In questi giorni di caldo asfissiante e di tante riflessioni ne facevo una di carattere generale sulle iniziative online.
Ho ripensato a quelle che mi hanno riguardato direttamente in questo anno e mezzo di mie "attività online" e non ho potuto fare a meno di riprovare la frustrazione di aver visto morire dei progetti ai quali avevo creduto.
Ho riflettuto sul fatto che il senso di sconfitta era aumentato dal forte desiderio che avevo di prendere qualcosa di concreto dalla partecipazione a gruppi di lavoro con leadership così importanti.
Ho preso moltissimo, è vero, ma pochissimo di quello che cercavo. Ho imparato che bisogna remare tutti nella stessa direzione e che bisogna parlar meno e fare fatti; ho imparato che non si può contare soltanto su singoli individui quanto piuttosto su gruppi che solo il tempo e la collaborazione (anche a distanza) può far crescere in affiatamento e sintonia.
Ma per il resto ho dovuto continuare nel modo con cui avevo iniziato: aggiornamento da autodidatta e senza esperienze pratiche, senza quella ricerca applicata che tanto sarebbe stata utile al percorso da me iniziato.
E quindi: cosa deve esserci perchè un'esperienza collaborativa funzioni? Quali devono essere gli stimoli perchè almeno un po' degli obiettivi iniziali vengano raggiunti?
Può bastare solo la passione? Ragionando in generale credo di poter dire di no, non è sufficiente!
Ma allora perchè si aderisce? Forse perchè non si può fare a meno di pensare ad un ritorno di carattere squisitamente materiale?
Sono ora abbastanza sereno e la rabbia che avevo fino a qualche mese fa mi è passata anche se ho paura di scoprire la ragione di questo mio diverso atteggiamento...
O forse l'ho già scoperta dato che stamattina non ho potuto fare a meno di sorridere. Solamente sorridere...
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giovedì 3 luglio 2008
domenica 13 gennaio 2008
Marketing [Agorà]: dal fare i nuovi pensieri?
Il Marketing non è soltanto, come purtroppo comunemente si pensa, il mezzo per comunicare i prodotti e i servizi e per promuovere le vendite, ma soprattutto la disciplina per conoscere i bisogni, le aspettative e i cambiamenti dei Clienti e per realizzare concretamente una solida Relazione con essi
Quindi il Marketing diventa un elemento fondamentale del processo di innovazione e deve lavorare in squadra con le componenti di ricerca e sviluppo, di progettazione e di produzione dell’impresa, che non sono sempre a contatto con la realtà del Mercato e con l’Esperienza dei Clienti
Andrea Rossi (via Maurizio Goetz)
Il marketing consiste in un gruppo di attività organizzate, programmate, controllate, che partono dallo studio del consumatore, a livello individuale, della domanda,a livello aggregato e della concorrenza e si attuano in forma integrata, per il raggiungimento degli obiettivi di medio - lungo termine attraverso la soddisfazione del consumatore
via Pier Luca Santoro
True, Transparency, Try, Test, Trust, Tell, Talk
di Gianluca Diegoli
In che modo il marketing può diventare strumento potente per soddisfare consumatori post-moderni sempre più frustrati? Quali linguaggi usare? Quali tecnologie prediligere a fronte di una convergenza tecnologica sempre più accelerata? E’ sufficiente confinare gli sforzi ai contenuti della rete o è necessario intervenire per orientare e dare forma all’osservazione e alla percezione del consumatore e indirizzare i suoi desideri?
le questioni di Carlo Mazzucchelli
Si pensa (penso!), si riflette (rifletto!), si interviene (intervengo!)...
E' vero: tra il dire e il fare ce ne passa parecchio. Forse ci devono essere ancora pensieri, riflessioni ed interventi!
Ma non è forse il fare che può stimolarne di nuovi?
Quindi il Marketing diventa un elemento fondamentale del processo di innovazione e deve lavorare in squadra con le componenti di ricerca e sviluppo, di progettazione e di produzione dell’impresa, che non sono sempre a contatto con la realtà del Mercato e con l’Esperienza dei Clienti
Andrea Rossi (via Maurizio Goetz)
Il marketing consiste in un gruppo di attività organizzate, programmate, controllate, che partono dallo studio del consumatore, a livello individuale, della domanda,a livello aggregato e della concorrenza e si attuano in forma integrata, per il raggiungimento degli obiettivi di medio - lungo termine attraverso la soddisfazione del consumatore
via Pier Luca Santoro
True, Transparency, Try, Test, Trust, Tell, Talk
In che modo il marketing può diventare strumento potente per soddisfare consumatori post-moderni sempre più frustrati? Quali linguaggi usare? Quali tecnologie prediligere a fronte di una convergenza tecnologica sempre più accelerata? E’ sufficiente confinare gli sforzi ai contenuti della rete o è necessario intervenire per orientare e dare forma all’osservazione e alla percezione del consumatore e indirizzare i suoi desideri?
le questioni di Carlo Mazzucchelli
Si pensa (penso!), si riflette (rifletto!), si interviene (intervengo!)...
E' vero: tra il dire e il fare ce ne passa parecchio. Forse ci devono essere ancora pensieri, riflessioni ed interventi!
Ma non è forse il fare che può stimolarne di nuovi?
martedì 1 gennaio 2008
mi Rimetto al Lavoro!
In questo anno passato nella blogosfera ho imparato tantissimo e fatto moltissime esperienze.
Dal 2007 non potevo sinceramente aspettarmi di più: il lavoro svolto in seno al Progetto-david ed il conseguente bellissimo rapporto nato con Johnnie (ehi Johnnie, io ci credo ancora e tu lo sai!), il rinsaldarsi di un'amicizia e la nascita di una collaborazione che sarà anche professionale con Carlo, il corso di Posizionamento fatto a Roma con Francesco e l'entrata a far parte del gruppo di collavorazione di Marketing Agorà. Ma l'evento più importante per me è stato la nascita di mdpstudio.it.
Mi ripeto: meglio di così davvero non poteva andare. E adesso?
Non mi piace fare programmi, non li ho mai fatti e i dodici mesi trascorsi mi hanno insegnato che la vita può riservare tantissime sorprese. Tre cose però le voglio appuntare, tre obiettivi; insomma un minimo di agenda per questo 2008:
(1) postare con più regolarità su mdpstudio.it in modo da creare un po' più di audience ed avere qualche cliente in più (avevo fatto una promozione che ha avuto un discreto successo ma adesso bisogna fare sul serio!)Mi rimetto al lavoro quindi!
(2) preparare e, spero, portare a termine con successo il 1° Forum Web Marketing per Tutti! del 7 Luglio. Ancora una volta vi invito a registrarvi al gruppo su Facebook e, se ne condividete gli obiettivi, a darmi una mano (ripeto ragazzi: venite fuori dal Convegno GT!)
(3) lavorare e produrre qualcosa di concreto nel gruppo Marketing Agorà (proprio qualche minuto fa ho proposto al gruppo un progetto che ritengo interessante e di cui sicuramente parlerò anche qui su mdplab). A breve avremo un incontro e non vedo l'ora di conoscere i "collavoratori".
Buon lavoro anche a voi!
Buon 2008 :-7
venerdì 16 novembre 2007
non voglio essere il McNamara del Web!
Ho acquistato in edicola L'Impresa, la rivista Italiana di Management ed ho trovato almeno un paio di articoli degni di studio e di approfondimento sul tema Marketing. L'esercizio che ho voluto fare e che qui ripropongo è stato quello di leggerli in chiave Web. Vorrei completaste con le vostre esperienze una discussione a mio modo di vedere di particolare interesse.
L'articolo che desidero approfondire in questo post è di Paolo Legrenzi, professore di Psicologia Cognitiva sul Pensare in Modo Strategico.
L'ipotesi di partenza è che c'è differenza tra Modello di Business e Strategia:
Il Web stesso rappresenta un Modello di Business consolidato salvo poi la grande invenzione del Web 2.0. Mai come adesso, infatti, sono convinto del fatto che sia una grande bufala. Il Modello è, appunto, già consolidato: la rete delle reti (almeno come idea) esiste da Arpanet; occorre semplicemente sfruttare ciò che la tecnologia mette nel tempo a disposizione (ad esempio la banda larga) per poterlo far rendere al meglio!
Ma andiamo avanti con l'articolo che si focalizza sui quattro fattori chiave della strategia. E' curioso vedere che gli esempi utilizzati per far comprendere queste teorie (che, proprio per questi esempi, sono anche dimostrate), siano riferiti a casi militari. Insomma, dopo Pompeo [1], un altro sconfitto in guerra ci fa capire quali errori non bisogna commettere dal punto di vista strategico. L'esempio riportato nell'articolo, infatti, è quello della Guerra del Vietnam in cui le strategie militari di McNamara [2] risultarono fallimentari contro quelle del Generale Giap [3].
Vedo, in queste parole, una più discorsiva e, forse, più accessibile presentazione del metodo dell'analisi SWOT: l'Implementazione Efficace della strategia con cui Persistere in una logica di medio/lungo periodo nel raggiungimento di un Semplice Obiettivo non può non passare attraverso la Comprensione delle Opportunità e delle Minacce offerte dall'ambiente competitivo e la valutazione dei Punti di Forza e di Debolezza delle risorse (umane e non) di cui si dispone.
Mi viene in mente il caso di italia.it tornato alla ribalta negli ultimi tempi per le dichiarazioni del Ministro Rutelli circa una dismissione del Portale [4]. Diciamo che, strategicamente, con l'obiettivo di salvare il salvabile (per esempio i milioni di euro non ancora spesi), mi sembra che questa sia la scelta migliore.
L'obiettivo del Portale era davvero chiaro? Era stato compreso fino in fondo l'ambiente competitivo in cui si intendeva collocare il Portale? Le risorse utilizzate erano davvero le migliori (web designer e marketer, copywriter e grafici)? Ammesso che l'obiettivo fosse chiaro, è stato fatto tutto quanto era possibile perchè potesse efficacemente essere attuata la strategia per perseguirlo?
E' inutile tornare ad approfondire argomenti che, anche in questo blog, sono stati trattati: le risposte alle domande retoriche che ho appena posto sono state già date e in tantissimi spazi!

La riflessione, per certi versi addirittura banale, è che per non essere il McNamara del Web, per non perseverare nell'errore di italia.it, occore davvero pianificare per il Web una seria strategia.
Una strategia che deve necessariamente partire offline. Il Web non è altro che lo specchio di quanto c'è dietro l'Azienda; un'immagine, una lente di ingrandimento sulla realtà Aziendale. Una Strategia di Marketing, io credo, sarà buona solo quando entrerà in risonanza positiva con le persone che quell'Azienda la gestiscono e portano avanti dalle scrivanie e dalle officine prima ancora che dai post di un Corporate Blog e, soprattutto, con le reali esigenze della gente se si coltiva l'ambizione che diventino clienti. Il Web, se questa risonanza esiste davvero, non farà altro che amplificarla con un conseguente e naturale beneficio.
Una delle prime cose che ho imparato, all'inizio di questo percorso, è che una strategia di Marketing è vincente quando produce soddisfazione per tutti gli attori coinvolti: Azienda e Cliente. Concetto valido in tutti i campi in cui il Marketing trova applicazione e, quindi, anche nel Web.
C'era bisogno di sottolinearlo?
Forse si anche e soprattutto considerando le osservazioni che persone esperte come Claudio, Pierluca, Maurizio o Gianluca postano con una certa regolarità nei loro blog.
Ed è per questo che chiedo: ma è davvero così difficile far capire dei concetti che, perdonatemi, non mi sembrano nemmeno poi così tanto complessi ma semplicemente ispirati dal buon senso?
[1] mdplab - non voglio essere il Pompeo del Web!
[2] Robert Mcnamara - bibiografia da Wikipedia
[3] Vo Nguyen Giap - bibiografia da Wikipedia
[4] italia.it chiude - da Google
L'articolo che desidero approfondire in questo post è di Paolo Legrenzi, professore di Psicologia Cognitiva sul Pensare in Modo Strategico.
L'ipotesi di partenza è che c'è differenza tra Modello di Business e Strategia:
il Modello di Business si concentra sul senso economico di un'iniziativa senza tener conto della concorrezza. La Strategia, invece, prende atto della condivisione da parte di più imprese del medesimo modello di business; il problema si sposta quindi nel creare vantaggio competitivo.L'osservazione di Legrenzi, che trovo molto interessante, è questa:
le aziende che hanno avuto successo a livello mondiale hanno utilizzato modelli di business consolidati ma con strategie innovative.Penso che quello che offre il Web non sia altro che un metodo per attuare strategie innovative per Modelli di Business consolidati. Il Modello di Business del Turismo non è un'invenzione dell'ultima ora. La cosa alla quale si cerca (si dovrebbe cercare?) di lavorare per acquisire vantaggio competitivo è una nuova strategia (co-marketing ad esempio) che ha nel Web un mezzo sempre più necessario perchè tale Modello di Business abbia più probabilità di successo.
Il Web stesso rappresenta un Modello di Business consolidato salvo poi la grande invenzione del Web 2.0. Mai come adesso, infatti, sono convinto del fatto che sia una grande bufala. Il Modello è, appunto, già consolidato: la rete delle reti (almeno come idea) esiste da Arpanet; occorre semplicemente sfruttare ciò che la tecnologia mette nel tempo a disposizione (ad esempio la banda larga) per poterlo far rendere al meglio!
Ma andiamo avanti con l'articolo che si focalizza sui quattro fattori chiave della strategia. E' curioso vedere che gli esempi utilizzati per far comprendere queste teorie (che, proprio per questi esempi, sono anche dimostrate), siano riferiti a casi militari. Insomma, dopo Pompeo [1], un altro sconfitto in guerra ci fa capire quali errori non bisogna commettere dal punto di vista strategico. L'esempio riportato nell'articolo, infatti, è quello della Guerra del Vietnam in cui le strategie militari di McNamara [2] risultarono fallimentari contro quelle del Generale Giap [3].
PersistenzaLa persistenza si definisce come la dedizione al perseguimento costante sui tempi lunghi, di obiettivi semplici e concreti.
In Vientam gli Stati Uniti non avevano un obiettivo preciso mentre invece i Vietnamiti volevano chiaramente la liberazione e l'unificazione del paese.
ComprensioneE' cruciale una comprensione profonda ed analitica dell'ambiene competitivo.
Giap aveva capito quali erano i punti deboli degli americani e sapeva che aveva il tempo dalla sua parte.
RisorseBisogna valutare accuratamente le proprie risorse, in funzione degli obiettivi, cercando di neutralizzare eventuali debolezze.
Le forme di guerriglia utilizzate ad Giap erano in grado di neutralizzare la superiorità tecnologica degli avversari, superiorità per altro riconosciuta dal generale.
Implementazione EfficaceLa migliore strategia non serve a nulla se non viene messa in atto in modo efficace.
Giap non aveva mediazioni politiche da fare e prendeva le proprie decisioni in modo tempestivo. Limite, questo che aveva invece McNamara.
Vedo, in queste parole, una più discorsiva e, forse, più accessibile presentazione del metodo dell'analisi SWOT: l'Implementazione Efficace della strategia con cui Persistere in una logica di medio/lungo periodo nel raggiungimento di un Semplice Obiettivo non può non passare attraverso la Comprensione delle Opportunità e delle Minacce offerte dall'ambiente competitivo e la valutazione dei Punti di Forza e di Debolezza delle risorse (umane e non) di cui si dispone.
Mi viene in mente il caso di italia.it tornato alla ribalta negli ultimi tempi per le dichiarazioni del Ministro Rutelli circa una dismissione del Portale [4]. Diciamo che, strategicamente, con l'obiettivo di salvare il salvabile (per esempio i milioni di euro non ancora spesi), mi sembra che questa sia la scelta migliore.
L'obiettivo del Portale era davvero chiaro? Era stato compreso fino in fondo l'ambiente competitivo in cui si intendeva collocare il Portale? Le risorse utilizzate erano davvero le migliori (web designer e marketer, copywriter e grafici)? Ammesso che l'obiettivo fosse chiaro, è stato fatto tutto quanto era possibile perchè potesse efficacemente essere attuata la strategia per perseguirlo?
E' inutile tornare ad approfondire argomenti che, anche in questo blog, sono stati trattati: le risposte alle domande retoriche che ho appena posto sono state già date e in tantissimi spazi!
La riflessione, per certi versi addirittura banale, è che per non essere il McNamara del Web, per non perseverare nell'errore di italia.it, occore davvero pianificare per il Web una seria strategia.
Una strategia che deve necessariamente partire offline. Il Web non è altro che lo specchio di quanto c'è dietro l'Azienda; un'immagine, una lente di ingrandimento sulla realtà Aziendale. Una Strategia di Marketing, io credo, sarà buona solo quando entrerà in risonanza positiva con le persone che quell'Azienda la gestiscono e portano avanti dalle scrivanie e dalle officine prima ancora che dai post di un Corporate Blog e, soprattutto, con le reali esigenze della gente se si coltiva l'ambizione che diventino clienti. Il Web, se questa risonanza esiste davvero, non farà altro che amplificarla con un conseguente e naturale beneficio.
Una delle prime cose che ho imparato, all'inizio di questo percorso, è che una strategia di Marketing è vincente quando produce soddisfazione per tutti gli attori coinvolti: Azienda e Cliente. Concetto valido in tutti i campi in cui il Marketing trova applicazione e, quindi, anche nel Web.
C'era bisogno di sottolinearlo?
Forse si anche e soprattutto considerando le osservazioni che persone esperte come Claudio, Pierluca, Maurizio o Gianluca postano con una certa regolarità nei loro blog.
Ed è per questo che chiedo: ma è davvero così difficile far capire dei concetti che, perdonatemi, non mi sembrano nemmeno poi così tanto complessi ma semplicemente ispirati dal buon senso?
[1] mdplab - non voglio essere il Pompeo del Web!
[2] Robert Mcnamara - bibiografia da Wikipedia
[3] Vo Nguyen Giap - bibiografia da Wikipedia
[4] italia.it chiude - da Google
domenica 11 novembre 2007
non voglio essere il Pompeo del Web!
Il mio profilo su Blogger recita così: Esperienze nelle Applicazioni Web del Marketing e delle Comunicazioni. Quando l'ho scritto sono stato combattuto perchè sarebbe stato (e sarebbe tuttora) più corretto scrivere in ques'altro modo: Esperienze (fatte e soprattutto da fare) nelle Applicazioni Web del Marketing e delle Comunicazioni.
Ciò che mi ha fatto essere parsimonioso con le parole è che, scrivendo così tanto, non tutto il profilo sarebbe stato visibile nelle SERP di Google in una presuntuosa supposizione che qualcuno andasse a cercare sul Web esattamente il mio Nome e Cognome. Diciamo che le statistiche di mdplab mi confermano che in diversi hanno cercato Marco Dal Pozzo; d'accordo, amici e parenti, ma comunque a qualcuno questo piccolo sforzo è servito :D
Quello del Web Marketing è un mondo che mi affascina e che risulta molto stimolante soprattutto perchè ogni progetto ha un suo dominio di competenza (come fradefra [1] ha definito al corso [2] l'argomento intorno al quale si deve stabilire di far ruotare il disegno di uno Spazio Web) ed ogni dominio di competenza necessita di una propria visione strategica di medio/lungo periodo perchè il progetto abbia (più probabilità di avere) successo. Insomma c'è da divertirsi e da imparare sempre cose nuove...
Scopro poi l'acqua calda dicendo che non può esserci il Web Marketing se non c'è prima il Marketing. E qui sento di nuovo le parole di fradefra che condivido in pieno: il Web Marketing non esiste. E' una invenzione per parlare di uno dei tantissimi aspetti del Marketing (Francesco hai qualcosa da aggiungere?).
In ogni caso la linea che mi sta guidando nelle esperienze (fatte e soprattutto da fare) è quella di tenere bene a mente i concetti del Marketing classico. Chiedo scusa a tutti gli esperti del settore che mi auguro avrò la fortuna di avere come lettori, ma per me questo post è molto utile in un'ottica di scambio di idee e condivisione di saperi. Quindi, in particolar modo voi, se avete voglia e tempo, siete i benvenuti :)
L'analisi SWOT, conosciuta anche come Matrice TOWS, è uno strumento di pianificazione strategica usata per valutare i punti di forza (Strengths), debolezza (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) di un progetto o in un'impresa o in ogni altra situazione in cui un'organizzazione o un individuo deve prendere una decisione per raggiungere un obiettivo (fonte Wikipedia [3]).
Per meglio capire l'effettivo beneficio di questo strumento mi sono servito di un esempio che mi ha costretto (con molto piacere) a rinfrescare un po' le mie conoscenze di storia romana. Nicola Zotti ([4] [5]), come chiosa ad un interessante articolo didattico sulla SWOT analysis, dice: Pompeo non ebbe il tempo o la capacità di condurre una buona analisi SWOT e la guerra civile, per lui, iniziò come peggio non poteva.
Non voglio essere il Pompeo del Web!
Non posso pretendere di intraprendere un progetto sul Web senza aver pensato come sfruttare al meglio i miei punti di forza; non posso scrivere sul mio Corporate Blog di un argomento di cui so poco e per il quale mi esporrei inevitabilmente alle critiche danneggiando conseguentemente la mia immagine; non posso non cogliere le opportunità che il Web potrebbe darmi per vendere meglio il mio prodotto; non posso far finta che l'ambiente in cui ho deciso di muovermi (il dominio di competenza, per l'appunto) non abbia insite in sé una serie di minacce per la sola presunzione di essere il migliore!
A questo punto sarei pronto a scommettere che tanti progetti sul Web risultano fallimentari proprio perchè non viene condotta una simile analisi. Mi spiego meglio: probabilmente il copywriting avrà fatto benissimo la sua parte ed il grafico avrà costruito un layout affascinante ma il lavoro sarà inutile se il responsabile di Web Marketing non avrà loro dato prima le indicazioni migliori!
Proprio perchè sono d'accordo con fradefra (il Web Marketing non esiste), ritengo l'approccio metodologico classico (l'analisi SWOT) essenziale per iniziare l'avventura su Internet nel migliore dei modi e il fatto di non aver trovato, in due anni in giro per la Rete, nessuna trattazione che inquadri il Web Marketing nei binari del Marketing classico, non può convincermi del fatto che questi binari non siano stati mai percorsi da quanti lavorano in questo campo ormai da anni.
Cosa ne pensate?
C'è qualche esperienza che può aiutare a capire meglio come realmente stanno le cose?
Utilizzate l'analisi SWOT prima di intraprendere un progetto sul Web?
Avete qualche riferimento biblio/webliografico utile alla causa?
[1] il corso di fradefra - YoYo - Formazione rotolante
[2] mdplab - a Caldo dopo il Corso!
[3] wikipedia - la definizione dell'analisi SWOT
[4] warfare - se Pompeo avesse fatto un'analisi SWOT
[5] warfare - la scelta di Pompeo
sabato 27 ottobre 2007
Marketing Agorà. Inizia una Nuova Avventura
E' partito formalmente per me oggi il progetto Marketing Agorà con la registrazione, addirittura come autore, al blog [1]. Marketing Agorà è un progetto creato e promosso sul Web da Pier Luca Santoro, autore di marketingblog [2], che ho scoperto grazie a Facebook.Pier Luca definisce Marketing Agorà come una comunità pratica per per lo studio e l’elaborazione del marketing non convenzionale e dei social media.
Insomma per me un'occasione da non perdere per proseguire nel percorso di formazione iniziato a Gennaio con la nascita di mdplab. Una opportunità che mi porterà sicuramente a diradare un po' i post su questo blog ma che mi procurerà nuove vie verso l'apprendimento, lo studio e l'affinamento di teorie già acquisite. Anche allo scopo di migliorare mdpstudio [3]: per lo sviluppo di un buon progetto sul Web ci vuole pianificazione, occorre strategia, insomma marketing ;)
Ciscun componente del gruppo ha espresso, nalla propria wishlist, i temi intorno ai quali vorrebbe si sviluppassero discussioni e formulassero teorie e pratiche. Io ho segnalato due argomenti che l'autorevolezza e l'esperienza dei miei collavoratori (come ama definirli Pier Luca) sicuramente mi aiuteranno a sviluppare e capire:
(1) elaborazione e studio di una metrica per il Corporate Blogging
(2) monitoraggio della reputazione online attraverso tecniche di Web Text Mining
L'entusiasmo è tanto (come sempre)!
Mi auguro di essere all'altezza :)
[1] Marketing Agorà - il Manifesto
[2] Pier Luca Santoro - marketingblog
[3] lo mio studio - mdpstudio.it
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