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sabato 18 ottobre 2008

SEO, sempre SEO, fortissimamente SEO

Lo sapevate che SEO non è solo Search Engine Optimization (al femminile) o Search Engine Optimizator (al maschile)?

Nella versione italiana dell'Enciclopedia ho trovato che SEO è il codice aeroportuale IATA dell'aeroporto civile di Seguela (Costa d'Avorio), il codice ISO 639-3 della lingua suarmin e che SEO è anche un comune sopresso, ora frazione di Stenico in Trentino.

Poi, non contento, sono passato alla versione anglosassone e...

SEO sta per Seasonal Equity Offer, qualcosa che ha a che fare con offerte pubbliche delle Aziende (andate qui se volete saperne di più). Ma è anche la versione romana del comune nome coreano Suh, il Site Enhancement Oil usato dai bodybuilders per dare maggiore risalto alle dimensioni di alcuni muscoli, il Socio-Economic Objective, uno schema di classificazione utilizzato dall'Australian Standard Research Classification (leggetene qui) e, per finire, lo State Electoral Office che è l'ufficio elettorale dello stato del South Australia (in Australia).

Avete informazioni per completare la lista?

E poi: quale di questi tanti significati si avvicina di più al SEO per come lo abbiamo sempre inteso su questo ed altri blog di Web Marketing?

Io un'idea ce l'ho
: Site Enhancement Oil :)

venerdì 30 novembre 2007

Motori di Ricerca - Classi di Ricerca e Comportamento degli Utenti

Segnalo due studi interessanti che hanno come oggetto i Motori di Ricerca ed il comportamento degli utenti del web di fronte ad essi e di come lo studio del comportamento dell'utente e della segmentazione degli utenti stessi possa aiutare un SEO nel processo di definizione delle Keyword.

Il primo studio è un post di ranfish di Seomoz
[1] in cui viene esposta una teoria sulla segmentazione degli utenti dei Search Engine in relazione alle intenzioni di ricerca e alle motivazioni dell'utenza a fare un tipo di ricerca piuttosto che un altro. Quattro sono i tipi di query [G1] individuati per i quali randfish indica un valore in termini di rientro economico per la pagina Web raggiunta a valle della ricerca stessa. Mi aiuto con le sue stesse illustrazioni (thank you randfish!):

Navigatinal Queries


Si tratta delle ricerche effettuate quando l'utente ha il dichiarato intento di raggiungere uno specifico sito web non ricordandosene l'URL [G2] e che, quindi, utilizza il motore di ricerca come se fossero le White Pages (pagine bianche).
Valore: in genere basso


Informational Queries


Sono le ricerche che l'utente effettua per reperire sul Web delle informazioni: previsioni del tempo, distanze tra due città per una gita...
Valore: medio

Commercial Investigation Queries


L'utente effettua questo tipo di ricerca quando non vuole una semplice informazione ma nemmeno effettuare l'acquisto di un bene/servizio. L'esempio riportato da randfish è quello di una ricerca mirata all'identificazione della miglior marca nel mercato delle telecamere digitali:l'utente non necessariamente la vuole acquistare ma ha bisogno di una prima panoramica che poi, magari, lo guiderà in un eventuale acquisto.
Valore: alto

Transactional Queries


E' il tipo di ricerca che l'utente effettua quando è orientato all'acquisto di un bene o un servizio sul Web ma che non implica necessariamente il pagamento online.
Valore: molto alto

Questo studio può essere molto utile per definire il tipo di chiave da utilizzare e può indirizzare lo specialista ad individuare quali debbano essere le sezioni in cui collocare gli annunci (per le Commercial Investigation e le Transactional Queries) oppure i contenuti (Informational Queries) oppure ancora i link (Navigational Queries). Tale analisi però, a mio avviso, deve essere fatta a valle del
processo di definizione degli obiettivi di un Sito Web (si vedano le slides in [3]); un'analisi che, a me appare logico, definirà anche da che tipo di ricerca di utente su un Motore dovranno provenire le visite.

Ma questo
non è tutto !


randfish ha individuato solo le classi di ricerca ma non le chiavi specifiche utilizzate per le ricerche. Il lavoro di tesi fatto in TSW da Michela Battocchio, studentessa di Scienze Cognitive [4], ci può aiutare dato che in esso si vede nella teoria della Grammatica Cognitiva un metodo per identificare le parole chiave legate ad una data regione (nel senso di idea o concetto relativi ad un Sito) e per ordinare tali parole in base alle preferenze dell'utente.

Nell'abstract della Tesi [5] Michela Battocchio presenta l'indagine effettuata su un campione di più di cento persone e illustra un report sul comportamento davanti ad un Motore di Ricerca del campione utilizzato relativamente a:
  • ricerca in una determinata area
  • soddisfacimento rispetto ai risultati ottenuti
  • comportamento successivo di particolarizzazione della ricerca con parole chiave più mirate o modifica radicale della chiave di ricerca stessa
  • nomi, aggettivi e verbi utilizzati nella ricerca
Si tratta, quest'ultimo, di un tema affascinante che non rientra tra quelli trattati in questo blog (non posso addentrarmi nella trattazione di un argomento del quale non so nulla!) ma sarò lieto se qualche esperto arricchisse questo post con commenti esplicativi sulla teoria di Langacker [6].

Webliografia

[1] SEOmoz - Segmenting Search Intent
[2] mdplab - i Motori di Ricerca del Futuro...
[3] mdplab - Branding e (Web) Marketing ma...senza Keyword
[4] TSW - Progetto di ricerca TSW - Università di Trento: il contributo di Michela Battocchio
[5] Michela Battocchio - l'abstract della Tesi Parole Chiave e Motori di Ricerca
[6] Langacker


Glossario

[G1] Query
[G2] URL

P.S. Questo post è un esperimento. Tra qualche giorno, se siete curiosi, lo spiegherò :) Se qualcuno per caso avesse capito (ne dubito!), tenga per un po' il segreto ;)

giovedì 18 ottobre 2007

l'Abruzzo, il Marketing Turistico e il Marketing Territoriale - i primi Numeri dell'Estate 2007. Riflessioni e Domande su come proseguire


Questo è il titolo di un articolo sul quotidiano d'Abruzzo il Centro [1] che mostrava i numeri dei primi bilanci sull'andamento della stagione estiva 2007. Risultano aumentati sia gli arrivi [G1] sia le presenze [G2] degli italiani; in diminuzione, invece, le cifre relative al turismo straniero.

L'Assessore al Turismo della Regione Abruzzo (e coordinatore Italiano degli Assessori al Turismo delle Regioni Italiane) Enrico Paolini evidenzia nell'intervista dell'articolo un altro dato molto importante: il dato in flessione del turismo straniero è dovuto ad un cambiamento di tendenza.

I turisti stranieri, infatti, arriverebbero sempre più in Abruzzo per acquistare e ristrutturare appartamenti. Un dato, questo, di cui anche Lucilla Incorvati ha parlato in un pezzo nella rubrica Vacanze e Week End de il Sole 24 Ore individuando le ragioni di questo nuovo trend, oltre che ovviamente nelle caratteristiche del territorio, anche nei bassi prezzi rispetto alle analoghe offerte in regioni come Toscana e Umbria.

Abruzzoshire funziona. La campagna di Marketing Territoriale, avvenuta in prevalenza oltre i confini del Web con Workshop e visite ad operatori ([2] e [3]), ha dato evidentemente i suoi frutti. Il caso di Santo Stefano di Sessanio [4] è l'emblema di tale successo.

A questo punto si tratta di definire un obiettivo: riportare in alto anche i dati del Turismo in Abruzzo o continuare, per il target straniero, la promozione del Brand Abruzzo soprattutto in chiave Territoriale (piuttosto che turistica)? E, in ogni caso, come muoversi?

Qualora si decidesse di puntare a riportare anche il turismo straniero in questa regione, il Web potrebbe dare una spinta sostanziale a patto, però, che le vie di accesso che Internet offre al nostro prodotto turistico diventino più efficienti e, soprattutto, usabili anche per gli stranieri. Una traduzione nelle varie lingue delle numerosissime schede Abruzzesi di Internet potrebbe essere un passo in avanti. Purchè la traduzione non sia semplicemente linguistica ;)

Voglio dire cioè che un'attenta analisi del target straniero potrebbe portare ad esaltare nella presentazione dell'offerta alcune caratteristiche. Una esaltazione nella presentazione sul Web che sarebbe il logico seguito ad un riordino ad hoc dell'offerta turistica sul territorio.

Se invece l'obiettivo è continuare ad attrarre investimenti stranieri per avviare circoli virtuosi, all'interno dei quali molti vantaggi potrebbero derivare anche per il mercato turistico, il discorso è diverso. Se Abruzzoshire ha funzionato ritengo siano già dischiuse alcune strade. Non resta altro che continuare percorrerle.

E l'apertura di Agenzie Immobiliari destinare esclusivamente a stranieri a Teramo e Sulmona penso sia, in tal senso, un fatto molto importante!

Mi chiedo adesso: come attuare in modo efficiente e proficuo una strategia congiunta di Marketing Territoriale e Turistico? Può essere, questa, una strada in grado di portare frutti? Come?

Webliografia

[1] il Centro - il Sito Web del quotidiano d'Abruzzo
[2] mdplab - Marketing Territoriale e Turismo Sociale: Appunti dal Convegno
[3] mdplab - Abruzzoshire, risultato di una Strategia di Marketing Territoriale targata Abruzzo. Si, ma il Web ?
[4] Santo Stefano di Sessanio su Wikipedia

Glossario

[G1] arrivi - numero di persone che registrano un loro ingresso presso gli esercizi alberghieri
[G2] presenze - sommatoria del numero di giorni in cui ogni singolo turista ha soggiornato in un esercizio

venerdì 31 agosto 2007

Landing Page: A/B Test o più Gruppi di Annunci in AdWords?

Metto a confronto in questo post i due metodi di test delle Landing Page [G1] presentati da Johnnie (slides del SES di Milano [1]) e da Fradefra (post su YoYo Formazione [2]).

I due metodi sono:

A/B Test (Johnnie)



Alla slide 35 c'è il succo del discorso: utilizzare dentro il tag [G2] uno script [G3] in grado di mostrare ai visitatori in modo randomico due (o più) versioni del contenuto della pagina che vuole portare verso l'obiettivo (Call to Action). La migliore Landing Page sarà quella che avrà prodotto un più elevato tasso di conversione [G4].


Gruppo di annunci per ciascuna pagina
da testare in una campagna Pay-per-Click (
Fradefra)


Nella stessa campagna
AdWords [G5] attualmente in corso per Maisazi [3] Francesco sta utilizzando quattro differenti Landing Page. La campagna è pianificata in modo da avere, negli annunci a pagamento (per ora ha escluso gli annunci sui siti che includono l'AdSense [G6]), la stessa probabilità di comparsa per ciascuna delle quattro pagine. Il tutto finalizzato, ancora una volta, all'individiazione della pagina che riesce a convertire di più.

L'obiettivo quindi degli esperimenti è lo stesso ma evidentemente le modalità di perseguirlo sono differenti. Quello che voglio cercare di capire è perchè preferire un metodo o un altro, quale risulta meno costoso e quale poi da risultati più affidabili (più alto ROI [G7], tanto per intendersi).

Ecco le mie riflessioni che voglio condividere innanzi tutto con Johnnie e Fradefra.

Mi sembra che quello di
Fradefra sia un esperimento in senso stretto e (così, a sensazione) mi viene da dire che se in ballo ci fosse un business, probabilmente un cliente di un'Agenzia di Web Marketing non sarebbe disposto a pagarlo a meno che non ci sia un reale interesse. Ma forse mi sbaglio :-)

Il test che descrive Johnnie, invece, mi sembra si possa condurre all'interno di una "campagna reale" (cioè quando il cliente ha pagato il consulente) e che non necessariamente sia di tipo Pay-per-Click [G8]. Strettamente per il Pay-per-Click mi sembra sia, invece, il test di Fradefra.

Per quanto detto sarei portato a dire che la scelta di quale tra i due metodi utilizzare sia dettata principalmente da questioni di budget oppure anche da che tipo di strategia si intende utilizzare: se quella limitata nel tempo del PPC (e qui importante sarebbe il test di Fradefra) o quella più duratura del posizionamento organico (e qui si potrebbe seguire l'A/B test descritto da Johnnie).

A questo punto, però, mi rendo conto che le mie domande potrebbero essere riformulate in un modo diverso. E cioè:

invece di chiedere se sia più costoso l'A/B test o il test sui gruppi potrei chiedere se sia più costoso per un cliente il posizionamento organico (in tal caso per condurre il test di Fradefra di dovrebbero spingere più pagine) o una campagna di Pay-per-Click (al netto del costo dei Click). Analogamente per il ROI: è più alto in caso di posizionamento organico o con un Pay-per-Click?

Probabilmente non c'è una regola
(altrimenti uno dei due metodi non esisterebbe!). Forse le cose cambiano al variare del tipo di mercato in cui cui ci si muove! Oppure sto banalizzando il problema?

Un' ultima domanda: sono appassionato di statistica e non posso non chidedere quanto grande debba essere il campione (numero di click) per poter ritenere attendibili tali test.

La parola agli esperti!

Webliografia

[1] 980km -
Landing Page al SES Milano 2007
[2] YoYo Formazione -
La necessità di ripetere alcuni test sulle landing
[3] Maisazi - il sito

Glossario

[G1] Landing Page
[G2] HTML e Tag
[G3] Script
[G4] Conversion Rate
[G5] AdWords di Google
[G6] AdSense di Google
[G7] ROI
[G8] Pay per Click

mercoledì 29 agosto 2007

Un passo Oltre Google...



Non di solo Google vive un Sito!

Occorre creare per il proprio spazio Web il numero maggiore possibile di vie di accesso. Una strada è quella del Social Networking [G1] e del Citizen Journalism [G2]: partecipare, essere presenti, segnalare articoli propri e di altri in queste Reti con almeno due obiettivi: accrescere il know how e aumentare la visibilità online.

Comincio da me!

Superata la questione filosofica della definizione degli obiettivi (consapevole del fatto che su questa strada altri ne potrò definire, almeno perchè col tempo di questo mondo avrò sicuramente conosciuto meglio le dinamiche) ho avuto il problema di superare la barriera tecnologica.

Nessun ostacolo nel registrare l'utenza e nel cominciare a segnalare articoli. Ma poi il dubbio: come posso permettere ai lettori di segnalare i miei? Da altre parti avevo visto alla fine di ogni post i pulsanti di segnalazione ma non sapevo come poterli inserire.

Ho cercato aiuto a zio G ma dai risultati alle numerose query ("integrare OKNOtizie su Blospot", "integrare OKNOtizie su Blogger", "inserire pulsante OKNOtizie su Blogger" e tante altre) sembrava che nessuno spazio Web desse istruzioni su come poter fare. Così ho chiesto aiuto a Johnnie (grazie :-) ) che è intervenuto direttamente sul codice del mio Blog (piattaforma Blogger) per inserire il bottone che permette ai lettori di segnalare il post su OKNOtizie [1].
Poi, siccome l'appetito vien mangiando, in una notte, cercando di capire ciò che Johnnie aveva combinato, e ritornando un po' indietro nel tempo vestendo i panni del programmatore (vanto un passato nell'Assembly e nel C++ :-)) ho inserito i pulsanti anche per Segnalo [2], Diggita [3], SEOtribu [4] (grazie a Maurizio Petrone per l'immagine, spero non ci sia il Copyright :-)) e Technorati [5].

Diventato ormai esperto (ehi, sto scherzando!), ho aggiunto vicino al mio nome che firma ogni post il "bannerino" di mdpstudio.it: un po' di autopromozione, sperando che non infastidisca (a proposito, se me lo consigliate, lo rimuovo subito)!

E adesso un esperimento (eticamente corretto? Me lo dite?):

Inserire OKNOtizie su Blogspot

Sperando di fare cosa gradita a chi vuole intervenire sul codice di Blogger, pubblico uno screenshot (clickateci su per ingrandirlo) che mostra l'intervento di Johnnie per l'inserimento del pulsante di segnalazione a OKNOtizie sulla piattaforma Blogger e poi il frutto del mio lavoro di copia e incolla per l'inserimento degli altri.

Come inserire OKNOtizie su Blogger
Funziona!

[1] OKNOtizie
[2] Segnalo
[3] DiggITA
[4] SEOtribu
[5] Technorati

Glossario

[G1] Social Networking
[G2] Citizen Journalism

domenica 19 agosto 2007

Fare Soldi con Internet. Il Corporate Blogging secondo Shel Holtz e Ted Demopoulos



Ho terminato il primo libro del trittico che mi sono imposto per Agosto [1]: Blogging for Business di Shel Holtz e Ted Demopoulos. Solo un cenno sugli autori che leggo dall'ultima di Copertina.

Shel Holtz: è il responsabile della Holtz Communications + Technology [2] che può vantare tra i suoi clienti la Pepsi e l'Intel. E' un blogger e un podcaster [G1] ed è abitualmente uno speaker all'International Association of Business Communicators (IABC) Conference e al Reagan's Communicators Conference.

Ted Demopoulos [3]: può vantare un'esperienza di 15 anni come consulente di Cisco System, del Ministero della Difesa Americana, IBM, Hong Koing Telecom e UK Post Office.


Qualche impressione di carattere generale che può aiutare a capire se valga o meno la pena leggere questo libro:


(1) Mi sono preso qualche giorno per digerire i contenuti del Libro prima di scrivere questo post (che, vi anticipo, è frutto di un lavoro di parecchie ore) ma devo confessare che non sono ancora riuscito a capire quale sia il suo Target. Quello dichiarato dagli autori è costituito dai CEO [G2] perchè valutino l'opportunità della pubblicazione di un proprio Blog Aziendale (esterno o interno). Ma volendo tener conto, in questa definizione del target, anche della preparazione tecnica, ho seri problemi a dire se esso debba essere fatto di esperti oppure no. Mi spiego: alcuni argomenti non sono affatto per utenti avanzati ma, nello stesso tempo, penso siano un po' troppo difficili da mandar giù per quanti di Web sanno poco o niente... Mah !

(2) il Corporate Blogging è un fenomeno abbastanza consolidato in America al punto tale che il libro dedica moltissimo spazio all'Internal Corporate Blogging. L'Internal Corporate Blogging è quello fatto dentro la Rete Aziendale ed è visto come un buonissimo metodo di condivisione delle esperienze e dei saperi e, soprattutto, un'ottima via verso l'efficienza in particolar modo in realtà in cui i dipendenti sono in numero elevato e dislocati in posti geograficamente lontani. Ad ulteriore testimonianza (mia e vostra) dell'essere esteso del fenomeno c'è un intero capitolo dedicato alle questioni Legali !

(3) i Casi di Studio presentati hanno tutti una caratteristica: i Blog sono di Grandi Aziende (sono spesso citati i Blog della Sun Microsystem [4] e della General Motors [5]) che già potevano, all'epoca della pubblicazione dei relativi Corporate Blog, contare su un bacino di utenza web molto esteso. Questo ha potuto rendere il Blog un vero e proprio strumento di customer care/service grazie ai feedback dei clienti sui Prodotti venduti !


Ma veniamo agli spunti interessanti (almeno per me, per il fatto che sono ancora in fase di studio del fenomeno; magari per molti di voi questi argomenti saranno scontati):


(a) Come fare soldi con i Blog: un metodo indicato è quello di utilizzare gli AdSense di Google [G3]. Mi chiedo, però, quanto elevato debba essere il numero (medio) di visite giornaliere per giustificare la presenza di annunci pubblicitari sul proprio Blog ? Ci sono casi fortunati in Italia ma mi sembra fin troppo ovvio che la readership potenziale di un blog italiano sia notevolmente inferiore a quella di uno americano e non solo per questioni demografiche; si sa, infatti, che i navigatori americani siano, percentualmente rispetto alla popolazione, molti di più di quelli Italiani :-(

(b) utilizzare un Blog per incrementare il proprio Business significa riuscire a vendere il proprio Prodotto/Servizio utilizzando ogni suo Post. Come ? Per esempio (ci dicono Shell e Ted) inserendo nella sidebar [G4] alcuni Casi di Successo, dei link a pagine interne del Sito Aziendale strategicamente interessanti, un Blogroll con dei Siti in cui si parli bene dell'Azienda e Siti e/o Blog di Aziende il cui Prodotto/Servizio sia un completamento del Prodotto/Servizio offerto dall'Azienda proprietaria del Corporate Blog (per esempio nel Blogroll del Blog di una Web Agency potrebbe essere strategico inserire un Sito di un Web Marketing di qualità e vicecersa).

(c) Promozione del Blog Aziendale: nel libro è presente un breve ma utile elenco di azioni da fare per poter promuovere un Blog Aziendale (o, aggiungo io, più in generale, un Sito Web). Alcune sono: inserire l'URL del Blog nei biglietti da visita, nella firma delle e-mail, nella slide finale delle Presentazioni e nel materiale promozionale distribuito dall'Azienda stessa; fare comunicati stampa online e, ovviamente, Advertising [G5].

(d) Nell'Article Marketing [G6] (di cui so ancora poco) non fare mai una copia dei post ma semplicemente una introduzione per poi presentare un link verso il post completo nel Blog Aziendale.

(e) Attenzione alla SEO Trap: bisogna cioè fare attenzione a non dedicare troppo tempo all'ottimizzazione del blog a discapito della generazione di nuovi contenuti. E' sempre, ovviamente, una questione di compromesso !

(f) Misura dei risultati di un blog: iniziamo dalla fine del capitolo. Importantissimo è l'obiettivo della misura: deve essere quello di dimostrare che la strategia che si sta utilizzando è quella vincente e che, quindi, sta conducendo alla meta prefissata. E' inutile insomma svenarsi per aumentare le visite al proprio blog se poi queste non sono visite che generano conversioni verso l'obiettivo stabilito. Diversi ed interessanti sono i metodi presentati. Per esempio monitorare i post dai quali c'è più frequenza di click verso la pagina "acquista ora" del relativo Sito; valutare i commenti assegnando loro dei punteggi (con un criterio soggettivo) e vedere come, nel tempo, varia la percentuale di quelli positivi rispetto ai negativi al fine di migliorare la qualità dei propri Prodotti/Servizi; monitorare il Buzz [G7] intorno ad un determinato argomento per scrivere su di esso o anche per verificare se si riesce ad influenzarne l'audience.


Concludo con l'ultima frase del libro:

Our reccomendations are clear: business need to be involved in the blogosphere today, and that includes, at an absolute minimum, monitoring blogs and keeping an eye on podcast [G8] and vlogs [G9].

Allora che fate ? Lo comprate anche voi il libro ? Fatemi sapere :-)

Oppure, se l'avete letto, avete notato qualche altro spunto ? Parliamone !

Webliografia

[1] mdplab - Corporate Blogging, Marketing & Business. Il fascino dell'offline !
[2] Shel Holtz - Holtz Communications + Technology
[3] Ted Demopoulos - Demopoulos Associates
[4] Sun Microsystem - il Blog
[5] General Motors - il Blog

Glossario

[G1] podcaster
[G2] CEO, l'Amministratore Delegato
[G3] Google AdSense
[G4] Sidebar
[G5] Advertising
[G6] Article Marketing
[G7] Buzz
[G8] Podcast
[G9] Vlog

sabato 18 agosto 2007

HTML, questo sconosciuto !

L'estate sta finendo ed è quindi tempo che io mi rimetta al lavoro seriamente. mdplab, anche se in effetti non ha mai chiuso, deve riprendere la marcia interrotta qualche settimana fa. Del resto adesso mi sento ancora più stimolato a farlo :-) [1].

C'è ancora tanto, tantissimo da imparare. Ci sono ancora tanti argomenti che mi aspettano e, soprattutto, ancora numerosissimi unread post nel mio feed reader da smaltire. Uno di questi era relativo alla Link Popularity [2]: una presentazione di Leonardo Bellini che ho divorato come faccio con tutte le altre che mi capitano sotto tiro !



Mi sono soffermato sulla slide #24. In essa c'è un utile (almeno per me) esempio di come fare un Anchor Text, il testo clickabile su una pagina Web. Non sono un programmatore, mi piacerebbe molto applicarmi ma purtroppo non trovo ma il tempo. Qualche minuto, però, per fare esperimenti lo rubo sempre al Marketing.

Stavolta non ho fatto altro che copiare dalla slide il codice HTML [G1] che Leonardo Bellini ci consiglia sul mio notepad:

Quindi ho salvato il file con il banalissimo nome test.html ed ho poi richiamato il test con il dopio click, ma...



...ci deve essere qualche problema.

C'è qualche esperto che può aiutarmi ?


Webliografia

[1] mdpstudio.it - Ricci Casa Regalo. Da Via Roma a Internet !
[2] digitalmarketinglab - Natural link building -Presentazione

Glossario

[G1] HTML

martedì 7 agosto 2007

Risorse Umane e Benchmarking per una Strategia di Marketing Territoriale

Sul numero di Luglio/Agosto di Abruzzoeconomia [1] (il bimestrale Abruzzese di Economia, Marketing, Impresa e tanto altro) ho trovato una articolo molto interessante che si incastra alla perfezione con la nuova ondata dell'argomento Marketing Territoriale e Turistico che, in questo ultimo periodo, sta travolgendo me e, conseguentemente, mdplab !

Voglio riportare tre degli interventi citati nel pezzo relativo al Convegno "Comunicare il Territorio" tenutosi a L'Aquila nello scorso mese di Maggio (purtroppo me lo sono perso).

Valentina Bianchi, Assessore Regionale alle Attività Produttive e all'Innovazione, dice: In Abruzzo una struttura di Marketing Territoriale frammentata in soggetti locali è perdente. L'Amministrazione Regionale dovrebbe essere cerniera tra gli investitori esterni e i referenti sul Territorio. Le Agenzie di Sviluppo Locale sono un passo indietro rispetto alla visione di un sistema di promozione territoriale avanzato."

Come darle torto ? Sono convinto che il pensiero dell'Assessore sia applicabile a qualsiasi realtà e non soltanto, quindi, a quella della mia Regione. Potrei dire che, in poche parole, la Bianchi è riuscita a concentrare una bella lezione di strategia !

Ivano Villani, della Ad. Venture (una delle più affermate agenzie pubblicitarie Abruzzesi fresca vincitrice del premio Nazionale Agorà per la pubblicità nella campagna di Comunicazione "Nutriamo la stessa passione" per la Del Verde) ha parlato delle azioni da portare avanti per la realizzazione dei progetti di Marketing Territoriale promossi da Abruzzo Made In Italy (di cui ho parlato qui [2]): integrare saperi e competenze negli studi preliminari, nel mettere in evidenza i punti di forza, nell'identificazione del target e nell'individuazione dei mezzi utili allo scopo. E, cosa più importante, comunicare in modo innovativo il Territorio !


Per ultimo l'intervento di Alberto Sangiovanni Venticelli, Professore dell'Università di Berkley, che quasi sembra rispondere a Villani. Individuo quattro punti del suo intervento (riassunto con detaglio nell'articolo di Abruzzoeconomia):

(1)
Punto di forza della nostra Regione: qualità della vita

(2)
Metodo di Comunicazione: comunicare la presenza in Abruzzo di vincenti realtà d'Impresa (pastificio De Cecco e Micron su tutti) al fine di attrarre unovi investimenti

(3) Risorse da impiegare: le Persone perchè sono proprio le Persone ad essere artefici dell'Innovazione.
(4)
Benchmarking [G1]: sapere capire cosa gli altri fanno bene e cercare di fare proprie quelle esperienze senza paura di confrontarsi.


Una riflessione, al solito, la faccio sulla Comunicazione. La soluzione prospettata dal Professor Alberto Sangiovanni Venticelli di veicolare il messaggio di un Abruzzo sede di realtà Imprenditoriali di successo non individua automaticamente il mezzo da utilizzare. A capire, invece, chi debba essere il "proprietario" del mezzo ci aiutano le parole dell'Assessore Bianchi quando dice che è l'Amministrazione Regionale che dovrebbe tenere i rapporti tra gli investitori e il Territorio.

Sapete dove voglio arrivare...
Anche se il dubbio che un Sito Internet possa essere o meno veicolo di Comunicazione nell'ambito di una strategia di Marketing Territoriale ce l'ho ancora !

Mi aiutate a capire ?


Webliografia

[1] abruzzoeconomia - il Sito Internet del Periodico
[2] mdplab - Abruzzoshire, risultato di una Strategia di Marketing Territoriale targata Abruzzo. Si, ma il Web ?


Glossario

[G1] Benchmarking

domenica 29 luglio 2007

la Processazione del Linguaggio Naturale. I Motori di Ricerca di Terza Generazione


Proprio qualche giorno fa, citando un interessante post su SEOmoz, parlavo delle ragioni per cui un motore di ricerca non restituisce delle informazioni pertinenti alle richieste degli utenti [1]. Una delle ragioni evidenziate da Hamlet Batista era il linguaggio naturale con cui le query sono formulate e l'incapacità degli algoritmi di ricerca di interpretarne correttamente il significato.

Per completare la (breve) trattazione di questo stimolante argomento, faccio menzione di un post su Search Engine Journal in cui Arun Radhakrishnan [2] presenta la nuova capability del motore di ricerca Lexxe [3] di raggruppare i risultati in cluster. Si tratta di una tecnica che permette all'utente di raffinare la propria ricerca accedendo al gruppo di risultati (la colonna compare a sinistra delle SERP) che più si avvicina alla sua query.
Lexxe (di cui personalmente ignoravo l'esistenza) è un Motore di Ricerca basato su avanzate tecnologie di processazione del Linguaggio Naturale.

Essendo sensibile all'argomento [4], sono andato a sbirciare nella pagina Question and Answer [5] di Lexxe. Invito tutti quanti siano interessati alle tecniche di processazione del Linguaggio Naturale, le cosiddette NLP (Natural Language Processing) [G1], a fare altrettanto. E' davvero interessante !


Una sezione della sezione QAA di Lexxe è dedicata alla presentazione delle tecniche NLP utilizzate dal motore. Ne sono presentate tre:

(1) Phrase Recognition
L'algoritmo permette di individuare nella query l'eventuale presenza di una o più frasi. A differenza dei motori di seconda generazione (così sono presentati quelli più usati rispetto ai motori di terza generazione alla quale si sostiene Lexxa appartenga) che interpretano la query come un semplice insieme di parole, il Phrase Recognition conduce un'analisi linguistica sulla query prima di fornire i risultati. La mancanza di questo tipo di analisi (che potremmo definire come una pre-processazione della query) genera nei motori di ricerca di seconda generazione dei risultati il più delle volte non pertinenti.

(2) Short Question Answering
Lexxe conferisce all'utente la possibilità di digitare una vera e propria domanda in linguaggio naturale. L'esempio nella sezione QAA è riferito alla domanda "when is Queen Elizabeth's birthday". Un motore di seconda generazione eliminerebbe dalla query le parole "when" e "is" per poi fornire all'utente dei risultati contenenti molte informazioni inutili; Lexxe a tale domanda restituisce proprio la data di nascita della Regina Elisabetta ! Incredibile (almeno per me)!


(3) Clustering
Lexxe permette di raggruppare nelle SERP in una colonna di servizio i risultati in cluster, gruppi che facilitano l'utente a reperire (con un filtraggio delle ricerche totali) più facilmente l'informazione che cerca.

Questo universo è davvero affascinante! Soprattutto perchè riesce a coniugare due mondi per i più totalmente distanti: quello del linguaggio e quello dei numeri ! Evidentemente riesco a cedere molto facilmente al fascino di entrambi...

Webliografia

[1] mdplab - il Page Rank come l'Auditel. Ecco perchè Google non ci dice tutto quello che vorremmo sapere...
[2] Search Engine Journal - Lexxe : Search Engine that Answers Exact Queries
[3] Lexxe - powered by advanced natural language technology
[4] mdplab - mdplab: nuovi arrivi in Biblioteca
[5] Lexxe - Question and Answer

Glossario

[G1] NLP

sabato 21 luglio 2007

il Page Rank come l'Auditel. Ecco perchè Google non ci dice tutto quello che vorremmo sapere...

Quali sono le ragioni per cui un motore di ricerca non restituisce risultati pertinenti nel 100% dei casi ?

Cerca di spiegarlo Hamlet Batista su SEOmoz [1] con un elenco molto semplice da scorrere. Ho fatto una libera traduzione del post perchè voglio condividere con voi l'argomento e qualche riflessione finale.

Soggettività del concetto di query
Il Concetto di Pertinenza (Relevance) è un concetto soggettivo: ciò che è pertinente ad una richiesta fatta al motore di ricerca da parte di una persona non necessariamente lo è anche per un'altra. Il problema è che il motore di ricerca si comporta sempre allo stesso modo per la stessa query. Hamlet parla di un motore ideale che si basi sulla profilazione dell'utenza e che sia, quindi, in grado di interpretare le query proprio in base ai profili di cui dispone. E la privacy ?

Query in linguaggio naturale e non formale
I motori di ricerca operano su query che sono formulate in linguaggio naturale.
Soprattutto ai meno esperti capita di interrogare Google proprio come se si stesse chiedendo una informazione ad un vigile per trovare una strada o a un commesso per trovare un prodotto in un supermercato. Ingabbiare, però, l'utente in query rigide e
predefinite certamente limiterebbe il successo dei Motori di Ricerca. Si pensi, ad esempio all'utilizzo di un formalismo delle query come nel caso di Sistemi quali MySQL [G1].

Query scarne

Molti utenti dei Motori di Ricerca, pur avendo bene in mente cosa cercare, non sempre sono in grado di formulare la query migliore, nonostante abbiano la possibilità di farlo nel linguaggio comune.

Sinonimia [G2]

La query formulata dagli utenti dei motori di ricerca ha un unico
valore ma molto meglio sarebbe se il Motore di Ricerca ci restituisse dei risultati contenenti anche sinonimi di quella query. Sicuramente si vedrebbe aumentata la probabilità di trovare un argomento davvero pertinente. Giusto, ma mi viene da pensare che in questo modo, oltre a dover chiedere troppo agli algoritmi, sicuramente il numero dei risultati restituiti crescerebbe a dismisura rendendo meno usabili le SERPs. Penso, infatti, che più elevato è il numero di SERP restituite da Google, maggiore è il senso di frustrazione per l'utente !

Polisemia [G3]
L'essere modificato del significato delle parole in dipendenza del contesto in cui esse vengono utilizzate, sicuramente porta a risultati non sempre pertinenti alle intenzioni di ricerca degli utenti dei Motori di Ricerca.


Performance dei Motori non ottimali

Hamlet introduce brevemente due metriche dell'information retrieval [G4]: Precision e Recall. La Precision è la misura della pertinenza dell'informazione restituita a valle di una query mentre la Recall è la misura della bontà dei risultati pertinenti ottenuti. Un
motore di ricerca, o più in generale qualsiasi sistema di information retrieval, lavorerebbe in modo ottimale se sia la Precision sia la Recall fossero pari al 100 %. Ma questo non è possibile dato che è dimostrato che la Precision diminuisce all'aumentare della Recall. Un trade-off, quindi. Un compromesso che gli utenti pagano con l'insoddisfazione delle informazioni restituite :-(

Lo Spam [G5]
Lo spam a valle di una query è il risultato dell'azione poco etica sui parametri rilevanti che gli algoritmi dei motori di ricerca
utilizzando per l'indicizzazione [G6] delle pagine Web. Tali azioni ingannano gli algoritmi (anche se tali algoritmi vanno diventanto sempre più robusti rispetto a tali tecniche black hat [G7] SEO) ed hanno il deleterio effetto di far comparire nelle SERP risultati non pertinenti alle richieste degli utenti.

Hamlet alla fine sponsorizza un ruolo attivo per chiunque abbia un sito web e la legittima aspirazione a comparire nelle SERP che soddisfino gli utenti che hanno eseguito la ricerca: identificare le migliori keyword, includerle nei contenuti e studiare i siti Web più quotati dello stesso "segmento" di appartenenza. Io aggiungerei che da studiare sarebbero soprattutto i profili di utenza o, per meglio dire, del target individuato !

Concludo con una riflessione: la mancata relevance dei risultati alle query è una patologia di cui indubbiamente soffrono i motori di ricerca. Una patologia che, come ho già detto [2], è data dalla stretta connessione che c'è tra la popolarità di una pagina e la sua rilevanza rispetto alla query (vedi Page Rank).
Banalizzando si potrebbe dire che il problema dei motori di ricerca è proprio quello di non sapersi comportare come un vigile urbano o come un commesso quando ad essi viene chiesta un'informazione. Chiedo troppo lo so, ma il fatto è che non mi sembra giusto penalizzare un risultato davvero pertinente soltanto perchè di quella particolare fonte, di quel determinato Sito Web o Blog "non se ne parla abbastanza".

E' un po' quello che succede per interessanti programmi televisivi relegati (quando va bene) alla quarta serata: purtroppo è l'auditel che ne decreta il successo, non il contenuto !

L'auditel come il Page Rank (o viceversa !)

Mi rendo conto che la metafora è un po' forzata (il problema della TV è molto più grave e sicuramente differente) ma spero di aver reso bene l'idea :-)

Webliografia

[1] SEOmoz - 7 Reasons Why Search Engines Don't Return Relevant Results 100% of the Time
[2] mdplab - i Motori di Ricerca del Futuro...

Glossario

[G1] MySQL
[G2] Sinonimia
[G3] Polisemia
[G4] Information Retrieval
[G5] spam
[G6] indicizzazione
[G7] Black Hat

domenica 17 giugno 2007

gazzetta.it o la Gazzetta dello Sport ? ... la seconda che hai detto :-)


Prima di imbarcarmi nella coinvolgente avventura di mdplab avevo una regola: alle otto in punto www.gazzetta.it e rassegna delle principali notizie sportive. Poi, però, alla Rosea s'è sostituito il reader dei miei feed; complice di questo disamoramento sicuramente anche i numerosi scandali che hanno colpito il mondo sportivo in questo ultimo anno :-(

Così mi capita più spesso di leggerla nella versione cartacea (senza dubbio più affascinante e comoda se davanti si ha un cornetto ed un buon cappuccino !) nei fine settimana quando mi concedo colazioni lunghissime da Sandro. Qualche giorno fa, all'ultima pagina, ho trovato un'intervista al direttore Verdelli che parlava compiaciuto dei risultati di GazzaSpace, la community di gazzetta.it.



Incuriosito, tornato a casa, sono tornato sul sito del quotidiano e, con mia grande sopresa, ho notato che gli articoli della Gazzetta sono stati aperti ai commenti con un link che recita un invitante "di la tua". Ho subito pensato: è un'idea brillante. Così i lettori aumenteranno e sarà sicuramente stimolato anche il ritorno sulle pagine per seguire lo sviluppo delle discussioni. La parte più maliziosa di me ha anche riflettutto sui ritorni economici per la vendita di spazi pubblicitari o per la pubblicazioni degli Annunci del circuito di AdSense di Google (che infatti sono presenti). Senza dimenticare il prezioso materiale degli UGC (User Generated Content [G1]) che permette di studiare il comportamento degli utenti ricavandone indicazioni di valore inestimabile.

Insomma: c'è tutto perchè sia una iniziativa di successo!

Una pecca: il processo per la registrazione e per l'intervento degli utenti a livelli della peggior burocrazia! Ma non si può avere tutto...

Volendone parlare su mdplab ho voluto, come mio solito, andare alla ricerca di qualche parere autorevole. Ed ho trovato un post di Luca Conti (Pandemia) [1] dal quale, in primo luogo, ho appreso che l'iniziativa è già abbastanza datata: Luca Conti ne parla già agli inizi di Aprile.

Da Pandemia ho poi scoperto che in GazzaSpace si può creare un proprio blog ma solo dopo aver raggiunto un certo livello nella partecipazione alla Comunità. Questa cosa, a dir la verità, mi sembra stridere con i principi che, immagino, siano alla base della creazione di un Social Network.

Ma ripeto: non si può avere tutto. Almeno per ora !

E' vero, l'iniziativa della Gazzetta è ormai già datata; ma ne ho voluto comunque parlare anche per dire che a gazzetta.it preferisco la Gazzetta dello Sport e che a GazzaSpace preferisco gli amici e le loro chiacchiere da bar :-)


Webliografia

[1] Pandemia di Luca Conti - Gazzetta.it diventa un Social Network: GazzaSpace

Glossario

[G1] User Generated Content

martedì 12 giugno 2007

Ottimizzazione per i Motori di Ricerca e Compliance al W3C - Consigli dal Web

Il consorzio W3C (World Wide Web Consortium) [G1] è l'ente internazionale che si occupa della definizione degli standard per l'interoperabilità tra gli "attori non umani" del Web: server, computer, apparecchiature wireless.

Il W3C si occupa quindi anche delle normative riguardanti le modalità con cui devono essere realizzati tecnicamente i Siti Web; un Sito Web compliant agli standard W3C è caricabile (o meglio, dovrebbe essere caricabile) da qualsiasi server su qualsiasi Personal Computer o dispositivo portatile (purchè le interfacce, cioè i Browser [G2], di accesso al Web di tali dispositivi siano a loro volta conformi alla normativa).

Fatta questa premessa (che chiedo agli esperti di rivedere qualora abbia tralasciato o inteso male qualcosa) mi pongo un problema:
la compliance al W3C impatta o meno l'ottimizzazione per i motori di ricerca ? E in che modo ?

Loren Baker, di Search Engine Journal [1] ha trattato l'argomento qualche tempo fa richiamando nel suo articolo un post di Michael Gray sul suo Gray Wolf's SEO Blog [
2].

Michael sostiene che un sito certificato W3C non ha nessun tipo di spinta al posizionamento anche se uno che ignora totalmente le linee guida del Consorzio potrebbe avere dei problemi in termini SEO.

Non accontentandomi delle sue parole, sono andato a leggere i commenti e lì ho trovato qualcosa di interessante che appunto di seguito:

(1) certificare un sito potrebbe comportare una automatica ottimizzazione per i motori di ricerca. Questo (aggiungo io) al netto di tutte le strategie che poi il SEO deve applicare in materia di contenuti ed usabilità.

(2) provando a fare il check di validazione di google.it si scopre la sua not compliance [3]; se è quindi già Google che viola le regole, perchè dovrebbero rispettarle i poveri Webmaster e SEO ?


(3) il problema della certificazione è relativo più che altro al dover rendere il proprio sito "caricabile" da qualsiasi Browser (sia quelli in uso adesso sia quelli che verranno sviluppati in futuro).
A proposito di questo punto 3 cito l'ultimo post di Johnnie in cui si parla della versione beta del Browser Safari [4] e della preoccupazione che i SEO dovranno avere per adattarsi a questo nuovo prodotto: oltre ad ottimizzare per IE e Firefox, si dovrà ottimizzare anche per Safari.
Qualche riflessione finale...

Sembra che la cosa migliore da fare sia ottimizzare in senso SEO un sito che è già compliant al W3C.

Sforzarsi di trovare le migliori keyword per un sito che poi non viene caricato dal Firefox (dico uno per citarli tutti) non servirebbe proprio a niente. D'altra parte, però, è ovvio che un sito che specchia il W3C fino all'ultimo requisito senza un minimo di lavoro SEO non potrà mai farsi "apprezzare" sul Web !

Riguardo al problema posto da Johnnie mi viene da dire che, se la normativa W3C venisse applicata (da tutti !), non ci si dovrebbe preoccupare del Browser che caricherà sulla macchina dell'utente il nostro sito ottimizzato. O no ?

Webliografia

[4] 980km - Forse non siamo pronti per un Safari nella giungla Windows :(

Glossario


[G1]
W3C
[G2]
Browser

giovedì 7 giugno 2007

Duplicazione dei Contenuti - Google's Claim Your Content ?

Capita da qualche tempo che i miei post siano copiati da un misterioso www.3viso.com. Vedete voi stessi nella sezione Link a questo post di uno dei miei ultimi post [1].

La prima volta mi fece piacere constatare che qualcuno mi avesse citato. Ma dovetti subito ricredermi nel vedere che il post che mi citava era la copia conforme (figure incluse) del mio (ad onor del vero va detto che era citato anche l'autore).

Che sarà successo ? Pensai. Qui c'è qualcosa che non va !


La spiegazione di questo fenomeno l'ho trovata qualche tempo dopo in due post molto interessanti: il primo su Search Engine Journal [2] dal titolo "Google's Claim Your Content?" ed il secondo su Tagliablog [3] intitolato "Contenuti duplicati e posizionamento" (nel secondo viene richiamata una traduzione fatta da Marco Ziero sulla posizione di Google in merito alla duplicazione dei contenuti [4]).

Il tema trattato è quello degli Scraper che sono Siti Web mostranti contenuti prelevati da sorgenti come SERPS [G1], RSS Feeds [G2], Blogs e ogni altro Sito Web. Gli scraper sono Siti che duplicano contenuti da altri Siti sfruttandone la qualità e ricavando (da una visita, quindi, ad un contenuto non originale) introiti per esempio derivanti dal circuito AdSense di Google (www.3viso.com è pieno di annunci !).


Quelli Scraper sono molto spesso dei siti con domini dismessi e poi riacquisiti che, proprio per la loro anzianità sul Web, ingannano i motori di ricerca facendo credere di essere i proprietari dei contenuti a discapito dei proprietari reali costituiti da Siti Giovani costretti (proprio perchè neo-nati) a pagare lo scotto della SandBox [G3] prima dell'indicizzazione.

Dal post di Marco Ziero si deduce che Google definisce duplicato un contenuto quando è la copia identica di un altro (invito a leggere il post completo di Marco [4]). Se volessimo toglierci lo sfizio e reperire sul Web siti che copiano i nostri contenuti, tagliaerbe ci dice come fare segnalandoci quelli che lui definisce Siti Antiplagio; ne segnalo uno in Webliografia [5].

Carsten Kumbrovski di SEJ [2] amplia il discorso segnalando la registrazione da parte di Google di alcuni domini con le frasi “Claim Your Content”, “Claim My Content” e
Claim Our Content” (Claim significa rivendicare) avanzando l'ipotesi che Google stesso stia cercando di mettere a disposizione dei Webmaster dei metodi per segnalare la proprietà di un contenuto. Ma questa è solo un'ipotesi!

Carsten ragiona su quali potrebbero essere i metodi anticscraping. Ne cito due:
  1. invio ai motori di ricerca di un documento sul copyright digitale (DMCA [6], siamo in America !) ogni volta che un sito scrape ruba il contenuto al proprio Sito
  2. fare in modo che il feed (una delle sorgenti per gli scraper) contenga solo una parte del contenuto
Ma poi, riflettendo sul fatto che questi sono metodi dispendiosi (e che porterebbero il Webmaster/Content Manager a non fare nient'altro che claim), Carsten chiude l'articolo chiedendosi come Google potrà risolvere i seguenti problemi:
  • verifica dei siti che rivendicano (claim) la legittima proprietà di un contenuto
  • prevenire che ci sia il claim dei cotenuti da parte di proprietari non legittimi
  • permettere ai proprietari dei contenuti di distribuire una lista con i Siti che possono trattare liberamente i loro contenuti
Interrogativi che, vista anche la mia esperienza personale, mi pongo anch'io !

Webliografia

[1] mdplab - le Previsioni del Mercato Turistico 2007-2017 - dal Summit WTTC
[2] Search Engine Journal - Google's "Claim Your Content" ?
[3] tagliablog - Contenuti duplicati e posizionamento
[4] Marco Ziero - Google su contenuti duplicati
[5] un sito antiplagio - Copyscape
[6] DCMA, Atto sul Copyright Digitale emesso dalla WIPO (World Intellectual Property Organization) - Digital Millenium Copyright Act in pdf

Glossario

[G1] SERP
[G2] RSS feed
[G3] Sand Box