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venerdì 11 dicembre 2009

Real Time Search di Google: ma funziona davvero?

Due sono i parametri che qualificano un sistema di Recupero delle Informazioni [Information Retrieval].

Ripropongo qui le definizioni di tali parametri:

Recall: la Recall è il rapporto tra il numero dei documenti recuperati pertinenti alla query ed il numero di tutti i documenti pertinenti contenuti nell'archivio cui attinge il Sistema.
Precision: la Precision è il rapporto tra il numero di documenti recuperati pertinenti alla query ed il numero totale dei documenti recuperati a valle della query.

Le teorie dell'Information Retrieval ci dicono che l'efficacia di un sistema di Information Retrieval si valuta misurando la Precision a diversi livelli di Recall.

Ora un sillogismo che uso per entrare con efficacia nel cuore del post:

Google è un Motore di Ricerca. I Motori di Ricerca sono un sistema di Information Retrieval. Google è un Sistema di Information Retrieval.


Cosa accadrà con la novità di Google
che permette l'aggiornamento dei risultati di ricerca in tempo reale? È ovvio che in questo modo aumenteranno [e, altrettanto ovviamente, in tempo reale] le voci restituite dopo una richiesta di ricerca; ma perchè le performance del Motore di Ricerca rimangano almeno invariate occorrerà che, allo scontato aumento di dimensioni del serbatoio da cui pescare risultati [i. e. documenti indicizzati], segua anche, banalmente, un aumento del numero di documenti pertinenti alla query contenuti nel serbatoio.

Sarà possibile? Oppure ci si deve aspettare un deterioramento dell'esperienza di ricerca?
Non si ha la certezza che, percentualmente rispetto al totale dei documenti indicizzati, questo meccanismo aumenterà i documenti pertinenti.
Ammettendo che le modalità di restituzione non varino con il Google real time, è proprio questo l'elemento discriminante che decreterà il successo o meno del progetto. Osservo però che è altamente probabile che l'algoritmo di recupero sia diverso poichè vedo come impossibile un calcolo istantaneo del rating [che è il meccanismo su cui si basa il "Google classico"]. Si noti che la verifica/conferma di una effettiva modifica dell'algoritmo potrebbe anche impattare pesantemente sugli specialisti SEO/SEM.

Devo inoltre anche dire che non è del tutto assurda l'ipotesi di manovre fraudolente di pubblicazione di twit e post non propriamente autentici sui Social Media coinvolti che contribuiscono al Real Time Search. Osservazione, questa, fatta al netto di un altro fenomeno che minaccia il rinnovato sistema: il disorientamento per l'utente [alla ricerca di informazioni di acquisto si Prodotti e/o Servizi] che si vedrà addirittura trasformare sotto gli occhi la pagina di Google.

L'aumento della pubblicazione degli spazi sul Web fa in modo che l'entropia della Rete [e nella Rete] cresca; beh, dopo i dubbi appena espressi, una convinzione ce l'ho: che il real time non farà altro che aumentare il ritmo di tale crescita a tutto svantaggio dell'utente.

È scontato, ora più che mai, che un motore di ricerca semantico potrebbe risolvere gran parte dei problema [anche se il rischio delle frodi ci sarebbe comunque, anzi...]!

E voi, in particolare gli esperti [il link è per gli amici che conosco di persona], cosa ne pensate?

giovedì 6 marzo 2008

analisi SWOT e SEO/SEM

Nella interessante figura che pubblico di seguito è illustrata l'analisi SWOT applicata alle pratiche di SEO/SEM. Si tratta di un caso di studio presentato su SEOmoz riguardante un'Azienda che, pur producendo in Rete contenuti di buona fattura e con regolarità, non riesce a trarre dal Web risultati soddisfacenti.



Nel post si fa riferimento anche alla presenza o meno delle keyword nel nome del dominio, un argomento di cui proprio qualche giorno fa parlava Fabio! Ricordo male o per Francesco non era poi così importante?

Sono concetti che ovviamente i professionisti del settore conoscono molto bene ma ci vedo due ragioni per cui stampare una copia dello schema e tenerla sulla scrivania può avere la sua utilità:

(1) è una buona schematizzazione

(2) è un metodo credo efficace per far capire che il SEO (inteso come attività) è utile per il proprio Business. Soprattutto a quelli che sul Web hanno percorso soltanto pochi passi!

Non trovate?

sabato 1 dicembre 2007

Google Lab sperimenta un Motore Migliore?

Solitamente non faccio queste segnalazioni (anzi, forse non le ho mai fatte): le delego agli specialisti :)

Stavolta, però, il tema mi è particolarmente caro...

Proprio ora, infatti, raccolgo dal mio reader un post di Search Engine Journal in cui è data la notizia che Google sta sperimentando, nel suo Lab, un metodo che potrebbe migliorare di molto l'esperienza di ricerca da parte dell'utenza.

Si tratta di un metodo di voto presente nelle SERP in cui l'utente potrebbe eseguire una vera e propria valutazione in stile Digg dei documenti restituiti dopo la query: positiva o negativa. Anche se l'aspetto che mi sembra più interessante è la possibilità di segnalare un articolo ritenuto pertinente ma non presente in SERP.

Mi sembra però di capire che la nuova SERP sarebbe valida solo per l'utente che ha fatto la ricerca all'interno di una sessione con il proprio account di Google. Ovviamente confido che la cosa si possa estendere.

In tal caso il problema sarebbe quello di regolamentare la cosa e mettersi al riparo dai cannibali del Posizionamento a tutti i costi. Ma mi sembra comunque un passo avanti verso un incremento dei parametri di valutazione (Precision e Recall) del Motore di Ricerca: evidentemente i brevetti depositati cominciano a trovare anche una loro applicazione.

Analizzando un po' meglio la cosa mi sembra che in questo modo, potendo aumentare il numero di documenti pertinenti alla query e anche il numero di quelli pertinenti recuperati la Recall dovrebbe grosso modo mantenersi costante. O, detto meglio, crescere di meno di quanto sarebbe destinata a crescere la Precision.

Volendo poi spingersi ancora oltre: potrebbe prospettarsi una rivisitazione dei metodi di lavoro dei SEO? Voglio dire: avrebbe ancora senso, con un tale meccanismo a regime e "applicato a tutti" e non solo in una sessione Google privata, dedicarsi come si fa adesso alla piattaforma, alla programmazione, alla "Search Engine Friendliness" del Sito Internet? O davvero ci si dovrebbe orientare sempre più solo verso la bontà dei contenuti?

E poi mi chiedo (e chiedo a voi): cosa ne sarebbe del Page Rank? Potranno mai, Brin e Page, rinunciare alla loro invenzione?

Pensate anche voi
che si stia davvero facendo un passo in avanti?

venerdì 30 novembre 2007

Motori di Ricerca - Classi di Ricerca e Comportamento degli Utenti

Segnalo due studi interessanti che hanno come oggetto i Motori di Ricerca ed il comportamento degli utenti del web di fronte ad essi e di come lo studio del comportamento dell'utente e della segmentazione degli utenti stessi possa aiutare un SEO nel processo di definizione delle Keyword.

Il primo studio è un post di ranfish di Seomoz
[1] in cui viene esposta una teoria sulla segmentazione degli utenti dei Search Engine in relazione alle intenzioni di ricerca e alle motivazioni dell'utenza a fare un tipo di ricerca piuttosto che un altro. Quattro sono i tipi di query [G1] individuati per i quali randfish indica un valore in termini di rientro economico per la pagina Web raggiunta a valle della ricerca stessa. Mi aiuto con le sue stesse illustrazioni (thank you randfish!):

Navigatinal Queries


Si tratta delle ricerche effettuate quando l'utente ha il dichiarato intento di raggiungere uno specifico sito web non ricordandosene l'URL [G2] e che, quindi, utilizza il motore di ricerca come se fossero le White Pages (pagine bianche).
Valore: in genere basso


Informational Queries


Sono le ricerche che l'utente effettua per reperire sul Web delle informazioni: previsioni del tempo, distanze tra due città per una gita...
Valore: medio

Commercial Investigation Queries


L'utente effettua questo tipo di ricerca quando non vuole una semplice informazione ma nemmeno effettuare l'acquisto di un bene/servizio. L'esempio riportato da randfish è quello di una ricerca mirata all'identificazione della miglior marca nel mercato delle telecamere digitali:l'utente non necessariamente la vuole acquistare ma ha bisogno di una prima panoramica che poi, magari, lo guiderà in un eventuale acquisto.
Valore: alto

Transactional Queries


E' il tipo di ricerca che l'utente effettua quando è orientato all'acquisto di un bene o un servizio sul Web ma che non implica necessariamente il pagamento online.
Valore: molto alto

Questo studio può essere molto utile per definire il tipo di chiave da utilizzare e può indirizzare lo specialista ad individuare quali debbano essere le sezioni in cui collocare gli annunci (per le Commercial Investigation e le Transactional Queries) oppure i contenuti (Informational Queries) oppure ancora i link (Navigational Queries). Tale analisi però, a mio avviso, deve essere fatta a valle del
processo di definizione degli obiettivi di un Sito Web (si vedano le slides in [3]); un'analisi che, a me appare logico, definirà anche da che tipo di ricerca di utente su un Motore dovranno provenire le visite.

Ma questo
non è tutto !


randfish ha individuato solo le classi di ricerca ma non le chiavi specifiche utilizzate per le ricerche. Il lavoro di tesi fatto in TSW da Michela Battocchio, studentessa di Scienze Cognitive [4], ci può aiutare dato che in esso si vede nella teoria della Grammatica Cognitiva un metodo per identificare le parole chiave legate ad una data regione (nel senso di idea o concetto relativi ad un Sito) e per ordinare tali parole in base alle preferenze dell'utente.

Nell'abstract della Tesi [5] Michela Battocchio presenta l'indagine effettuata su un campione di più di cento persone e illustra un report sul comportamento davanti ad un Motore di Ricerca del campione utilizzato relativamente a:
  • ricerca in una determinata area
  • soddisfacimento rispetto ai risultati ottenuti
  • comportamento successivo di particolarizzazione della ricerca con parole chiave più mirate o modifica radicale della chiave di ricerca stessa
  • nomi, aggettivi e verbi utilizzati nella ricerca
Si tratta, quest'ultimo, di un tema affascinante che non rientra tra quelli trattati in questo blog (non posso addentrarmi nella trattazione di un argomento del quale non so nulla!) ma sarò lieto se qualche esperto arricchisse questo post con commenti esplicativi sulla teoria di Langacker [6].

Webliografia

[1] SEOmoz - Segmenting Search Intent
[2] mdplab - i Motori di Ricerca del Futuro...
[3] mdplab - Branding e (Web) Marketing ma...senza Keyword
[4] TSW - Progetto di ricerca TSW - Università di Trento: il contributo di Michela Battocchio
[5] Michela Battocchio - l'abstract della Tesi Parole Chiave e Motori di Ricerca
[6] Langacker


Glossario

[G1] Query
[G2] URL

P.S. Questo post è un esperimento. Tra qualche giorno, se siete curiosi, lo spiegherò :) Se qualcuno per caso avesse capito (ne dubito!), tenga per un po' il segreto ;)

venerdì 14 settembre 2007

Motori di Ricerca: qualche appunto su "come utilizzare gli utenti" per Migliorarne le Prestazioni e le Relative Metriche

I Motori di Ricerca sono Sistemi di Information Retrieval (Sistemi di Recupero delle Informazioni, conosciuti anche con l'acronimo IRS). Per questa ragione ai Motori di Ricerca possono essere applicate la teoria che governa e le formule che modellano, per l'appunto, gli IRS.

Spesso mi sono occupato dell'argomento ponendo l'attenzione soprattutto al problema dell'essere pertinente (rilevante, in ossequio al termine inglese relevant, è l'altro termine utilizzato) dei documenti che compaiono nelle SERP alla query dell'utente.

Diverso tempo fa ho terminato la lettura del libro Undestanding Search Engine - Mathematical Modeling and Text Retrieval e da poco ho iniziato a fare i conti con Google's Page Rank and Beyond - The Science of Search Engine Rankings [2]. Il primo è stato un libro molto interessante che mi ha permesso di cominciare a vedere il mondo dei Motori di Ricerca in termini quantitativi: formule matematiche e definizioni affascinanti oltre che, ovviamente, molto utili. Un libro che mi ha inoltre permesso di familiarizzare con concetti che, nel secondo libro, sto trovando applicati in modo molto più spinto.

Ma veniamo all'argomento del mio post. Rimando ai link in Webliografia ([3][4][5]) per per chi volesse approfondire anche se il consiglio che do è di acquistare i libri. Intanto spero vi siano utili le slides :-)



Per misurare le performance di un sistema di Information Retrieval sono utilizzate delle metriche: le più importanti di esse sono la Recall e la Precision. Nelle prime due slides della presentazione ho voluto definire in due modi tali metriche: nella prima ho richiamato il formalismo della teoria degli insiemi mentre nella seconda ho facilitato le cose fornendo una definizione visuale!


La Recall è il rapporto tra il numero dei documenti recuperati pertinenti alla query ed il numero di tutti i documenti pertinenti contenuti nell'archivio cui attinge il Motore di Ricerca. Più semplicemente è la proporzione fra il numero di documenti rilevanti recuperati e il numero di tutti i documenti rilevanti disponibili nella collezione considerata. Si potrebbe dire che più bassa è la Recall e minore è la probabilità di poterci dichiarare soddisfatti dopo un processo di ricerca su un Motore.


La Precision è il rapporto tra il numero di documenti recuperati pertinenti alla query ed il numero totale dei documenti recuperati a valle della query. In altre parole è la proporzione di documenti pertinenti fra quelli recuperati. Diciamo che più bassa è la precision (per una determinata query) e maggiore è la nostra impazienza nello sfogliare le SERP insoddisfatti per quello che il Motore ci sta restituendo.


Assumendo che all'aumentare della specificità della query diminuisce il numero dei documenti rilevanti presenti in archivio [4], si ha che una query specifica fa aumentare il tasso di precisione del sistema di Information Retrieval a discapito della Recall; ma mano che la query diventa più generica, il Sistema perde in precisione (dovendo misurarsi con una elevata quantità di documenti rilevanti) ma guadagna in Recall dato che aumenta il numero di documenti rilevanti recuperati.

Il sistema ideale è quello che riesce garantire una Precision ed una Recall pari al 100%. In un tale sistema i documenti pertinenti alla query sarebbero tutti e soli i documenti recuperati.

Tenendo fuori dal ragionamento l'utente
(che è il soggetto deputato alla formulazione della query da cui strettamente dipendono poi i valori delle metriche appena presentate) ho due dubbi:

Ma quand'è che un documento può ritenersi pertinente alla query? E, quindi, come si può misurare la rilevanza (o pertinenza)?

Pensando al concetto di pertinenza alla query, penso che un criterio per stabilirne l'entità potrebbe essere quello di attribuzione di un punteggio proprio come si fa in un Social Network [6]: se viene superata una soglia minima, il documento viene ritenuto automaticamente pertinente alle ricerche fatte in un determinato ambito. Se ci si pensa, con una tale definizione, verrebbe sicuramente identificato un insieme di documenti pertinenti più affidabile (presumibilmente con un numero minore di elementi) che porterebbe ad un aumento della Recall.


Quante, poi, sono le colpe da attribuire agli algoritmi se molti documenti pertinenti non vengono recuperati?

Mi sento di dire che se ci sono documenti pertinenti alle query che i motori di ricerca non restituiscono, alcune colpe potrebbero essere attribuite a quanti redigono la pagina Web. Un cattivo utilizzo dei meta tag e, soprattutto, un cattivo copywriting potrebbero portare i Motori di Ricerca a considerare i documenti stessi come non pertinenti o, per meglio dire, a non recuperarli per le query che invece, nelle intenzioni del gestore del Sito Internet, avrebbero dovuto farlo comparire nelle SERP. Di conseguenza mi viene da dire che se ci fosse un miglior copywrtiting ed un più accorto utilizzo dei meta tag, potrebbe aumentare il numero di documenti pertinenti recuperati con un aumento anche della Precision.


Questo ragionamento ha bisogno di essere completato con alcune idee che ho (ma che devo ancora maturare) ma, soprattutto, con le vostre impressioni.

Che dite?

Ragioniamo insieme?

[1] mdplab - Motori di Ricerca
[2] mdplab - mdplab: nuovi arrivi in Biblioteca
[3] Information Retrieval (wikipedia)
[4] Le basi degli IRS (pdf)
[5] IRS (pdf)
[6] mdplab - Social Networking e Motori di Ricerca. come Migliorerà il Ranking grazie al Social Bookmarking!

giovedì 23 agosto 2007

prima la SEO, ok! Ma il Search Engine Marketing?


Il Search Engine Marketing (SEM) tratta l'insieme di attività di marketing per perseguire determinati obiettivi con i motori di ricerca (Search engine), sia migliorando la visibilità di un sito web tra i risultati di posizionamento organico, sia acquistando collegamenti sponsorizzati oppure attivandosi in combinazioni di entrambe le strategie o altre correlate come le campagne pubblicitarie sui circuiti pay per click.

Questa è la definizione di Search Engine Marketing data dalla versione italiana di Wikipedia [G1].

In buona sostanza il professionista SEM deve lavorare sulla piattaforma creata ad hoc dal SEO per perseguire gli obiettivi concordati con il cliente che ha voluto utilizzare come mezzo un Sito Internet e strada da percorrere quella dei Motori di Ricerca.

Sono stato stimolato a fare questa ricerca (dopo il "doloroso" outing [1] :-)) da un post di Ivano Di Biasi [2] che vi invito a leggere. Ivano dice che i clienti che gli richiedono un intervento SEO di posizionamento per la keyword "hotel" spesso scappano via alla vista del preventivo.

Con Ivano c'è già stato uno scambio di opinioni che però ripropongo su mdplab perchè è di aiuto all'economia del post:

Ma davvero ci sono clienti che chiedono di posizionare il Sito per la singola keyword "Hotel"? Sono convinto di no (del resto lo stesso Ivano lo conferma). Ma allora perchè farlo? Ivano sostiene che è utile farlo perchè senza il posizionamento sulla keyword singola è difficile poi posizionarsi per quelle doppie/multiple. Ok, questo è il suo metodo di lavoro sul quale non posso dire niente se non esprimere la mia sensazione di scetticismo, infatti...

io ritengo sia fondamentale fare, all'avvio di una campagna, anche Marketing. O, per, meglio dire, Search Engine Marketing! Un lavoro che sia di aiuto anche allo stesso cliente perchè riveda, quando necessario, i suoi obiettivi.

Un professionista del Web deve fare anche questo, non trovate?

Webliografia

[1] mdplab - Io Non sono un SEO!
[2]
Ivano Di Biasi - SEO Hotel - La mission impossible dei SEO

Glossario

[G1] Search Engine Marketing

lunedì 20 agosto 2007

Altri numeri dagli States. Si, ma c'è da fidarsi ?

L'idea che mi accompagna da quando ho aperto mdplab è che monitorare quel che accade negli USA può aiutarci aldiqua dell'Atlantico ad anticipare le dinamiche del Web. E questo non per fare un mero esercizio ;-)

Nell'ultimo post di Searchenginejournal [1], Arnold Zafra presenta i principali risultati di una Survey condotta da Jupiter Research [2] su un campione di più 2000 utenti della rete. Lo studio dimostra che il driver delle ricerche online è rappresentato per il 67% dei casi da fattori offline con un fattore di conversione del 39%! Cerco di riassumere le cose:



(1) tra i principali fattori offline che portano alla ricerca ci sono gli annunci TV, il passaparola, inserzioni su Giornali/Riviste etc. (la figura mostra l'elenco completo con le relative percentuali).

(2) le conversioni sono maggiori quando il driver offline è rappresentato dagli annunci su Giornali/Riviste e dal Passaparola.

(3) le keyword utilizzate per le ricerche online sono il nome dell'Azienda nel 44% dei casi e il nome del Prodotto/Servizio nel 24% dei casi; le restanti keyword sono riferite allo slogan (tutto o parte di esso) Aziendale o alle frasi utilizzate nelle inserzioni.

Scontata e condivisibile la conclusione di Arnold Zafra: gli esperti SEM dovrebbero esplorare i canali offline per ripianificare le strategie di Marketing Online. Ma...

Sinceramente nutro dei dubbi sulla validità di una survey condotta su un campione così poco numeroso. Soprattutto se si pensa che siamo negli Stati Uniti. Potremmo, però, fidarci della selezione fatta dall'Istituto di ricerca: diamo, cioè, per scontato che il campione sia rappresentativo del fenomemo.

Ma ho un' altra strana sensazione: se si dice che il 44% delle ricerche condotte dai fattori offline è con key contenenti il nome dell'Azienda, allora vuol dire che stiamo parlando di grandi Brand. Se questa riflessione è giusta (e questo è ovviamente da dimostrare) allora la survey è indicativa di quel che accade solo in una parte dell'Universo Online.

Ma ripeto: queste sono solo mie personali riflessioni!

Che ne pensate ?



[1]
Search Engine Journal - Search Engine Marketing Firm’s Study Says Offline Channels Drive More Searches
[2] Jupiter Research - il Sito Internet


Aggiornamento ore 18.00

Ho postato un commento ad Arnold su Search Engine Journal [3] ponendo le questioni che ho espresso nel post: il campione è affidabile ? Quali sono le Aziende ricercate da parte del campione utilizzato nella survey ?

Arnold mi ha risposto in pochissimi minuti aggiornando il suo post e mettendo il link al PDF dello studio [4] (devo precisare che la Survey è stata commissionata da iProspect [5], una delle migliori Agezie SEO/SEM americane).

Ho trovato una risposta esauriente riguardo l'affidabilità del campione. A risparmio vostro di tempo vi cito un estratto:

The samples were carefully balanced by a series of demographic and behavioral characteristics to ensure that they were representative of the online population. Demographic weighting variables included age, gender, household income, household education, household type, region, market size, race, and Hispanic ethnicity.
The survey data are fully applicable to the U.S. online population within a confidence interval of plus or minus three percent.
L'oggetto della ricerca online degli utenti, invece, non era contemplato nella Survey.

[3] Search Engine Journal - il commento di mdplab
[4] la Survey - lo Studio in PDF
[5] iProspect - il Sito

mercoledì 27 giugno 2007

la Teoria delle Code Lunghe. Qualche Riflessione


Quello delle Code Lunghe è un argomento molto affascinante e, al tempo stesso, impegnativo da trattare e da presentare. Vi rimando alla trattazione sull'edizione in lingua inglese di Wikipedia [1].

Io ho iniziato solo da un pò ad approfondirlo e, volendo andare oltre il sentito dire, mi sto documentando. La mia prima fonte sono stati i tre post di Marketing Routes [2][3][4] che mi hanno fatto fare delle riflessioni che voglio condividere con voi.

Nel primo dei tre post di Marketing Routes, Miriam Bertoli fa riferimento alle parole chiave come applicazione della Teoria delle Code Lunghe al Search Marketing. Dice Miriam:

[...] la coda è un insieme estremamente frammentato di microricerche che portano anche una/due visite, ma che unito riesce ad avere il peso numerico delle parole chiave che portano traffico a tre cifre. [...]

Miriam si riferisce a quei siti (come Amazon) che riescono a trarre beneficio (cioè vendite) sia da prodotti molto richiesti sia da prodotti di nicchia potendo offrire sia gli uni sia gli altri. Oltre a quanto evidenziato da Miriam aggiungo che nel pezzo segnalato di Wikipedia [1], proprio parlando di Amazon, si dice che il soddisfacimento dato alla categoria dei consumatori è maggiore quando si riesce ad offrire un prodotto di nicchia rispetto al caso in cui sia offerto un forte sconto su prodotti molto richiesti.

Come dire che il beneficio è maggiore se si riesce ad accontentare il numero più elevato possibile di persone !



Tornando al Web, mi chiedo: e se un sito lavorasse soltanto per soddisfare quei consumatori di prodotti di nicchia ? Quelli che chiedono a Google dove poter reperire una buona offerta turistica per una Vacanza al Lago di Bomba piuttosto che una più generica Offerta Turistica in Abruzzo ? [5]

Dal punto di vista SEO si parla ovviamente di keyword molto poco performanti ma lavorare solo per le Code Lunghe permette sia di diminuire i costi di Search Engine Marketing (proprio per lo scarso volume di ricerca delle Keyword) sia di soddisfare le richieste dei navigatori che sono alla ricerca di quel particolare prodotto. E lavorare per le Code Lunghe della richiesta significa fare riferimento a quel succulento 25 % di nuove query che giornalmente vengono fatte su Google come ci dice Jacopo Gonzales [3].

Un ultimo passaggio adesso: ma chi è che offre solo il prodotto di nicchia ? Quali le Aziende che decidono poi di farlo utilizzando il Web ?

Io penso si tratti di Piccolissime Imprese ed Attività.

Perchè non dedicarsi a queste ?

Certo, mi rendo conto che un'offerta SEO a costi ridotti per soddisfare una siffatta clientela implicherebbe, per il SEO stesso, l'avere un cospicuo portfolio clienti. Ma anche qui si lavora sulle Code Lunghe: non grandi Brand ma tante piccole Marche.

Che ne pensate ?


[1]
Wikipedia - The Long Tail
[2] Marketing Routes - Long Tail e Search Marketing
[3] Marketing Routes - Il 25% delle ricerche su Google sono Query Nuove
[4] Marketing Routes - Potenziare la Long Tail dei Link di accesso al Sito

[5]
Mi riferisco al sito www.casamancini.it su cui sto lavorando in questo periodo. La query su Google vacanza lago di bomba, che presenta un volume di ricerca e un trend di traffico online molto bassi, produce (oggi) il sito in questione al terzo posto. Bontà del CMS di Sofitek e, da parte mia, le opportune ricerche nel reperire e riarrangiare gli argomenti (contenuti) attinenti all'offerta e un minimo di buon senso SEO !

mercoledì 13 giugno 2007

Fare Business con il Web - Seo Carpediem intervista Leonardo Bellini

Vincenzo Arcidiacono, responsabile di Seo Carpediem, questo fine settimana intervisterà l'Ing. Leonardo Bellini consulente di Internet Marketing e Tecnologie Digitali e ha deciso di farsi portavoce di quanti proporranno domande postandole sul suo blog.

Ringrazio Vincenzo per avermi contattato via e-mail per segnalarmi la sua iniziativa.

Di seguito pubblico le domande che ho proposto io:
(1) COMUNICARE IL LAVORO DEL WEB MARKETER
Quanto in Italia viene apprezzato il lavoro del Web Marketer ? Ci sono problemi da parte dei professionisti del settore nel comunicare l’utilita’ del proprio servizio ? Se si, come si potrebbe sopperire a questa mancanza ?

(2) WEB MARKETING PER TUTTI
In Italia sembra che solo i grandi brand decidano di affidarsi al Web Marketing arrivandosi a spingere anche al piu’ certosino lavoro SEO. Come si puo’ rendere accessibile questa pratica anche a piccolissime Aziende ? Quali dovrebbero essere le pratiche SEO basilari al fine di rendere una prestazione professionale economicamente accessibile anche alle Aziende che non dispongono di grandi budget (in alcuni solo poche centinaia di Euro) ?

(3) CORPORATE BLOG
La pratica del Corporate Blog in Italia quanto funziona ? Quali sono i grandi limiti che abbiamo ? Ci sono dei dati che dimostrino che un Blog Aziendale funziona anche nel nostro Paese ?

Vi invito a postare anche le vostre domande !

lunedì 11 giugno 2007

Usabilità, Posizionamento e Site Marketing: consulenza per Terre di Mezzo


Sono stato contattato dalla resposabile del Sito Web del Centro Escursionistico Terre di Mezzo che si trova a Rocca di Mezzo, in provincia di L'Aquila. Il sito è orientato alla promozione del territorio e dei servizi di guidania offerti per escursionismo nel Parco Regionale del Sirente Velino.

Mi è stata richiesta una consulenza orientata a:
  • miglioramento dell'Usabilità del Sito
  • promozione sul Web
  • posizionamento sui motori di ricerca
Ho aperto un nuovo post su mdplab-trials in cui ho già riportato lo stato attuale del sito, le impressioni avute dopo il primo incontro con il cliente e il mio rapporto preliminare di consulenza. Il post sarà aggiornato manmano che la camoagna andrà avanti.

Per monitorare la campagna (il cliente ha dato il suo consenso a rendere pubblica la consulenza)

Sito: www.abruzzoescursioni.it

sabato 26 maggio 2007

Motori di Ricerca - Classi di Ricerca e Comportamento degli Utenti

Segnalo due studi interessanti che hanno come oggetto i Motori di Ricerca ed il comportamento degli utenti del web di fronte ad essi e di come lo studio del comportamento dell'utente e della segmentazione degli utenti stessi possa aiutare un SEO nel processo di definizione delle Keyword.

Il primo studio è un post di ranfish di Seomoz [1] in cui viene esposta una teoria sulla segmentazione degli utenti dei Search Engine in relazione alle intenzioni di ricerca e alle motivazioni dell'utenza a fare un tipo di ricerca piuttosto che un altro. Quattro sono i tipi di query [G1] individuati per i quali randfish indica un valore in termini di rientro economico per la pagina Web raggiunta a valle della ricerca stessa. Mi aiuto con le sue stesse illustrazioni (thank you randfish!):

Navigatinal Queries


Si tratta delle ricerche effettuate quando l'utente ha il dichiarato intento di raggiungere uno specifico sito web non ricordandosene l'URL [G2] e che, quindi, utilizza il motore di ricerca come se fossero le White Pages (pagine bianche).
Valore: in genere basso


Informational Queries


Sono le ricerche che l'utente effettua per reperire sul Web delle informazioni: previsioni del tempo, distanze tra due città per una gita...
Valore: medio

Commercial Investigation Queries


L'utente effettua questo tipo di ricerca quando non vuole una semplice informazione ma nemmeno effettuare l'acquisto di un bene/servizio. L'esempio riportato da randfish è quello di una ricerca mirata all'identificazione della miglior marca nel mercato delle telecamere digitali:l'utente non necessariamente la vuole acquistare ma ha bisogno di una prima panoramica che poi, magari, lo guiderà in un eventuale acquisto.
Valore: alto

Transactional Queries


E' il tipo di ricerca che l'utente effettua quando è orientato all'acquisto di un bene o un servizio sul Web ma che non implica necessariamente il pagamento online.
Valore: molto alto

Questo studio può essere molto utile per definire il tipo di chiave da utilizzare e può indirizzare lo specialista ad individuare quali debbano essere le sezioni in cui collocare gli annunci (per le Commercial Investigation e le Transactional Queries) oppure i contenuti (Informational Queries) oppure ancora i link (Navigational Queries). Tale analisi però, a mio avviso, deve essere fatta a valle del
processo di definizione degli obiettivi di un Sito Web (si vedano le slides in [3]); un'analisi che, a me appare logico, definirà anche da che tipo di ricerca di utente su un Motore dovranno provenire le visite.

Ma questo non è tutto !


randfish ha individuato solo le classi di ricerca ma non le chiavi specifiche utilizzate per le ricerche. Il lavoro di tesi fatto in TSW da Michela Battocchio, studentessa di Scienze Cognitive [4], ci può aiutare dato che in esso si vede nella teoria della Grammatica Cognitiva un metodo per identificare le parole chiave legate ad una data regione (nel senso di idea o concetto relativi ad un Sito) e per ordinare tali parole in base alle preferenze dell'utente.
Nell'abstract della Tesi [5] Michela Battocchio presenta l'indagine effettuata su un campione di più di cento persone e illustra un report sul comportamento davanti ad un Motore di Ricerca del campione utilizzato relativamente a:

  • ricerca in una determinata area
  • soddisfacimento rispetto ai risultati ottenuti
  • comportamento successivo di particolarizzazione della ricerca con parole chiave più mirate o modifica radicale della chiave di ricerca stessa
  • nomi, aggettivi e verbi utilizzati nella ricerca
Si tratta, quest'ultimo, di un tema affascinante che non rientra tra quelli trattati in questo blog (non posso addentrarmi nella trattazione di un argomento del quale non so nulla!) ma sarò lieto se qualche esperto arricchisse questo post con commenti esplicativi sulla teoria di Langacker [6].


Webliografia

[1] SEOmoz - Segmenting Search Intent
[2] mdplab - i Motori di Ricerca del Futuro...
[3] mdplab - Branding e (Web) Marketing ma...senza Keyword
[4] TSW - Progetto di ricerca TSW - Università di Trento: il contributo di Michela Battocchio
[5] Michela Battocchio - l'abstract della Tesi Parole Chiave e Motori di Ricerca
[6] Langacker


Glossario

[G1] Query
[G2] URL

venerdì 25 maggio 2007

Landing Page, Call to Action e Site Marketing: consulenza per Casa Mancini


Mi ha contattato la Sofitek. Ha realizzato una prima bozza del sito per un cliente che intende affittare un'abitazione a Gessopalena (in provincia di Chieti) come Casa Vacanze.

Ho aperto un post su mdplab-trials con cui voglio presentare i passi che percorrerò nella consulenza: lo aggiornarò presentando le modifiche che avrò consigliato di implementare ed i risultati ottenuti in termini di posizionamento e di rientro (non mancheranno gli Screenshot anche da Google Analytics).

Si noti che il cliente non ha intenzione di ricorrere al Keyword Advertising.

La consulenza (finalizzata quindi all'affitto della Casa Mancini) è quindi per:
  • Ottimizzazione Contenuti anche in termini SEO
  • Landing Page
  • Marketing Online del Sito
Per monitorare la campagna (il cliente ha dato il suo consenso a rendere pubblica la consulenza)
Sito: www.casamancini.it

lunedì 21 maggio 2007

Marketing Classico e Popolarità del Sito: consulenza alla Cooperativa Convivium

Ho pubblicato, su mdplab-trials la mia consulenza per la Cooperativa Convivium.

Rispetto alla consulenza per Sofitek, questa ha prevalentemente i caratteri del Site Marketing ovvero dell'insieme delle attività atte alla promozione (Online e Offline) di un Sito che non prevedono una strategia SEO in senso stretto.

La linea guida utilizzata è quella presentata nelle slides Branding e (Web) Marketing ma...senza Keyword.

Nel rapporto, infatti, sono delineati gli elementi della strategia di Marketing per la Cooperativa Convivium che abbia come strumento il proprio Sito Web con l'ulteriore e non secondario obiettivo di rendere appetibile il Sito stesso ad eventuali inserzionisti (compratori di spazi pubblicitari) locali.

Per monitorare la campagna

Sito
: www.coopconvivium.it

sabato 19 maggio 2007

Branding e (Web) Marketing ma...senza Keyword

Segnalo due guide scaricabili da Internet agli indirizzi indicati in Webliografia [1][2] che mi hanno iniziato al percorso che mi sta portando (ora più che mai con mdplab) a diventare un...aspirante SEO.

Le due pubblicazioni trattano il tema della Progettazione e della successiva Promozione di un Sito Web. La prima [1] è un insieme di consigli per Web Master su come debba essere affrontata, insieme con il cliente, la progettazione e la realizzazione di un Business Web Site; la seconda [2], invece, è una mini guida per promuovere un Sito Web.

E' davvero interessante notare come queste due pubblicazioni si riferiscano alle campagne di Search Engine Optimization e Keyword Advertising in modo molto marginale dando molto più peso ad attività a tali campagne complementari: Content Management [G1], Link Building [G2] e Branding [G3] come attività Online e Marketing Classico come attività Offline.

Altrettanto interessante è il fatto che si parla di strategie di Marketing applicate anche al Prodotto Sito Web e non al Bene/Servizio che con quel Sito Web deve essere promosso e venduto.

In altre parole, queste guide indicano anche una possibile strategia alternativa di Marketing finalizzata ovviamente alla vendita del Prodotto: una strategia che preveda, cioè, di arrivare al Product Marketing [G4] (sul Web) attraverso il Site Marketing [G5].

Io le ho lette così...




...e così le ho utilizzate per le mie attività svolte per la Cooperativa Convivium [3].

Nota: Ultimamente [4][5] ho fatto riferimento al SEO come ad un Marketer a 360 gradi; che si occupi, cioè, non solo di ottimizzazione per i motori di ricerca ma anche di Comunicazione e che sia in grado, quindi, di consigliare al proprio cliente le molteplici alternative disponibili per la promozione sul Web del Marchio e del Prodotto/Servizio. Queste due guide mi tornano utili soprattutto adesso proprio perchè completano la Search Engine Optimization e mi aiutano ad avvicinarmi alla definizione della figura professionale del SEO che via via si sta delineando su questo blog.

Webliografia

[1] The Webmaster BUSINESS masters course (Mark Frank)
[2] Discover How to Promote Your Website (Colin Knecht)
[3] Cooperativa Convivium - Ospitalità e Turismo in Abruzzo nel Parco Nazionale della Maiella
[4] mdplab - Battere la Concorrenza. Si, ma quale ?
[5] mdplab - Search Engine Marketing - Come Scrivere un Buon Articolo


Glossario

[G1] Content Management
[G2] Link Building - Campagna di Scambio Link atta ad acquisire Link qualificati in ingresso al proprio Sito
[G3] Branding - Nel dizionario dei Termini di Marketing e Pubblicità si definisce il Branding come la tecnica consistente nell'identificazione di un prodotto con un nome registrato utilizzata dalle Imprese per differenziare il proprio prodotto da quello della concorrenza. Nello stesso dizionario è definito il Branding Online come la promozione di un'Azienda in Internet.
[G4] Product Marketing - Insieme delle attività del Marketing Classico per un Prodotto (che possono avvalersi del Site Marketing)
[G5] Site Marketing - Insieme delle attività Online e Offline atte a promuovere un (Business) Web Site

lunedì 14 maggio 2007

i Motori di Ricerca del Futuro...


Leggo da Search Engine Journal un post di Pablo Palatnik [1] in cui si parla di Social Powered Search Engine. L'argomento è molto interessante e stimolante. Cito un passo per tutti:

We only crawl web sites that were bookmarked or voted for by people, in sites like del.icio.us, digg and reddit. They link to sites with the best content, and it gives you the best quality search engine on the web. You can also call it Social Powered Search.
Sono le parole che iniziano la sezione dell' About Us del motore 50Matches.com [2] che esegue (come si legge dal passo riportato) il crawl [G1] solo dei siti segnalati con il Social Bookmarking [G1]! L'About Us si completa poi così:

No algorithm could calculate site quality better than Humans.

Quant'è vera questa affermazione!

Il tono "sconsolato" della mia esclamazione è dettato dalle riflessioni fatte dopo aver letto Undestanding Search Engine
[3] in cui si parla dell'algoritmo del Page Rank di Google come quanto di meno democratico ci possa essere: la popolarità di una pagina non ne determina la rilevanza rispetto ad una query [G3].

Saranno davvero i Social Powered Search Engine i Motori di Ricerca del Futuro ?
Ed il SEO del futuro ? Sarà ancora "solo" un Search Engine Marketer ?


Webliografia
[1] Search Engine Journal - Are Social Powered Search Engines The Future Of Search?
[2] 50Mathces.com - About Us
[3] mdplab - Nuovi Arrivi in Biblioteca

Glossario
[G1]
Social Bookmarking
[G2]
Crawl
[G3]
Query

venerdì 11 maggio 2007

Branding, Promozione e Vendita sul Web: consulenza per Sofitek


Ho pubblicato su mdplab-trials il mio primo Rapporto di Consulenza richiestomi da Carlo e Lorenzo della Sofitek per una campagna di Web Marketing finalizzata alla vendita del Prodotto KubiGo (CMS per la semplice creazione di Siti Web).

Dopo gli studi iniziati un paio di anni fa e gli approfondimenti su mdplab (appena agli albori!) ho tirato fuori e affidato ai miei amici i miei suggerimenti.

E' passato un po' di tempo da quella telefonata...
Ma adesso si parte davvero !


Nota: la campagna avrà inizio non appena la Sofitek pubblicherà il sito di vendita del Prodotto KubiGo.
Per monitorare la Campagna:
Sito Istituzionale: www.sofitek.it
Sito Prodotto: presto online

Aggiornamento ore 10.45
Su richiesta di Carlo (vedere nei commenti) ho rimosso i contenuti del post su mdplab-trials. Sarà mia cura rimetterli online non appena la Campagna sarà iniziata!

mercoledì 9 maggio 2007

Search Engine Marketing - Come Scrivere un Buon Articolo


Riporto i passi più interessanti (che faccio a tutti gli effetti miei) di un articolo di Rhea Drysdale letto qualche tempo fa su Search Engine Journal dal titolo Come scrivere bene per il Search Engine Marketing [1].

Secondo Rhea, le tre regole per scrivere bene per il Web sono:
Scrivere in modo conciso: il cosa, il dove e il quando vanno inseriti subito nel contenuto. Titoli ben scritti e delle prime righe che puntano dritte al fatto sono molto performanti sia in termini di readership sia in termini di Search Engine Optimization

Scrivere in modo corretto: utilizzare tempi e modi giusti e corretta ortografia. L'articolo scritto dovrebbe essere letto ad alta voce preferibilmente dopo averlo stampato. Questo sarebbe il modo per notare degli errori nello spelling e nei tempi e modi utilizzati

L'autore deve essere credibile: i fatti devono essere corretti. Moltissimi blog non possono essere ritenuti sorgente affidabile ed obiettiva di informazioni perchè le informazioni stesse risultano essere spesso deformate e manipolate. Se ci si occupa di una cosa, bisogna andare dritti alla sorgente senza cedere alla schiavitu del link (cioè linkare la sorgente della notizia senza parlarne). In altre parole, l'autore deve far propria la notizia altrimenti rischia di cadere nel dimenticatoio. O, peggio ancora, di perdere abbonati al feed.

Queste, prosegue Rhea nell'articolo, sono anche le colonne portanti del giornalismo. Regole che, però, occorre piegare nel momento in cui si scelga di scrivere per il Web. Cioè quando c'è la necessita' di integrare nel testo le keyword.

Niente da eccepire dal mio punto di vista!

Questo articolo, insieme con le riflessioni fatte a conclusione del post in cui parlavo dei Keyword Competitor e dei Product Competitor [2], apre una discussione molto interessante: il SEO, alla fine, può davvero essere solo colui che sceglie le keyword e ottimizza il sito perche' sia piu' facilmente indicizzabile dai motori di ricerca ? Chiedendo scusa per l'aver posto la domanda in termini banali e poco ortodossi, dico che sono convinto di no...

Vedo sempre più il SEO come uno specialista che opera a 360 gradi: un professionista che curi il sito del proprio cliente non soltanto dal punto di vista Search Engine Optimization, ma anche da un punto di vista di Content Management e di Strategia Comunicativa. Che sappia, in altre parole, collocare le keyword non soltanto tra i tag HTML. In sintonia, credo, con quanto Johnnie scrive e attua nei suoi 980Km [3].

Non sono stato convincente ?
E allora andate a guardarvi la SEO Routine su un post di SEOMoz [4] pubblicato da randfish proprio oggi !

P.S. Mi rendo conto di non aver fatto mie le informazioni contenute nel post di SEOMoz in barba alle raccomandazioni di Rhea. Ne parlerò in un prossimo post :-)

[1] Search Engine Journal - l'articolo di Rhea Drysdale
[2] mdplab - Battere la Concorrenza Online. Si, ma quale ?
[3] 980Km - Web Marketing
[4]
SeoMoz - the SEO Routine

giovedì 3 maggio 2007

Battere la Concorrenza Online. Si, ma quale ?

Quando si avvia una campagna di Web Marketing, è opportuno non soltanto rendere il Sito Search Engine Friendly (facilmente raggiungibile dagli spider e indicizzabile dai motori di ricerca [G1]) ma anche realizzare delle pagine che chiamino facilmente l'utenza raggiunta all'azione (registrazione, vendita o altro). Ogni sforzo ed analisi vanno, quindi, indirizzati:

(1) alla scelta delle keyword per il posizionamento sui motori di ricerca che devono essere il giusto trade-off tra performance e competitività (cioè devono essere "abbastanza" ricercate da parte dell'utenza del web e, nello stesso tempo, non utilizzate da "troppi" siti che per, la chiave scelta, sono concorrenti)

(2) alle pagine dei siti concorrenti o, più in generale, alle azioni anche offline degli stessi, per poter ad esempio evidenziarne e colpirne eventuali punti deboli

I concorrenti per una campagna, quindi, quali sono ?

Mi servono, per l'argomentazione, due definizioni:
Keyword Competitor: è l'Azienda il cui sito compare nelle prime pagine di ricerca dei motori e che il Cliente dell'Agenzia SEM[[G2]/SEO ha l'ambizione di scavalcare per le chiavi di ricerca stabilite

Product Competitor: è il competitor che non necessariamente si trova sulle prime pagine dei risultati dei motori (per determinate keyword) ma che il cliente di un Agenzia SEM/SEO indica come il concorrente da battere
Con queste definizioni si può riformulare in modo migliore la domanda:

il concorrente di un'Azienda (o, meglio, del sito di un'Azienda) è il Product Competitor oppure il Keyword Competitor ?


Ragiono ad alta voce prima di darmi una risposta: per attuare una buona strategia di Web Marketing, il (numero dei) Keyword Competitor guida la ricerca del miglior trade-off per l'individuazione delle Keyword, mentre il Product Competitor è quello che può ispirare alcune delle linee guida per il miglioramento del Prodotto, per la definizione di un Prezzo competitivo del Prodotto e, soprattutto, per una campagna Promozionale più efficare nel Punto Vendita che si è scelto di utilizzare: il Web!

Per
battere il Keyword Competitor interverrà il Search Engine Optimizator (SEO in senso stretto); per battere il Product Competitor, a valle di una consulenza di Marketing offline (per la definizione del più opportuno Marketing Mix [G3]) ci si dovrà servire di un buon comunicativo (SEO in senso più ampio ?) per infiocchettare il messaggio che si sarà scelto di veicolare sul Sito (progettazione della Landing Page [G4]).

Quindi la risposta alla domanda è:
la concorrenza di un'Azienda che si rivolge ad un'Agenzia di Web Marketing è constiuita sia dal Keyword Competitor sia dal Product Competitor!

La risposta è semplice; più complicata è la pianificazione della strategia di attacco sul Web.

Adesso un altro po' di carne al fuoco: ma un buon SEO è anche quello che definisce la Landing Page ?
Per rispondere a questa domanda mi viene in soccorso Johnnie con un post a tema sul neonato Blog 980Km (a proposito, in bocca al lupo Johnnie!) che vi invito a leggere. La ricerca presentata dice che l'
ottimizzazione della Landing Page costituisce la strategia di maggior impatto per il Search Marketing. Ne prendo atto ma siamo davvero sicuri che sia solo compito del SEO pianificare questa strategia ?

Io
non ne sono ancora troppo convinto a meno che non si ammetta che un SEO è anche un comunicativo !

Magari questo sarà argomento di un prossimo post.


Glossario
[G1] spider
[G2] SEM
[G2] Marketing Mix
[G3] landing page