisaldi del mio lavoro di ricerca #1news2cents: il cittadino al centro, non (soltanto) l'Impresa!

domenica 26 maggio 2013

#1news2cents raccontato agli amici (e poi @ultimabooks e @amazon)

Se un amico curioso mi incontrasse per la strada e mi chiedesse quali sono gli argomenti trattati nel mio eBook "#1news2cents la Qualità Costa! un Modello Sociale per l’Editoria (Online)", mi divertirei a dirgli più o meno le stesse parole con cui ho presentato il mio lavoro la scorsa settimana a Torino, durante il dibattito al Salone OFF organizzato da Erica Vagliengo.

Eccole in questi due brevi video (grazie a Lia e Letizia per avermi registrato e fotografato!). Sono dieci minuti che potrebbero convincervi a rinunciare all'acquisto; quindi altamente consigliati!


Un paio di informazioni di servizio.
La prima è che potete approfittare della promozione di UltimaBooks per avere gratis #1news2cents (a chi si registra, infatti, UltimaBooks regala 3€ spendibili per l'acquisto dei titoli dello store).
La seconda è che, finalmente, #1news2cents è anche su Amazon: Amazon.it e Amazon.com con il Look Inside per guardare l'indice dettagliato dei contenuti.

Ah, dimenticavo, il concorso è ancora valido: nel libro ho seminato un "errore intenzionale": chi riesce a scovarlo per primo twittando "#1news2cents l'errore è xxx @marcodalpozzo" avrà in regalo un libro della bibliografia a scelta che, a meno che non sia disponibile in formato elettronico, provvederò personalmente a spedire. Ve ne consiglio qualcuno: "Marketing dell'Informazione e della Conoscenza", di Michele Rosco, da cui tutto è cominciato; Il Reddito di Cittadinanza, di Giuseppe Bronzini, un testo illuminante (non soltanto per le mie ricerche); Lo spettro del capitale. Per una critica dell'economia della conoscenza, di Bellucci e Cini; La società dei beni comuni, una rassegna di Paolo Cacciari che ha ispirato uno dei passaggi chiave della mia teoria. E qui mi fermo perchè rischio davvero di elencarli tutti!

giovedì 16 maggio 2013

#1news2cents la Qualità Costa! un Modello Sociale per l’Editoria (Online) al #SalTo13



Oggi si apre a Torino il Salone del Libro.

Eravamo ad Ottobre dello scorso anno, sette mesi fa. Erica, che sapeva della mia intezione di lavorare ad un eBook, mi invitò per "un dibattito del Salone OFF, per presentare il tuo libro". Io, sorridendo, le dissi che ero contentissimo, la ringraziai per l'invito, ma le feci notare che il libro non c'era ancora.

Mi sono messo al lavoro e alla fine l'eBook è arrivato.

Ed è praticamente arrivato anche il giorno del dibattito: Domenica 19 Maggio al Complesso Sportivo Trecate di Torino, a partire dalle 14.30, allo Spazio Open del Salone OFF, insieme con Giovanna Gallo e Silvia Salvagno, nel dibattito "Il fu libro di carta", sarò contento di presentare il mio lavoro.

Se siete da quelle parti...


sabato 11 maggio 2013

#1news2cents la Qualità Costa! un Modello Sociale per l’Editoria (Online) di @marcodalpozzo


Dopo quattro anni di studi, alla fine, credo di avercela fatta a raggiungere il terzo degli obiettivi che mi ero posto nel Marzo del 2009: #1news2cents la Qualità Costa! un Modello Sociale per l’Editoria (Online) è il titolo del mio eBook (non ci credo ancora!) che sintetizza le mie ricerche sull'Editoria.

Sento di dover dire un paio di cose: ho scelto di metterlo in vendita perchè dietro c'è un lavoro molto faticoso, quasi da artigiano (le figure, "ricamate a mano", sono lì a ricordarlo); il prezzo, però, testimonia la fortissima volontà che ho di fare arrivare le mie idee il più lontano possibile.

Il titolo, che è un tweet, dovrebbe aiutare a discuterne online (altri tweet di sintesi li troverete alla fine di ogni paragrafo). Una parte del libro esplode conclusioni già condivise nel mio laboratorio; gli ultimi capitoli, invece, sono una novità perchè danno forma a delle intuizioni che avevo soltanto accennato.

Nel libro (che ho iniziato a tradurre per una edizione, oppurtunamente rivista, in lingua inglese) ho seminato un "errore intenzionale": chi riesce a scovarlo per primo twittando "#1news2cents l'errore è xxx @marcodalpozzo" avrà in regalo un libro della bibliografia a scelta che, a meno che non sia disponibile in formato elettronico, provvederò personalmente a spedire. Ve ne consiglio qualcuno: "Marketing dell'Informazione e della Conoscenza", di Michele Rosco, da cui tutto è cominciato; Il Reddito di Cittadinanza, di Giuseppe Bronzini, un testo illuminante (non soltanto per le mie ricerche); Lo spettro del capitale. Per una critica dell'economia della conoscenza, di Bellucci e Cini; La società dei beni comuni, una rassegna di Paolo Cacciari che ha ispirato uno dei passaggi chiave della mia teoria. E qui mi fermo perchè rischio davvero di elencarli tutti!

Sono contentissimo di dirvi della presentazione del libro che farò a Torino, Domenica 19 Maggio al Complesso Sportivo Trecate di Torino, a partire dalle 14.30, allo Spazio Open del Salone Off, l'insieme di eventi che porta il Salone del Libro fuori dal Salone. Se siete da quelle parti mi farebbe piacere vedervi! Ringrazio Erica Vagliengo per avermi invitato e per la sua tenacia.

Intanto voglio ringraziare di cuore gli autori dei libri che ho letto e dei blog e siti che ho consultato in questa lunga traversata. Ringrazio anche gli amici Carlo, Massimiliano, Alberto, Paolo e Matteo, per avermi aiutato nella revisione e per l'interesse dimostrato per il mio lavoro.

Nell'attesa di leggervi online intorno all'hashtag #1news2cents, vi lascio con la quarta di copertina che descrive il libro nelle piattaforme che lo metteranno in vendita:

Questo libro arriva alla fine di un percorso di ricerca durato quattro anni e iniziato con un obiettivo molto ambizioso: individuare una soluzione per recuperare il ruolo del giornalismo in Italia e, quindi, risollevare le sorti di un comparto in crisi. L’osservazione dell’evoluzione del mercato editoriale e lo studio di alcuni argomenti specifici (la teoria dei bisogni di Maslow, i principi del Capitalismo Sociale e del Reddito di Cittadinanza, le teorie della Conoscenza e dell’Informazione) hanno portato a scartare l’ipotesi dei quotidiani cartacei (almeno quelli con un ampio bacino di utenza; i quotidiani che chiameremmo nazionali) per promuovere quella dei quotidiani online e a sostenere una via decisamente politica: la revisione del finanziamento pubblico all'editoria. 

In questo libro è proposta una soluzione forse ai limiti dell’utopia: il Modello Fotovoltaico. Esso prevede che i fondi pubblici non siano distribuiti direttamente agli editori, ma transitino attraverso le mani dei Cittadini che, quindi, tornerebbero a svolgere un ruolo centrale nel percorso verso la Conoscenza e che, per tale ragione, avrebbero diritto ad una forma di ricompensa. 

Quanto deve costare un articolo online? Tutti gli articoli online hanno diritto al finanziamento pubblico? Queste le domande alle quali era necessario rispondere per elaborare una base teorica consistente. 

L’hashtag nel titolo del libro contiene la risposta alla prima domanda e, sebbene non in modo intuitivo, anche l’entità annuale di un eventuale finanziamento pubblico. La risposta alla seconda domanda, invece, passa attraverso un'indagine sulla questione della qualità dei contenuti; tale indagine ha portato alla formulazione di un meccanismo di "punteggi a soglia" in grado di stabilire, per l’appunto, il livello di qualità di un contenuto. L’auspicio è che ci sia qualche forza politica che si faccia promotrice di una legge che recepisca i principi del Modello Fotovoltaico. Il valore economico del contenuto online e il meccanismo di assegnazione dei punteggi ai contenuti sono, però, dei risultati immediatamente utilizzabili: il primo, come prezzo da praticare nella distribuzione online degli articoli da parte delle testate giornalistiche; il secondo, come metodo promosso dalle testate stesse o usato in autonomia dai lettori, come percorso di consapevolezza di ciò che si sta leggendo. 

Il titolo di questo lavoro è un tweet che, insieme con gli altri proposti alla fine di ogni paragrafo, è un invito alla conversazione e alla discussione, per criticare o incoraggiare i risultati, forse ingenui e sfrontati, di una ricerca, se si vuole, un po' fuori dai canoni.

sabato 21 gennaio 2012

Cinque anni. E cominciarli a sentire!

Oggi mdplab compie il suo quinto compleanno!


La sensazione è strana: da un lato la gioia e l'orgoglio di aver tenuto in piedi uno spazio per un numero discreto di anni (in un mondo in cui tutto viene dismesso a velocità vertiginose, si tratta di un grande successo personale); dall'altro i tanti dubbi che ho sulla sua efficacia (e il conseguente pensare di praticare altre strade).

In cinque anni, grazie agli infiniti stimoli raccolti, ho collezionato 501 post (questo è il numero 502!) rielaborando i vostri pensieri e tante altre letture: un insieme di pensieri, stavolta i miei, che hanno fatto di mdplab - oltre che luogo di aggregazione di un paio di iniziative di cui vado fiero - la culla di un Modello per l'Editoria. Ecco, in una delle strade che vorrò sperimentare, spero di poterne sintetizzare i passaggi finali.

Intanto mi godo il regalo che mi sono fatto :)

sabato 19 novembre 2011

Ri-Costruire [la Conoscenza e i Giornali] in Rete #ilsabatodimdplab #2


Luca De Biase ha ragione quando dice che la finanza creava la realtà e il marketing la raccontava. Ed ha ragione nel denunciare anche Internet come responsabile dell'ipertrofia della comunicazione standardizzata della televisione e dell'inefficienza di alcuni mercati dei beni immateriali.
Il mezzo è il messaggio, non c'è dubbio! E la TV [prima] e Internet [poi] si sono fatti veicolo di un marketing poco etico (Comprate!, Guadagnate!) che ha portato ad una deriva.

Internet, però, ci offre la reale possibilità di iniziare un viaggio; ecco perchè credo nelle parole di speranza con le quali Luca De Biase conclude il suo pezzo parlando di ricostruzione. Una ricostruzione che corrisponde non a una nuova tecnologia ma a una nuova dimensione della socialità, a un'accelerazione della dinamica culturale, a un ampliamento dell'accesso alle opportunità.

Perchè tutto si metta in moto è forse troppo ambizioso scrivere una lettera a Mario Monti: troppo ambizioso pensare di potere essere ascoltati; troppo ambizioso in quanto inutile.

Ma si può sicuramente guardare con speranza a delle contaminazioni tra i mondi, quello della TV e quello della Rete, che possono spianare la strada alla creazione di comunità di pratica, e delle pratiche stesse, che costruiscano - ricostruendo - le premesse del viaggio. Forse siamo lontani dal sogno di Gigi di rivedere in TV il Maestro Manzi; ma penso che il viaggio possa comunque iniziare. In una modalità  accessibile, come fa Fiorello; in una modalità utile, facendo educazione online; in un modalità urgente, quando in gioco c'è l'economia della Conoscenza.



Su quest'ultima vorrei soffermarmi.

Domitilla ha aperto la strada questa settimana scrivendo della gratuità delle condivisione delle conoscenze in rete. A mio avviso, però, trascura l'aspetto fondamentale che, poi, ci spinge a fare tutto questo - come dice lei - Gratis!. Sono le motivazioni che vanno ben oltre la sfera materiale e la consapevolezza di ritornare arricchiti [di Capitale Sociale] dalle condivisioni e dallo stare in relazione, in rete, tramite la Rete. Quello del mutuo arricchimento di Capitale Sociale è un processo che può [anzi, deve; per evitare inutili complicazioni e comportamenti artefatti] rimanere trasparente alle Persone, ai Cittadini. D'altra parte, però, ritengo ci debbano essere delle entità, degli agenti sociali, che si facciano carico dell'innesco di tale processo.

E, bisogna rassegnarsi col sorriso: alla lunga, dell'innesco saremo responsabiliti tutti!

[E' davvero necessario spiegare il] perchè?

I quotidiani giocano ruolo fondamentale nella crescita dei Cittadini e nel buon funzionamento degli organi di Governo. I Cittadini crescono non soltanto grazie alla fruizione del contenuto giornalistico, ma anche e soprattutto grazie alla discussione intorno a tale contenuto.

Come detto, almeno come prospettiva di breve periodo, è inutile stimolare le Istituzioni per richiamarle al ruolo che dovrebbero avere in questo meccanismo.

La palla è quindi nelle mani degli Editori e dei Cittadini.

Ai Cittadini, alla fine, verrà chiesto un soldo (non più tutto Gratis, come è giusto che sia!).
Agli Editori, invece, verrà chiesto di svolgere il loro compito all'altezza dei nuovi mezzi. Il ruolo di mediazione dei giornalisti, come dice Fabio Cavallotti, sarà sempre indispensabile; i giornalisti (i.e. gli Editori), però, dovranno al più presto imboccare la strada verso lo sfruttamento di una risorsa (rappresentata dalle piattaforme Online, quelle Social in modo particolare)che, come ci riporta PierLuca, sembra ancora essere sottoutilizzata, tenendo anche conto delle grosse aspettative che ci sono!

Prima o poi le Istituzioni dovranno ascoltare. Per tante ragioni. Una è la mia

sabato 12 novembre 2011

la Svolta Social tra Impresa e Società #ilsabatodimdplab #1

NOTA: Inizio con oggi una piccola rubrica - che per il momento immagino settimanale - nella quale cercherò di raccordare e di sintetizzare (aiutandomi con una mappa mentale che pubblicherò anche a supporto degli sventurati che leggeranno) le riflessioni, i pensieri, gli articoli e i post che mi saranno capitati durante la settimana. La speranza è di fare cosa utile e capace di stimolare dibattito, indispensabile strumento per maturare un pensiero ancora (perennemente!) acerbo.


Cluetrain 2012; markets wish to be conversations but conversations don't want to be markets
Nov 08 via webFavoriteRetweetReply


Così, in uno dei suoi sagaci tweet Gaspar riconsidera il Manifesto.

Un richiamo all'attenzione, un incoraggiamento verso l'attuazione di dinamiche non prettamente materiali ovvero finalizzate - cioè - ad una mera transazione cosa/denaro; una esortazione che poi Gianluca sembra quasi avere ripreso nella sua regola aurea dei social media.

Una svolta social, quindi, che raccomanderei di estendere ben oltre i confini dell'Impresa e del rapporto che l'Impresa ha con le Persone, con i Cittadini. Uno sconfinamento che, soprattutto quando in gioco ci sono entità [le dovrei chiamare ancora Imprese, ma sarebbe meglio parlare di Agenti Sociali] responsabili della produzione e formazione di cultura (attraverso ben precisi passaggi), è quanto mai urgente.

Uno sconfinamento che, per un agente sociale quale è una testata giornalistica, può significare un link in uscita e non, come dice PierLuca, la pratica - ridicola, aggiungo io - del broken link.




E' normale che in questo processo sociale (non esclusivamente social) la tecnologia ha un ruolo abilitatore che sarebbe davvero miope ignorare. La tecnologia, l'infrastruttura-Rete, è [lo ribadisco solo per rendere più organico il pensiero] in grado di dare a ciascuno l'opportunità di contribuire alla crescita.

Di essa si può ammirare la potenza quando la pratica d'uso viene dal basso.

Attenzione, però, quando tale pratica d'uso viene di fatto imposta dall'alto. La Rete rischia di diventare, insieme con la trasmissione (eventualmente multimediale) di contenuti meramente popolari (cioè esclusivamente funzionali alla vendita di spazi pubblicitari), dozzinale cosmesi (stiamo su Facebook, quindi siamo fighi!) a danno inestimabile di chi, di Facebook e dei Social Network, fa uno strumento di aggregazione solidale, di preparazione al viaggio "di Bauman".

Un viaggio che, proprio del modello Internet, può, secondo Rifkin (con una visione da riflettere e valutare ma indubbiamente carica del fascino dell'utopia realizzabile), prendere le sembianze.

domenica 30 ottobre 2011

tra la Deriva e il Viaggio [interpretazione, comprensione e sintesi del pensiero di Zygmunt Bauman]

Avvertenza: per chi lo conosce già e ne studia il pensiero, queste note sull'intervento di Bauman al Salone dell'Editoria Sociale sembreranno banali e superficiali. Ad essi propongo la probabile novità dello schema riassuntivo e, contestualmente, chiedo correzioni ed integrazioni. Spero che questo sforzo di sintesi possa essere comunque utile a qualcuno.


Lo schema che vi presento è il mio tentativo di sintesi della lectio magistralis che Zygmunt Bauman ha tenuto ieri a Roma, al Salone dell'Editoria Sociale, sul tema "Quali sono i problemi sociali, oggi?"

L'esordio è stato stroncante: il problema sociale siamo noi!

Riferendosi alla sua giovinezza, il pensatore polacco ha raccontato che, al contrario di quaranta anni fa [quando si pensava che i problemi sociali fossero in un numero finito, c'era poca conoscenza ma alla fine - individuate le soluzioni - si era sicuri che lo Stato avrebbe interpretato le cause dei disagi e risolto i problemi], oggi i problemi aumentano sempre più, c'è un eccesso di conoscenza ("provate andare su Google" - ha detto Bauman - "ed avrete diversi milioni di file come risposta alla ricerca problemi sociali: le soluzioni prospettate sono troppe!") e, soprattutto, non si sa più chi può agire. Quaranta anni fa era sufficiente dire cosa fare; oggi, oltre a non sapere cosa fare, non si sa nemmeno chi debba fare. è evidente - ha concluso, sorridendo amaramente, l'introduzione - che Obama si sbagliava clamorosamente dichiarando "We can do it" nella sua campagna elettorale. Perchè la risposta è NO!, non si può fare. Se i metodi di risoluzione di nuovi problemi rimangono quelli antichi (guardando lo schema: solo se si crede alla Befana si può pensare di uscire dal periodo in cui siamo continuando a finanziare le banche. Il risultato è alimentare il problema, andare alla deriva)


Ci troviamo in un interregno come Gramsci l'aveva definito: un periodo in cui (per l'appunto) le vecchie cose - e le vecchie soluzioni - non funzionano più e dal quale non si sa come uscire perchè non si sa bene dove andare. Un interregno che - ha puntualizzato Bauman - non è un periodo di transizione (perchè nella transizione sono chiari il punto di partenza e quello di arrivo).

Come si è arrivati a questo punto? La risposta netta di Bauman è: per la degenerazione del capitalismo che, fallendo clamorosamente il suo obiettivo, ha prodotto una paurosa disparità nella distribuzione della ricchezza; reiterando volta per volta la scoperta e il prosciugamento di quelle che Bauman stesso ha definito "virgin land" (tradotto nel suo testo "Capitalismo Parassitario" in "pascoli vergini").

I ragazzi di Occupy Wall Street fanno i conti con nuovi problemi, li denunciano ma non riescono a formalizzarli e, di conseguenza, non riescono a trovare gli strumenti per poterli risolvere. è un movimento - ha esclamato Bauman con molto pragmatismo - che ha unito nella protesta ma che non basterà per compiere la transizione, l'uscita dall'interregno.

Ma è un movimento che (come quello degli Indignatos in Spagna) cerca di uscire dal senso di frustrazione con una reazione che assomiglia più all'inizio di un viaggio che non al perpetuarsi di una deriva.

Una frustrazione solitamente dovuta alla manifesta incapacità di capire cosa fare per uscire dal disagio e dalla terribile consapevolezza che, anche se si disponesse di una nuova soluzione, non la si potrebbe mai mettere in pratica se non facendo ricorso a delle abilità collettive.

Occupy Wall Street e gli Indignatos reagiscono - come si diceva - iniziando un viaggio.

In troppi, invece, vinti dalla pigrizia, illudendosi (io direi: venendo illusi) di uscire fuori dalla crisi, alimentano invece un circolo vizioso, buttano la benzina sul fuoco dei problemi sociali, vanno alla deriva.

Il viaggio degli Indignatos è la scalata di una montagna della quale non si riesce a scorgere la vetta; la deriva è invece una rincorsa al consumo e alla sostituzione veloce dei beni acquistati (vedi ancora Capitalismo Parassitario). Perchè il capitalismo ha di fatto portato alla commercializzazione del percorso verso la felicità e degli impulsi umani portando, nel primo caso, a individuare nei Centri Commerciali il luogo di cura del disagio; nel secondo caso a competere invece che essere solidali; una competizione diventata necessaria per paura che ci si senta risucchiati, per il terrore - ad esempio - di perdere il lavoro.

Siamo quindi individualizzati perchè - come ha concluso Bauman - non facciamo più affidamento sulla Rete delle persone nelle quali si era sempre riposta una fiducia che ora viene meno proprio per la competizione. Una competizione che ci indebolisce e ci fa essere più vulnerabili; la soluzione solidale è, quindi, l'unica percorribile in un viaggio che è soltanto iniziato.

La questione è "Chi risolverà i problemi sociali?" La risposta non c'è ancora; quello di cui Bauman è sicuro (e, sono convinto, siamo sicuri anche noi) è che lo Stato di oggi, cioè lo Stato di ieri, ha esaurito il suo compito.

Per usare le parole con cui ci ha salutato questo grande personaggio: per vincere nuove battaglie occorrono nuovi generali! 
Per adesso mi accontenterei di un buon Capitano!


Per le figure della fotografia ringrazio: ilfavolosomondodimimmi, stock-photo, partecipiamo.it e cartonionline.com.

venerdì 16 settembre 2011

i Sorrisi e le Idee del #romagnacamp

E' stato Gaspar a darmi il benvenuto al RomagnaCamp con il thingsourcing ed ho capito che non sarebbe stato un Camp qualsiasi.

L'aria respirata sabato scorso è stata una boccata di ossigeno perchè rinfrescata (a dispetto di un caldo a tratti insopportabile) da bellissimi sorrisi che portavano tante idee. Quelle di una piccola parte di Italia che, guidata dal Web a ritornare offline (l'espressione è di Marco), se noi stessi l'aiutassimo a diventare più grande, sono sicuro saprebbe fare il bene di una Nazione, la nostra, che sta andando letteralmente a rotoli.

Dicevo Gaspar: ci ha dato la sua visione: forse in futuro non saranno più [solo] le persone a connettersi e a condividere ma saranno le cose. Su FriendFeed poi, con una breve discussione, ci siamo chiariti e mi sono tranquillizzato. Perchè alla fine al centro ci saranno comunque le persone e il thingsourcing ci concederà più tempo per pensare, riflettere, agire.

Persone magari guidate/educate/formate nel metodo e nell'azione dai Giochi di PierLuca o dal Tango di Alessandra: "facciamo infatti che", anche col gioco e con il tango, noi saremo migliori. Facciamo che, con il divertimento, noi impareremo di più. Facciamo che, nelle vesti di un personaggio (un ballerino per esempio), sapremo informarci. E che sapremo stare di più e meglio insieme a condividere un pensiero. A dare forma ad un'idea.

A fare, come dice Gino, Social Innovation con gli strumenti dell'Economia Sociale. Certo, servirà attivare gli attori opportuni, sarà fondamentale sbloccare i Capitali di chi ha già un determinato orientamento, ma se le premesse sono queste c'è da essere ottimisti. Ed io lo sono!

E allora, forse, quando - come ci ha raccomandato Luca - saremo stati tutti quanti davvero in grado di esercitare i diritti come cittadini e non in funzione di un simbolo acquisito sul Web, magari saranno maturi anche i tempi per un Editore Sociale.

Per una "Notizia Equa e Solidale".



Grazie anche da questo spazio ad Alessandra e a Luca per l'impegno che ci hanno messo.

Grazie alla mia compagna di viaggio. E poi un caro saluto a Domitilla, a Stefigno (aspetto la mia fotina, eh!), a Kobayashi, all'unico altro abruzzese presente al Boca, Massimo, a DavMuz, a Yoghi e a Nicola perchè li ho visti e ri-visti con piacere con una stretta di mano ed un abbraccio. Un saluto a chi ha sorriso della mia maglietta (e a BraGiu, che mi ha incoraggiato a farla) e a chi ha guardato con simpatia il mio lavoro di "cesello". Un saluto a tutti (gli altri)!

venerdì 21 gennaio 2011

E Sono Quattro!

Oggi mdplab compie quattro anni.

All'inizio era prevalentemente Web Marketing [in particolar modo Turistico] e SEO: acquisizione di fonti, revisione di articoli e pensieri da condividere e discutere. E lo si faceva in una piattaforma diffusa nel senso che si discuteva un po' a casa di tutti: il blog di questo o di quell'altro e il thread iniziava da un post ricco di contenuti. Erano scoperte continue ed entusiasmanti. Erano i periodi del mio primo Camp, quello di Milano sulla versione Rutelli di italia.it, e delle gite a Treviso e del corso di Posizionamento per Motori di Ricerca a Roma.

Poi un progetto, Marketing Agorà dell'amico PierLuca e il mio sforzo di star dentro un gruppo di lavoro. Con una idea da sviluppare, una proposta. Ma poi non se n'è fatto nulla, purtroppo. Ma il lavoro fatto intorno a quell'idea mi ha aperto un nuovo mondo.

Poi ancora il Social Bookmarking, Facebook e il Capitale Sociale. Ecco, una nuova pietra miliare del mio percorso: questo post proprio su Facebook e il Capitale Sociale!. Fin dal principio c'è comunque sempre stato un occhio molto attento ai fenomeni della Comunicazione e dell'Informazione.

Poi una pausa di riflessione, diciamo pure di totale cazzeggio, che mi ha preparato ad una nuova fase fatta di ricerche anche intorno ad un nuovo argomento, l'Editoria. Unacavalcata, quella dell'ultimo anno, con delle soste importanti: Perugia, Roma, Lanciano. E anche Siena!

E arrivo ad oggi con un bagaglio che non pensavo mai di poter acquisire, fatto anche di [altre] entusiasmanti letture.

E sono quattro insomma, con impegno e passione anche per cercare di restituire qualcosa a chi mi ha dato già tantissimo.


giovedì 29 aprile 2010

Pubblicazioni Iper-Locali. Qualche numero

Pubblico dei numeri [alcuni dei quali non noti poichè riferiti al mio territorio] a completamento di quanto sostenuto nella presentazione fatta al Media Camp [slide 18] su una delle possibili future evoluzioni delle pubblicazioni su Carta dei Giornali.

Essendo immersa in una nuvola [quella formata dai Generatori e dai Fruitori delle Notizie], la pubblicazione iper-locale riuscirebbe a garantire al Cartaceo ciò che rende il Web il modello che meglio soddisfa le esigenze delle persone: bidirezionalità, condivisione e velocità della [e nella] fruizione. Oltre alal certezza di cementare il Capitale Sociale Bonding [quello che si ritrova nel rapporto all'interno di un gruppo fatto di anime tra loro omogenee] e alla possibilità di costruire a livello locale anche un Capitale Sociale Bridging [quello proprio dei gruppi di anime tra loro eterogenee], i numeri che vi propongo dimostrerebbero anche la maggiore convenienza/sostenibilità economica [cioè sostenibilità materiale] di una tale impresa.

Utilizzando come fonte Wikipedia [diciamo che, per quanto intendo mostrare, non sono essenziali i dati precisi], ho considerato i numeri di tiratura e diffusione dei maggiori quotidiani italiani, del quotidiano locale Abruzzese [ilCentro] e del mensile di Guardiagrele, la mia città in provincia di Chieti [Aelion].





E' vidente che man mano che ci si spinge alla localizzazione della pubblicazione si alza la percentuale di diffusione rispetto al bacino potenziale, intendendo come bacino potenziale il numero di abitanti il territorio in cui la pubblicazione viene distribuita. Migliorano anche le percentuali della diffusione rispetto alla tiratura [che si può leggere anche come: più si pubblica localmente e più si vende rispetto a quanto si produce]. Da notare anche che la somma dei numeri percentuali dei quotidiani nazionali viene superato [e di parecchio] da quelli del Giornale locale [a Guardiagrele siamo molto meno di 20000 abitanti ma ho esagerato dovendo tener conto dei numerosi abbonamenti degli emigrati]. Il tutto viene evidenziato nel grafico che pubblico di seguito [fare click per ingrandire].




Probabilmente questa analisi comparativa è stata già fatta in altre occasioni ma credo sia comunque utile ribadirne il messaggio! Mi auguro sia da stimolo a qualche utile e condivisa riflessione.

lunedì 26 aprile 2010

MediaCamp. una Grande Soddisfazione e una Piccola Perplessità

Finita la due giorni molto intensa in quel di Perugia. Città meravigliosa in cui ho respirato un'aria fresca, salubre che mi ha fatto bene. Ero lì per il MediaCamp a portare la mia ventina di indegne slide! Ho avuto modo di salutare Luca, evidentemente provato da una settimana di interventi e moderazioni nei numerosi Panel in cui è stato coinvolto. Ed ho rivisto con molto piacere PierLuca: due passi e qualche parola scambiata dopo il suo intervenuto ieri pomeriggio in una tavola rotonda che ha tirato un pò le somme delle tante discussioni della settimana. E poi Lia, mia compagna di viaggio!

Ho seguito con molta attenzione questo MediaCamp, una giornata fatta di tanti interessanti interventi [Arturo Di Corinto, Alberto Castelvecchi e Riccardo Maiolini su tutti! - spero di aver associato correttamente il nome alla terza presentazione e, soprattutto, di recuperare le slide da qualche parte - ] ma, ancora a caldo, mi prendo la licenza di esprimere una perplessità. Sono molto grato ai ragazzi di Ventialle20 che mi hanno dato l'opportunità di parlare e presentare lo stato attuale dei miei studi ma avrei preferito ascoltare più interventi spontanei, più blogger. No, niente in contrario alla formula scelta perchè ho scoperto tante iniziative delle quali, lo confesso, prima non sapevo nulla, ma mi sento di dire che quello di ieri non è stato un vero e proprio BarCamp.

Un pò di imbarazzo, quindi, quando ho preso il microfono! Ma la soddisfazione è stata tanta e ancora di più se penso di essere stato un protagonista [umile, umilissimo] di un evento di così grande portata.

domenica 25 aprile 2010

Condivisione di un [Utile?] Modello Ose della Filiera Editoriale



Questa è la presentazione che tra qualche ora farò al Media Camp nell'ambito del Festival Internazionale del Giornalismo. Se siete anche voi qui a Perugia, vi aspetto, insieme a tutti i BarCamperos, nella Sala Lippi [il mio turno è alle 16.30].

Le slides sono l'inevitabile esito dei deliranti post degli ultimi mesi e, allo stesso tempo, un punto da cui [se le mie sensazioni saranno state positive] non esiterò a ripartire.

giovedì 8 ottobre 2009

Fuga verso l'Azione. Obiettivo 1 raggiunto!

La Fuga verso l'Azione che aveva risvegliato, a Marzo, le mie attività online e conseguentemente quelle di mdplab, mi ha fatto raggiungere il primo traguardo.

Nelle note di Marzo, nelle quali esplicitavo meglio le mie intenzioni, a proposito dell'Obiettivo 1, avevo accennato alla stesura di un Documento in cui dimostrare anche con numeri e testimonianze l'Utilità e funzionalità della condivisione delle Informazioni, delle Conoscenze, delle Esperienze professionali e degli obiettivi Aziendali e l'Utilità di una piattaforma di Condivisione Documenti per la redazione in tempi ridotti di documenti interni e verso il Cliente.

Sono riuscito a produrre il Documento, considerando le fonti indicate e integrando in essa anche alcuni dei post che hanno trovato spazio da queste parti, per presentarlo nell'Azienda in cui lavoro nell'ambito di un concorso interno che premierà le idee più innovative.

Purtroppo le tante cose accadute in questi mesi non mi hanno permesso di lavorare al meglio. Ma sono comunque soddisfatto.

Molto soddisfatto!


Voglio condividere con Voi questo Traguardo perchè è anche e soprattutto a Voi che devo dire Grazie. Senza la condivisione e senza i contributi che Voi stessi mi avete segnalato, l'Obiettivo 1 non sarebbe stato alla mia portata.

Lunedì scorso, il 5 Ottobre, c'era la scadenza per la consegna ma ieri è stata prorogata e la cosa mi ha un pò infastidito. Con qualche giorno in più avrei di sicuro inserito nella mia Proposta qualche dato in più e avrei potuto citare un interessante articolo su i-dome. Ma va bene lo stesso!

Cosa ho proposto?

Beh, l'adozione di un Wiki Aziendale per la redazione di Documentazione Cliente e Interna e l'implementazione di un Internal Corporate Blog per il miglioramento dei Rapporti interni tra Lavoratori e Top/Management funzionale anche ad una costruttiva condivisione degli Obiettivi Aziendali. In se, ovviamente, la Proposta non ha nulla di innovativo se si guarda a tante altre realtà [soprattutto quelle oltreoceano]. Sono sicuro, però, che innovativo sarebbe dare finalmente seguito alle buone intenzioni che comunque nella mia Aziendasembra ci siano!!!

Ho voluto perciò mandare un messaggio chiaro sia con motivazioni di carattere culturale [la lettura di Economia della Felicità, quella del Cluetrain Manifesto e lo studio che online porto avanti praticamente da sempre sono state un supporto utilissimo] sia con considerazioni di tipo economico sulla sensibile cost-reduction che si otterrebbe.

Nella proposta ho anche inserito un paio di provocazioni: il Facebook Aziendale e il Twitter Aziendale come possibili sviluppi. Non mi sono voluto spingere oltre indicando FriendFeed anche se lo ritengo, considerando l'utilissimo servizio che a mio parere potrebbe ottenersi [*], la soluzione migliore.

Adesso l'Azione prosegue. Di Obiettivi ce ne sono altri due anche se per questi non ho particolari scadenze! Non è detto poi che un positivo impatto della Proposta in Azienda non si traduca in ulteriore impegno da parte mia [cosa che ovviamente mi auguro!].

Aggiornamento ore 21.00
E con un po' di tempo in più avrei potuto anche citare questo post Build a Social Network for Your Business!!!

[*] Si pensi alla presenza di un Lavoratore in un meeting e che, in tale meeting, ci sia la necessità di acquisire con urgenza un’informazione; per essere sicuri di poter acquisire l’informazione si pensi al caso in cui la richiesta debba essere fatta a più Colleghi contemporanemente. Un Twitter Aziendale permetterebbe la pubblicazione della richiesta che, per come il servizio è già concepito sul Web, sarebbe visibile a tutti i Colleghi. Questi ultimi, purchè ovviamente in grado di fornire un contributo, pubblicherebbero la riposta stessa sulla piattaforma. In questo modo il Lavoratore fruirebbe in real-time della risposta desiderata proseguendo il Meeting senza problemi.

venerdì 24 luglio 2009

tra Ritagli di Carta e Bit - chiacchierata con Antonio Sofi

Voglio segnalarvi la chiacchierata che ho fatto con Antonio Sofi sul gruppo di FriendFeed in cui stiamo discutendo di italia.it.

Ringrazio Antonio per aver dato voce, per mezzo di Apogeonline, al gruppo e ai suoi obiettivi ma non vi nascondo la mia soddisfazione personale!

Questo è il link dove troverete il podcast.

Mi piace l'idea che ci si interessi a queste iniziative e mi piace soprattutto il fatto che venga data l'opportunità a perfetti sconosciuti di esprimersi ad una platea più vasta di quella degli iscritti ad un feed!

Spero di non aver detto troppe cavolate e non me ne voglia chi, da anni, fa Web Marketing e sta sul Web per mestiere. Sono un appassionato, mi piacciono le dinamiche che governano Internet e mi interessa partecipare alle iniziative che più richiamano la mia attenzione mettendo in discussione le mie convinzioni e le mie idee. Questa chiacchierata è un piacevolissimo ed inaspettato effetto collaterale :)

Spero anche di aver fatto in questo modo un ulteriore passo in avanti verso l'obiettivo del Gruppo che, a mio modo di vedere, è un obiettivo che dovrebbe avere il Popolo della Rete: dimostrare che siamo capaci fuori dal confine! Per cercare di vincere quello scetticismo per il quale, sempre più spesso, ci si ritrova da queste parti solo a far polemica!

venerdì 11 aprile 2008

Siamo stati capaci - il Comune di Chieti ha risposto!

Alla fine ce l'abbiamo fatta: siamo stati capaci. Finalmente!

Dopo aver scritto la lettera al Sindaco di Chieti che sintetizzava le indicazioni raccolte su alcuni blog sul Portale del Comune di Chieti, l'unico feedback che avevo avuto è stato la ricevuta di ritorno della Raccomandata :)

Per un pò di giorni ho goduto della soddisfazione che il semplice aver raccolto le impressioni dei blogger e l'aver formalizzato la nota in una lettera mi davano! Poi però mi sono messo ad aspettare qualche novità...

Oggi sono davvero molto contento di segnalarvi le risposte che sono arrivate direttamente dal Dirigente competente del Comune di Chieti, il Signor Giuseppe La Rovere, opportunamente stimolato dall'assessore Bassam El Zohbi.

Le risposte non sono arrivate direttamente a me ma poco importa: l'importante è che ci siano state!

Ne sono venuto a conoscenza grazie all'articolo pubblicato su primadanoi.it che qualche giorno fa aveva segnalato la nostra iniziativa.

Di seguito vi riporto le parole del Dirigente ringraziando il Quotidiano Online PrimaDaNoi per la cassa di risonanza che ha dato alla cosa.

Acquisto dominio. «La denominazione "comune.chieti.it"», spiega La Rovere, «rappresenta una denominazione istituzionale il cui dominio è acquistabile solo presso soggetti che hanno titolo alla gestione dei domini "gov" ( ad esempio non è possibile l'acquisto di domini su Aruba o altri soggetti presenti sul mercato). In seguito alla ristrutturazione telefonica (passaggio da Telecom a Fastweb) è stato richiesto al nuovo gestore anche l'assegnazione di un dominio istituzionale e si prevede che entro un mese lo stesso sarà disponibile». Buone notizie in arrivo, quindi.

Sezione turismo. «Il portale dispone della possibilità di far girare video commentati sulla città e sulle sue emergenze architettoniche e storiche. Come ben sa», riferisce il dirigente all'assessore, «nel bilancio 2007, non sono state reperite le somme per il relativo incarico inerente le riprese ed i commenti. Circa poi la logica di marketing, come ben sa, per avere più volte discusso in seno alla riunione Giunta - Dirigenti, i contenuti sono di competenza del Settore cui fa capo il turismo che, a quanto ne so, ci sta lavorando sopra».

Notizie sulle associazioni. «E' stato avviato un iter per addivenire ad un protocollo circa la responsabilità delle notizie pubblicate in tale sezione, la disponibilità di pagine web per le scuole ed associazioni non dotate di sito, la responsabilità ed il coordinamento di forum lanciati da soggetti diversi dal Comune. In esito alla definizione ultima di detto protocollo, potranno effettivamente avviarsi tutti gli spazi previsti a livello associativo e dell'istruzione».

Versioni in lingua. «Valgono gli stessi problemi inerenti il bilancio 2007», spiega La Rovere. «Si spera di trovare dipendente dotato di buona volontà e con conoscenza delle lingue per la relativa traduzione».

Eventi. «Per quanto concerne foto o filmati si rimanda alla sezione turismo, mentre per la creazione di un canale YouTube, sinceramente, nella progettazione non si era pensato, l'idea è molto valida e attiverò al più presto la struttura per una soluzione in tal senso».

Sezione itinerari e mappe. «La questione dei Link sarà risolta non appena avremo i relativi permessi dai titolari dei rispettivi portatili. La normativa sulla pubblicità e sulla riserva delle fonti, non ci consente di inserire all'interno del portale dati estratti da altre fonti sulla rete pulendo la parte pubblicitaria. Per far ciò è necessario ottenere apposita autorizzazione dai titolari. Alcune di esse sono state richieste ma ad oggi non abbiamo ottenuto risposta».

Sezione dedicata al sindaco: pare che si provvederà anche a questa sezione secondo le indicazioni dei blogger.

Sezione servizi ed altro. «La descrizione sarà applicata non appena avremo a nostra disposizione un dominio idoneo».

Oltre la modulistica. «La fornitura di notizie non dipende dal CED. Abbiamo più volte cercato di coinvolgere i diversi Settori ma con scarso risultato».

Fidelizzare l'utenza. «Per motivi di responsabilità e di rigore istituzionale, è stato deciso di non utilizzare "blog" nel portale. Si potrebbe esaminare la realizzazione della proposta attraverso"forum" ma in tal senso è necessario conoscere quale ufficio (visto che non esiste la struttura di comunicazione) debba farsi carico del forum».

Forum. «Per quanto concerne i forum di iniziativa comunale vi è solo da ripetere la sollecitazione agli Assessori e Dirigenti. Per quanto concerne invece i forum gestiti dalle Associazioni e Scuole saranno attivati non appena formato il protocollo di cui si è detto».

Web standard. «Il web è stato realizzato secondo la direttiva Stanca ed stata richiesta la relativa validazione al Cnipa. I validatori indicati sono per soggetti privati su W3G e non per soggetti pubblici che devono sottostare alla normativa Stanca che è leggermente diversa dallo standard USA W3G.

Architettura informazioni. «Abbiamo cercato di evitare il massimo il "burocratichese" spiegando tutte le attività. Chiaramente la parte più esplicitamente comunicativa dovrebbe essere curata dalla struttura di comunicazione. Si è comunque disponibili a suggerimenti e/o modifiche».

Presenza sul Web «Il portale presente già in buon PAGE RANKING, si sta operando per migliorarlo ma la crescita, oltre essere legata all'aumento degli accessi è ancora coordinata dalla denominazione del vecchio portale in house».

Lasciatemelo dire: un bel risultato!

I commenti sono a vostra disposizione per le impressioni che avete ricavato dalle spiegazioni di La Rovere.

lunedì 17 marzo 2008

Portale di Chieti: spedita la lettera al Sindaco!

Avevo dato appuntamento per la seconda metà di Febbraio a quanti fossero stati interessati a dare il proprio contributo per scrivere la Lettera al Sindaco di Chieti per formalizzare e concretizzare delle conversazioni (che altrimenti sarebbero andate perse) su e per il Portale del Capoluogo della Provincia in cui risiedo.

Oggi ho spedito al Sindaco Ricci una Raccomandata ed una e-mail in cui ho riordinato ciò che già era venuto fuori. Ho potuto mettere a penna solo la mia firma ma, come potete vedere nel pdf che ho reso scaricabile, ci sono anche altri nomi.

Non so davvero cosa ne sarà di questa iniziativa ma vi confesso che il solo fatto di aver visto nero su bianco, un modulo di raccomandata, uno di avviso di ricevimento mi ha dato grande soddisfazione.

Ciò che voglio dimostrare è che la blogosfera funziona!

Che per tante iniziative che falliscono, ce ne sono altre che invece arrivano in porto.

Capisco che RiChieti è ben poca cosa rispetto a Ritalia ma stavolta, contrariamente ad altre volte, posso dire che siamo stati capaci!

Vi terrò aggiornati :)

La lettera al Sindaco di Chieti in pdf