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sabato 19 maggio 2012

$38, la Rete e @quinta all'AGCOM #ilsabatodimdplab #28

Sarebbe una bestemmia dire che per ogni condivisione fatta su Facebook qualcuno dovrebbe riconoscermi 38 dollari. Il tempo dirà se anche i 38 dollari necessari per una condivisione (pardon, share) di Facebook lo sono.


Quanti like ci saranno per Facebook quando, per rendere conto agli azionisti, si troverà costretto a modificare la sua impostazione? Quanto piacerà a noi, che l'abbiamo reso vivo, la trasformazione di Facebook in una piattaforma di distribuzione di apps che vendono prodotti o servizi (è una delle ipotesi di Luca De Biase)?
Guardo la cosa con curiosità e preoccupazione convinto che, dopo Instagram, si stia davvero esagerando. E il fatto che Facebook abbia dato praticamente la morte a FriendFeed, dimostrando un interesse di fatto nullo all'essenza stessa della Rete mi preoccupa.

Sia ben chiaro: se Facebook è/sarà complice di questa deriva, di sicuro la cosiddetta massa critica non è esente da responsabilità. La fuga da FriendFeed e la conseguente desolazione sperimentata da chi, invece, cerca di continuare a viverci dentro, ne sono la testimonianza. Twitter, in cui la massa si è rifugiata, favorisce più il broadcast che la rete per via della sua intrinseca difficoltà ad abilitare le discussioni (almeno questa è la mia personale esperienza). Cos'altro sarebbe Facebook, da piattaforma di distribuzione di apps, se non - essenzialmente - un altro megafono?

Insomma il futuro, anche quello della Rete, è nelle nostre mani e, mi sembra, alla preoccupazione che abbiamo sempre avuto sul come utilizzarla, si aggiunge anche quella di lasciarla così com'è, da un punto di vista squisitamente "tecnologico". Sarebbe davvero paradossale trovare declinata sul Web la stessa crisi di valori che denunciamo, proprio qui, in Rete, e che dalla Rete pretendiamo di risolvere.

È vero, a proposito di valori, la Rete è stata anche la tecnologia abilitante del "Guadagnate!"; ha fatto (e fa) credere a chiunque che sia un pozzo da cui chiunque può estrarre petrolio. Mi fa sorridere il casino creatosi intorno alla provocazione di Marco Camisani Calzolari, come se si ignorassero le pratiche poco etiche di tanti SEO di qualche anno fa. Cos'altro sono la collezione (a pagamento, s'intende!) di Follower o di server russi che aumentavano (aumentano ancora?) la link popularity, se non un risultato da vendere all'ignaro Cliente o un trofeo da esibire all'ingenuo Acquirente, alle Persone?

Bisogna sperare che le piattaforme che abitiamo continuino a rendere possibile anche molto altro, oltre che il mero guadagno, o l'illusione di esso (che è peggio). Ogni stravolgimento sarà, lo ripeto, anche una nostra diretta responsabilità.

Non mi dispiacerebbe tornare a commentare sui blog e a condividere documenti sui Wiki. Del resto, lasciatemi chiudere così, è proprio in questo modo che ho conosciuto Stefano Quintarelli che, dimessosi dal suo incarico (chi l'avrebbe fatto?) rischia di diventare il presidente AGCOM. Ed è proprio per averlo conosciuto così che gli faccio il mio in bocca al lupo!

venerdì 11 dicembre 2009

Real Time Search di Google: ma funziona davvero?

Due sono i parametri che qualificano un sistema di Recupero delle Informazioni [Information Retrieval].

Ripropongo qui le definizioni di tali parametri:

Recall: la Recall è il rapporto tra il numero dei documenti recuperati pertinenti alla query ed il numero di tutti i documenti pertinenti contenuti nell'archivio cui attinge il Sistema.
Precision: la Precision è il rapporto tra il numero di documenti recuperati pertinenti alla query ed il numero totale dei documenti recuperati a valle della query.

Le teorie dell'Information Retrieval ci dicono che l'efficacia di un sistema di Information Retrieval si valuta misurando la Precision a diversi livelli di Recall.

Ora un sillogismo che uso per entrare con efficacia nel cuore del post:

Google è un Motore di Ricerca. I Motori di Ricerca sono un sistema di Information Retrieval. Google è un Sistema di Information Retrieval.


Cosa accadrà con la novità di Google
che permette l'aggiornamento dei risultati di ricerca in tempo reale? È ovvio che in questo modo aumenteranno [e, altrettanto ovviamente, in tempo reale] le voci restituite dopo una richiesta di ricerca; ma perchè le performance del Motore di Ricerca rimangano almeno invariate occorrerà che, allo scontato aumento di dimensioni del serbatoio da cui pescare risultati [i. e. documenti indicizzati], segua anche, banalmente, un aumento del numero di documenti pertinenti alla query contenuti nel serbatoio.

Sarà possibile? Oppure ci si deve aspettare un deterioramento dell'esperienza di ricerca?
Non si ha la certezza che, percentualmente rispetto al totale dei documenti indicizzati, questo meccanismo aumenterà i documenti pertinenti.
Ammettendo che le modalità di restituzione non varino con il Google real time, è proprio questo l'elemento discriminante che decreterà il successo o meno del progetto. Osservo però che è altamente probabile che l'algoritmo di recupero sia diverso poichè vedo come impossibile un calcolo istantaneo del rating [che è il meccanismo su cui si basa il "Google classico"]. Si noti che la verifica/conferma di una effettiva modifica dell'algoritmo potrebbe anche impattare pesantemente sugli specialisti SEO/SEM.

Devo inoltre anche dire che non è del tutto assurda l'ipotesi di manovre fraudolente di pubblicazione di twit e post non propriamente autentici sui Social Media coinvolti che contribuiscono al Real Time Search. Osservazione, questa, fatta al netto di un altro fenomeno che minaccia il rinnovato sistema: il disorientamento per l'utente [alla ricerca di informazioni di acquisto si Prodotti e/o Servizi] che si vedrà addirittura trasformare sotto gli occhi la pagina di Google.

L'aumento della pubblicazione degli spazi sul Web fa in modo che l'entropia della Rete [e nella Rete] cresca; beh, dopo i dubbi appena espressi, una convinzione ce l'ho: che il real time non farà altro che aumentare il ritmo di tale crescita a tutto svantaggio dell'utente.

È scontato, ora più che mai, che un motore di ricerca semantico potrebbe risolvere gran parte dei problema [anche se il rischio delle frodi ci sarebbe comunque, anzi...]!

E voi, in particolare gli esperti [il link è per gli amici che conosco di persona], cosa ne pensate?

venerdì 28 marzo 2008

SEO in Vetrina



Risale a qualche giorno fa la pubblicazione su Repubblica di un articolo sull'iniziativa della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università degli Studi di L'Aquila che ha invitato gli studenti del Master in Web Technology ad un contest: posizionare un sito Web per la parola chiave Funzino Apocrifo, un nome totalmente inventato per una specie di pesci.

La storia, a dir la verità, è abbastanza vecchia ma quello che penso sia importante segnalare è la ribalta concessa su una testata importante alla pratica del Search Engine Optimization.

Ciò che, comunque, ha destato in me particolare attenzione sono le parole di Emilio Calvano, responsabile tecnico del concorso, che nell'intervista rilasciata a Riccardo Bagnato dichiara che per ben posizionare un sito sui principali motori di ricerca basta seguire le linee guida suggerite dal consorzio W3C.

A dir la verità Calvano aggiunge un forse :)

Ricordo che qualche tempo fa c'erano stati degli articoli che parlavano della relazione esistente tra la certificazione dei Siti secondo gli standard W3C e la SEO e l'idea che personalmente mi ero fatto era di una sostanziale sconnessione tra le due cose. In buona sostanza: fare SEO è un'attività cui certo non fa male la certificazione W3C.

Ma di qui a dire per posizionare un Sito occorre seguire il W3C ce ne passa. O no?

Inoltre, se ricordo bene, al corso di Posizionamento a Roma nel mese di Ottobre, la compliance al W3C non veniva considerata nemmeno da Francesco come una linea guida imprescindibile per il posizionamento sui Motori di Ricerca.

giovedì 6 marzo 2008

analisi SWOT e SEO/SEM

Nella interessante figura che pubblico di seguito è illustrata l'analisi SWOT applicata alle pratiche di SEO/SEM. Si tratta di un caso di studio presentato su SEOmoz riguardante un'Azienda che, pur producendo in Rete contenuti di buona fattura e con regolarità, non riesce a trarre dal Web risultati soddisfacenti.



Nel post si fa riferimento anche alla presenza o meno delle keyword nel nome del dominio, un argomento di cui proprio qualche giorno fa parlava Fabio! Ricordo male o per Francesco non era poi così importante?

Sono concetti che ovviamente i professionisti del settore conoscono molto bene ma ci vedo due ragioni per cui stampare una copia dello schema e tenerla sulla scrivania può avere la sua utilità:

(1) è una buona schematizzazione

(2) è un metodo credo efficace per far capire che il SEO (inteso come attività) è utile per il proprio Business. Soprattutto a quelli che sul Web hanno percorso soltanto pochi passi!

Non trovate?

sabato 1 dicembre 2007

Google Lab sperimenta un Motore Migliore?

Solitamente non faccio queste segnalazioni (anzi, forse non le ho mai fatte): le delego agli specialisti :)

Stavolta, però, il tema mi è particolarmente caro...

Proprio ora, infatti, raccolgo dal mio reader un post di Search Engine Journal in cui è data la notizia che Google sta sperimentando, nel suo Lab, un metodo che potrebbe migliorare di molto l'esperienza di ricerca da parte dell'utenza.

Si tratta di un metodo di voto presente nelle SERP in cui l'utente potrebbe eseguire una vera e propria valutazione in stile Digg dei documenti restituiti dopo la query: positiva o negativa. Anche se l'aspetto che mi sembra più interessante è la possibilità di segnalare un articolo ritenuto pertinente ma non presente in SERP.

Mi sembra però di capire che la nuova SERP sarebbe valida solo per l'utente che ha fatto la ricerca all'interno di una sessione con il proprio account di Google. Ovviamente confido che la cosa si possa estendere.

In tal caso il problema sarebbe quello di regolamentare la cosa e mettersi al riparo dai cannibali del Posizionamento a tutti i costi. Ma mi sembra comunque un passo avanti verso un incremento dei parametri di valutazione (Precision e Recall) del Motore di Ricerca: evidentemente i brevetti depositati cominciano a trovare anche una loro applicazione.

Analizzando un po' meglio la cosa mi sembra che in questo modo, potendo aumentare il numero di documenti pertinenti alla query e anche il numero di quelli pertinenti recuperati la Recall dovrebbe grosso modo mantenersi costante. O, detto meglio, crescere di meno di quanto sarebbe destinata a crescere la Precision.

Volendo poi spingersi ancora oltre: potrebbe prospettarsi una rivisitazione dei metodi di lavoro dei SEO? Voglio dire: avrebbe ancora senso, con un tale meccanismo a regime e "applicato a tutti" e non solo in una sessione Google privata, dedicarsi come si fa adesso alla piattaforma, alla programmazione, alla "Search Engine Friendliness" del Sito Internet? O davvero ci si dovrebbe orientare sempre più solo verso la bontà dei contenuti?

E poi mi chiedo (e chiedo a voi): cosa ne sarebbe del Page Rank? Potranno mai, Brin e Page, rinunciare alla loro invenzione?

Pensate anche voi
che si stia davvero facendo un passo in avanti?

venerdì 30 novembre 2007

Motori di Ricerca - Classi di Ricerca e Comportamento degli Utenti

Segnalo due studi interessanti che hanno come oggetto i Motori di Ricerca ed il comportamento degli utenti del web di fronte ad essi e di come lo studio del comportamento dell'utente e della segmentazione degli utenti stessi possa aiutare un SEO nel processo di definizione delle Keyword.

Il primo studio è un post di ranfish di Seomoz
[1] in cui viene esposta una teoria sulla segmentazione degli utenti dei Search Engine in relazione alle intenzioni di ricerca e alle motivazioni dell'utenza a fare un tipo di ricerca piuttosto che un altro. Quattro sono i tipi di query [G1] individuati per i quali randfish indica un valore in termini di rientro economico per la pagina Web raggiunta a valle della ricerca stessa. Mi aiuto con le sue stesse illustrazioni (thank you randfish!):

Navigatinal Queries


Si tratta delle ricerche effettuate quando l'utente ha il dichiarato intento di raggiungere uno specifico sito web non ricordandosene l'URL [G2] e che, quindi, utilizza il motore di ricerca come se fossero le White Pages (pagine bianche).
Valore: in genere basso


Informational Queries


Sono le ricerche che l'utente effettua per reperire sul Web delle informazioni: previsioni del tempo, distanze tra due città per una gita...
Valore: medio

Commercial Investigation Queries


L'utente effettua questo tipo di ricerca quando non vuole una semplice informazione ma nemmeno effettuare l'acquisto di un bene/servizio. L'esempio riportato da randfish è quello di una ricerca mirata all'identificazione della miglior marca nel mercato delle telecamere digitali:l'utente non necessariamente la vuole acquistare ma ha bisogno di una prima panoramica che poi, magari, lo guiderà in un eventuale acquisto.
Valore: alto

Transactional Queries


E' il tipo di ricerca che l'utente effettua quando è orientato all'acquisto di un bene o un servizio sul Web ma che non implica necessariamente il pagamento online.
Valore: molto alto

Questo studio può essere molto utile per definire il tipo di chiave da utilizzare e può indirizzare lo specialista ad individuare quali debbano essere le sezioni in cui collocare gli annunci (per le Commercial Investigation e le Transactional Queries) oppure i contenuti (Informational Queries) oppure ancora i link (Navigational Queries). Tale analisi però, a mio avviso, deve essere fatta a valle del
processo di definizione degli obiettivi di un Sito Web (si vedano le slides in [3]); un'analisi che, a me appare logico, definirà anche da che tipo di ricerca di utente su un Motore dovranno provenire le visite.

Ma questo
non è tutto !


randfish ha individuato solo le classi di ricerca ma non le chiavi specifiche utilizzate per le ricerche. Il lavoro di tesi fatto in TSW da Michela Battocchio, studentessa di Scienze Cognitive [4], ci può aiutare dato che in esso si vede nella teoria della Grammatica Cognitiva un metodo per identificare le parole chiave legate ad una data regione (nel senso di idea o concetto relativi ad un Sito) e per ordinare tali parole in base alle preferenze dell'utente.

Nell'abstract della Tesi [5] Michela Battocchio presenta l'indagine effettuata su un campione di più di cento persone e illustra un report sul comportamento davanti ad un Motore di Ricerca del campione utilizzato relativamente a:
  • ricerca in una determinata area
  • soddisfacimento rispetto ai risultati ottenuti
  • comportamento successivo di particolarizzazione della ricerca con parole chiave più mirate o modifica radicale della chiave di ricerca stessa
  • nomi, aggettivi e verbi utilizzati nella ricerca
Si tratta, quest'ultimo, di un tema affascinante che non rientra tra quelli trattati in questo blog (non posso addentrarmi nella trattazione di un argomento del quale non so nulla!) ma sarò lieto se qualche esperto arricchisse questo post con commenti esplicativi sulla teoria di Langacker [6].

Webliografia

[1] SEOmoz - Segmenting Search Intent
[2] mdplab - i Motori di Ricerca del Futuro...
[3] mdplab - Branding e (Web) Marketing ma...senza Keyword
[4] TSW - Progetto di ricerca TSW - Università di Trento: il contributo di Michela Battocchio
[5] Michela Battocchio - l'abstract della Tesi Parole Chiave e Motori di Ricerca
[6] Langacker


Glossario

[G1] Query
[G2] URL

P.S. Questo post è un esperimento. Tra qualche giorno, se siete curiosi, lo spiegherò :) Se qualcuno per caso avesse capito (ne dubito!), tenga per un po' il segreto ;)

venerdì 14 settembre 2007

Motori di Ricerca: qualche appunto su "come utilizzare gli utenti" per Migliorarne le Prestazioni e le Relative Metriche

I Motori di Ricerca sono Sistemi di Information Retrieval (Sistemi di Recupero delle Informazioni, conosciuti anche con l'acronimo IRS). Per questa ragione ai Motori di Ricerca possono essere applicate la teoria che governa e le formule che modellano, per l'appunto, gli IRS.

Spesso mi sono occupato dell'argomento ponendo l'attenzione soprattutto al problema dell'essere pertinente (rilevante, in ossequio al termine inglese relevant, è l'altro termine utilizzato) dei documenti che compaiono nelle SERP alla query dell'utente.

Diverso tempo fa ho terminato la lettura del libro Undestanding Search Engine - Mathematical Modeling and Text Retrieval e da poco ho iniziato a fare i conti con Google's Page Rank and Beyond - The Science of Search Engine Rankings [2]. Il primo è stato un libro molto interessante che mi ha permesso di cominciare a vedere il mondo dei Motori di Ricerca in termini quantitativi: formule matematiche e definizioni affascinanti oltre che, ovviamente, molto utili. Un libro che mi ha inoltre permesso di familiarizzare con concetti che, nel secondo libro, sto trovando applicati in modo molto più spinto.

Ma veniamo all'argomento del mio post. Rimando ai link in Webliografia ([3][4][5]) per per chi volesse approfondire anche se il consiglio che do è di acquistare i libri. Intanto spero vi siano utili le slides :-)



Per misurare le performance di un sistema di Information Retrieval sono utilizzate delle metriche: le più importanti di esse sono la Recall e la Precision. Nelle prime due slides della presentazione ho voluto definire in due modi tali metriche: nella prima ho richiamato il formalismo della teoria degli insiemi mentre nella seconda ho facilitato le cose fornendo una definizione visuale!


La Recall è il rapporto tra il numero dei documenti recuperati pertinenti alla query ed il numero di tutti i documenti pertinenti contenuti nell'archivio cui attinge il Motore di Ricerca. Più semplicemente è la proporzione fra il numero di documenti rilevanti recuperati e il numero di tutti i documenti rilevanti disponibili nella collezione considerata. Si potrebbe dire che più bassa è la Recall e minore è la probabilità di poterci dichiarare soddisfatti dopo un processo di ricerca su un Motore.


La Precision è il rapporto tra il numero di documenti recuperati pertinenti alla query ed il numero totale dei documenti recuperati a valle della query. In altre parole è la proporzione di documenti pertinenti fra quelli recuperati. Diciamo che più bassa è la precision (per una determinata query) e maggiore è la nostra impazienza nello sfogliare le SERP insoddisfatti per quello che il Motore ci sta restituendo.


Assumendo che all'aumentare della specificità della query diminuisce il numero dei documenti rilevanti presenti in archivio [4], si ha che una query specifica fa aumentare il tasso di precisione del sistema di Information Retrieval a discapito della Recall; ma mano che la query diventa più generica, il Sistema perde in precisione (dovendo misurarsi con una elevata quantità di documenti rilevanti) ma guadagna in Recall dato che aumenta il numero di documenti rilevanti recuperati.

Il sistema ideale è quello che riesce garantire una Precision ed una Recall pari al 100%. In un tale sistema i documenti pertinenti alla query sarebbero tutti e soli i documenti recuperati.

Tenendo fuori dal ragionamento l'utente
(che è il soggetto deputato alla formulazione della query da cui strettamente dipendono poi i valori delle metriche appena presentate) ho due dubbi:

Ma quand'è che un documento può ritenersi pertinente alla query? E, quindi, come si può misurare la rilevanza (o pertinenza)?

Pensando al concetto di pertinenza alla query, penso che un criterio per stabilirne l'entità potrebbe essere quello di attribuzione di un punteggio proprio come si fa in un Social Network [6]: se viene superata una soglia minima, il documento viene ritenuto automaticamente pertinente alle ricerche fatte in un determinato ambito. Se ci si pensa, con una tale definizione, verrebbe sicuramente identificato un insieme di documenti pertinenti più affidabile (presumibilmente con un numero minore di elementi) che porterebbe ad un aumento della Recall.


Quante, poi, sono le colpe da attribuire agli algoritmi se molti documenti pertinenti non vengono recuperati?

Mi sento di dire che se ci sono documenti pertinenti alle query che i motori di ricerca non restituiscono, alcune colpe potrebbero essere attribuite a quanti redigono la pagina Web. Un cattivo utilizzo dei meta tag e, soprattutto, un cattivo copywriting potrebbero portare i Motori di Ricerca a considerare i documenti stessi come non pertinenti o, per meglio dire, a non recuperarli per le query che invece, nelle intenzioni del gestore del Sito Internet, avrebbero dovuto farlo comparire nelle SERP. Di conseguenza mi viene da dire che se ci fosse un miglior copywrtiting ed un più accorto utilizzo dei meta tag, potrebbe aumentare il numero di documenti pertinenti recuperati con un aumento anche della Precision.


Questo ragionamento ha bisogno di essere completato con alcune idee che ho (ma che devo ancora maturare) ma, soprattutto, con le vostre impressioni.

Che dite?

Ragioniamo insieme?

[1] mdplab - Motori di Ricerca
[2] mdplab - mdplab: nuovi arrivi in Biblioteca
[3] Information Retrieval (wikipedia)
[4] Le basi degli IRS (pdf)
[5] IRS (pdf)
[6] mdplab - Social Networking e Motori di Ricerca. come Migliorerà il Ranking grazie al Social Bookmarking!

venerdì 31 agosto 2007

Landing Page: A/B Test o più Gruppi di Annunci in AdWords?

Metto a confronto in questo post i due metodi di test delle Landing Page [G1] presentati da Johnnie (slides del SES di Milano [1]) e da Fradefra (post su YoYo Formazione [2]).

I due metodi sono:

A/B Test (Johnnie)



Alla slide 35 c'è il succo del discorso: utilizzare dentro il tag [G2] uno script [G3] in grado di mostrare ai visitatori in modo randomico due (o più) versioni del contenuto della pagina che vuole portare verso l'obiettivo (Call to Action). La migliore Landing Page sarà quella che avrà prodotto un più elevato tasso di conversione [G4].


Gruppo di annunci per ciascuna pagina
da testare in una campagna Pay-per-Click (
Fradefra)


Nella stessa campagna
AdWords [G5] attualmente in corso per Maisazi [3] Francesco sta utilizzando quattro differenti Landing Page. La campagna è pianificata in modo da avere, negli annunci a pagamento (per ora ha escluso gli annunci sui siti che includono l'AdSense [G6]), la stessa probabilità di comparsa per ciascuna delle quattro pagine. Il tutto finalizzato, ancora una volta, all'individiazione della pagina che riesce a convertire di più.

L'obiettivo quindi degli esperimenti è lo stesso ma evidentemente le modalità di perseguirlo sono differenti. Quello che voglio cercare di capire è perchè preferire un metodo o un altro, quale risulta meno costoso e quale poi da risultati più affidabili (più alto ROI [G7], tanto per intendersi).

Ecco le mie riflessioni che voglio condividere innanzi tutto con Johnnie e Fradefra.

Mi sembra che quello di
Fradefra sia un esperimento in senso stretto e (così, a sensazione) mi viene da dire che se in ballo ci fosse un business, probabilmente un cliente di un'Agenzia di Web Marketing non sarebbe disposto a pagarlo a meno che non ci sia un reale interesse. Ma forse mi sbaglio :-)

Il test che descrive Johnnie, invece, mi sembra si possa condurre all'interno di una "campagna reale" (cioè quando il cliente ha pagato il consulente) e che non necessariamente sia di tipo Pay-per-Click [G8]. Strettamente per il Pay-per-Click mi sembra sia, invece, il test di Fradefra.

Per quanto detto sarei portato a dire che la scelta di quale tra i due metodi utilizzare sia dettata principalmente da questioni di budget oppure anche da che tipo di strategia si intende utilizzare: se quella limitata nel tempo del PPC (e qui importante sarebbe il test di Fradefra) o quella più duratura del posizionamento organico (e qui si potrebbe seguire l'A/B test descritto da Johnnie).

A questo punto, però, mi rendo conto che le mie domande potrebbero essere riformulate in un modo diverso. E cioè:

invece di chiedere se sia più costoso l'A/B test o il test sui gruppi potrei chiedere se sia più costoso per un cliente il posizionamento organico (in tal caso per condurre il test di Fradefra di dovrebbero spingere più pagine) o una campagna di Pay-per-Click (al netto del costo dei Click). Analogamente per il ROI: è più alto in caso di posizionamento organico o con un Pay-per-Click?

Probabilmente non c'è una regola
(altrimenti uno dei due metodi non esisterebbe!). Forse le cose cambiano al variare del tipo di mercato in cui cui ci si muove! Oppure sto banalizzando il problema?

Un' ultima domanda: sono appassionato di statistica e non posso non chidedere quanto grande debba essere il campione (numero di click) per poter ritenere attendibili tali test.

La parola agli esperti!

Webliografia

[1] 980km -
Landing Page al SES Milano 2007
[2] YoYo Formazione -
La necessità di ripetere alcuni test sulle landing
[3] Maisazi - il sito

Glossario

[G1] Landing Page
[G2] HTML e Tag
[G3] Script
[G4] Conversion Rate
[G5] AdWords di Google
[G6] AdSense di Google
[G7] ROI
[G8] Pay per Click

giovedì 23 agosto 2007

prima la SEO, ok! Ma il Search Engine Marketing?


Il Search Engine Marketing (SEM) tratta l'insieme di attività di marketing per perseguire determinati obiettivi con i motori di ricerca (Search engine), sia migliorando la visibilità di un sito web tra i risultati di posizionamento organico, sia acquistando collegamenti sponsorizzati oppure attivandosi in combinazioni di entrambe le strategie o altre correlate come le campagne pubblicitarie sui circuiti pay per click.

Questa è la definizione di Search Engine Marketing data dalla versione italiana di Wikipedia [G1].

In buona sostanza il professionista SEM deve lavorare sulla piattaforma creata ad hoc dal SEO per perseguire gli obiettivi concordati con il cliente che ha voluto utilizzare come mezzo un Sito Internet e strada da percorrere quella dei Motori di Ricerca.

Sono stato stimolato a fare questa ricerca (dopo il "doloroso" outing [1] :-)) da un post di Ivano Di Biasi [2] che vi invito a leggere. Ivano dice che i clienti che gli richiedono un intervento SEO di posizionamento per la keyword "hotel" spesso scappano via alla vista del preventivo.

Con Ivano c'è già stato uno scambio di opinioni che però ripropongo su mdplab perchè è di aiuto all'economia del post:

Ma davvero ci sono clienti che chiedono di posizionare il Sito per la singola keyword "Hotel"? Sono convinto di no (del resto lo stesso Ivano lo conferma). Ma allora perchè farlo? Ivano sostiene che è utile farlo perchè senza il posizionamento sulla keyword singola è difficile poi posizionarsi per quelle doppie/multiple. Ok, questo è il suo metodo di lavoro sul quale non posso dire niente se non esprimere la mia sensazione di scetticismo, infatti...

io ritengo sia fondamentale fare, all'avvio di una campagna, anche Marketing. O, per, meglio dire, Search Engine Marketing! Un lavoro che sia di aiuto anche allo stesso cliente perchè riveda, quando necessario, i suoi obiettivi.

Un professionista del Web deve fare anche questo, non trovate?

Webliografia

[1] mdplab - Io Non sono un SEO!
[2]
Ivano Di Biasi - SEO Hotel - La mission impossible dei SEO

Glossario

[G1] Search Engine Marketing

mercoledì 22 agosto 2007

Io Non sono un SEO!


Io Non sono un SEO!

Questa è la conclusione alla quale sono giunto dopo l'ennesima chiacchierata con Johnnie!

La mia permanenza a Treviso mi ha permesso, oltre che di conoscere tre persone eccezionali, anche di fare ancor più chiarezza su... me stesso!

La discussione è partita da questa questione: si fa prima il Sito Internet e poi SEO, oppure prima SEO e, solo successivamente, appunto, il Sito ?

La risposta alla domanda provocatoria di Johnnie mentre si beveva insieme un caffè (finalmente niente schermo e chat o e-mail tra noi) è arrivata pronta e corretta ma solo perchè siamo stati due giorni a parlarne: prima SEO e poi il Sito

Ok, ma perchè?

E' una questione di definizione. La versione in lingua Inglese di Wikipedia dice che:

Search engine optimization (SEO) is the process of improving the volume and quality of traffic to a web site from search engines via "natural" ("organic" or "algorithmic") search results.

Ora: per aumentare il volume e la qualità del traffico verso un sito Web occorre che la piattaforma sulla quale il Sito Web è ospitato sia stabile, non offenda lo spider di Google quando passa e chi più ne ha più ne metta.

La domanda a questo punto è: ma chi è in grado di conferire alla piattaforma tali caratteristiche?

Sono convinto che il curriculum vitae di un personaggio in grado di far questo non possa non contenere questa voce: programmatore. Il programmatore è un tecnico, è uno che mangia pane e codice, è uno che è in grado di scrivere una lista di 100 case in un secondo senza nemmeno guardare la tastiera.

Ed è in una siffatta piattaforma che il contenuto potrà avere la strada spianata verso il successo. E' inutile, infatti, "essere primi su Google" quando poi il visitatore trova esattamente quello che non stava cercando! (Ma qui siamo Off Topic)

Come dire: il SEO stende il tappeto rosso. Non resta che camminarci su con stile ;-)

Ecco: io il tappeto rosso non lo so proprio stendere ma proverò, per chi lo avrà fatto per me, ad avere il savoir faire che serve per accarezzarne il velluto!


P.S. ho questo post in canna da un po' e ho riflettutto prima di pubblicarlo: del resto "fare outing" non è mai una scelta facile :-)
Ma mi sono deciso a farlo perchè credo sia giusto assumere una posizione
(almeno dal mio piccolo) in ore in cui l'argomento sta interessando in tanti: Johnnie stesso ha dedicato all'argomento i suoi due ultimi post ([1] [2]); ne ha parlato anche Stefano Gorgoni [3].
E sono certo che nei prossimi giorni se ne parlerà anche in altre parti!

[1] 980km - SEO: conoscenze e competenze
[2] 980km - Viene prima il SEO o la SEO? Non è una questione di sesso…
[3] Stefano Gorgoni - Chi è secondo te il SEO?

mercoledì 27 giugno 2007

la Teoria delle Code Lunghe. Qualche Riflessione


Quello delle Code Lunghe è un argomento molto affascinante e, al tempo stesso, impegnativo da trattare e da presentare. Vi rimando alla trattazione sull'edizione in lingua inglese di Wikipedia [1].

Io ho iniziato solo da un pò ad approfondirlo e, volendo andare oltre il sentito dire, mi sto documentando. La mia prima fonte sono stati i tre post di Marketing Routes [2][3][4] che mi hanno fatto fare delle riflessioni che voglio condividere con voi.

Nel primo dei tre post di Marketing Routes, Miriam Bertoli fa riferimento alle parole chiave come applicazione della Teoria delle Code Lunghe al Search Marketing. Dice Miriam:

[...] la coda è un insieme estremamente frammentato di microricerche che portano anche una/due visite, ma che unito riesce ad avere il peso numerico delle parole chiave che portano traffico a tre cifre. [...]

Miriam si riferisce a quei siti (come Amazon) che riescono a trarre beneficio (cioè vendite) sia da prodotti molto richiesti sia da prodotti di nicchia potendo offrire sia gli uni sia gli altri. Oltre a quanto evidenziato da Miriam aggiungo che nel pezzo segnalato di Wikipedia [1], proprio parlando di Amazon, si dice che il soddisfacimento dato alla categoria dei consumatori è maggiore quando si riesce ad offrire un prodotto di nicchia rispetto al caso in cui sia offerto un forte sconto su prodotti molto richiesti.

Come dire che il beneficio è maggiore se si riesce ad accontentare il numero più elevato possibile di persone !



Tornando al Web, mi chiedo: e se un sito lavorasse soltanto per soddisfare quei consumatori di prodotti di nicchia ? Quelli che chiedono a Google dove poter reperire una buona offerta turistica per una Vacanza al Lago di Bomba piuttosto che una più generica Offerta Turistica in Abruzzo ? [5]

Dal punto di vista SEO si parla ovviamente di keyword molto poco performanti ma lavorare solo per le Code Lunghe permette sia di diminuire i costi di Search Engine Marketing (proprio per lo scarso volume di ricerca delle Keyword) sia di soddisfare le richieste dei navigatori che sono alla ricerca di quel particolare prodotto. E lavorare per le Code Lunghe della richiesta significa fare riferimento a quel succulento 25 % di nuove query che giornalmente vengono fatte su Google come ci dice Jacopo Gonzales [3].

Un ultimo passaggio adesso: ma chi è che offre solo il prodotto di nicchia ? Quali le Aziende che decidono poi di farlo utilizzando il Web ?

Io penso si tratti di Piccolissime Imprese ed Attività.

Perchè non dedicarsi a queste ?

Certo, mi rendo conto che un'offerta SEO a costi ridotti per soddisfare una siffatta clientela implicherebbe, per il SEO stesso, l'avere un cospicuo portfolio clienti. Ma anche qui si lavora sulle Code Lunghe: non grandi Brand ma tante piccole Marche.

Che ne pensate ?


[1]
Wikipedia - The Long Tail
[2] Marketing Routes - Long Tail e Search Marketing
[3] Marketing Routes - Il 25% delle ricerche su Google sono Query Nuove
[4] Marketing Routes - Potenziare la Long Tail dei Link di accesso al Sito

[5]
Mi riferisco al sito www.casamancini.it su cui sto lavorando in questo periodo. La query su Google vacanza lago di bomba, che presenta un volume di ricerca e un trend di traffico online molto bassi, produce (oggi) il sito in questione al terzo posto. Bontà del CMS di Sofitek e, da parte mia, le opportune ricerche nel reperire e riarrangiare gli argomenti (contenuti) attinenti all'offerta e un minimo di buon senso SEO !

mercoledì 13 giugno 2007

Fare Business con il Web - Seo Carpediem intervista Leonardo Bellini

Vincenzo Arcidiacono, responsabile di Seo Carpediem, questo fine settimana intervisterà l'Ing. Leonardo Bellini consulente di Internet Marketing e Tecnologie Digitali e ha deciso di farsi portavoce di quanti proporranno domande postandole sul suo blog.

Ringrazio Vincenzo per avermi contattato via e-mail per segnalarmi la sua iniziativa.

Di seguito pubblico le domande che ho proposto io:
(1) COMUNICARE IL LAVORO DEL WEB MARKETER
Quanto in Italia viene apprezzato il lavoro del Web Marketer ? Ci sono problemi da parte dei professionisti del settore nel comunicare l’utilita’ del proprio servizio ? Se si, come si potrebbe sopperire a questa mancanza ?

(2) WEB MARKETING PER TUTTI
In Italia sembra che solo i grandi brand decidano di affidarsi al Web Marketing arrivandosi a spingere anche al piu’ certosino lavoro SEO. Come si puo’ rendere accessibile questa pratica anche a piccolissime Aziende ? Quali dovrebbero essere le pratiche SEO basilari al fine di rendere una prestazione professionale economicamente accessibile anche alle Aziende che non dispongono di grandi budget (in alcuni solo poche centinaia di Euro) ?

(3) CORPORATE BLOG
La pratica del Corporate Blog in Italia quanto funziona ? Quali sono i grandi limiti che abbiamo ? Ci sono dei dati che dimostrino che un Blog Aziendale funziona anche nel nostro Paese ?

Vi invito a postare anche le vostre domande !

martedì 12 giugno 2007

Ottimizzazione per i Motori di Ricerca e Compliance al W3C - Consigli dal Web

Il consorzio W3C (World Wide Web Consortium) [G1] è l'ente internazionale che si occupa della definizione degli standard per l'interoperabilità tra gli "attori non umani" del Web: server, computer, apparecchiature wireless.

Il W3C si occupa quindi anche delle normative riguardanti le modalità con cui devono essere realizzati tecnicamente i Siti Web; un Sito Web compliant agli standard W3C è caricabile (o meglio, dovrebbe essere caricabile) da qualsiasi server su qualsiasi Personal Computer o dispositivo portatile (purchè le interfacce, cioè i Browser [G2], di accesso al Web di tali dispositivi siano a loro volta conformi alla normativa).

Fatta questa premessa (che chiedo agli esperti di rivedere qualora abbia tralasciato o inteso male qualcosa) mi pongo un problema:
la compliance al W3C impatta o meno l'ottimizzazione per i motori di ricerca ? E in che modo ?

Loren Baker, di Search Engine Journal [1] ha trattato l'argomento qualche tempo fa richiamando nel suo articolo un post di Michael Gray sul suo Gray Wolf's SEO Blog [
2].

Michael sostiene che un sito certificato W3C non ha nessun tipo di spinta al posizionamento anche se uno che ignora totalmente le linee guida del Consorzio potrebbe avere dei problemi in termini SEO.

Non accontentandomi delle sue parole, sono andato a leggere i commenti e lì ho trovato qualcosa di interessante che appunto di seguito:

(1) certificare un sito potrebbe comportare una automatica ottimizzazione per i motori di ricerca. Questo (aggiungo io) al netto di tutte le strategie che poi il SEO deve applicare in materia di contenuti ed usabilità.

(2) provando a fare il check di validazione di google.it si scopre la sua not compliance [3]; se è quindi già Google che viola le regole, perchè dovrebbero rispettarle i poveri Webmaster e SEO ?


(3) il problema della certificazione è relativo più che altro al dover rendere il proprio sito "caricabile" da qualsiasi Browser (sia quelli in uso adesso sia quelli che verranno sviluppati in futuro).
A proposito di questo punto 3 cito l'ultimo post di Johnnie in cui si parla della versione beta del Browser Safari [4] e della preoccupazione che i SEO dovranno avere per adattarsi a questo nuovo prodotto: oltre ad ottimizzare per IE e Firefox, si dovrà ottimizzare anche per Safari.
Qualche riflessione finale...

Sembra che la cosa migliore da fare sia ottimizzare in senso SEO un sito che è già compliant al W3C.

Sforzarsi di trovare le migliori keyword per un sito che poi non viene caricato dal Firefox (dico uno per citarli tutti) non servirebbe proprio a niente. D'altra parte, però, è ovvio che un sito che specchia il W3C fino all'ultimo requisito senza un minimo di lavoro SEO non potrà mai farsi "apprezzare" sul Web !

Riguardo al problema posto da Johnnie mi viene da dire che, se la normativa W3C venisse applicata (da tutti !), non ci si dovrebbe preoccupare del Browser che caricherà sulla macchina dell'utente il nostro sito ottimizzato. O no ?

Webliografia

[4] 980km - Forse non siamo pronti per un Safari nella giungla Windows :(

Glossario


[G1]
W3C
[G2]
Browser

domenica 3 giugno 2007

Riflessioni della Domenica

L'ultimo post di Johnnie mi ha fatto fare una riflessione che voglio condividere con voi!

Prendo spunto da questa frase:

[...] il problema è che noi addetti ai lavori non sappiamo comunicare [...]

Ben detto Johnnie! Penso che il problema sia proprio questo.

Parlo dall'Abruzzo, una regione in cui sicuramente determinate esperienze vengono con un po' di ritardo rispetto al Nord. Ultimamente, però, noto con soddisfazione l'affacciarsi sul Web di piccolissime Aziende.

Aziende che non hanno nessun Markettaro e nessun Venditore.

Aziende che potremmo definire a conduzione familiare (Alberghi, Ristoranti, Attività nel Piccolo Manifatturiero, nell'Artigianato Artistico e altro...) che intuiscono comunque l'utilità della conquista di uno spazio nella Rete e, in qualche caso, riescono addirittura ad avere la sensibilità di capire che un Sito è fine a se stesso se non viene adeguatamente valorizzato.

Al padrone del ristorante o al ramaio (che un Sito hanno già deciso di averlo), però, non ci si può rivolgere parlando di SEO, di Web Marketing o di Corporate Blog; a queste persone bisogna rivolgersi con il linguaggio di tutti i giorni.

Ed è qui che le parole di Johnnie fanno parecchio rumore: il problema è la comunicazione !

Rendere il Web Marketing accessibile a tutti è una sfida da vincere...

sabato 26 maggio 2007

Search Engine Optimizator - un Mestiere Difficile !

Ho trovato finalmente il tempo di leggere qualcuno dei post nel mio reader che avevo lasciato tra i non letti perchè meritavano attenzione. Nella lista di questa settimana c'era (tra gli altri) l'intervista che tagliaerbe ha fatto a Kerouac3001. Intervista che ovviamente segnalo [1].

La presentazione di Kerouac3001 la trovate sul suo Blog [2]. A me interessa fissare nel post due suoi pensieri:

[...] un seo vero sa fare tutto, o almeno deve conoscere tutto, poi magari avrà copywriters che gli scrivono i testi, grafici che gli fanno la grafica, programmatori che creano sistemi che lui non avrebbe nemmeno pensato che fossero realizzabili, ma un seo deve saper fare tutto [...]

[...] Credo che l'unico modo per rendere indispensabile la figura di un seo sia quella di completarla con nozioni di marketing. Quindi vedo una naturale evoluzione del seo da "programmatore"/"esperto di motori di ricerca", in "esperto di comunicazione" [...]


Insomma me ne convinco sempre più: un SEO è un consulente a 360 gradi! E' da un po' che ne parlo ([3], [4] e [5]) e forse vi starò annoiando ma quando trovo autorevoli impressioni non posso non farle mie !

[1] tagliablog - Interviste SEO: Vincenzo "kerouac3001" Lombino
[2] kerouac3001 - il post di presentazione di Kerouac3001
[3] mdplab - Battere la Concorrenza. Si, ma quale ?
[4] mdplab - Search Engine Marketing - Come Scrivere un Buon Articolo
[5] mdplab - Branding e (Web) Marketing ma...senza Keyword

Motori di Ricerca - Classi di Ricerca e Comportamento degli Utenti

Segnalo due studi interessanti che hanno come oggetto i Motori di Ricerca ed il comportamento degli utenti del web di fronte ad essi e di come lo studio del comportamento dell'utente e della segmentazione degli utenti stessi possa aiutare un SEO nel processo di definizione delle Keyword.

Il primo studio è un post di ranfish di Seomoz [1] in cui viene esposta una teoria sulla segmentazione degli utenti dei Search Engine in relazione alle intenzioni di ricerca e alle motivazioni dell'utenza a fare un tipo di ricerca piuttosto che un altro. Quattro sono i tipi di query [G1] individuati per i quali randfish indica un valore in termini di rientro economico per la pagina Web raggiunta a valle della ricerca stessa. Mi aiuto con le sue stesse illustrazioni (thank you randfish!):

Navigatinal Queries


Si tratta delle ricerche effettuate quando l'utente ha il dichiarato intento di raggiungere uno specifico sito web non ricordandosene l'URL [G2] e che, quindi, utilizza il motore di ricerca come se fossero le White Pages (pagine bianche).
Valore: in genere basso


Informational Queries


Sono le ricerche che l'utente effettua per reperire sul Web delle informazioni: previsioni del tempo, distanze tra due città per una gita...
Valore: medio

Commercial Investigation Queries


L'utente effettua questo tipo di ricerca quando non vuole una semplice informazione ma nemmeno effettuare l'acquisto di un bene/servizio. L'esempio riportato da randfish è quello di una ricerca mirata all'identificazione della miglior marca nel mercato delle telecamere digitali:l'utente non necessariamente la vuole acquistare ma ha bisogno di una prima panoramica che poi, magari, lo guiderà in un eventuale acquisto.
Valore: alto

Transactional Queries


E' il tipo di ricerca che l'utente effettua quando è orientato all'acquisto di un bene o un servizio sul Web ma che non implica necessariamente il pagamento online.
Valore: molto alto

Questo studio può essere molto utile per definire il tipo di chiave da utilizzare e può indirizzare lo specialista ad individuare quali debbano essere le sezioni in cui collocare gli annunci (per le Commercial Investigation e le Transactional Queries) oppure i contenuti (Informational Queries) oppure ancora i link (Navigational Queries). Tale analisi però, a mio avviso, deve essere fatta a valle del
processo di definizione degli obiettivi di un Sito Web (si vedano le slides in [3]); un'analisi che, a me appare logico, definirà anche da che tipo di ricerca di utente su un Motore dovranno provenire le visite.

Ma questo non è tutto !


randfish ha individuato solo le classi di ricerca ma non le chiavi specifiche utilizzate per le ricerche. Il lavoro di tesi fatto in TSW da Michela Battocchio, studentessa di Scienze Cognitive [4], ci può aiutare dato che in esso si vede nella teoria della Grammatica Cognitiva un metodo per identificare le parole chiave legate ad una data regione (nel senso di idea o concetto relativi ad un Sito) e per ordinare tali parole in base alle preferenze dell'utente.
Nell'abstract della Tesi [5] Michela Battocchio presenta l'indagine effettuata su un campione di più di cento persone e illustra un report sul comportamento davanti ad un Motore di Ricerca del campione utilizzato relativamente a:

  • ricerca in una determinata area
  • soddisfacimento rispetto ai risultati ottenuti
  • comportamento successivo di particolarizzazione della ricerca con parole chiave più mirate o modifica radicale della chiave di ricerca stessa
  • nomi, aggettivi e verbi utilizzati nella ricerca
Si tratta, quest'ultimo, di un tema affascinante che non rientra tra quelli trattati in questo blog (non posso addentrarmi nella trattazione di un argomento del quale non so nulla!) ma sarò lieto se qualche esperto arricchisse questo post con commenti esplicativi sulla teoria di Langacker [6].


Webliografia

[1] SEOmoz - Segmenting Search Intent
[2] mdplab - i Motori di Ricerca del Futuro...
[3] mdplab - Branding e (Web) Marketing ma...senza Keyword
[4] TSW - Progetto di ricerca TSW - Università di Trento: il contributo di Michela Battocchio
[5] Michela Battocchio - l'abstract della Tesi Parole Chiave e Motori di Ricerca
[6] Langacker


Glossario

[G1] Query
[G2] URL

sabato 19 maggio 2007

Branding e (Web) Marketing ma...senza Keyword

Segnalo due guide scaricabili da Internet agli indirizzi indicati in Webliografia [1][2] che mi hanno iniziato al percorso che mi sta portando (ora più che mai con mdplab) a diventare un...aspirante SEO.

Le due pubblicazioni trattano il tema della Progettazione e della successiva Promozione di un Sito Web. La prima [1] è un insieme di consigli per Web Master su come debba essere affrontata, insieme con il cliente, la progettazione e la realizzazione di un Business Web Site; la seconda [2], invece, è una mini guida per promuovere un Sito Web.

E' davvero interessante notare come queste due pubblicazioni si riferiscano alle campagne di Search Engine Optimization e Keyword Advertising in modo molto marginale dando molto più peso ad attività a tali campagne complementari: Content Management [G1], Link Building [G2] e Branding [G3] come attività Online e Marketing Classico come attività Offline.

Altrettanto interessante è il fatto che si parla di strategie di Marketing applicate anche al Prodotto Sito Web e non al Bene/Servizio che con quel Sito Web deve essere promosso e venduto.

In altre parole, queste guide indicano anche una possibile strategia alternativa di Marketing finalizzata ovviamente alla vendita del Prodotto: una strategia che preveda, cioè, di arrivare al Product Marketing [G4] (sul Web) attraverso il Site Marketing [G5].

Io le ho lette così...




...e così le ho utilizzate per le mie attività svolte per la Cooperativa Convivium [3].

Nota: Ultimamente [4][5] ho fatto riferimento al SEO come ad un Marketer a 360 gradi; che si occupi, cioè, non solo di ottimizzazione per i motori di ricerca ma anche di Comunicazione e che sia in grado, quindi, di consigliare al proprio cliente le molteplici alternative disponibili per la promozione sul Web del Marchio e del Prodotto/Servizio. Queste due guide mi tornano utili soprattutto adesso proprio perchè completano la Search Engine Optimization e mi aiutano ad avvicinarmi alla definizione della figura professionale del SEO che via via si sta delineando su questo blog.

Webliografia

[1] The Webmaster BUSINESS masters course (Mark Frank)
[2] Discover How to Promote Your Website (Colin Knecht)
[3] Cooperativa Convivium - Ospitalità e Turismo in Abruzzo nel Parco Nazionale della Maiella
[4] mdplab - Battere la Concorrenza. Si, ma quale ?
[5] mdplab - Search Engine Marketing - Come Scrivere un Buon Articolo


Glossario

[G1] Content Management
[G2] Link Building - Campagna di Scambio Link atta ad acquisire Link qualificati in ingresso al proprio Sito
[G3] Branding - Nel dizionario dei Termini di Marketing e Pubblicità si definisce il Branding come la tecnica consistente nell'identificazione di un prodotto con un nome registrato utilizzata dalle Imprese per differenziare il proprio prodotto da quello della concorrenza. Nello stesso dizionario è definito il Branding Online come la promozione di un'Azienda in Internet.
[G4] Product Marketing - Insieme delle attività del Marketing Classico per un Prodotto (che possono avvalersi del Site Marketing)
[G5] Site Marketing - Insieme delle attività Online e Offline atte a promuovere un (Business) Web Site